La tragedia di Marcinelle
8 agosto 1956-quando il lavoro divenne sacrificio
I.C.S ALBERICO GENTILI PALERMO 25/26
Realizzato da:Bonomolo EldaBuscema Lucrezia Ciravolo Emanuela Ferraro Chiara Savarese Alan Rosario Trombetta Miryam Zanca Francesco Karol
il luogo
indice
Dove
La tragedia
Le conseguenze
Le vittime
Le condizioni di vita
Il significato
Video
Sitografia
DOVE?
BOIS DU CAZIER
Ci troviamo a 1,5 chilometri da Marcinelle, piccola citta in Charlois. Essa è una miniera di carbone in Belgio, allora era la Terra promessa o anche obbligata. “Imparate una lingua e andate all’ estero” - Alcide De Gasperi, padre della Democrazia Cristiana disse.La gente migrava là perchè era un’ Italia in fase di costruzione, fabbriche e resto si stavano ancora costruendo, quindi si scelse principalmente il Belgio come meta di migrazione perché nonostante il conflitto esso mantenne comunque un’ economia estrattiva mineraria. Il Belgio si arricchisce nel frattempo con l’ union miniere, che noi oggi consideriamo una multinazionale che si concentrava nelle miniere di Charlois e nel Congo belga. Il Congo Belga era il principale punto di estrazione quindi le materie prime che non si potevano estrarre là le estraevano a Charlois, tra cui nello specifico il carbone nella zone di Marcinelle. Quindi l’ Italia in fase di ricostruzione dopo la guerra fa un’ accordo sul momento necessario, oggi quasi disumano, col Belgio nel 1946 che fa destinare molti dei lavoratori italiani a estrarre le materie prime nelle loro terre e l' Italia avrebbe ricevuto una parte del carbone estratto.
La tragedia
Tramite una reazione a catena la miniera va a fuoco. Ecco i fatti in ordine cronologico:
Ore
7:50 - 8:04
Ore
8:04 - 8:11
Ore
8:11 - 9:00
ore 7:50 - 8:04
Poco prima delle 8:00 del mattino Antonio Iandetta, addetto al caricamento dei carrelli al livello 975 metri, completa il riempimento dell’ultimo vagoncino e avvia la risalita dell’ascensore. Subito dopo, si allontana dalla sua postazione per cercare altri carrelli pieni. Al suo posto, alle 8:00, rimane Vossor, un aiutante belga che prende temporaneamente in carico le operazioni di carico. Nel frattempo, Morois, il responsabile delle manovre, contatta telefonicamente Vossor. Si trova a un livello inferiore e ha bisogno dell’ascensore per il piano 765 metri, che è più alto rispetto alla sua posizione. I due si accordano su un protocollo operativo: l’ascensore effettuerà due viaggi per servire il livello 765. Questo accordo implica che il livello 975 non potrà utilizzare l’ascensore per due turni consecutivi, sospendendo temporaneamente le operazioni di carico da quel piano. Una volta stabilito l’accordo, anche Vossor si allontana per cercare vagoncini pieni. Intorno alle 8:04, uno dei due ascensori raggiunge il livello 765 metri per essere caricato, mentre l’altro si trova nel pozzo, sopra il livello 350 metri, che stava già andando verso il piano 975.
ORE 8:04- 8:11
Antonio Iannetta torna alla sua postazione e chiede a Vossor se può caricare i carrelli. Vossor gli risponde di sì, anche se in realtà non aveva ricevuto alcuna autorizzazione da Morois, il responsabile delle manovre. Alle 8:10, il primo ascensore arriva in superficie, mentre il secondo discende fino al livello 975. Antonio, ignaro del divieto, si fida della risposta di Vossor e carica i carrelli. Il sistema, però, rileva un’anomalia: il caricamento non era previsto, quindi blocca il carrello durante la risalita e si inceppa. Antonio non capisce cosa stia succedendo, perché il sistema dovrebbe attivare automaticamente l’esclusione in caso di blocco, ma in questo caso non lo fa. Confuso, Antonio prova a riavviare l’ascensore, convinto che il sistema non si sarebbe mosso senza il suo consenso. Nel frattempo, Morois crede che i carrelli siano vuoti e autorizza la risalita. I carrelli iniziano a salire contro il regolamento che prevedeva che non potevano salire carrelli vuoti e pieni nello stesso momento. Uno di essi urta violentemente una putrella del sistema di invio, situata in una zona critica dove si trovano tubazioni di olio ad alta pressione, cavi telefonici, due cavi di alta tensione per l’illuminazione in profondità e condotti di aria compressa per i martelli pneumatici. L’impatto provoca una reazione a catena: il danneggiamento delle strutture causa un incendio di vaste proporzioni che si propaga tra il livello 975 e il 675.
ore 8:11 - 9:00
Esplode l' incendio e Antonio Iandetta riesce a salire e sopravvivere e cerca di dare l' allarme e chiamare i soccorsi. Riescono a mettersi in contatto con i soccorsi di Marcinelle dopo 10 minuti e per arrivare (1 chilometro e mezzo) altri 20. I soccorritori vanno giù con maschere anti gas e non riescono a salvare nessuno poiché era tutto inaccessibile comunicando la notizia alle 9:00. Dopo due settimane riescono ad aprire un varco e comunicano le seguenti parole: "Tutti cadaveri, non è sopravvissuto nessuno" mentre i pochi soppravvisuti dissero fosse l' inferno in terra.
Le conseguenze
Le conseguenze Questa tragedia scuote il Belgio e mostra il suo lato più buio; il razzismo, la xenofobia, la paura dello straniero…. Questo incidente scuote anche l’ Italia con coscienze piene di “Ma non c’ era altro modo di reperire il carbone?”. Fino al 1960 è era nell’ ordine mandare gli italiani dell’ Italia post bellica al lavoro negli altri paesi. Oggi la miniera è un sito unesco e si può andare a visitare e vedere le condizioni con cui lavoravano quei operai. Ogni 8 agosto ora si festeggia la giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo e le campane di quella miniera vengono fatte suonare di nuovo per commemorare le vittime.Per poi non parlare anche il danno alle famiglie che è indescrivibile.
Le condizioni di vita dei lavoratori
I lavoratori, quando arrivarono in Belgio,notarono che le case, che avevano promesso nel contratto uomo carbone, non erano come descritte e spesso piccole e fatiscendi e dovevano ospitare una grande famiglia allargata, con scarsissima igiene. All' interno della famiglia le donne avevano il ruolo di occuparsi dei figli e della casa, invece l'uomo di lavorare alle miniere , anche se , talvolta, anche la donna lavorava nelle miniere per guadagnare piu soldi che risultavano utili. La miniera inoltre era datata del 1830 con mancanza di protocolli di sicurezza, macchinari all' avanguardia e procedure talvolta non rispettate che rendevano il sito pericoloso. Infatti si era anche considerato di chiudere definitivamente il sito ma alla fine non fù fatto per via della domanda di cardone in Belgio e Europa.
LE VITTIME
A causa dell' incendio ci furono numerosissime vittime. 236 minatori. Ognuno di essi un' essere umano in cerca di condizioni di vita migliori. Ogni assenza causata dall' incendio colpì in modo brutale, sia moralmente, che economicamente le famiglie di ogni individuo. Le seguenti nazionalità delle vittime sono:
-136 italiani -95 belgi -8 polacchi -6 greci -5 tedeschi -5 francesi
-3 ungheresi -1 inglese -1 olandese -1 russo -1 ucraino
IL SIGNIFICATO
La tragedia di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto 1956 nella miniera Bois du Cazier in Belgio, causò la morte di 262 minatori, di cui 136 italiani. L’Italia aveva stretto accordi con il Belgio per inviare lavoratori in cambio di carbone, ma le condizioni erano spesso disumane. L’incendio, provocato da un errore umano, mise in luce lo sfruttamento degli emigranti e la mancanza di sicurezza sul lavoro. Marcinelle è diventata il simbolo del sacrificio dei lavoratori italiani all’estero e ha stimolato riflessioni internazionali sui diritti e la dignità del lavoro. Dal 2001, l’8 agosto è commemorato in Italia come Giornata del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo. Il sito della miniera è oggi un luogo della memoria e patrimonio UNESCO.
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Sulla tragedia di Marcinelle
SITOGRAFIA
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La tragedia di Marcinelle
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La tragedia di Marcinelle
8 agosto 1956-quando il lavoro divenne sacrificio
I.C.S ALBERICO GENTILI PALERMO 25/26
Realizzato da:Bonomolo EldaBuscema Lucrezia Ciravolo Emanuela Ferraro Chiara Savarese Alan Rosario Trombetta Miryam Zanca Francesco Karol
il luogo
indice
Dove
La tragedia
Le conseguenze
Le vittime
Le condizioni di vita
Il significato
Video
Sitografia
DOVE?
BOIS DU CAZIER
Ci troviamo a 1,5 chilometri da Marcinelle, piccola citta in Charlois. Essa è una miniera di carbone in Belgio, allora era la Terra promessa o anche obbligata. “Imparate una lingua e andate all’ estero” - Alcide De Gasperi, padre della Democrazia Cristiana disse.La gente migrava là perchè era un’ Italia in fase di costruzione, fabbriche e resto si stavano ancora costruendo, quindi si scelse principalmente il Belgio come meta di migrazione perché nonostante il conflitto esso mantenne comunque un’ economia estrattiva mineraria. Il Belgio si arricchisce nel frattempo con l’ union miniere, che noi oggi consideriamo una multinazionale che si concentrava nelle miniere di Charlois e nel Congo belga. Il Congo Belga era il principale punto di estrazione quindi le materie prime che non si potevano estrarre là le estraevano a Charlois, tra cui nello specifico il carbone nella zone di Marcinelle. Quindi l’ Italia in fase di ricostruzione dopo la guerra fa un’ accordo sul momento necessario, oggi quasi disumano, col Belgio nel 1946 che fa destinare molti dei lavoratori italiani a estrarre le materie prime nelle loro terre e l' Italia avrebbe ricevuto una parte del carbone estratto.
La tragedia
Tramite una reazione a catena la miniera va a fuoco. Ecco i fatti in ordine cronologico:
Ore
7:50 - 8:04
Ore
8:04 - 8:11
Ore
8:11 - 9:00
ore 7:50 - 8:04
Poco prima delle 8:00 del mattino Antonio Iandetta, addetto al caricamento dei carrelli al livello 975 metri, completa il riempimento dell’ultimo vagoncino e avvia la risalita dell’ascensore. Subito dopo, si allontana dalla sua postazione per cercare altri carrelli pieni. Al suo posto, alle 8:00, rimane Vossor, un aiutante belga che prende temporaneamente in carico le operazioni di carico. Nel frattempo, Morois, il responsabile delle manovre, contatta telefonicamente Vossor. Si trova a un livello inferiore e ha bisogno dell’ascensore per il piano 765 metri, che è più alto rispetto alla sua posizione. I due si accordano su un protocollo operativo: l’ascensore effettuerà due viaggi per servire il livello 765. Questo accordo implica che il livello 975 non potrà utilizzare l’ascensore per due turni consecutivi, sospendendo temporaneamente le operazioni di carico da quel piano. Una volta stabilito l’accordo, anche Vossor si allontana per cercare vagoncini pieni. Intorno alle 8:04, uno dei due ascensori raggiunge il livello 765 metri per essere caricato, mentre l’altro si trova nel pozzo, sopra il livello 350 metri, che stava già andando verso il piano 975.
ORE 8:04- 8:11
Antonio Iannetta torna alla sua postazione e chiede a Vossor se può caricare i carrelli. Vossor gli risponde di sì, anche se in realtà non aveva ricevuto alcuna autorizzazione da Morois, il responsabile delle manovre. Alle 8:10, il primo ascensore arriva in superficie, mentre il secondo discende fino al livello 975. Antonio, ignaro del divieto, si fida della risposta di Vossor e carica i carrelli. Il sistema, però, rileva un’anomalia: il caricamento non era previsto, quindi blocca il carrello durante la risalita e si inceppa. Antonio non capisce cosa stia succedendo, perché il sistema dovrebbe attivare automaticamente l’esclusione in caso di blocco, ma in questo caso non lo fa. Confuso, Antonio prova a riavviare l’ascensore, convinto che il sistema non si sarebbe mosso senza il suo consenso. Nel frattempo, Morois crede che i carrelli siano vuoti e autorizza la risalita. I carrelli iniziano a salire contro il regolamento che prevedeva che non potevano salire carrelli vuoti e pieni nello stesso momento. Uno di essi urta violentemente una putrella del sistema di invio, situata in una zona critica dove si trovano tubazioni di olio ad alta pressione, cavi telefonici, due cavi di alta tensione per l’illuminazione in profondità e condotti di aria compressa per i martelli pneumatici. L’impatto provoca una reazione a catena: il danneggiamento delle strutture causa un incendio di vaste proporzioni che si propaga tra il livello 975 e il 675.
ore 8:11 - 9:00
Esplode l' incendio e Antonio Iandetta riesce a salire e sopravvivere e cerca di dare l' allarme e chiamare i soccorsi. Riescono a mettersi in contatto con i soccorsi di Marcinelle dopo 10 minuti e per arrivare (1 chilometro e mezzo) altri 20. I soccorritori vanno giù con maschere anti gas e non riescono a salvare nessuno poiché era tutto inaccessibile comunicando la notizia alle 9:00. Dopo due settimane riescono ad aprire un varco e comunicano le seguenti parole: "Tutti cadaveri, non è sopravvissuto nessuno" mentre i pochi soppravvisuti dissero fosse l' inferno in terra.
Le conseguenze
Le conseguenze Questa tragedia scuote il Belgio e mostra il suo lato più buio; il razzismo, la xenofobia, la paura dello straniero…. Questo incidente scuote anche l’ Italia con coscienze piene di “Ma non c’ era altro modo di reperire il carbone?”. Fino al 1960 è era nell’ ordine mandare gli italiani dell’ Italia post bellica al lavoro negli altri paesi. Oggi la miniera è un sito unesco e si può andare a visitare e vedere le condizioni con cui lavoravano quei operai. Ogni 8 agosto ora si festeggia la giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo e le campane di quella miniera vengono fatte suonare di nuovo per commemorare le vittime.Per poi non parlare anche il danno alle famiglie che è indescrivibile.
Le condizioni di vita dei lavoratori
I lavoratori, quando arrivarono in Belgio,notarono che le case, che avevano promesso nel contratto uomo carbone, non erano come descritte e spesso piccole e fatiscendi e dovevano ospitare una grande famiglia allargata, con scarsissima igiene. All' interno della famiglia le donne avevano il ruolo di occuparsi dei figli e della casa, invece l'uomo di lavorare alle miniere , anche se , talvolta, anche la donna lavorava nelle miniere per guadagnare piu soldi che risultavano utili. La miniera inoltre era datata del 1830 con mancanza di protocolli di sicurezza, macchinari all' avanguardia e procedure talvolta non rispettate che rendevano il sito pericoloso. Infatti si era anche considerato di chiudere definitivamente il sito ma alla fine non fù fatto per via della domanda di cardone in Belgio e Europa.
LE VITTIME
A causa dell' incendio ci furono numerosissime vittime. 236 minatori. Ognuno di essi un' essere umano in cerca di condizioni di vita migliori. Ogni assenza causata dall' incendio colpì in modo brutale, sia moralmente, che economicamente le famiglie di ogni individuo. Le seguenti nazionalità delle vittime sono:
-136 italiani -95 belgi -8 polacchi -6 greci -5 tedeschi -5 francesi
-3 ungheresi -1 inglese -1 olandese -1 russo -1 ucraino
IL SIGNIFICATO
La tragedia di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto 1956 nella miniera Bois du Cazier in Belgio, causò la morte di 262 minatori, di cui 136 italiani. L’Italia aveva stretto accordi con il Belgio per inviare lavoratori in cambio di carbone, ma le condizioni erano spesso disumane. L’incendio, provocato da un errore umano, mise in luce lo sfruttamento degli emigranti e la mancanza di sicurezza sul lavoro. Marcinelle è diventata il simbolo del sacrificio dei lavoratori italiani all’estero e ha stimolato riflessioni internazionali sui diritti e la dignità del lavoro. Dal 2001, l’8 agosto è commemorato in Italia come Giornata del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo. Il sito della miniera è oggi un luogo della memoria e patrimonio UNESCO.
Video
Sulla tragedia di Marcinelle
SITOGRAFIA
grazie per l'attenzione