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La violenza nelle relazioni intime è una delle tante forme di violenza di genere. Scopri quanto ne sai e quali argomenti vorresti approfondire.
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Domanda 1 di 13
Il delitto di atti persecutori (stalking) è disciplinato dall’articolo 612-bis del codice penale. Si considera stalking un atto ripetuto che generi un grave stato di ansia o di paura o un timore per l’incolumità (propria o di una persona vicina) o che costringa a cambiare le proprie abitudini di vita.
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Domanda 2 di 13
Non è facile uscire da una relazione violenta ed è fondamentale aiutare e non colpevolizzare le persone che si trovano in questa situazione. È possibile rivolgersi al centro antiviolenza di zona o chiamare il numero 1522.
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Domanda 3 di 13
La vittima più giovane aveva 13 anni, la più anziana 89. Nella quasi totalità dei casi, l’assassino era conosciuto dalla persona uccisa. Nella maggioranza dei casi era il marito, il partner, il convivente; in diversi casi l’ex partner da cui la persona uccisa si era separata o aveva espresso l’intenzione di separarsi; nei rimanenti un conoscente o un parente. In soli 4 casi l’identità dell’assassino rimane ancora sconosciuta. Ci sono stati, inoltre, almeno altri 53 tentati femminicidi riportati nelle cronache online di media nazionali e locali. Fonte: osservatorionazionale.nonunadimeno.net
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Domanda 4 di 13
La gelosia può manifestarsi in una relazione, ma non giustifica comportamenti controllanti. Pretendere di sapere sempre dove si trova una persona e con chi non è un gesto d’amore, ma un modo per limitarne la libertà ed esercitare controllo. La possessività non è una “prova di amore” e rappresenta una forma di abuso emotivo che va riconosciuta e contrastata.
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Domanda 5 di 13
Secondo un ampio sondaggio che ha coinvolto quasi 115.000 donne in Unione Europea, una donna su tre ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita adulta. Una su cinque ha subito violenza da parte del partner, di un parente o di un altro componente della famiglia.
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Domanda 6 di 13
In una relazione non c’è niente di male ad avere interessi diversi, uscire separatamente, non essere d’accordo e litigare. I comportamenti disfunzionali che mirano al controllo e alla ridicolizzazione dell’altrə sono invece importanti campanelli d’allarme di una relazione violenta.
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Domanda 7 di 13
La violenza di genere può assumere molte forme: fisica, psicologica, sessuale, digitale, economica e simbolica. Tutte hanno in comune l'obiettivo di esercitare potere e controllo su un’altra persona in base al genere, all’identità o all’orientamento sessuale. Ad esempio, la violenza economica consiste nel controllare o limitare l’accesso al denaro o alle risorse per rendere la persona dipendente e vulnerabile. È una forma di abuso spesso invisibile, ma molto diffusa, che affonda le radici in stereotipi di genere e disuguaglianze culturali e sociali. Anche il bullismo basato sull’orientamento sessuale, lo stupro, la violenza psicologica, i maltrattamenti fisici e l’invio non consensuale di immagini intime sono tutte forme di violenza di genere. Riconoscerle è il primo passo per prevenirle e contrastarle.
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Domanda 8 di 13
In una relazione sana, si sta insieme per scelta consapevole, non per senso di colpa o per paura delle reazioni dell’altra persona. È comprensibile che una rottura possa causare sofferenza, ma ognunə è responsabile del proprio benessere emotivo. Mantenere una relazione con solo per paura che l’altra persona si faccia del male non è la soluzione: il dolore può e deve essere affrontato con il giusto supporto, anche professionale se necessario. La libertà di scegliere per sé, con rispetto reciproco, è alla base di ogni relazione sana.
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Domanda 9 di 13
I commenti a sfondo sessuale, incluso il catcalling, possono creare disagio, paura e ansia in chi li riceve. Ogni comportamento indesiderato a connotazione sessuale costituisce una molestia.
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Domanda 10 di 13
La violenza contro le donne è un problema sociale e culturale che ha radici profonde e si manifesta in diversi ambiti della società. È necessario quindi l’impegno di tutt3, incluse le istituzioni, per prevenirla e per mettervi fine.
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Domanda 11 di 13
Provocare senso di colpa è una strategia di controllo. Quando una persona fa sentire in colpa l’altra, sta mettendo in atto una forma di manipolazione emotiva. Il ricatto emotivo sfrutta emozioni e paure, minando l’autonomia e il benessere dell’altra persona. In una relazione sana c’è comprensione reciproca e le persone possono esprimere i propri sentimenti.
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Domanda 12 di 13
Quando una persona con cui si ha una relazione, o unə ex, minaccia di inviare foto intime a terze persone senza consenso, sta mettendo in atto una forma di violenza e una violazione della privacy, che costituisce anche un reato. La responsabilità non è mai di chi ha inviato le immagini, ma di chi le usa come strumento di minaccia o coercizione. Se si riceve una minaccia di questo tipo, è importante bloccare il profilo, conservare le prove e parlarne con una persona adulta di fiducia.
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Domanda 13 di 16
Domanda 14 di 16
Domanda 15 di 16
Domanda 16 di 16
La Legge 194 del 1978 ha segnato una svolta fondamentale, legalizzando l’interruzione volontaria di gravidanza e garantendo il diritto di decidere liberamente sul proprio corpo. Negli anni precedenti e successivi, altre importanti tappe hanno contribuito a rafforzare i diritti delle donne in Italia. Nel 1977 è stata introdotta la parità tra uomini e donne nel lavoro, vietando discriminazioni su accesso, retribuzione e carriera. Nel 1981 sono stati cancellati il delitto d’onore e il matrimonio riparatore. Nel 1996 la violenza sessuale è stata riconosciuta come reato contro la persona (non più contro la moralità pubblica).
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Lucia Jorini
Created on November 14, 2025
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La violenza nelle relazioni intime è una delle tante forme di violenza di genere. Scopri quanto ne sai e quali argomenti vorresti approfondire.
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Domanda 1 di 13
Il delitto di atti persecutori (stalking) è disciplinato dall’articolo 612-bis del codice penale. Si considera stalking un atto ripetuto che generi un grave stato di ansia o di paura o un timore per l’incolumità (propria o di una persona vicina) o che costringa a cambiare le proprie abitudini di vita.
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Non è facile uscire da una relazione violenta ed è fondamentale aiutare e non colpevolizzare le persone che si trovano in questa situazione. È possibile rivolgersi al centro antiviolenza di zona o chiamare il numero 1522.
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Domanda 3 di 13
La vittima più giovane aveva 13 anni, la più anziana 89. Nella quasi totalità dei casi, l’assassino era conosciuto dalla persona uccisa. Nella maggioranza dei casi era il marito, il partner, il convivente; in diversi casi l’ex partner da cui la persona uccisa si era separata o aveva espresso l’intenzione di separarsi; nei rimanenti un conoscente o un parente. In soli 4 casi l’identità dell’assassino rimane ancora sconosciuta. Ci sono stati, inoltre, almeno altri 53 tentati femminicidi riportati nelle cronache online di media nazionali e locali. Fonte: osservatorionazionale.nonunadimeno.net
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La gelosia può manifestarsi in una relazione, ma non giustifica comportamenti controllanti. Pretendere di sapere sempre dove si trova una persona e con chi non è un gesto d’amore, ma un modo per limitarne la libertà ed esercitare controllo. La possessività non è una “prova di amore” e rappresenta una forma di abuso emotivo che va riconosciuta e contrastata.
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Secondo un ampio sondaggio che ha coinvolto quasi 115.000 donne in Unione Europea, una donna su tre ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita adulta. Una su cinque ha subito violenza da parte del partner, di un parente o di un altro componente della famiglia.
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In una relazione non c’è niente di male ad avere interessi diversi, uscire separatamente, non essere d’accordo e litigare. I comportamenti disfunzionali che mirano al controllo e alla ridicolizzazione dell’altrə sono invece importanti campanelli d’allarme di una relazione violenta.
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La violenza di genere può assumere molte forme: fisica, psicologica, sessuale, digitale, economica e simbolica. Tutte hanno in comune l'obiettivo di esercitare potere e controllo su un’altra persona in base al genere, all’identità o all’orientamento sessuale. Ad esempio, la violenza economica consiste nel controllare o limitare l’accesso al denaro o alle risorse per rendere la persona dipendente e vulnerabile. È una forma di abuso spesso invisibile, ma molto diffusa, che affonda le radici in stereotipi di genere e disuguaglianze culturali e sociali. Anche il bullismo basato sull’orientamento sessuale, lo stupro, la violenza psicologica, i maltrattamenti fisici e l’invio non consensuale di immagini intime sono tutte forme di violenza di genere. Riconoscerle è il primo passo per prevenirle e contrastarle.
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In una relazione sana, si sta insieme per scelta consapevole, non per senso di colpa o per paura delle reazioni dell’altra persona. È comprensibile che una rottura possa causare sofferenza, ma ognunə è responsabile del proprio benessere emotivo. Mantenere una relazione con solo per paura che l’altra persona si faccia del male non è la soluzione: il dolore può e deve essere affrontato con il giusto supporto, anche professionale se necessario. La libertà di scegliere per sé, con rispetto reciproco, è alla base di ogni relazione sana.
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I commenti a sfondo sessuale, incluso il catcalling, possono creare disagio, paura e ansia in chi li riceve. Ogni comportamento indesiderato a connotazione sessuale costituisce una molestia.
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La violenza contro le donne è un problema sociale e culturale che ha radici profonde e si manifesta in diversi ambiti della società. È necessario quindi l’impegno di tutt3, incluse le istituzioni, per prevenirla e per mettervi fine.
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Domanda 11 di 13
Provocare senso di colpa è una strategia di controllo. Quando una persona fa sentire in colpa l’altra, sta mettendo in atto una forma di manipolazione emotiva. Il ricatto emotivo sfrutta emozioni e paure, minando l’autonomia e il benessere dell’altra persona. In una relazione sana c’è comprensione reciproca e le persone possono esprimere i propri sentimenti.
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Quando una persona con cui si ha una relazione, o unə ex, minaccia di inviare foto intime a terze persone senza consenso, sta mettendo in atto una forma di violenza e una violazione della privacy, che costituisce anche un reato. La responsabilità non è mai di chi ha inviato le immagini, ma di chi le usa come strumento di minaccia o coercizione. Se si riceve una minaccia di questo tipo, è importante bloccare il profilo, conservare le prove e parlarne con una persona adulta di fiducia.
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La Legge 194 del 1978 ha segnato una svolta fondamentale, legalizzando l’interruzione volontaria di gravidanza e garantendo il diritto di decidere liberamente sul proprio corpo. Negli anni precedenti e successivi, altre importanti tappe hanno contribuito a rafforzare i diritti delle donne in Italia. Nel 1977 è stata introdotta la parità tra uomini e donne nel lavoro, vietando discriminazioni su accesso, retribuzione e carriera. Nel 1981 sono stati cancellati il delitto d’onore e il matrimonio riparatore. Nel 1996 la violenza sessuale è stata riconosciuta come reato contro la persona (non più contro la moralità pubblica).
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