UTOPIA
THOMAS MORE
Anna Grassi e Emma Camici
Inizia
SINTESI DELL'OPERA
Coniando la parola utopia Thomas More creò un termine nuovo per esprimere un’idea antica: quella di una società giusta e felice, che in virtù della sua perfetta organizzazione riesce a liberarsi da tutti i mali che affliggono la convivenza umana. Proiettando all’indietro questo termine moderno si può quindi sostenere che la prima grande utopia fu quella disegnata da Platone nella Repubblica. A differenza della Repubblica platonica, però, le prime utopie moderne erano dei romanzi, al cui centro vi è sempre un viaggio, nel corso del quale il protagonista finisce su un’isola sconosciuta o lontana, dove scopre una società perfettamente governata. Il protagonista dell'opera, Raffaello Itlodeo, è infatti un viagiatore che ha conosciuto e visto l'isola di Utopia. L’isola incarna il modello di società egualitaria, dove non esiste la proprietà privata e dove la vita degli uomini, regolata in ogni dettaglio da governanti sapienti, è sobria e serena. Incarna anche l'idea rinascimentale di società regolata dalla filosofia, dalla politica, dal collettivismo, dall'economia, dall'etica, in special modo dall'etica medica.
LA SECONDA PARTE DELL'OPERA
Il secondo libro descrive l'isola di Utopia, presentando la geografia del luogo, la politica, l'economia, la società, i rapporti sociali e le sue religioni. Le caratteristiche di Utopia sono poste in contrasto con quelle dell'Inghilterra degli anni di More: non a caso lo scrittore ha inserito nel primo libro gli aspetti negativi della sua nazione per poi narrare di questa società perfetta.
DEL COMMERCIOTRA I CITTADINI
DEGLIARTEFICI
DEGLI ARTEFICI
Libro secondo
Generalmente ogni cittadino è in grado di dedicarsi all'agricoltura, ma oltre a ciò, ciascuno ha il compito di specializzarsi in un'altra attività.
Il controllo delle autorità
I mestieri
Utopia
Libro secondo
DEL COMMERCIO TRAI CITTADINI
Ogni famiglia risponde agli ordini del membro più anziano, il quale ha il compito di recarsi al mercato, situato al centro di ogni città, e di prendere il necessario per la propria famiglia. Ogni bene di prima necessità è completamente gratuito, ma tutti stanno ben attenti a prendere solamente il necessario.
Il commercio
I momenti comuni
La famiglia
Utopia
"La maggior parte impara l’arte del padre: tuttavia se alcuno ad altra arte s’inchina, egli impara l’arte della famiglia, nella quale viene adottato."
IMESTIERI
"Se i pochi, che lavorano, fossero divisi nelle poche arti al vivere umano più comode, la vettovaglia sarebbe a sì vil prezzo, che gli uomini avanzerebbono assai oltre il lor vivere. Se consideri quei che esercitano arti inutili, e che stanno oziosi, vivendo delle altrui fatiche, comprenderai quanto poco tempo basterebbe per guadagnare quanto fosse opportuno non solo al vivere, ma eziandio alle voluttà con avvantaggio ancora, il che si vede manifestamente nell'Utopia."
"Ogni famiglia fa le sue vesti, ed ognuno impara alcuna di quelle arti; non solo i maschi, ma le femmine ancora, le quali perchè sono men robuste, si danno alla lana e al lino, lasciando ai maschi le arti faticose."
"Si pongono d'amendue le parti i più giovani, di poi i vecchi, di maniera che si trovano insieme di età dissimili, acciocchè la gravità e riverenza dei vecchi ratfreni i giovani di ogni sconvenevole atto o parlare."
" Ogni borgo ha certe spaziose sale, distanti ugualmente una dall’altra, e con i loro propri nomi. In queste abitano i Sifogranti: e le trenta famiglie a loro commesse."
"Ivi hanno a venire a mangiare in comune. [...] Perchè quantunque non sia vietato ad alcuno il mangiare in casa, tuttavia niuno vi sta volentieri."
L'IMPORTANZA DEIPASTI COMUNI
L'idea del pasto comune è ripresa da Platone. Condividendo la vita in tutte le sue più quotidiane sfaccettature, si crea un profondo senso di comunità tra i cittadini.
"In ogni desinare e cena si legge brevemente qualche cosa, che vaglia a formare i costumi."
"Essendo la città composta di famiglie, essi le fanno grandi col maritar le figliuole. Perchè vanno le giovani maritate in casa dei mariti; ma i figliuoli maschi e i discendenti rimangono nella famiglia ed ubbidiscono o al più vecchio, al quale si sostituisce un altro per età prossimo, se egli mancasse di giudizio. "
Ma perchè la città non venga meno di cittadini, nè cresca oltre modo, vietasi che niuna famiglia (perchè in ogni città ne sono seimila, non contando il senato) abbia meno di dieci più che sedici fanciulli, poichè negli adulti non si può tener misura. E fassi questo agevolmente, dando nelle famiglie più rare quei figliuoli, che nascono nelle più copiose; e quando crescono oltre modo, mandandoli nelle altre città meno popolose."
LAFAMIGLIA
Il fondamento della società di Utopia è la famiglia, in particolar modo la famiglia numerosa.
"Evvi il mercato dei cibi, ove si portano erbe, frutti, pane, pesci, carne di ogni animale, e questo fuori della città vicino al fiume, ove si possono lavare le immondizie."
"Ogni città si divide in quattro parti eguali, e nel mezzo di ciascuna è una piazza, ove ogni famiglia porta i suoi lavori, e li dispone per ordine in certi granai. Ogni padre di famiglia piglia di qui ciò che fa bisogno ai fatti suoi, senza prezzo alcuno; quando che hanno copia di ogni cosa, nè alcuno teme che gli manchi, e si contenta solamente di quanto gli fa mestieri."
"Hanno special cura degli infermi, i quali sono governati in pubblici alberghi. Perchè mantengono fuori della città quattro stanze tanto capaci, che paiano quattro picciole città, onde vi stiano molti infermi acconciamente, e i contagiosi possano tenersi dagli altri lontani."
Le relazioni tra gli Utopiensi sono molto dense e si concentrano in città, la quale prevede un servizio gratuito di distribuzione del cibo e assistenza ai malati.
IL COMMERCIO
"I Sifogranti istessi, benché siano per le leggi dal lavoro esenti, tuttavia affaticano, per invitare col loro esempio gli altri a far lo stesso."
IL CONTROLLODELLEAUTORITA'
"Non vogliono i magistrati occupare i loro cittadini alla fatica contra lor voglia; quandochè l’istituzione della loro repubblica a questo mira specialmente, che quanto per le pubbliche necessità è lecito, si diano alle occupazioni intellettuali, in cui pensano che consista la vera felicità."
"L’ufficio de’ Sifogranti è specialmente di provvedere, che niuno stia ozioso, ma eserciti con sollecitudine l’arte sua."
UTOPIA, Anna Grassi e Emma Camici
ANNA GRASSI
Created on November 4, 2025
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UTOPIA
THOMAS MORE
Anna Grassi e Emma Camici
Inizia
SINTESI DELL'OPERA
Coniando la parola utopia Thomas More creò un termine nuovo per esprimere un’idea antica: quella di una società giusta e felice, che in virtù della sua perfetta organizzazione riesce a liberarsi da tutti i mali che affliggono la convivenza umana. Proiettando all’indietro questo termine moderno si può quindi sostenere che la prima grande utopia fu quella disegnata da Platone nella Repubblica. A differenza della Repubblica platonica, però, le prime utopie moderne erano dei romanzi, al cui centro vi è sempre un viaggio, nel corso del quale il protagonista finisce su un’isola sconosciuta o lontana, dove scopre una società perfettamente governata. Il protagonista dell'opera, Raffaello Itlodeo, è infatti un viagiatore che ha conosciuto e visto l'isola di Utopia. L’isola incarna il modello di società egualitaria, dove non esiste la proprietà privata e dove la vita degli uomini, regolata in ogni dettaglio da governanti sapienti, è sobria e serena. Incarna anche l'idea rinascimentale di società regolata dalla filosofia, dalla politica, dal collettivismo, dall'economia, dall'etica, in special modo dall'etica medica.
LA SECONDA PARTE DELL'OPERA
Il secondo libro descrive l'isola di Utopia, presentando la geografia del luogo, la politica, l'economia, la società, i rapporti sociali e le sue religioni. Le caratteristiche di Utopia sono poste in contrasto con quelle dell'Inghilterra degli anni di More: non a caso lo scrittore ha inserito nel primo libro gli aspetti negativi della sua nazione per poi narrare di questa società perfetta.
DEL COMMERCIOTRA I CITTADINI
DEGLIARTEFICI
DEGLI ARTEFICI
Libro secondo
Generalmente ogni cittadino è in grado di dedicarsi all'agricoltura, ma oltre a ciò, ciascuno ha il compito di specializzarsi in un'altra attività.
Il controllo delle autorità
I mestieri
Utopia
Libro secondo
DEL COMMERCIO TRAI CITTADINI
Ogni famiglia risponde agli ordini del membro più anziano, il quale ha il compito di recarsi al mercato, situato al centro di ogni città, e di prendere il necessario per la propria famiglia. Ogni bene di prima necessità è completamente gratuito, ma tutti stanno ben attenti a prendere solamente il necessario.
Il commercio
I momenti comuni
La famiglia
Utopia
"La maggior parte impara l’arte del padre: tuttavia se alcuno ad altra arte s’inchina, egli impara l’arte della famiglia, nella quale viene adottato."
IMESTIERI
"Se i pochi, che lavorano, fossero divisi nelle poche arti al vivere umano più comode, la vettovaglia sarebbe a sì vil prezzo, che gli uomini avanzerebbono assai oltre il lor vivere. Se consideri quei che esercitano arti inutili, e che stanno oziosi, vivendo delle altrui fatiche, comprenderai quanto poco tempo basterebbe per guadagnare quanto fosse opportuno non solo al vivere, ma eziandio alle voluttà con avvantaggio ancora, il che si vede manifestamente nell'Utopia."
"Ogni famiglia fa le sue vesti, ed ognuno impara alcuna di quelle arti; non solo i maschi, ma le femmine ancora, le quali perchè sono men robuste, si danno alla lana e al lino, lasciando ai maschi le arti faticose."
"Si pongono d'amendue le parti i più giovani, di poi i vecchi, di maniera che si trovano insieme di età dissimili, acciocchè la gravità e riverenza dei vecchi ratfreni i giovani di ogni sconvenevole atto o parlare."
" Ogni borgo ha certe spaziose sale, distanti ugualmente una dall’altra, e con i loro propri nomi. In queste abitano i Sifogranti: e le trenta famiglie a loro commesse."
"Ivi hanno a venire a mangiare in comune. [...] Perchè quantunque non sia vietato ad alcuno il mangiare in casa, tuttavia niuno vi sta volentieri."
L'IMPORTANZA DEIPASTI COMUNI
L'idea del pasto comune è ripresa da Platone. Condividendo la vita in tutte le sue più quotidiane sfaccettature, si crea un profondo senso di comunità tra i cittadini.
"In ogni desinare e cena si legge brevemente qualche cosa, che vaglia a formare i costumi."
"Essendo la città composta di famiglie, essi le fanno grandi col maritar le figliuole. Perchè vanno le giovani maritate in casa dei mariti; ma i figliuoli maschi e i discendenti rimangono nella famiglia ed ubbidiscono o al più vecchio, al quale si sostituisce un altro per età prossimo, se egli mancasse di giudizio. "
Ma perchè la città non venga meno di cittadini, nè cresca oltre modo, vietasi che niuna famiglia (perchè in ogni città ne sono seimila, non contando il senato) abbia meno di dieci più che sedici fanciulli, poichè negli adulti non si può tener misura. E fassi questo agevolmente, dando nelle famiglie più rare quei figliuoli, che nascono nelle più copiose; e quando crescono oltre modo, mandandoli nelle altre città meno popolose."
LAFAMIGLIA
Il fondamento della società di Utopia è la famiglia, in particolar modo la famiglia numerosa.
"Evvi il mercato dei cibi, ove si portano erbe, frutti, pane, pesci, carne di ogni animale, e questo fuori della città vicino al fiume, ove si possono lavare le immondizie."
"Ogni città si divide in quattro parti eguali, e nel mezzo di ciascuna è una piazza, ove ogni famiglia porta i suoi lavori, e li dispone per ordine in certi granai. Ogni padre di famiglia piglia di qui ciò che fa bisogno ai fatti suoi, senza prezzo alcuno; quando che hanno copia di ogni cosa, nè alcuno teme che gli manchi, e si contenta solamente di quanto gli fa mestieri."
"Hanno special cura degli infermi, i quali sono governati in pubblici alberghi. Perchè mantengono fuori della città quattro stanze tanto capaci, che paiano quattro picciole città, onde vi stiano molti infermi acconciamente, e i contagiosi possano tenersi dagli altri lontani."
Le relazioni tra gli Utopiensi sono molto dense e si concentrano in città, la quale prevede un servizio gratuito di distribuzione del cibo e assistenza ai malati.
IL COMMERCIO
"I Sifogranti istessi, benché siano per le leggi dal lavoro esenti, tuttavia affaticano, per invitare col loro esempio gli altri a far lo stesso."
IL CONTROLLODELLEAUTORITA'
"Non vogliono i magistrati occupare i loro cittadini alla fatica contra lor voglia; quandochè l’istituzione della loro repubblica a questo mira specialmente, che quanto per le pubbliche necessità è lecito, si diano alle occupazioni intellettuali, in cui pensano che consista la vera felicità."
"L’ufficio de’ Sifogranti è specialmente di provvedere, che niuno stia ozioso, ma eserciti con sollecitudine l’arte sua."