la scuola siciliana
La Scuola siciliana fu il primo grande movimento poetico in volgare italiano, nato alla corte di Federico II di Svevia tra il 1230 Il tema principale era l’amore cortese, inteso come sentimento nobile e spirituale che eleva l’uomo. La donna era vista come una figura ideale, degna di lode e di devozione. Lo stile era elegante, armonioso e ricco di metafore, con grande attenzione alla forma e alla musicalità del verso.la Scuola siciliana segna l’inizio della poesia italiana in volgare e rappresenta il passaggio dalla cultura latina medievale a una nuova forma di espressione nazionale e letteraria.
SAN FRANCESCO D' ASSISI
San Francesco d’Assisi nacque ad Assisi nel 1182, figlio di Pietro di Bernardone, un ricco mercante di stoffe, e di madonna Pica, una donna di origini nobili. Fin da giovane visse una vita agiata e spensierata: amava divertirsi con gli amici e sognava di diventare un cavaliere famoso.
Durante una guerra tra Assisi e Perugia fu fatto prigioniero e rimase in carcere per circa un anno. Questo periodo segnò l’inizio di un cambiamento interiore. Dopo la prigionia si ammalò e, una volta guarito, iniziò a sentirsi sempre più distante dai piaceri e dalle ricchezze del mondo.
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Un giorno, mentre pregava nella chiesetta di San Damiano, sentì la voce di Cristo che gli diceva: “Francesco, va’ e ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina.”
Francesco prese alla lettera quelle parole e iniziò a restaurare alcune chiese abbandonate, tra cui San Damiano e la Porziuncola.
Per seguire la sua vocazione, rinunciò a tutti i beni materiali, restituendo perfino i vestiti al padre, e scelse di vivere in povertà assoluta, dedicandosi ai poveri, ai malati e ai lebbrosi.
La sua semplicità e il suo amore sincero per Dio e per ogni creatura attirarono molte persone, che decisero di seguirlo: così nacque l’Ordine dei Frati Minori, approvato dal papa Innocenzo III.
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IL CANTICO DELLE CREATURE
Francesco predicava ovunque la pace, l’amore e il rispetto per la natura. Chiamava il sole “frate Sole”, la luna “sorella Luna” e tutti gli esseri viventi “fratelli” e “sorelle”. Da questo profondo legame con il creato nacque il celebre “Cantico delle Creature”, una delle prime poesie in lingua italiana.
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Nel 1224, mentre pregava sul monte della Verna, ricevette le stimmate, i segni delle ferite di Gesù sul corpo, simbolo della sua unione completa con Cristo.
Negli ultimi anni soffrì molto per la malattia e per la cecità, ma continuò a lodare Dio con serenità.
Morì il 3 ottobre 1226, presso la Porziuncola, vicino ad Assisi, cantando il “Cantico delle Creature”.
Due anni dopo, nel 1228, fu proclamato santo da papa Gregorio IX e venne costruita in suo onore la splendida Basilica di San Francesco d’Assisi, dove sono conservate le sue spoglie.
Oggi è considerato il patrono d’Italia e uno dei santi più amati nel mondo, simbolo di pace, fraternità e amore per il creato.
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GIACOMO DA LENTINI
Giacomo da Lentini, detto anche Jacopo da Lentini, nacque a Lentini in Sicilia intorno al 1210. Fu notaio alla corte dell’imperatore Federico II di Svevia, dove nacque la Scuola Siciliana, il primo gruppo di poeti che scrisse in volgare italiano invece che in latino.
Della sua vita si sa poco: visse tra Palermo e la corte imperiale, dedicandosi alla poesia e alla cultura. Morì probabilmente dopo il 1250, forse nella sua città natale.
L' AMORE é UN DESIO CHE VEN DA CORE
La poesia: “L’amore è un desio che ven da core”
Questa poesia è una delle più famose di Giacomo da Lentini. Il titolo completo è: “Amore è un desio che ven da core”
In questi versi, il poeta descrive l’amore come un desiderio che nasce dal cuore, ma prende forma nella mente e si esprime attraverso gli occhi e le parole.
Per Giacomo, l’amore è un sentimento nobile e naturale, che nasce quando una persona vede la bellezza e la bontà in un’altra. Non è solo passione fisica, ma anche pensiero, sentimento e rispetto.
RINALDO D' AQUINO
Rinaldo d’Aquino visse nel XIII secolo, probabilmente tra gli anni 1220 e 1240. Apparteneva alla nobile famiglia degli Aquino, la stessa di Tommaso d’Aquino, anche se i dettagli genealogici sono incerti. Lavorò come falconiere alla corte dell’imperatore Federico II di Svevia. Non si conosce la data precisa della sua morte, ma la sua attività poetica è collocata nei decenni centrali del Duecento.
CIELO D' ALCAMO
Cielo d’Alcamo è un poeta medievale la cui identità precisa è sconosciuta: si colloca probabilmente nel XIII secolo, tra il 1231 e il 1250. Il nome “Cielo” potrebbe derivare da “Celi” (diminutivo di Michele) e “d’Alcamo” fare riferimento alla città di Alcamo, in Sicilia, oppure essere una lettura di “dal Camo”. Non si hanno documenti certi sulla sua vita oltre questo.
Rosa fresca aulentissima
A lui è attribuito il componimento intitolato Rosa fresca aulentissima, un contrasto cioè un dialogo poetico tra due personaggi: l’amante e la donna scritto in volgare siciliano. Il testo è datato tra il 1231 e il 1250.
GRAZIE PER L' ATTENZIONE...
LUIGI SALDUTTI 3°CSA
la scuola siciliana
Ludovico saldutti
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la scuola siciliana
La Scuola siciliana fu il primo grande movimento poetico in volgare italiano, nato alla corte di Federico II di Svevia tra il 1230 Il tema principale era l’amore cortese, inteso come sentimento nobile e spirituale che eleva l’uomo. La donna era vista come una figura ideale, degna di lode e di devozione. Lo stile era elegante, armonioso e ricco di metafore, con grande attenzione alla forma e alla musicalità del verso.la Scuola siciliana segna l’inizio della poesia italiana in volgare e rappresenta il passaggio dalla cultura latina medievale a una nuova forma di espressione nazionale e letteraria.
SAN FRANCESCO D' ASSISI
San Francesco d’Assisi nacque ad Assisi nel 1182, figlio di Pietro di Bernardone, un ricco mercante di stoffe, e di madonna Pica, una donna di origini nobili. Fin da giovane visse una vita agiata e spensierata: amava divertirsi con gli amici e sognava di diventare un cavaliere famoso. Durante una guerra tra Assisi e Perugia fu fatto prigioniero e rimase in carcere per circa un anno. Questo periodo segnò l’inizio di un cambiamento interiore. Dopo la prigionia si ammalò e, una volta guarito, iniziò a sentirsi sempre più distante dai piaceri e dalle ricchezze del mondo.
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Un giorno, mentre pregava nella chiesetta di San Damiano, sentì la voce di Cristo che gli diceva: “Francesco, va’ e ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina.” Francesco prese alla lettera quelle parole e iniziò a restaurare alcune chiese abbandonate, tra cui San Damiano e la Porziuncola. Per seguire la sua vocazione, rinunciò a tutti i beni materiali, restituendo perfino i vestiti al padre, e scelse di vivere in povertà assoluta, dedicandosi ai poveri, ai malati e ai lebbrosi. La sua semplicità e il suo amore sincero per Dio e per ogni creatura attirarono molte persone, che decisero di seguirlo: così nacque l’Ordine dei Frati Minori, approvato dal papa Innocenzo III.
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IL CANTICO DELLE CREATURE
Francesco predicava ovunque la pace, l’amore e il rispetto per la natura. Chiamava il sole “frate Sole”, la luna “sorella Luna” e tutti gli esseri viventi “fratelli” e “sorelle”. Da questo profondo legame con il creato nacque il celebre “Cantico delle Creature”, una delle prime poesie in lingua italiana.
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Nel 1224, mentre pregava sul monte della Verna, ricevette le stimmate, i segni delle ferite di Gesù sul corpo, simbolo della sua unione completa con Cristo. Negli ultimi anni soffrì molto per la malattia e per la cecità, ma continuò a lodare Dio con serenità. Morì il 3 ottobre 1226, presso la Porziuncola, vicino ad Assisi, cantando il “Cantico delle Creature”. Due anni dopo, nel 1228, fu proclamato santo da papa Gregorio IX e venne costruita in suo onore la splendida Basilica di San Francesco d’Assisi, dove sono conservate le sue spoglie. Oggi è considerato il patrono d’Italia e uno dei santi più amati nel mondo, simbolo di pace, fraternità e amore per il creato.
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GIACOMO DA LENTINI
Giacomo da Lentini, detto anche Jacopo da Lentini, nacque a Lentini in Sicilia intorno al 1210. Fu notaio alla corte dell’imperatore Federico II di Svevia, dove nacque la Scuola Siciliana, il primo gruppo di poeti che scrisse in volgare italiano invece che in latino. Della sua vita si sa poco: visse tra Palermo e la corte imperiale, dedicandosi alla poesia e alla cultura. Morì probabilmente dopo il 1250, forse nella sua città natale.
L' AMORE é UN DESIO CHE VEN DA CORE
La poesia: “L’amore è un desio che ven da core” Questa poesia è una delle più famose di Giacomo da Lentini. Il titolo completo è: “Amore è un desio che ven da core” In questi versi, il poeta descrive l’amore come un desiderio che nasce dal cuore, ma prende forma nella mente e si esprime attraverso gli occhi e le parole. Per Giacomo, l’amore è un sentimento nobile e naturale, che nasce quando una persona vede la bellezza e la bontà in un’altra. Non è solo passione fisica, ma anche pensiero, sentimento e rispetto.
RINALDO D' AQUINO
Rinaldo d’Aquino visse nel XIII secolo, probabilmente tra gli anni 1220 e 1240. Apparteneva alla nobile famiglia degli Aquino, la stessa di Tommaso d’Aquino, anche se i dettagli genealogici sono incerti. Lavorò come falconiere alla corte dell’imperatore Federico II di Svevia. Non si conosce la data precisa della sua morte, ma la sua attività poetica è collocata nei decenni centrali del Duecento.
CIELO D' ALCAMO
Cielo d’Alcamo è un poeta medievale la cui identità precisa è sconosciuta: si colloca probabilmente nel XIII secolo, tra il 1231 e il 1250. Il nome “Cielo” potrebbe derivare da “Celi” (diminutivo di Michele) e “d’Alcamo” fare riferimento alla città di Alcamo, in Sicilia, oppure essere una lettura di “dal Camo”. Non si hanno documenti certi sulla sua vita oltre questo.
Rosa fresca aulentissima
A lui è attribuito il componimento intitolato Rosa fresca aulentissima, un contrasto cioè un dialogo poetico tra due personaggi: l’amante e la donna scritto in volgare siciliano. Il testo è datato tra il 1231 e il 1250.
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LUIGI SALDUTTI 3°CSA