Le popolazioni della Mesopotamia
SUMERI
CINA E INDIA
Introduzione
4100-1750 A.c
ASSIRI
HITTITI
BABILONESI
1600-1200 a.C.
1100 - 612 a.C.
2100-1530 a.C.; 1150-730 a.C.
L'ESPANSIONE
MAPPA
lo stato
codice haMmurrabi
Le prime civiltà sorsero tutte in climi caldi, in presenza di un fiume da cui si ricavava acqua per bere e rendere fertile la terra. Questo vale per le civiltà più note (egizia o sumera), e anche per quelle nate in altre parti del mondo (India, Cina, Centro-America). Al termine dell’ultima glaciazione (10000 a.C. circa) l’Europa si arricchì di laghi, fiumi e foreste, l’Africa progressivamente si desertificò, e condizioni climatiche più miti si mantennero nella Mezzaluna fertile, un’area geografica corrispondente alle valli del Giordano, del Tigri e dell’Eufrate, ove si svilupparono i primi insediamenti umani sedentari, grazie all’agricoltura, le cui prime tecniche furono messe a punto in Anatolia e nella valle del Nilo (8000 a.C.). Mesopotamia significa in greco “Terra in mezzo ai fiumi”: è la regione geografica compresa tra il Tigri e l’Eufrate, i fiumi che scorrevano paralleli dall’Armenia fino al Golfo Persico, le cui acque avevano depositato per millenni sul terreno un’enorme quantità di fango (limo), rendendolo coltivabile. La coltivazione fu agevolata dal fatto che l'uomo riuscì a controllare il corso dell'acqua, attrraverso canali di irrigazione e drenaggio.
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Le civiltà che si svilupparono in questo territorio si organizzarono inizialmente in città stato: Sumeri, Accadi, Babilonesi e Hittiti, che, a partire dal IV millennio a.C., si alternarono sul territorio mesopotamico. A chiudere questo periodo storico furono i Persiani, che invece avevano un'organizzazione statale precisa e accentrata.
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I Sumeri erano una popolazione di provenienza incerta che, alla fine del IV millennio a.C., si stabilì nell’area centro-meridionale della Mesopotamia, dando vita a varie città indipendenti tra loro, come Uruk (la più antica), Kish, Lagash, Nippur e Ur. L’urbanizzazione fu l’esito di un lungo processo evolutivo, ma un ruolo decisivo fu esercitato dalla disponibilità di un surplus di beni primari, grazie a un’agricoltura intensamente praticata, irrigua, integrata e potenziata dall’allevamento e dalla pesca. A seguito di questo la specializzazione artigianale e la divisione in classi sono stati fenomeni economici e sociali che hanno seguito il processo di urbanizzazione.
Ogni città era governata da un re-sacerdote (lugàl), che emanava leggi in nome delle divinità.Tempio e palazzo erano il fulcro dell’organizzazione del potere, raccolti in un unico edificio, la Ziguratt, che fungeva anche da centro economico, raccogliendo e smistando i frutti dell'agricoltura. Il re, per governare la città, si serviva di funzionari e di scribi, che gestivano e controllavano la canalizzazione delle acque, lo stoccaggio delle risorse, la distribuzione delle scorte alimentari, mentre i guerrieri provvedevano alla difesa della città.
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La società dei Sumeri fu tra le prime ad avere una suddivisione in classi sociali, fatto dvuto allo sviluppo dell'economia e alla nascita di centri politici complessi, ossia che racchiudevano più gruppi familiari.
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La nascita della scrittura
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L’invenzione della scrittura può essere considerata una delle più grandi conquiste dell’umanità. I sistemi di rappresentazione del linguaggio attraverso segni grafici si sono evoluti tra civiltà diverse seguendo percorsi abbastanza comuni per poi arrivare spesso alla definizione di un alfabeto. La scrittura ha attraversato precisi passaggi evolutivi: la fase iniziale è quella pittografica-ideografica, in cui i segni sono usati per rappresentare prima un oggetto (pittogramma) e poi un concetto (ideogramma); la fase successiva è quella fonetica, in cui i segni sono invece associati a singoli suoni e sono usati per trascrivere il parlato. La nascita della scrittura è avvenuta all'interno delle più grandi civiltà del mondo, in Medio Oriente ed Egitto (3500-3200 a.C.), Cina (1200 a.C.) e America precolombiana (600 a.C.), seguendo grossomodo le medesime tappe evolutive.
La condizione necessaria alla nascita della scrittura è stata la formazione di complesse società di agricoltori, che si caratterizzarono per una crescente gerarchizzazione e complessità amministrativa, tali da richiedere l’invenzione di sistemi di registrazione. Prima in Mesopotamia, tra il Tigri e l’Eufrate, poi in Egitto, lungo le sponde del Nilo, si assistette all’elaborazione dei primi complessi sistemi di scrittura.
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La scrittura cuneiforme venne elaborata nella seconda metà del IV millennio a.C. dai Sumeri nel sud della Mesopotamia. Il sistema di scrittura sumera discende da una forma più antica di registrazione, diffusa dal IX al IV millennio a.C. Questa prima proto-scrittura si componeva di segni di natura contabile per rappresentare le merci, riportati su semplici supporti modellati in argilla in varie forme chiamati tokens o “gettoni di calcolo”.
Queste prime forme di scrittura subirono una graduale evoluzione verso supporti e incisioni sempre più elaborate, parallelamente alla crescente complessità della società. La scrittura cuneiforme si sviluppò per far fronte a esigenze pratiche legate all’amministrazione delle prime città-stato da parte delle caste sacerdotali che le comandavano.
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La frammentazione politica delle città-Stato sumere favorì l’arrivo in Mesopotamia di popolazioni di pastori nomadi, come gli Accadi. All’inizio del III millennio a.C. tali popolazioni si stabilirono nell’area centrale del corso di Tigri ed Eufrate. Ben presto queste popolazioni assorbirono la superiore cultura sumera, riuscendo a unificare sotto un unico sovrano gran parte della Mesopotamia. Intorno al 2150 a.C., con l’invasione dei Gutei, popolo di origine orientale, l’impero accadico scomparve con la stessa rapidità con cui era sorto. Risorsero le città-Stato sumere, ma si trattò di un periodo di splendore effimero: ben presto le città ripresero i conflitti interni. Durante le guerre tra città-Stato (inizio del II millennio a.C) combattute nell’area mesopotamica, la città di Babilonia, fondata dagli Amorrei, rafforzò la propria influenza. I Babilonesi, culturalmente eredi dei Sumeri, ripresero il progetto di impero universaleche gli Accadi avevano lasciato incompiuto.
Babilonia, antica città della Mesopotamia, fu un importante centro culturale e commerciale che sorgeva tra il Tigri e l'Eufrate. Tra il II e I millennio a.C., raggiunse il massimo splendore sotto Nabucodonosor II. Conosciuta per la ziggurat, la porta di Ishtar e i giardini pensili, fu simbolo di grandezza.
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La parola Babilonia ha vari significati: letteralmente si traduce “Porta di Dio” e indica la città fondata nel III millennio a.C. in Mesopotamia nell’attuale Iraq, dove oggi sorge la città di Al Hillah non lontano da Baghdad; Babilonia però è anche il nome della regione dominata dalla città, la cui estensione cambiò a seconda dei periodi; inoltre, in genere, quando si dice “i babilonesi”, si fa riferimento agli abitanti di tutta la regione.
Non sappiamo molto della fondazione di Babilonia, che è menzionata per la prima volta in una tavoletta sumera risalente all’anno 2500 a.C. circa, probabilmente nacque come porto fluviale sul fiume Tigri.
Nell’anno 1894 a. C. ascese al potere una dinastia di amorrei, uno dei popoli mesopotamici; il sovrano più noto della dinastia è Hammurabi, che regnò dal 1792 al 1750 ed estese significativamente i confini del regno, conquistando molti territori. La dinastia amorrea durò fino al 1595, quando Babilonia fu conquistata dagli Hittiti, un popolo originario dell’Anatolia.
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Con Hamurabi il regno venne ripartito in province, amministrate da un governatore, dipendente dal re, e coadiuvato da un prefetto, che si avvaleva di una polizia cittadina. La società babilonese era dominata dal sovrano, che riassumeva in sé il potere legislativo, esecutivo e giudiziario.
Questo, insieme alla guida dell’esercito, accresceva il prestigio del sovrano rispetto ai sacerdoti. La stabilità del potere consentì ad Hammurabi di condurre una politica espansionistica, consentendogli di effettuare donazioni di terra a ufficiali e soldati, legandoli così a sé. Si formò in questo modo un cetocomposto da giudici, militari e funzionari fedelissimi del re, che rafforzò ulteriormente il potere regio. La presenza di piccoli proprietari terrieri determinò la necessità di reperire schiavi da destinare al lavoro dei campi, il che rappresentò una giustificazione dell’espansionismo.
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Nella società babilonese erano presenti 3 classi, con una suddivisione che ritornerà in tutte le società antiche:
- i liberi (proprietari agricoli, dignitari, sacerdoti, ufficiali e funzionari);
- i semiliberi, che non possedendo terre né mezzi di produzione, dipendevano dal palazzo o dal tempio, ma godevano della libertà personale, ed erano la massa della popolazione;
- gli schiavi, prigionieri di guerra, oppure acquistati nei paesi vicini, o uomini ridotti in schiavitù per debiti.
Durante il regno di Hammurabi la Mesopotamia visse un periodo di floridezza economica: potenziata l’efficienza delle canalizzazioni delle acque con un acquedotto di oltre 80 km per irrigare le zone desertiche, aumentò la produttività agricola. A ciò si aggiungevano la produzione artigianale e un’intensa attività commerciale, gestita da stranieri, che fece della regione un crocevia importante per il commercio tra Occidente ed estremo Oriente. Il commercio si basava sul baratto e le merci erano “pagate” anche con metalli preziosi grezzi.
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Dopo i secoli bui tra il 1530 e il 1150 a.C., durante i quali i babilonesi furono conquistati e assoggettati da altri popoli, dalle ceneri dell’Impero assiro rinacque la civiltà babilonese che, durante il regno di Nabucodonosor II, ( 604-562 a.C) ebbe un’ultima fase di splendore. Durante il regno di Nabucodonosor avvenne quella che il popolo ebraico ricorda come "cattività babilonese", ovvero la conquista della Palestina (597 a.C.) e la successiva deportazione a Babilonia dell’aristocrazia ebraica (586 a.C.). Nel periodo del Regno Nuovo Babilonia divenne uno snodo commerciale importantissimo e una città ricca di edifici sfarzosi e splendidi giardini. Tuttavia, si trattò di una fioritura alquanto effimera: già nel 539 a.C. i Persiani dell’imperatore Ciro II conquistarono la Mesopotamia, spodestando l’ultimo re babilonese, Nabonedo.
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Il Codice di Hammurabi è una delle più antiche raccolte scritte di leggi, promulgata dal re babilonese Hammurabi intorno al 1750 a.C.. È composto da 282 leggi incise su una stele di basalto che si trova ora al Museo del Louvre a Parigi. Il codice, scritto in caratteri cuneiformi, copre vari aspetti della vita sociale come diritto penale, di famiglia e commerciale, e è noto per il principio del "occhio per occhio", ovvero l'idea che la pena debba essere proporzionale al reato commesso. (“legge del taglione” ).Nella parte superiore della Stele di Hammurabi è raffigurato lo stesso Hammurabi in piedi al cospetto del dio Marduk, il sovrano celeste di Babilonia, che gli porge il cerchio e il bastone, simboli tradizionali del potere regale.
Oggi sappiamo, al contrario di quanto si è a lungo pensato, che altri sovrani mesopotamici promulgarono raccolte di leggi prima di Hammurabi. Il Codice di Hammurabi rimane però un documento straordinario, perché fu probabilmente il più esteso nel suo genere e perché, giunto a noi pressoché intatto, è la fonte più importante per la conoscenza del diritto e della società babilonese.
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Alla morte di Hammurabi (1750 a.C.) l’impero babilonese si avviò verso un declino, causato dalle ribellioni dei popoli delle regioni periferiche; vari popoli, approfittando della debolezza dei suoi confini, effettuarono continue incursioni che, intorno al 1550 a.C., culminarono nell’invasione degli Hittiti, abili combattenti, che erano in grado di utilizzare il cavallo e il carro in battaglia.
A capo della società ittita c’era il re, eletto da un’assemblea di nobili guerrieri che lo aiutavano a comandare. Inizialmente anche gli Ittiti erano organizzati in città-stato, ma poi si fusero in un unico impero con capitale Hattusa, circondata da mura. Al centro della città, costruita in una posizione elevata, si trovava la dimora del re e della sua famiglia.
La società era divisa in uomini liberi e schiavi, che godevano però di maggior considerazione che presso altri popoli. Infatti potevano possedere beni e continuare a praticare la propria religione.
L’impero hittita crollò (XIII-XII sec. a.C.), come altri Stati di quell’area, per l’invasione dei Popoli del mare, una delle popolazioni più misteriose della storia antica. Comparvero tra il 1220 e il 1160 a.C. nell’Anatolia siro-palestinese e greca, provenendo forse dalle coste balcaniche del Mar Nero.
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Gli Assiri sono un popolo di origine semitica, stabilitosi, alla fine del III millennio
a.C., nell’alta valle del Tigri. Per quasi un millennio furono sottomessi da Sumeri e Accadi,
rendendosi indipendenti solo nel 1800 a.C., sottto la guida del re
Shasmshi - Adad. Il loro nome deriva da “Assur”, la divinità principale, che sarà anche il nome della loro capitale. Sotto la sua guida occuparono l’Armenia, la
Siria e le coste del Mediterraneo, dove costruirono basi
commerciali, arrivando anche ad occupare la città di Babilonia.
Dopo un periodo di crisi la supremazia militare degli Assiri riprese forza, a partire dal 1100 a.C., con Tiglatpileser I, che impose il dominio assiro sui territori limitrofi, approfittando della crisi egiziana e della debolezza dei regni locali. Tra IX e VIII sec. a.C. conquistarono Siria, Fenicia e Armenia, spostando la capitale a Ninive. I sovrani del VII secolo a.C. fecero raggiungere all’impero il culmine della potenza, con la conquista, da parte di Assurbanipal (668-626 a.C.), dell’Egitto.
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l territorio dell’impero era ripartito tra medio impero, amministrato da funzionari regi e capi tribù, e province esterne, amministrate da governatori di nomina regia.
La conquista e la sopravvivenza di un vasto impero erano possibili solo grazie all’efficienza dell’esercito. Anche i guerrieri assiri possedevano armi di ferro, e la loro tecnica di battaglia era sofisticata e costituiva un elemento decisivo per la vittoria; a ciò si aggiungano un esercito numeroso, talora rinforzato da mercenari, e l’utilizzo di carri trainati da cavalli che garantiva una notevole forza d’urto. Ferocia in battaglia e crudeltà verso i vinti furono perciò gli strumenti del dominio assiro: il terrore divenne un metodo per prevenire rivolte, causate dalle condizioni vessatorie imposte ai popoli sconfitti. Le continue ribellioni erano soffocate con un controllo attento, ricorrendo a massacri e a deportazioni
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Il centro della loro organizzazione politica era il
palazzo, dove risiedeva il sovrano con i suoi
ministri. Ogni città aveva un suo amministratore il quale era
aiutato da un consiglio di anziani, che si occupava
dell’amministrazione della giustizia e del
versamento dei tributi. Il resto della popolazione viveva nella miseria, senza alcun diritto.
L’autorità dell’imperatore era assoluta, strettamente
legata al suo successo come guerriero.
La principale fonte di ricchezza per gli Assiri era il commercio, principalmente legname e rame; la navigabilità di parte del Tigri consentiva il trasporto di merci e il collegamento tra i territori interni dell’Anatolia e la bassa Mesopotamia. La pastorizia rimase l’attività più praticata, ma la conquista di territori fertili e pianeggianti, la distribuzione di terre a soldati, funzionari e fiduciari agevolarono l’affermazione dell'agricoltura e della proprietà fondiaria. I pesanti tributi imposti dai sovrani ridussero però, nel tempo, molti contadini liberi in schiavitù.
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Gli Assiri assimilarono gli elementi propri delle religioni delle civiltà precedenti: accanto ad Assur, dio della forza e della violenza, veneravano Ishtar, dea babilonese della giustizia e dell’amore, e Adad, dio dei cieli. Anche gli Assiri edificarono grandi ziqqurat, accessibili solo ai sacerdoti, e si dedicarono all’osservazione, descrizione e studio degli astri e delle eclissi solari.
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1750-1150 DINASTIA SHANG
Al suo apice, la civiltà potrebbe aver avuto una popolazione di oltre 5 milioni, pari al 10% della popolazione mondiale a quel tempo. Nei suoi insediamenti, i ricercatori hanno scoperto i primi servizi igienici conosciuti al mondo, insieme a pesi di pietra complessi, collane con pietre preziose forate e pietre squisitamente scolpite. Nuove prove suggeriscono che la civiltà della valle dell’Indo, famosa per le sue città ben pianificate e organizzate, preceda l’Egitto e la Mesopotamia.
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Grazie dell'attenzione!
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La prima civiltà che si sviluppò fu quella dei Sumeri che costruirono una serie di grandi centri urbani (i principali erano Uruk e Ur), organizzati come città-stato, indipendenti le une dalle altre.Ogni città era considerata proprietà di un dio, in onore del quale veniva eretto un tempio, la ziqqurat. Il tempio era il centro della vita religiosa, economica e politica della città.
Le popolazioni della Mesopotamia
Marika Dm
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Le popolazioni della Mesopotamia
SUMERI
CINA E INDIA
Introduzione
4100-1750 A.c
ASSIRI
HITTITI
BABILONESI
1600-1200 a.C.
1100 - 612 a.C.
2100-1530 a.C.; 1150-730 a.C.
L'ESPANSIONE
MAPPA
lo stato
codice haMmurrabi
Le prime civiltà sorsero tutte in climi caldi, in presenza di un fiume da cui si ricavava acqua per bere e rendere fertile la terra. Questo vale per le civiltà più note (egizia o sumera), e anche per quelle nate in altre parti del mondo (India, Cina, Centro-America). Al termine dell’ultima glaciazione (10000 a.C. circa) l’Europa si arricchì di laghi, fiumi e foreste, l’Africa progressivamente si desertificò, e condizioni climatiche più miti si mantennero nella Mezzaluna fertile, un’area geografica corrispondente alle valli del Giordano, del Tigri e dell’Eufrate, ove si svilupparono i primi insediamenti umani sedentari, grazie all’agricoltura, le cui prime tecniche furono messe a punto in Anatolia e nella valle del Nilo (8000 a.C.). Mesopotamia significa in greco “Terra in mezzo ai fiumi”: è la regione geografica compresa tra il Tigri e l’Eufrate, i fiumi che scorrevano paralleli dall’Armenia fino al Golfo Persico, le cui acque avevano depositato per millenni sul terreno un’enorme quantità di fango (limo), rendendolo coltivabile. La coltivazione fu agevolata dal fatto che l'uomo riuscì a controllare il corso dell'acqua, attrraverso canali di irrigazione e drenaggio.
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Le civiltà che si svilupparono in questo territorio si organizzarono inizialmente in città stato: Sumeri, Accadi, Babilonesi e Hittiti, che, a partire dal IV millennio a.C., si alternarono sul territorio mesopotamico. A chiudere questo periodo storico furono i Persiani, che invece avevano un'organizzazione statale precisa e accentrata.
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I Sumeri erano una popolazione di provenienza incerta che, alla fine del IV millennio a.C., si stabilì nell’area centro-meridionale della Mesopotamia, dando vita a varie città indipendenti tra loro, come Uruk (la più antica), Kish, Lagash, Nippur e Ur. L’urbanizzazione fu l’esito di un lungo processo evolutivo, ma un ruolo decisivo fu esercitato dalla disponibilità di un surplus di beni primari, grazie a un’agricoltura intensamente praticata, irrigua, integrata e potenziata dall’allevamento e dalla pesca. A seguito di questo la specializzazione artigianale e la divisione in classi sono stati fenomeni economici e sociali che hanno seguito il processo di urbanizzazione.
Ogni città era governata da un re-sacerdote (lugàl), che emanava leggi in nome delle divinità.Tempio e palazzo erano il fulcro dell’organizzazione del potere, raccolti in un unico edificio, la Ziguratt, che fungeva anche da centro economico, raccogliendo e smistando i frutti dell'agricoltura. Il re, per governare la città, si serviva di funzionari e di scribi, che gestivano e controllavano la canalizzazione delle acque, lo stoccaggio delle risorse, la distribuzione delle scorte alimentari, mentre i guerrieri provvedevano alla difesa della città.
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La società dei Sumeri fu tra le prime ad avere una suddivisione in classi sociali, fatto dvuto allo sviluppo dell'economia e alla nascita di centri politici complessi, ossia che racchiudevano più gruppi familiari.
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La nascita della scrittura
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L’invenzione della scrittura può essere considerata una delle più grandi conquiste dell’umanità. I sistemi di rappresentazione del linguaggio attraverso segni grafici si sono evoluti tra civiltà diverse seguendo percorsi abbastanza comuni per poi arrivare spesso alla definizione di un alfabeto. La scrittura ha attraversato precisi passaggi evolutivi: la fase iniziale è quella pittografica-ideografica, in cui i segni sono usati per rappresentare prima un oggetto (pittogramma) e poi un concetto (ideogramma); la fase successiva è quella fonetica, in cui i segni sono invece associati a singoli suoni e sono usati per trascrivere il parlato. La nascita della scrittura è avvenuta all'interno delle più grandi civiltà del mondo, in Medio Oriente ed Egitto (3500-3200 a.C.), Cina (1200 a.C.) e America precolombiana (600 a.C.), seguendo grossomodo le medesime tappe evolutive.
La condizione necessaria alla nascita della scrittura è stata la formazione di complesse società di agricoltori, che si caratterizzarono per una crescente gerarchizzazione e complessità amministrativa, tali da richiedere l’invenzione di sistemi di registrazione. Prima in Mesopotamia, tra il Tigri e l’Eufrate, poi in Egitto, lungo le sponde del Nilo, si assistette all’elaborazione dei primi complessi sistemi di scrittura.
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La scrittura cuneiforme venne elaborata nella seconda metà del IV millennio a.C. dai Sumeri nel sud della Mesopotamia. Il sistema di scrittura sumera discende da una forma più antica di registrazione, diffusa dal IX al IV millennio a.C. Questa prima proto-scrittura si componeva di segni di natura contabile per rappresentare le merci, riportati su semplici supporti modellati in argilla in varie forme chiamati tokens o “gettoni di calcolo”.
Queste prime forme di scrittura subirono una graduale evoluzione verso supporti e incisioni sempre più elaborate, parallelamente alla crescente complessità della società. La scrittura cuneiforme si sviluppò per far fronte a esigenze pratiche legate all’amministrazione delle prime città-stato da parte delle caste sacerdotali che le comandavano.
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La frammentazione politica delle città-Stato sumere favorì l’arrivo in Mesopotamia di popolazioni di pastori nomadi, come gli Accadi. All’inizio del III millennio a.C. tali popolazioni si stabilirono nell’area centrale del corso di Tigri ed Eufrate. Ben presto queste popolazioni assorbirono la superiore cultura sumera, riuscendo a unificare sotto un unico sovrano gran parte della Mesopotamia. Intorno al 2150 a.C., con l’invasione dei Gutei, popolo di origine orientale, l’impero accadico scomparve con la stessa rapidità con cui era sorto. Risorsero le città-Stato sumere, ma si trattò di un periodo di splendore effimero: ben presto le città ripresero i conflitti interni. Durante le guerre tra città-Stato (inizio del II millennio a.C) combattute nell’area mesopotamica, la città di Babilonia, fondata dagli Amorrei, rafforzò la propria influenza. I Babilonesi, culturalmente eredi dei Sumeri, ripresero il progetto di impero universaleche gli Accadi avevano lasciato incompiuto.
Babilonia, antica città della Mesopotamia, fu un importante centro culturale e commerciale che sorgeva tra il Tigri e l'Eufrate. Tra il II e I millennio a.C., raggiunse il massimo splendore sotto Nabucodonosor II. Conosciuta per la ziggurat, la porta di Ishtar e i giardini pensili, fu simbolo di grandezza.
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La parola Babilonia ha vari significati: letteralmente si traduce “Porta di Dio” e indica la città fondata nel III millennio a.C. in Mesopotamia nell’attuale Iraq, dove oggi sorge la città di Al Hillah non lontano da Baghdad; Babilonia però è anche il nome della regione dominata dalla città, la cui estensione cambiò a seconda dei periodi; inoltre, in genere, quando si dice “i babilonesi”, si fa riferimento agli abitanti di tutta la regione.
Non sappiamo molto della fondazione di Babilonia, che è menzionata per la prima volta in una tavoletta sumera risalente all’anno 2500 a.C. circa, probabilmente nacque come porto fluviale sul fiume Tigri.
Nell’anno 1894 a. C. ascese al potere una dinastia di amorrei, uno dei popoli mesopotamici; il sovrano più noto della dinastia è Hammurabi, che regnò dal 1792 al 1750 ed estese significativamente i confini del regno, conquistando molti territori. La dinastia amorrea durò fino al 1595, quando Babilonia fu conquistata dagli Hittiti, un popolo originario dell’Anatolia.
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Con Hamurabi il regno venne ripartito in province, amministrate da un governatore, dipendente dal re, e coadiuvato da un prefetto, che si avvaleva di una polizia cittadina. La società babilonese era dominata dal sovrano, che riassumeva in sé il potere legislativo, esecutivo e giudiziario.
Questo, insieme alla guida dell’esercito, accresceva il prestigio del sovrano rispetto ai sacerdoti. La stabilità del potere consentì ad Hammurabi di condurre una politica espansionistica, consentendogli di effettuare donazioni di terra a ufficiali e soldati, legandoli così a sé. Si formò in questo modo un cetocomposto da giudici, militari e funzionari fedelissimi del re, che rafforzò ulteriormente il potere regio. La presenza di piccoli proprietari terrieri determinò la necessità di reperire schiavi da destinare al lavoro dei campi, il che rappresentò una giustificazione dell’espansionismo.
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Nella società babilonese erano presenti 3 classi, con una suddivisione che ritornerà in tutte le società antiche:
- i liberi (proprietari agricoli, dignitari, sacerdoti, ufficiali e funzionari);
- i semiliberi, che non possedendo terre né mezzi di produzione, dipendevano dal palazzo o dal tempio, ma godevano della libertà personale, ed erano la massa della popolazione;
- gli schiavi, prigionieri di guerra, oppure acquistati nei paesi vicini, o uomini ridotti in schiavitù per debiti.
Durante il regno di Hammurabi la Mesopotamia visse un periodo di floridezza economica: potenziata l’efficienza delle canalizzazioni delle acque con un acquedotto di oltre 80 km per irrigare le zone desertiche, aumentò la produttività agricola. A ciò si aggiungevano la produzione artigianale e un’intensa attività commerciale, gestita da stranieri, che fece della regione un crocevia importante per il commercio tra Occidente ed estremo Oriente. Il commercio si basava sul baratto e le merci erano “pagate” anche con metalli preziosi grezzi.Gira pagina
Dopo i secoli bui tra il 1530 e il 1150 a.C., durante i quali i babilonesi furono conquistati e assoggettati da altri popoli, dalle ceneri dell’Impero assiro rinacque la civiltà babilonese che, durante il regno di Nabucodonosor II, ( 604-562 a.C) ebbe un’ultima fase di splendore. Durante il regno di Nabucodonosor avvenne quella che il popolo ebraico ricorda come "cattività babilonese", ovvero la conquista della Palestina (597 a.C.) e la successiva deportazione a Babilonia dell’aristocrazia ebraica (586 a.C.). Nel periodo del Regno Nuovo Babilonia divenne uno snodo commerciale importantissimo e una città ricca di edifici sfarzosi e splendidi giardini. Tuttavia, si trattò di una fioritura alquanto effimera: già nel 539 a.C. i Persiani dell’imperatore Ciro II conquistarono la Mesopotamia, spodestando l’ultimo re babilonese, Nabonedo.
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Il Codice di Hammurabi è una delle più antiche raccolte scritte di leggi, promulgata dal re babilonese Hammurabi intorno al 1750 a.C.. È composto da 282 leggi incise su una stele di basalto che si trova ora al Museo del Louvre a Parigi. Il codice, scritto in caratteri cuneiformi, copre vari aspetti della vita sociale come diritto penale, di famiglia e commerciale, e è noto per il principio del "occhio per occhio", ovvero l'idea che la pena debba essere proporzionale al reato commesso. (“legge del taglione” ).Nella parte superiore della Stele di Hammurabi è raffigurato lo stesso Hammurabi in piedi al cospetto del dio Marduk, il sovrano celeste di Babilonia, che gli porge il cerchio e il bastone, simboli tradizionali del potere regale.
Oggi sappiamo, al contrario di quanto si è a lungo pensato, che altri sovrani mesopotamici promulgarono raccolte di leggi prima di Hammurabi. Il Codice di Hammurabi rimane però un documento straordinario, perché fu probabilmente il più esteso nel suo genere e perché, giunto a noi pressoché intatto, è la fonte più importante per la conoscenza del diritto e della società babilonese.
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Alla morte di Hammurabi (1750 a.C.) l’impero babilonese si avviò verso un declino, causato dalle ribellioni dei popoli delle regioni periferiche; vari popoli, approfittando della debolezza dei suoi confini, effettuarono continue incursioni che, intorno al 1550 a.C., culminarono nell’invasione degli Hittiti, abili combattenti, che erano in grado di utilizzare il cavallo e il carro in battaglia.
A capo della società ittita c’era il re, eletto da un’assemblea di nobili guerrieri che lo aiutavano a comandare. Inizialmente anche gli Ittiti erano organizzati in città-stato, ma poi si fusero in un unico impero con capitale Hattusa, circondata da mura. Al centro della città, costruita in una posizione elevata, si trovava la dimora del re e della sua famiglia.
La società era divisa in uomini liberi e schiavi, che godevano però di maggior considerazione che presso altri popoli. Infatti potevano possedere beni e continuare a praticare la propria religione.
L’impero hittita crollò (XIII-XII sec. a.C.), come altri Stati di quell’area, per l’invasione dei Popoli del mare, una delle popolazioni più misteriose della storia antica. Comparvero tra il 1220 e il 1160 a.C. nell’Anatolia siro-palestinese e greca, provenendo forse dalle coste balcaniche del Mar Nero.
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Gli Assiri sono un popolo di origine semitica, stabilitosi, alla fine del III millennio a.C., nell’alta valle del Tigri. Per quasi un millennio furono sottomessi da Sumeri e Accadi, rendendosi indipendenti solo nel 1800 a.C., sottto la guida del re Shasmshi - Adad. Il loro nome deriva da “Assur”, la divinità principale, che sarà anche il nome della loro capitale. Sotto la sua guida occuparono l’Armenia, la Siria e le coste del Mediterraneo, dove costruirono basi commerciali, arrivando anche ad occupare la città di Babilonia.
Dopo un periodo di crisi la supremazia militare degli Assiri riprese forza, a partire dal 1100 a.C., con Tiglatpileser I, che impose il dominio assiro sui territori limitrofi, approfittando della crisi egiziana e della debolezza dei regni locali. Tra IX e VIII sec. a.C. conquistarono Siria, Fenicia e Armenia, spostando la capitale a Ninive. I sovrani del VII secolo a.C. fecero raggiungere all’impero il culmine della potenza, con la conquista, da parte di Assurbanipal (668-626 a.C.), dell’Egitto.
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l territorio dell’impero era ripartito tra medio impero, amministrato da funzionari regi e capi tribù, e province esterne, amministrate da governatori di nomina regia.
La conquista e la sopravvivenza di un vasto impero erano possibili solo grazie all’efficienza dell’esercito. Anche i guerrieri assiri possedevano armi di ferro, e la loro tecnica di battaglia era sofisticata e costituiva un elemento decisivo per la vittoria; a ciò si aggiungano un esercito numeroso, talora rinforzato da mercenari, e l’utilizzo di carri trainati da cavalli che garantiva una notevole forza d’urto. Ferocia in battaglia e crudeltà verso i vinti furono perciò gli strumenti del dominio assiro: il terrore divenne un metodo per prevenire rivolte, causate dalle condizioni vessatorie imposte ai popoli sconfitti. Le continue ribellioni erano soffocate con un controllo attento, ricorrendo a massacri e a deportazioni
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Il centro della loro organizzazione politica era il palazzo, dove risiedeva il sovrano con i suoi ministri. Ogni città aveva un suo amministratore il quale era aiutato da un consiglio di anziani, che si occupava dell’amministrazione della giustizia e del versamento dei tributi. Il resto della popolazione viveva nella miseria, senza alcun diritto. L’autorità dell’imperatore era assoluta, strettamente legata al suo successo come guerriero.
La principale fonte di ricchezza per gli Assiri era il commercio, principalmente legname e rame; la navigabilità di parte del Tigri consentiva il trasporto di merci e il collegamento tra i territori interni dell’Anatolia e la bassa Mesopotamia. La pastorizia rimase l’attività più praticata, ma la conquista di territori fertili e pianeggianti, la distribuzione di terre a soldati, funzionari e fiduciari agevolarono l’affermazione dell'agricoltura e della proprietà fondiaria. I pesanti tributi imposti dai sovrani ridussero però, nel tempo, molti contadini liberi in schiavitù.
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Gli Assiri assimilarono gli elementi propri delle religioni delle civiltà precedenti: accanto ad Assur, dio della forza e della violenza, veneravano Ishtar, dea babilonese della giustizia e dell’amore, e Adad, dio dei cieli. Anche gli Assiri edificarono grandi ziqqurat, accessibili solo ai sacerdoti, e si dedicarono all’osservazione, descrizione e studio degli astri e delle eclissi solari.
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1750-1150 DINASTIA SHANG
Al suo apice, la civiltà potrebbe aver avuto una popolazione di oltre 5 milioni, pari al 10% della popolazione mondiale a quel tempo. Nei suoi insediamenti, i ricercatori hanno scoperto i primi servizi igienici conosciuti al mondo, insieme a pesi di pietra complessi, collane con pietre preziose forate e pietre squisitamente scolpite. Nuove prove suggeriscono che la civiltà della valle dell’Indo, famosa per le sue città ben pianificate e organizzate, preceda l’Egitto e la Mesopotamia.
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La prima civiltà che si sviluppò fu quella dei Sumeri che costruirono una serie di grandi centri urbani (i principali erano Uruk e Ur), organizzati come città-stato, indipendenti le une dalle altre.Ogni città era considerata proprietà di un dio, in onore del quale veniva eretto un tempio, la ziqqurat. Il tempio era il centro della vita religiosa, economica e politica della città.