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CARAVAGGIO

Marta De Luca

Created on November 5, 2025

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Transcript

CARAVAGGIO

L'ARTE COME REALTA'

Marta De Luca 4D

MICHELANGELO MERISI

Caravaggio (1571–1610) fu un pittore italiano rivoluzionario. Usò un forte chiaroscuro e un realismo drammatico, mostrando la vita e la fede con intensità e verità. La sua arte influenzò tutta la pittura europea.

LE OPERE

CAPPELLA SANTARELLI

VOCAZIONE DI SAN MATTEO

Datazione: 1599–1600 Luogo di conservazione: Cappella Contarelli, Chiesa di San Luigi dei Francesi, Roma Committenza Destinazione originaria: Commissionata dal cardinale Matteo Contarelli per la cappella dedicata al santo omonimo Tecnica e materiali: Olio su tela Dimensioni: Circa 322 × 340 cm

MARTIRIO SAN MATTEO

Datazione: 1599–1600Luogo di conservazione: Cappella Contarelli, Chiesa di San Luigi dei Francesi, RomaCommittenza / destinazione originaria: Stessa committenza della cappella ContarelliTecnica e materiali: Olio su telaDimensioni: Circa 323 × 343 cm

SAN MATTEO E L'ANGELO

Datazione: 1602 Luogo di conservazione: Cappella Contarelli, Chiesa di San Luigi dei Francesi, Roma Committenza / destinazione originaria: Stessa committenza, dopo il rifiuto della prima versione Tecnica e materiali: Olio su tela Dimensioni: Circa 292 × 183 cm

Datazione: 1602 Luogo di conservazione: distrutta durante la Seconda guerra mondiale Committenza / destinazione originaria: Commissionata per l’altare maggiore della Cappella Contarelli, Chiesa di San Luigi dei Francesi, Roma Tecnica e materiali: Olio su tela Dimensioni: Circa 232 × 183 cm

LE OPERE

CAPPELLA CERASI

CONVERSIONE DI SAN PAOLO

Datazione: 1601 Luogo di conservazione: Cappella Cerasi, Chiesa di Santa Maria del Popolo, Roma Committenza / destinazione originaria: Commissionata da Tiberio Cerasi per la sua cappella. Tecnica e materiali: Olio su tela Dimensioni: Circa 230 × 175 cm

Datazione: 1600–1601 Luogo di conservazione: Collezione privata Odescalchi-Balbi, Roma Committenza / destinazione originaria: Commissionata da Tiberio Cerasi per la Cappella Cerasi, Chiesa di Santa Maria del Popolo Tecnica e materiali: Olio su tavola Dimensioni: Circa 237 × 189 cm

CROCIFISSIONE DI SAN PIETRO

Datazione: 1601 Luogo di conservazione: Cappella Cerasi, Chiesa di Santa Maria del Popolo, Roma Committenza / destinazione originaria: Commissionata da Tiberio Cerasi per la sua cappella. Tecnica e materiali: Olio su tela Dimensioni: Circa 230 × 175 cm

VOCAZIONE DI SAN MATTEO

Il momento in cui Cristo chiama Matteo (tema evangelico), seduto al banco delle imposte, a seguirlo. Cinque uomini attorno a un tavolo, A sinistra Cristo e San Pietro che entrano nella stanza. Interno buio e spoglio, illuminato da un fascio di luce obliquo proveniente da destra (grazia divina) che crea un forte chiaroscuro, tipico della pittora di Caravaggio. Matteo indica se stesso a simboleggiare la conversione interiore.Rispetto ai suoi predecessori, Caravaggiio utilizza figure tratte dalla vita quotidiana.

MARTIRIO DI SAN MATTEO

L’uccisione di San Matteo mentre celebra la messa, da parte di un sicario. Numerose figure in movimento (movimenti centripeti); il martire al centro, il carnefice che lo sovrasta, testimoni che fuggono. Spazio caotico, drammatico, immerso in un’oscurità rotta da fasci di luce che puntano verso il martire, andando ad intensificarne la drammaticità.

Il martirio come trionfo spirituale; un angelo discende con la palma del martirio. Rispetto agli autori rinascimentali nel martine non troviamo alcun tipo di compostezza, il martire soffre e viene realizzato secondo un preciso studio dell'anatomia umana.

SAN MATTEO E L'ANGELO

San Matteo, ispirato dall’angelo, scrive il suo Vangelo. Due figure: l’angelo in volo e Matteo, seduto, con il libro sulle ginocchia. Senza ambientazione, per concentrare l’attenzione sulle figure, sui loro volti e sui loro gesti. Le figure sono poste diagonalmente rispetto all'altra e l'angelo (non idealizzato) sembra guidare la mano dell'evangelista. Il libro rappresenta la parola di Dio.

SAN MATTEO E L'ANGELO

San Matteo scrive il Vangelo, ispirato dall’angelo che gli detta dall’alto. Due figure; l’angelo sospeso in volo, il santo seduto al tavolo. Sfondo scuro e privo di dettagli; luce concentrata sui protagonisti. L’angelo rappresenta la voce dello Spirito Santo; Matteo è l’uomo che riceve la rivelazione con umiltà. Matteo non è più un uomo rozzo ma un santo ispirato. Sintesi tra realismo e spiritualità; luce come presenza divina.

CONVERSIONE DI SAN PIETRO

Il momento in cui Saulo cade da cavallo (simbolo della caduta dell’orgoglio umano) e riceve la rivelazione divina sulla via di Damasco. San Paolo disteso a terra, il cavallo sopra di lui, un soldato che assiste. Scena in esterno, ambientata in un paesaggio notturno con forte luce divina dall’alto. Forti chiaroscuri per evidenziare ogni singola figura e ovviamente per assegnare drammaticità alla scena.

l'elemento che colpisce di più e sicuramente l'aspetto celeste che interrrompe l'oscurità di Saulo peccatore e lo trasforma completamente.

CONVERSIONE DI SAN PIETRO

San Paolo, accecato dalla luce divina, cade (rinascita spirituale da cavallo e stende le braccia in segno di resa a Dio. Paolo disteso a terra, il cavallo che occupa gran parte della scena, il servo che lo trattiene. Equilibrio tra immobilità del cavallo e dinamismo del corpo di Paolo. Profondità ridotta; spazio claustrofobico, senza riferimenti paesaggistici, che concentra l’attenzione sulla rivelazione, luce miracolosa che scende dall’alto.

CROCIFISSIONE DI SAN PIETRO

L’opera rappresenta il martirio di San Pietro, crocifisso a testa (umiltà di Pietro che si dichiarò indegno di morire come Cristo) in giù secondo la tradizione cristiana, viene qui mostrato nel momento drammatico in cui tre carnefici sollevano la croce. Lo sfondo, scuro e neutro, con una prospettiva dal basso (aumentando il coinvolgimento emotivo). L’innovazione è rinunciare all’idealizzazione dei personaggi: una rappresentazione realistica del martirio (non eroica, non simbolica, ma quotidiana e umana), in cui la luce diventa anche elemento teologico (sottolinearne la santità interiore), ma anche gli esecutori, nei cui gesti e volti si vede la difficoltà fisica ed emotiva del gesto. La croce pesa davvero, e la santità non è solo gloria: è sofferenza condivisa tra il cielo e la terra.