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UNA VERITÀ NEGATA, UNA MEMORIA VIVA

emaan shaukat

Created on November 7, 2025

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Transcript

Genocidio armeno

12 Nov, 2025

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UNA VERITÀ NEGATA, UNA MEMORIA VIVA

Gurmanpreet Singh, Emaan Shaukat, Geeta Virdi, Minahil Rehman e Khusant Kaur5 ^A AFM

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Genocidio armeno

12 Nov, 2025

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Il genocidio armeno

La Turchia nega ufficialmente che si sia trattato di genocidio, sostenendo che le morti furono il risultato di guerra civile, carestie e malattie

Una negazione che dura da oltre un secolo

  • Tra il 1915 e il 1923, l’Impero Ottomano mise in atto una campagna sistematica di deportazione e sterminio contro la popolazione armena, causando la morte di circa 1,5 milioni di persone.
  • Questo evento è riconosciuto come genocidio da oltre 30 Stati e da istituzioni internazionali come il Parlamento Europeo e il Vaticano.

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2.Le basi ideologiche e giuridiche del negazionismo

  • La Turchia contesta l’applicazione retroattiva del termine “genocidio”, coniato nel 1943 da Raphael Lemkin.
  • Il governo turco sostiene che non vi sia prova dell’intenzionalità dello sterminio, elemento chiave secondo la Convenzione ONU del 1948.
  • La narrativa ufficiale presenta gli armeni come alleati della Russia e traditori dell’Impero Ottomano, giustificando le deportazioni come misure di sicurezza.

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MODALITÁ DI NEGAZIONISMO

STRATEGIA MULTIDIMENSIONALE

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Negazione ufficiale e linguaggio istituzionale

  • Il governo turco evita sistematicamente il termine “genocidio”, preferendo espressioni come “eventi del 1915”.
  • Erdoğan :“La storia va lasciata agli storici”

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negazionismo turco

Manipolazione storiografica e censura accademica

  • deportazioni come risposta una minaccia interna
  • documenti distrutti/alterati
  • minimizzazione dei fatti
  • ostacolo libera ricerca accademica
  • "Killing Orders" di Taner Akçam

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Costruzione della memoria

Propaganda scolastica

  • strumento di indirizzamento ideologico
  • lavaggio ideologico
  • strumento di indirizzamento ideologico
  • lavaggio ideologico

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Museo del "genocidio di Iğdir"

Media, musei e narrativa pubblica

  • La Tuchia ha creato un'infrastruttura culturale negazionista.
  • Il museo del "genocidio di Iğdir" accusa gli armeni di aver massacrato i turchi
  • Evitano il termine "genocidio" si parla invece di "tragici momenti del 1915"
  • L'obiettivo è negare ogni responsabilità storica

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REPRESSIONI DEL DISSENSO E PERSECUZIONE GIUDIZIARIA -ART.301 DEL CODICE PENALE TURCO

"È reato denigrare pubblicamente la nazione turca.”

  • La legge turca prevede il reato di “insulto alla Turchia”, spesso applicato a chi riconosce o discute il genocidio armeno.
  • Il caso più emblematico: Hrant Dink, assassinato nel 2007.
  • Secondo Il Riformista, in Turchia esiste un dissenso interno crescente, ma viene costantemente represso.

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Taner Akcam e le prove documentali del genocidio

  • Si è basato su telegrammi e registri ottomani originali, con il timbro di Talat Pascià (ministro dell'interno)
  • Ha dimostrato l'esistenza di ordini diretti di sterminio
  • Ha ricostrito la rete burocratica che gestiva le deportazioni e le uccisioni degli armeni
  • Smentendo la tesi turca della casualità

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PRESSIONI DIPLOMATICHE E NEGAZIONE INTERNAZIONALE

  • Forti pressioni diplomatiche contro i Paesi che riconoscono il genocidio
  • Ritiro o temporanea sospensione degli ambasciatori turchi
  • Riconoscimento del genocidio come condizione per la Turchia per entrare nell'UE
  • Dichiarazione di Ahmet Necdet Sezer, presidente nel 2005
  • Esitazione a riconoscere il genocidio

CASO PERICEK

Genocidio armeno

  • Doğu Perinçek, politico turco, nega il genocidio armeno durante conferenze in Svizzera (2005).
  • Condannato per discriminazione razziale dalle autorità svizzere.
  • Ricorre alla CEDU: sostenedo la violazione della sua libertà di espressione (art. 10)
  • La Corte gli dà ragione: le sue parole non incitano all’odio.
  • Sentenza: libertà di parola tutelata, ma gli Stati possono riconoscere il genocidio armeno.
  • Caso simbolo del conflitto tra libertà di espressione e memoria storica.

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CASO HRANT DINK

  • Hrant Dink, giornalista turco di origine armena.
  • Fondatore e direttore del settimanale Agos (turco e armeno).
  • 19 gennaio 2007, Istanbul.
  • Ucciso davanti alla sede del giornale, tre colpi alla testa.
  • Impegno per il dialogo tra turchi e armeni; denunciava il genocidio armeno.

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Confronto giornale turco e internazionale

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genocidio sugli armeni: conseguenza

Dopo genocidio: diaspora, rifugiati e memoria

  • Si formano comunità in Siria, Francia; russia e USA.
  • Nacque una vasta diaspora armena.
  • Memoria del genocidio

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Memoria di oggi

24 Aprile - Giorno della memoria del genocidio armeno

Memoriale di Tsitsernakaberd, Yerevan

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LIBRI

FILM

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RICONOSCIMENTO INTERNAZIONALE DEL GENOCIDIO DEGLI ARMENI

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La memoria dei turchi oggi

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Grazie per l'attencione!

TESTO ART.301

Codice Penale Turco

1.Chiunque denigri pubblicamente la nazione turca, lo Stato, la Grande Assemblea Nazionale, il Governo o gli organi giudiziari è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. 2.Chiunque denigri pubblicamente le organizzazioni militari o di sicurezza dello Stato è punito con la stessa pena. 3.L’espressione di un’opinione a scopo di critica non costituisce reato. 4.L’avvio di un’indagine richiede l’autorizzazione del Ministro della Giustizia.

Per accusare uno Stato di genocidio:

1) La vittima dev’essere un così detto gruppo protetto, ossia “un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”; 2) commessi specifici atti illeciti, tra cui “l’uccisione di membri del gruppo”, il provocare “lesioni gravi all’integrità fisica o mentale di membri del gruppo” e “il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale”; 3) tali atti devono essere compiuti con intento genocidario, ossia con “l’intenzione di distruggere” un gruppo protetto “in quanto tale”.

Convenzione delle Nazioni Unite sul genocidio, dicembre 1948

TESTO ART.301

Codice Penale Turco

1.Chiunque denigri pubblicamente la nazione turca, lo Stato, la Grande Assemblea Nazionale, il Governo o gli organi giudiziari è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. 2.Chiunque denigri pubblicamente le organizzazioni militari o di sicurezza dello Stato è punito con la stessa pena. 3.L’espressione di un’opinione a scopo di critica non costituisce reato. 4.L’avvio di un’indagine richiede l’autorizzazione del Ministro della Giustizia.