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la storia di amore tra catullo e lesbia

Giovanna Incarnato

Created on November 12, 2025

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la storia di amore tra catullo e lesbia

La storia d'amore più moderna nella Roma del I Secolo a.C.
Salvatore Walter De Stefano

INCIPIMUS!

Chi era Clodia?

Clodia (spesso identificata come Clodia Metelli) è una delle figure femminili più complesse e discusse della tarda Repubblica romana, vissuta nel I secolo a.C. Appartenente alla prestigiosa gens Claudia, era probabilmente figlia di Appio Claudio Pulcro e sorella del celebre tribuno Publio Clodio Pulcro, figura centrale della politica popolare romana. Clodia nacque in un contesto aristocratico di altissimo livello. La sua famiglia era una delle più antiche e influenti di Roma, caratterizzata da una forte tradizione politica. Sposò Quinto Cecilio Metello Celere, entrando così in un’altra importante famiglia dell’élite. Dopo la morte del marito (avvenuta nel 59 a.C.), Clodia divenne una donna indipendente e molto visibile nella vita pubblica e mondana della capitale. A differenza del modello tradizionale femminile romano — basato su riservatezza e subordinazione — Clodia si distinse per la sua libertà di comportamento, la partecipazione attiva alla vita sociale e la gestione autonoma delle proprie relazioni e proprietà. Pur non potendo partecipare formalmente alla politica, Clodia esercitò un’influenza indiretta significativa. Frequentava ambienti colti e politici, intrattenendo rapporti con figure di primo piano. La sua casa sul Palatino era probabilmente un centro di incontri mondani e culturali. Il fratello Publio Clodio Pulcro, noto per le sue riforme e il suo stile politico aggressivo, contribuì a rendere la famiglia ancora più esposta e controversa. Clodia, in questo contesto, fu coinvolta — direttamente o indirettamente — nelle tensioni e negli scontri tra le varie fazioni della Repubblica.

Rivalità tra clodia e cicerone

La rivalità tra Clodia e Marco Tullio Cicerone nasce soprattutto dal conflitto tra l’oratore e il fratello di lei, Publio Clodio Pulcro, che aveva fatto esiliare Cicerone dopo la Congiura di Catilina. Questo scontro politico coinvolse indirettamente anche Clodia, rendendola parte del clima di ostilità tra le due parti. Il contrasto diretto emerse nel processo contro Marco Celio Rufo, ex amante di Clodia, in cui Cicerone assunse la difesa. Nel discorso Pro Caelio, egli attaccò duramente Clodia, presentandola come una donna immorale e vendicativa per screditare le accuse contro Celio. Questo ritratto, però, è considerato dagli storici più una costruzione retorica che una descrizione oggettiva. In sintesi, la rivalità non fu solo personale, ma anche politica e propagandistica, e contribuì a fissare un’immagine negativa di Clodia tramandata fino ai nostri giorni

perchè clodia è lesbia?

Clodia viene identificata con “Lesbia”, il nome con cui Gaio Valerio Catullo la celebra nei suoi carmi, per una scelta insieme letteraria, simbolica e anche discreta. Il riferimento principale è all’isola di Lesbo, patria della poetessa Saffo, considerata nell’antichità il modello più alto della poesia amorosa. Chiamando Clodia “Lesbia”, Catullo la eleva a figura ideale dell’amore, associandola a un mondo raffinato, colto e profondamente emotivo. Nei primi carmi, infatti, Lesbia appare come una donna quasi perfetta, oggetto di un amore intenso e totalizzante. Col tempo però, nei versi di Catullo, l’immagine cambia: Lesbia diventa anche simbolo di infedeltà e sofferenza. Questo contrasto tra idealizzazione e disillusione riflette probabilmente la natura reale del loro rapporto, rendendo “Lesbia” una figura complessa, non solo un semplice pseudonimo. Infine, l’uso di un nome fittizio era tipico della poesia latina: permetteva di proteggere l’identità di una donna dell’aristocrazia come Clodia, ma anche di trasformarla in un personaggio letterario, sospeso tra realtà e costruzione poetica.

la storia e l'evoluzione del loro amore: carme 5

“Vivamus, mea Lesbia, atque amemus”In questo carme Catullo celebra l’inizio della sua passione per Lesbia, proponendo un amore pieno, gioioso e libero da convenzioni. Il poeta invita la donna a non preoccuparsi dei giudizi dei “vecchi severi” della società romana, che spesso guardavano con sospetto relazioni sentimentali anticonformiste. Al centro c’è anche un tema fondamentale: la brevità della vita. Catullo sottolinea che il tempo è limitato e che, dopo la morte, non ci saranno più occasioni per amare. Da qui nasce l’idea dei famosi “mille baci, poi cento, poi altri mille”: non sono solo numeri, ma un simbolo del desiderio di rendere eterno l’amore, di sfidare il tempo e la morte con la passione. L’atmosfera è spensierata, ribelle e carica di entusiasmo, mostrando un Catullo innamorato, quasi euforico, che vuole godere di ogni attimo insieme a Lesbia.

la storia e l'evoluzione del loro amore: carme 51

Questo carme segna un momento più intenso e complesso del rapporto. Catullo, ispirandosi a Saffo, descrive l’effetto travolgente che Lesbia ha su di lui. L’amore qui diventa quasi fisico: davanti a Lesbia il poeta perde la voce, il cuore gli batte all’impazzata, le gambe gli cedono, i sensi si confondono. Non è più solo un sentimento gioioso, ma una forza che lo domina, lo smarrisce e lo rende vulnerabile. Questo carme mostra la capacità di Lesbia di scuotere profondamente Catullo, trasformando l’amore in un’esperienza totalizzante, che coinvolge corpo e mente allo stesso tempo. La poesia diventa così un mezzo per esprimere non solo il desiderio, ma anche la sorpresa, il timore e l’intensità emotiva che l’amore porta con sé. Carmen 51 è significativo anche perché segna la fase in cui il rapporto non è più solo gioioso, ma complesso e vulnerabile, mostrando l’impatto totale che Lesbia ha sulla vita del poeta.

la storia e l'evoluzione del loro amore: carme 85

Il celebre “Odi et amo” esprime la fase più tormentata del rapporto. In due versi brevissimi, Catullo rivela il conflitto interiore che domina i suoi sentimenti: ama e odia Lesbia contemporaneamente, senza riuscire a comprendere o controllare questo contrasto. Il carme è intenso per la sua concisione e per la capacità di condensare in poche parole il paradosso dell’amore, trasformato in sofferenza e tormento. Non è più la gioia spensierata di Carmen 5 né la passione travolgente di Carmen 51, ma un sentimento conflittuale e doloroso che mette in luce la fragilità e la profondità dell’esperienza emotiva di Catullo. Carmen 85 è spesso considerato il cuore emotivo della raccolta di Catullo, perché sintetizza la complessità dell’amore umano: desiderio, attrazione, dolore e contraddizione in un unico piccolo ma potentissimo componimento.

Sitografia

Studenti.itSpecchioromano.it Treccani.it

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LA figura di lesbia

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