IL DISASTRO DI
MARCINELLE
PRESS START
MENU
Introduzione
DOVE
cOSA e successo
perche e successo
LE CONSEGUENZE
SITOGRAFIA
INTRODUZIONE
Le 8 août 1956 s’apprêtait à être un jour comme les autres… Ce matin-là, 275 hommes étaient descendus dans les profondeurs du sous-sol qu’ils connaissaient si bien pour rejoindre leur poste de travail. C’est à 8h10 du matin que le drame se produit lors d’une tragique méprise : suite à un malentendu avec la surface, un ouvrier, à moins 975 mètres, encage à un moment inopportun un chariot qui devait expulser de l’autre côté un wagonnet vide. Comble de malchance : celui-ci ne sort pas complètement, bloqué par un arrêtoir défectueux. Lors du démarrage de la cage, l’un des deux wagonnets qui dépassent accroche une poutrelle. Transformée en véritable bélier, celle-ci endommage gravement une canalisation d’huile, détériore deux câbles électriques à haute tension et provoque la rupture d’une conduite d’air comprimé. La formation d’arcs électriques met le feu à l’huile pulvérisée. Cet incendie, activé par l’air comprimé et par l’action du ventilateur de surface, est alimenté par les coffrages, solives et guidonnages voisins, tout en bois. Le feu gagne rapidement la mine. Ce qui était un simple incident d’encagement vient de dégénérer en véritable catastrophe.
DOVE
Ci troviamo a 1,5 chilometri da marCinelle, piccola citta in Charlois
Essa è una miniera di carbone in Belgio, allora era la Terra promessa o anche obbligata. “Imparate una lingua e andate all’ estero” - Alcide De Gasperi, padre della Democrazia Cristiana disse.La gente migrava là perchè era un’ Italia in fase di costruzione, fabbriche e resto si stavano ancora costruendo, quindi si scelse principalmente il Belgio come meta di migrazione perché nonostante il conflitto esso mantenne comunque un’ economia estrattiva mineraria. Il Belgio si arricchisce nel frattempo con l’ union miniere, che noi oggi consideriamo una multinazionale che si concentrava nelle miniere di Charlois e nel Congo belga. Il Congo Belga era il principale punto di estrazione quindi le materie prime che non si potevano estrarre là le estraevano a Charlois, tra cui nello specifico il carbone nella zone di Marcinelle. Quindi l’ Italia in fase di ricostruzione dopo la guerra fa un’ accordo sul momento necessario, oggi quasi disumano, col Belgio nel 1946 che fa destinare molti dei lavoratori italiani a estrarre le materie prime nelle loro terre e l' Italia avrebbe ricevuto una parte del carbone estratto.
COSA E SUCCESSO
Tramite una reazione a catena la miniera va a fuoco e ora ci sarà scritto il come in ordine cronologico
9:50 - 8:07
8:07 - 8:11
8:11 - 9:00
Solo dopo 2 settimane si riuscì ad aprire un varco
COSA E SUCCESSO
Tramite una reazione a catena la miniera va a fuoco e ora ci sarà scritto il come in ordine cronologico
9:50 - 8:07
8:07 - 8:11
8:11 - 9:00
COSA E SUCCESSO
Tramite una reazione a catena la miniera va a fuoco e ora ci sarà scritto il come in ordine cronologico
7:50 - 8:07
8:07 - 8:11
8:11 - 9:00
7:50 - 8:07
Poco prima delle 8:00 del mattino Antonio Iandetta, addetto al caricamento dei carrelli al livello 975 metri, completa il riempimento dell’ultimo vagoncino e avvia la risalita dell’ascensore. Subito dopo, si allontana dalla sua postazione per cercare altri carrelli pieni. Al suo posto, alle 8:00, rimane Vossor, un aiutante belga che prende temporaneamente in carico le operazioni di carico. Nel frattempo, Morois, il responsabile delle manovre, contatta telefonicamente Vossor. Si trova a un livello inferiore e ha bisogno dell’ascensore per il piano 765 metri, che è più alto rispetto alla sua posizione. I due si accordano su un protocollo operativo: l’ascensore effettuerà due viaggi per servire il livello 765. Questo accordo implica che il livello 975 non potrà utilizzare l’ascensore per due turni consecutivi, sospendendo temporaneamente le operazioni di carico da quel piano. Una volta stabilito l’accordo, anche Vossor si allontana per cercare vagoncini pieni. Intorno alle 8:04, uno dei due ascensori raggiunge il livello 765 metri per essere caricato, mentre l’altro si trova nel pozzo, sopra il livello 350 metri, che stava già andando verso il piano 975.
TORNA INDIETRO
8:07 - 8:11
Antonio Iannetta torna alla sua postazione e chiede a Vossor se può caricare i carrelli. Vossor gli risponde di sì, anche se in realtà non aveva ricevuto alcuna autorizzazione da Morois, il responsabile delle manovre. Alle 8:10, il primo ascensore arriva in superficie, mentre il secondo discende fino al livello 975. Antonio, ignaro del divieto, si fida della risposta di Vossor e carica i carrelli. Il sistema, però, rileva un’anomalia: il caricamento non era previsto, quindi blocca il carrello durante la risalita e si inceppa. Antonio non capisce cosa stia succedendo, perché il sistema dovrebbe attivare automaticamente l’esclusione in caso di blocco, ma in questo caso non lo fa. Confuso, Antonio prova a riavviare l’ascensore, convinto che il sistema non si sarebbe mosso senza il suo consenso. Nel frattempo, Morois crede che i carrelli siano vuoti e autorizza la risalita. I carrelli iniziano a salire contro il regolamento che prevedeva che non potevano salire carrelli vuoti e pieni nello stesso momento. Uno di essi urta violentemente una putrella del sistema di invio, situata in una zona critica dove si trovano tubazioni di olio ad alta pressione, cavi telefonici, due cavi di alta tensione per l’illuminazione in profondità e condotti di aria compressa per i martelli pneumatici. L’impatto provoca una reazione a catena: il danneggiamento delle strutture causa un incendio di vaste proporzioni che si propaga tra il livello 975 e il 675.
TORNA INDIETRO
8:11 - 9:00
Esplode l' incendio e Antonio Iandetta riesce a salire e sopravvivere e cerca di dare l' allarme e chiamare i soccorsi. Riescono a mettersi in contatto con i soccorsi di Marcinelle dopo 10 minuti e per arrivare (1 chilometro e mezzo) altri 20. I soccorritori vanno giù con maschere anti gas e non riescono a salvare nessuno poiché era tutto inaccessibile comunicando la notizia alle 9:00. Dopo due settimane riescono ad aprire un varco e comunicano le seguenti parole: "Tutti cadaveri, non è sopravvissuto nessuno" mentre i pochi soppravvisuti dissero fosse l' inferno in terra.
TORNA INDIETRO
PERCHE E SUCCESSO
-CONDIZIONI DI VITA PESSIME CON BASSA IGIENE E SERVIZI, TRATTATI COME SCHIAVI.-STRUTTURE DELLA MINIERA ERANO DATATE DEL 1830 E ADDIRITTURE PRIMA SI ERA DISCUSSO DI CHIUDERE IL SITO IN MANCANZA DI CONDIZIONI DI LAVORO E SICUREZZA, MACCHINARI VECCHI E PROCEDURE A VOLTE NON RISPETTATE. QUINDI LO RENDEVA PERICOLOSO. SOLO LA DOMANDA IN BELGIO E EUROPA MANTENNE IL SITO PRODUTTIVO (TRA CUI ANCHE LA CECA IN CUI PARTECIPAVA ANCHE L’ ITALIA, L’ ANTENATA DELL’ UNIONE EUROPEA) -SCARSA ORGANIZZAZIONE
LE CONSEGUENZE
Questa tragedia scuote il Belgio e mostra il suo lato più buio; il razzismo, la xenofobia, la paura dello straniero…. Questo incidente scuote anche l’ Italia con coscienze piene di “Ma non c’ era altro modo di reperire il carbone?”. Fino al 1960 è era nell’ ordine mandare gli italiani dell’ Italia post bellica al lavoro negli altri paesi. Oggi la miniera è un sito unesco e si può andare a visitare e vedere le condizioni con cui lavoravano quei operai. Ogni 8 agosto ora si festeggia la giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo e le campane di quella miniera vengono fatte suonare di nuovo per commemorare le vittime.Per poi non parlare anche il danno alle famiglie che è INDESCRIVIBILE.
L'8 agosto 1956 stava per essere un giorno come un altro... Quella mattina, 275 uomini scesero nelle profondità delle gallerie sotterranee che conoscevano così bene per raggiungere le loro postazioni di lavoro. Alle 8:10, la tragedia si verificò a causa di un malinteso: un operaio, a 975 metri di profondità, inseriva inavvertitamente un carrello destinato a espellere un carrello vuoto dall'altra parte. Come se non bastasse, il carrello non uscì completamente, bloccato da un fermo difettoso. Mentre il carrello iniziava a muoversi, uno dei due carrelli sporgenti si impigliò in una trave d'acciaio. Trasformata in un ariete, la trave danneggiò gravemente una condotta petrolifera, recise due cavi elettrici ad alta tensione e ruppe una condotta dell'aria compressa. Gli archi elettrici risultanti incendiarono il petrolio spruzzato. Questo incendio, alimentato dall'aria compressa e dal ventilatore di superficie, fu alimentato dalle casseforme in legno, dalle travi e dalle guide di scorrimento vicine. L'incendio si propagò rapidamente in tutta la miniera. Quello che era iniziato come un semplice incidente in gabbia si era trasformato in una vera e propria catastrofe.
MARCINELLE
SAVARESE ALAN ROSARIO
Created on November 4, 2025
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IL DISASTRO DI
MARCINELLE
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Introduzione
DOVE
cOSA e successo
perche e successo
LE CONSEGUENZE
SITOGRAFIA
INTRODUZIONE
Le 8 août 1956 s’apprêtait à être un jour comme les autres… Ce matin-là, 275 hommes étaient descendus dans les profondeurs du sous-sol qu’ils connaissaient si bien pour rejoindre leur poste de travail. C’est à 8h10 du matin que le drame se produit lors d’une tragique méprise : suite à un malentendu avec la surface, un ouvrier, à moins 975 mètres, encage à un moment inopportun un chariot qui devait expulser de l’autre côté un wagonnet vide. Comble de malchance : celui-ci ne sort pas complètement, bloqué par un arrêtoir défectueux. Lors du démarrage de la cage, l’un des deux wagonnets qui dépassent accroche une poutrelle. Transformée en véritable bélier, celle-ci endommage gravement une canalisation d’huile, détériore deux câbles électriques à haute tension et provoque la rupture d’une conduite d’air comprimé. La formation d’arcs électriques met le feu à l’huile pulvérisée. Cet incendie, activé par l’air comprimé et par l’action du ventilateur de surface, est alimenté par les coffrages, solives et guidonnages voisins, tout en bois. Le feu gagne rapidement la mine. Ce qui était un simple incident d’encagement vient de dégénérer en véritable catastrophe.
DOVE
Ci troviamo a 1,5 chilometri da marCinelle, piccola citta in Charlois
Essa è una miniera di carbone in Belgio, allora era la Terra promessa o anche obbligata. “Imparate una lingua e andate all’ estero” - Alcide De Gasperi, padre della Democrazia Cristiana disse.La gente migrava là perchè era un’ Italia in fase di costruzione, fabbriche e resto si stavano ancora costruendo, quindi si scelse principalmente il Belgio come meta di migrazione perché nonostante il conflitto esso mantenne comunque un’ economia estrattiva mineraria. Il Belgio si arricchisce nel frattempo con l’ union miniere, che noi oggi consideriamo una multinazionale che si concentrava nelle miniere di Charlois e nel Congo belga. Il Congo Belga era il principale punto di estrazione quindi le materie prime che non si potevano estrarre là le estraevano a Charlois, tra cui nello specifico il carbone nella zone di Marcinelle. Quindi l’ Italia in fase di ricostruzione dopo la guerra fa un’ accordo sul momento necessario, oggi quasi disumano, col Belgio nel 1946 che fa destinare molti dei lavoratori italiani a estrarre le materie prime nelle loro terre e l' Italia avrebbe ricevuto una parte del carbone estratto.
COSA E SUCCESSO
Tramite una reazione a catena la miniera va a fuoco e ora ci sarà scritto il come in ordine cronologico
9:50 - 8:07
8:07 - 8:11
8:11 - 9:00
Solo dopo 2 settimane si riuscì ad aprire un varco
COSA E SUCCESSO
Tramite una reazione a catena la miniera va a fuoco e ora ci sarà scritto il come in ordine cronologico
9:50 - 8:07
8:07 - 8:11
8:11 - 9:00
COSA E SUCCESSO
Tramite una reazione a catena la miniera va a fuoco e ora ci sarà scritto il come in ordine cronologico
7:50 - 8:07
8:07 - 8:11
8:11 - 9:00
7:50 - 8:07
Poco prima delle 8:00 del mattino Antonio Iandetta, addetto al caricamento dei carrelli al livello 975 metri, completa il riempimento dell’ultimo vagoncino e avvia la risalita dell’ascensore. Subito dopo, si allontana dalla sua postazione per cercare altri carrelli pieni. Al suo posto, alle 8:00, rimane Vossor, un aiutante belga che prende temporaneamente in carico le operazioni di carico. Nel frattempo, Morois, il responsabile delle manovre, contatta telefonicamente Vossor. Si trova a un livello inferiore e ha bisogno dell’ascensore per il piano 765 metri, che è più alto rispetto alla sua posizione. I due si accordano su un protocollo operativo: l’ascensore effettuerà due viaggi per servire il livello 765. Questo accordo implica che il livello 975 non potrà utilizzare l’ascensore per due turni consecutivi, sospendendo temporaneamente le operazioni di carico da quel piano. Una volta stabilito l’accordo, anche Vossor si allontana per cercare vagoncini pieni. Intorno alle 8:04, uno dei due ascensori raggiunge il livello 765 metri per essere caricato, mentre l’altro si trova nel pozzo, sopra il livello 350 metri, che stava già andando verso il piano 975.
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8:07 - 8:11
Antonio Iannetta torna alla sua postazione e chiede a Vossor se può caricare i carrelli. Vossor gli risponde di sì, anche se in realtà non aveva ricevuto alcuna autorizzazione da Morois, il responsabile delle manovre. Alle 8:10, il primo ascensore arriva in superficie, mentre il secondo discende fino al livello 975. Antonio, ignaro del divieto, si fida della risposta di Vossor e carica i carrelli. Il sistema, però, rileva un’anomalia: il caricamento non era previsto, quindi blocca il carrello durante la risalita e si inceppa. Antonio non capisce cosa stia succedendo, perché il sistema dovrebbe attivare automaticamente l’esclusione in caso di blocco, ma in questo caso non lo fa. Confuso, Antonio prova a riavviare l’ascensore, convinto che il sistema non si sarebbe mosso senza il suo consenso. Nel frattempo, Morois crede che i carrelli siano vuoti e autorizza la risalita. I carrelli iniziano a salire contro il regolamento che prevedeva che non potevano salire carrelli vuoti e pieni nello stesso momento. Uno di essi urta violentemente una putrella del sistema di invio, situata in una zona critica dove si trovano tubazioni di olio ad alta pressione, cavi telefonici, due cavi di alta tensione per l’illuminazione in profondità e condotti di aria compressa per i martelli pneumatici. L’impatto provoca una reazione a catena: il danneggiamento delle strutture causa un incendio di vaste proporzioni che si propaga tra il livello 975 e il 675.
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8:11 - 9:00
Esplode l' incendio e Antonio Iandetta riesce a salire e sopravvivere e cerca di dare l' allarme e chiamare i soccorsi. Riescono a mettersi in contatto con i soccorsi di Marcinelle dopo 10 minuti e per arrivare (1 chilometro e mezzo) altri 20. I soccorritori vanno giù con maschere anti gas e non riescono a salvare nessuno poiché era tutto inaccessibile comunicando la notizia alle 9:00. Dopo due settimane riescono ad aprire un varco e comunicano le seguenti parole: "Tutti cadaveri, non è sopravvissuto nessuno" mentre i pochi soppravvisuti dissero fosse l' inferno in terra.
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PERCHE E SUCCESSO
-CONDIZIONI DI VITA PESSIME CON BASSA IGIENE E SERVIZI, TRATTATI COME SCHIAVI.-STRUTTURE DELLA MINIERA ERANO DATATE DEL 1830 E ADDIRITTURE PRIMA SI ERA DISCUSSO DI CHIUDERE IL SITO IN MANCANZA DI CONDIZIONI DI LAVORO E SICUREZZA, MACCHINARI VECCHI E PROCEDURE A VOLTE NON RISPETTATE. QUINDI LO RENDEVA PERICOLOSO. SOLO LA DOMANDA IN BELGIO E EUROPA MANTENNE IL SITO PRODUTTIVO (TRA CUI ANCHE LA CECA IN CUI PARTECIPAVA ANCHE L’ ITALIA, L’ ANTENATA DELL’ UNIONE EUROPEA) -SCARSA ORGANIZZAZIONE
LE CONSEGUENZE
Questa tragedia scuote il Belgio e mostra il suo lato più buio; il razzismo, la xenofobia, la paura dello straniero…. Questo incidente scuote anche l’ Italia con coscienze piene di “Ma non c’ era altro modo di reperire il carbone?”. Fino al 1960 è era nell’ ordine mandare gli italiani dell’ Italia post bellica al lavoro negli altri paesi. Oggi la miniera è un sito unesco e si può andare a visitare e vedere le condizioni con cui lavoravano quei operai. Ogni 8 agosto ora si festeggia la giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo e le campane di quella miniera vengono fatte suonare di nuovo per commemorare le vittime.Per poi non parlare anche il danno alle famiglie che è INDESCRIVIBILE.
L'8 agosto 1956 stava per essere un giorno come un altro... Quella mattina, 275 uomini scesero nelle profondità delle gallerie sotterranee che conoscevano così bene per raggiungere le loro postazioni di lavoro. Alle 8:10, la tragedia si verificò a causa di un malinteso: un operaio, a 975 metri di profondità, inseriva inavvertitamente un carrello destinato a espellere un carrello vuoto dall'altra parte. Come se non bastasse, il carrello non uscì completamente, bloccato da un fermo difettoso. Mentre il carrello iniziava a muoversi, uno dei due carrelli sporgenti si impigliò in una trave d'acciaio. Trasformata in un ariete, la trave danneggiò gravemente una condotta petrolifera, recise due cavi elettrici ad alta tensione e ruppe una condotta dell'aria compressa. Gli archi elettrici risultanti incendiarono il petrolio spruzzato. Questo incendio, alimentato dall'aria compressa e dal ventilatore di superficie, fu alimentato dalle casseforme in legno, dalle travi e dalle guide di scorrimento vicine. L'incendio si propagò rapidamente in tutta la miniera. Quello che era iniziato come un semplice incidente in gabbia si era trasformato in una vera e propria catastrofe.