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Tra il neoclassicismo e il Sublime

ALESSANDRO ZAMBONI

Created on November 5, 2025

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Tra il neoclassicismo e il Sublime

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IL PITTORESCO

Il pittoresco anche se non famoso come il bello o il sublime è stato anch’egli al centro di dibattiti sulla sua natura e descrizione

A meta '600

appare per la prima volta nel boschini che lo definisce "il colpo sprezzante" tipico della scuola veneziana

William Gilpin: Observations on the River Wye and Several Parts of South Wales Relative Chiefly to Picturesque Beauty

Non esaminare semplicemente l'aspetto esteriore di un paese; ma di esaminarlo attraverso le regole della bellezza pittoresca: non limitarsi alla descrizione; ma di adattare la descrizione dello scenario naturale ai principî del paesaggio artificiale; e quello di aprire le fonti di quei piaceri che derivano dal paragone»

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Pose il pittoresco come terza categoria estetica accanto al Bello e al Sublime, come: qualità oggettiva della natura. Una vecchia e pesante quercia o un nodoso olmo, soprattutto quando siano «...ruvidi, muscosi, con un aspetto secolare, e con improvvise variazioni nelle forme», un asino o un cavallo, purché da tiro, una capra piuttosto che una pecora, ancora rovine gotiche di cattedrali e abbazie.

IL sublime

L'estetica del sublime fu elaborata per la prima volta da un autore greco, il cui Trattato del Sublime (I secolo d.C.). Già in questo trattato si manifesta l'aspetto peculiare di un'estetica che supera la concezione mentale del bello e la sua aspirazione a definire canoni oggettivi.

Il sublime è definito come una sensazione di bellezza che nasce dal terrore, la sua caratteristica principale è evidenziare la grandezza della natura in contrasto con la fragilità dell'uomo. a differenza dell'ideale di bellezza neoclassico che trova le sue caritteristiche nell'oggetto, il sublime è espresso nello spettatore

Edmund Burke: A Philosophical Enquiry into the Origin of Our Ideas of the Sublime and Beautiful

L'Enquiry sviluppa la nozione di sublime da un duplice punto di vista: Fenomenologico: la catalogazione, ricca di sfumature e suggestioni degli oggetti che suscitano il sentimento del sublime Scientifico: tramite una teoria esplicativa delle modalità psicofisiche che generano tale emozione. Metodologia più illuministica volta a elaborare una scienza della natura umana

"produce la più forte emozione che l'animo sia capace di sentire"

Nell'idea di Burke è sublime "tutto ciò che può destare idee di dolore e di pericolo"; il sublime può anche essere definito come "l'orrendo che affascina" ("delightful horror"). La natura, nei suoi aspetti più terrificanti, come mari burrascosi, cime innevate o eruzioni vulcaniche, diventa dunque la fonte del sublime, non prodotta dalla contemplazione del fatto in sé, ma dalla consapevolezza della distanza insuperabile che separa il soggetto dall'oggetto.

WINCKELMANN

Il concetto di imitazione: Secondo Winckelmann, non si trattava di copiare gli antichi ma di imitarli per ridargli valore e spirito. “Nobile semplicità e pacata grandezza” Un’opera deve essere semplice e non complessa, pose semplici così da comunicare un’anima nobile. Winckelmann considerava l’arte romana, un’imitazione dell’arte greca. Venne criticato da Giovanni Battista Piranesi disse che Winckelmann si sbagliava perché i romani costruirono anche edifici per la plebe come ponti acquedotti e terme. Giovanni battista mise l’arte classica accanto a quella romana.

"Uno dei massimi teorici del neoclassicismo fu Winckelmann. 1764 “ storia dell’arte presso gli antichi” È una raccolta della storia dell’arte come un’evoluzione di stile non più in modo sistematico, come era stato fatto fino a quel momento.

IL neoclassicismo

Il neoclassicismo comincia a fiorire intorno al settecento, durante il periodo illuminista. In questo periodo aveva molta importanza la sperimentazione infatti i poeti e gli artisti criteri: • Bellezza • Armonia • Compostezza l’arte era guidata dalla ragione. Dall'illuminismo prendeva • Impegno morale • Progresso scientifico • Recupero della semplicità • Purezza della ragione

David e Goya

Il Contesto Storico e la Transizione Artistica

L'analisi comparativa tra Jacques-Louis David e Francisco Goya è un viaggio cruciale che attraversa due epoche fondamentali: il Neoclassicismo (dominato dalla Ragione e dall'Ideale) e l'alba del Romanticismo (caratterizzato dall'Emozione e dalla Cruda Realtà). Attraverso le opere "Il giuramento degli Orazi" (David) e "Il 3 maggio 1808: fucilazione" (Goya), possiamo osservare come l'arte passi dall'essere un modello di virtù all'essere una denuncia della barbarie umana.

Jacques-Louis David

Francisco Goya

Jacques-louis David

NEOCLASSICISMO

Il giuramento degli Orazi
  • Soggetto: Tratto da una leggenda romana, l'opera immortala il momento in cui i tre fratelli Orazi giurano al padre di combattere contro i tre Curiazi per decidere la guerra tra Roma e Alba Longa.
  • La scena è divisa in tre gruppi distinti, incorniciati da tre archi sullo sfondo, che conferiscono una prospettiva rigorosa. I TRE FRATELLI ORAZI, IL PADRE, LE DONNE
  • Messaggio: L'opera celebra la virtù civica romana: l'interesse dello Stato prevale sul sentimento e sugli affetti personali.

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Francisco Goya

ROMANTICISMO

Il 3 maggio 1808: fucilazione alla Montaña del Príncipe Pío

Dettagli Chiave e Composizione:

  • Le Vittime: Il centro emotivo è l'uomo inginocchiato in camicia bianca, illuminato dalla lanterna. Le sue braccia spalancate e la posizione richiamano un martirio, ma è un martirio laico, senza speranza di redenzione divina. I suoi compagni mostrano volti di puro terrore e disperazione.
  • I Carnefici: Il plotone di esecuzione è una massa disumanizzata e cieca. Sono tutti di spalle, senza volto, semplici macchine di morte, simbolo della violenza impersonale del potere militare.
  • Messaggio: Non c'è eroismo, ma solo la denuncia della violenza cieca e ingiustificata. Goya non celebra la nazione, ma piange la condizione umana.

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monumento funebre a maria cristina d austria

NEOCLASSICISMO

commissionato dal duca Alberto di Sassonia per ricordare la consorte Maria Cristina d’Asburgo

Canova con quest’opera vuole sollecitare la meditazione sulla morte. L’opera si presenta come una piramide la punta della piramide è la morte mentre base simboleggia la vita e poggia sulla terra Alla fermezza dello spazio geometrico si intreccia la continuità del tempo simboleggiata dal corteo che scorre. Un gruppo di persone tra cui donne, bambini e vecchi si apprestano ad entrare nella piramide, questi personaggi sono tutti legati fra loro da una ghirlanda di fiori. L’immagine della defunta è ritratta in un medaglione nella sua forma di fanciulla (e viene onorata dalla personificazione delle proprie virtù: • Fortezza - leone accovacciato • Tenerezza coniugale- del duca Alberto, rappresentata dal genio alato • Carità-rappresentata dalla giovane donna che accompagnata da una bambina guida un vecchio Il mondo classico rivive nella scena composta da Canova. La virtù, una figura femminile recante il vaso con le ceneri di Maria Cristina precede il corteo

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