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architettura romana

Chiara Nicoletti

Created on November 5, 2025

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architettura romana

Info

Le Mura aureliane circondano a tutt’oggi il centro storico di Roma e sono tra le cinte murarie antiche più lunghe e meglio conservate al mondo. Furono costruite tra il 270 e il 275 d.C. per volere dell'imperatore Aureliano per difendere la capitale dalla minaccia di invasioni da parte delle popolazioni germaniche che premevano ai confini dell’Impero.

Christo e jeanne claude

Dove sono finite le mura aureliane??

Nel 1974, per quaranta giorni, un tratto delle Mura Aureliane (250 metri) di Roma, presso Porta Pinciana, fu completamente impacchettato col solito tessuto in polipropilene bianco e la corda. Il progetto, messo in opera in quattro giorni da quaranta operai, fu coordinato da Guido Le Noci, proprietario della Galleria Apollinaire e amico di lunga data della coppia. L’installazione faceva parte della ormai famosissima mostra Contemporanea, curata da Achille Bonito Oliva per gli Incontri Internazionali d’Arte.

Christo e Jeanne-Claude hanno realizzato alcune tra le installazioni più celebri della storia dell’arte contemporanea, intervenendo su monumenti storici come le Mura Aureliane a Roma e l’Arco di Trionfo a Parigi. In queste opere, gli artisti avvolgono temporaneamente gli edifici con enormi tessuti colorati, modificando completamente la percezione dello spazio e del volume architettonico. L’intervento non è distruttivo: le strutture rimangono intatte, ma la loro forma e funzione vengono reinterpretate, invitando lo spettatore a osservare con occhi nuovi edifici familiari e monumenti simbolici.

Ibrahim Mahama

trasformare lo spazio con un nuovo significato

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Un altro esempio di arte contemporanea che dialoga con l’architettura storica è Ibrahim Mahama, artista ghanese che ha realizzato installazioni su monumenti e spazi urbani. A Porta Venezia a Milano, Mahama ha rivestito parti dell’edificio con grandi tessuti riciclati, simili per forma e impatto visivo alle opere di Christo e Jeanne-Claude. Tuttavia, mentre Christo e Jeanne-Claude trasformano gli edifici per farli osservare in modo nuovo e sorprendente, Mahama attribuisce ai materiali e allo spazio un significato sociale e politico. I tessuti utilizzati provengono spesso da sacchi di juta usati per il trasporto di merci, richiamando temi come il lavoro, la migrazione e lo sfruttamento economico.

MoCA, Skopje

Porta Venezia, Milano

Ibrahim Mahama2025 Courtesy of the artist, the Museum of Contemporary Art – Skopje, White Cube Gallery and APALAZZOGALLERY Photo: Tatjana Rantasha

Fondazione Nicola Trussardi, Ibrahim Mahama, A Friend. Curated by Massimiliano Gioni. Installation view Caselli Daziari Porta Venezia, Milan 2019. Courtesy Fondazione Nicola Trussardi Photo Marco De Scalzi

Title

Barbican, London

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Ibrahim Mahama, Purple Hibiscus, 2023-24Courtesy Ibrahim Mahama, Red Clay Tamale, Barbican Centre, London and White Cube

Tra la conquista della Grecia e l’età di Adriano (II secolo a.C.), l’architettura romana raggiunse il suo massimo sviluppo, dando vita a una concezione originale dello spazio architettonico. I Romani privilegiavano la funzionalità e l’utilità pratica degli edifici, ritenendo che un’eccessiva raffinatezza artistica potesse riflettere un degrado morale.