Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

Perché il BES

youssefbarouz528

Created on November 9, 2025

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Corporate Christmas Presentation

Snow Presentation

Winter Presentation

Hanukkah Presentation

Vintage Photo Album

Nature Presentation

Halloween Presentation

Transcript

il benessere equo e sostenibile

4A ANNO 2025/2026Lavoro di gruppo di:Youssef Barouz Simone Merli Roberto D'Allarmellina Fabio Pietro Quagliero

Il Benessere Equo e Sostenibile

Lo sviluppo di un Paese non può essere misurato solo in termini economici, come fa il PIL, per questo motivo, in Italia è stato introdotto nel 2013 il Benessere Equo e Sostenibile, o BES, studiato da ISTAT e CNEL. Questo indicatore valuta la qualità della vita dei cittadini non solo sotto l’aspetto economico, ma anche sociale e ambientale, prendendo in considerazione la percezione diretta delle persone sui vari aspetti della vita quotidiana

Perché il BES

Il BES nasce dalla consapevolezza che il PIL, pur essendo utile per misurare la crescita economica, non considera ciò che rende la vita davvero degna di essere vissuta, come ricordava Robert Kennedy nel 1968, il PIL misura tutto tranne la salute, l’istruzione, la gioia e le relazioni sociali. Il BES permette quindi di capire meglio il benessere reale della popolazione, andando oltre i semplici numeri economici

I 12 settori del BES

Il BES analizza 12 settori fondamentali della vita dei cittadini: salute, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, benessere economico, relazioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ambiente, ricerca e innovazione e qualità dei servizi. Ogni settore raccoglie dati e indicatori specifici che permettono di avere una visione completa della qualità della vita nel Paese

Salute

Nel 2020 la speranza di vita in Italia è stata frenata dalla pandemia di Covid-19, passando nel Nord da 83,6 a 82 anni, nel Centro a 83,1 e nel Mezzogiorno a 82,2, nonostante il numero di fumatori sia rimasto stabile, è aumentato il consumo di alcol, Il rapporto evidenzia anche uno stile di vita poco salutare, caratterizzato da sedentarietà e obesità, che colpisce oltre quattro persone su dieci

Istruzione e Formazione

L’Italia resta in ritardo rispetto alla media europea per quanto riguarda istruzione e formazione, anche se negli ultimi anni l’aumento di laureati e diplomati ha ridotto questo divario, la partecipazione culturale, in crescita negli anni precedenti, è stata frenata dal Covid-19. Rimane comunque positivo l’aumento della lettura di libri, mentre il numero di lettori di giornali, anche online, è rimasto stabile

Lavoro e Benessere Economico

La pandemia ha avuto un impatto negativo sul mercato del lavoro, con un calo degli occupati tra i 20 e i 64 anni al 62%, e con una forte percezione di insicurezza lavorativa, i giovani sono stati particolarmente esclusi dal mercato, soprattutto nel Sud, anche il reddito e il potere d’acquisto hanno subito conseguenze negative, con un aumento della povertà concentrato su specifici segmenti di popolazione e territori.

Relazioni sociali, politica e sicurezza

Nonostante le difficoltà, è aumentata la fiducia negli altri e la partecipazione sociale ha ripreso a crescere, la partecipazione politica, in particolare tra le donne, ha mostrato segnali positivi, la fiducia nelle istituzioni cresce lentamente, con valori più alti verso Vigili del fuoco e Forze dell’ordine. La percezione della sicurezza è migliorata e si è registrata una riduzione dei reati, soprattutto furti e rapine.

Benessere soggettivo e ambiente

L’impatto del Covid-19 ha influito negativamente sulle prospettive future dei cittadini: meno della metà della popolazione si dichiara soddisfatta della propria vita, con livelli più alti al Nord, la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale procede lentamente, mentre l’attenzione verso i problemi ambientali cresce, raggiungendo il 70% della popolazione preoccupata per le conseguenze della crisi climatica.

Ricerca, innovazione e qualità dei servizi

In Italia la quota di PIL destinata alla ricerca è inferiore alla media europea (1,45% contro 2,14%), nonostante la crescita degli utenti di internet, circa un terzo delle famiglie non dispone di computer e accesso alla rete. La qualità dei servizi ha risentito della pandemia: un cittadino su dieci ha rinunciato a cure sanitarie per difficoltà di accesso, e l’uso dei mezzi pubblici è diminuito.

dove abbiamo preso le informazioni

https://it.wikipedia.org/libro di testo https://www.youtube.com/ istat