Cousinet
Un viaggio attraverso la socialità infantile
Start
Il primo Novecento: crisi e cambiamento
- Guerre mondiali e crisi del positivismo - Nascita di comunismo, fascismo e nazismo - Scuola autoritaria → obbedienza e disciplina
l’attivismo pedagogico
Principi della scuola attiva
Valore della manualità e della socialità
Educazione globale e armonica
Il bambino è soggetto attivo
Antiautoritarismo e libertà educativa
Apprendimento legato all’esperienza
Vita e formazione di Rouger Cousinet
- Nasce nel 1881, muore nel 1973
- Maestro elementare → ispettore scolastico
- Allievo di Ribot, Binet, Durkheim
- Influenze: Rousseau, Tolstoj, Lalande
- Critica la scuola autoritaria francese
Domanda
Sarebbe ancora esatto ciò che sappiamo sui bambini, se vivessero in un ambiente non più ostile ma favorevole alla socialità?!
Conclusioni
poiché il bisogno di socializzazione compare a partire da una certa età come uno dei bisogni essenziali dei fanciulli, conviene almeno non far niente per non impedirne la soddisfazione.
poiché la vita sociale comporta un apprendimento, conviene che lo si lasci svolgere, senza ostacolarlo o volerlo accelerare.
I pericoli della vita sociale che ho segnalati e che sono stati spesso invocati, sono dovuti non a questa vita stessa, ma sia a un importuno intervento (nella famiglia), sia all'opposizione degli educatori (nella scuola).
I problemi sociali derivano dagli adulti, non dai bambini
Non ostacolare la socializzazione naturale
Lasciarla sviluppare liberamente
CAPITOLO 2
CAPITOLO 1
• Il bambino vuole socializzare ma non sa come → tenta in modo casuale. Modalità di contatto: • Aggressività → affermazione di sé, poi pace. • Vanità → mostrare qualità per farsi accettare. • Esibizionismo → imitare l’adulto per approvazione → rischio esclusione. • Dispettosità → unione di aggressività ed esibizionismo → ostacola gli altri.
• Da gioco parallelo a gioco sociale (cooperazione, regole, ruoli). • La scuola favorisce contatto con pari e osservazione dei grandi. • L’altro diventa persona e non più oggetto di gioco.
CAPITOLO 4
CAPITOLO 3
Diversi ritmi sociali creano squilibri: • Equilibrio → do ut des. • Collaboratore imperfetto → riceve più di quanto dà. • Dispettosi sociali → cooperazione maldestra, poi esclusi. • Musoni → cercano attenzione; occasionali, abituali o leader.
• Bisogni: sicurezza e socializzazione (spesso in conflitto). • Nascita della leadership → a volte egoismo o abuso di forza. • Conflitto leader ↔ educatore. • “Leader non leader” → falliti o esclusi (quarantena, outcasts). • Regola principale: fedeltà al gruppo, tradita se si ricorre all’adulto.
CAPITOLO 6
CAPITOLO 5
• Scuola autoritaria = socialità limitata. • Ambiente e numero di alunni influenzano la cooperazione. • Maestro ostile → socialità clandestina. • Scuola libera → collaborazione, gruppi uniti, ruoli democratici. • La vera educazione nasce con l’adulto, non contro.
- La socialità forma l’individuo anche sul piano morale e cognitivo.
- Il confronto con gli altri corregge errori e convinzioni, stimola crescita intellettuale e giudizio critico.
Opinioni divergenti ,
Troppo teorico? Troppa libertà?
Freinet e altri riformatori
Pedagogisti positivisti
Regimi totalitari
Scuola tradizionale francese
thank you
Cousinet
2006
Created on November 4, 2025
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Transcript
Cousinet
Un viaggio attraverso la socialità infantile
Start
Il primo Novecento: crisi e cambiamento
- Guerre mondiali e crisi del positivismo - Nascita di comunismo, fascismo e nazismo - Scuola autoritaria → obbedienza e disciplina
l’attivismo pedagogico
Principi della scuola attiva
Valore della manualità e della socialità
Educazione globale e armonica
Il bambino è soggetto attivo
Antiautoritarismo e libertà educativa
Apprendimento legato all’esperienza
Vita e formazione di Rouger Cousinet
Domanda
Sarebbe ancora esatto ciò che sappiamo sui bambini, se vivessero in un ambiente non più ostile ma favorevole alla socialità?!
Conclusioni
poiché il bisogno di socializzazione compare a partire da una certa età come uno dei bisogni essenziali dei fanciulli, conviene almeno non far niente per non impedirne la soddisfazione.
poiché la vita sociale comporta un apprendimento, conviene che lo si lasci svolgere, senza ostacolarlo o volerlo accelerare.
I pericoli della vita sociale che ho segnalati e che sono stati spesso invocati, sono dovuti non a questa vita stessa, ma sia a un importuno intervento (nella famiglia), sia all'opposizione degli educatori (nella scuola).
I problemi sociali derivano dagli adulti, non dai bambini
Non ostacolare la socializzazione naturale
Lasciarla sviluppare liberamente
CAPITOLO 2
CAPITOLO 1
• Il bambino vuole socializzare ma non sa come → tenta in modo casuale. Modalità di contatto: • Aggressività → affermazione di sé, poi pace. • Vanità → mostrare qualità per farsi accettare. • Esibizionismo → imitare l’adulto per approvazione → rischio esclusione. • Dispettosità → unione di aggressività ed esibizionismo → ostacola gli altri.
• Da gioco parallelo a gioco sociale (cooperazione, regole, ruoli). • La scuola favorisce contatto con pari e osservazione dei grandi. • L’altro diventa persona e non più oggetto di gioco.
CAPITOLO 4
CAPITOLO 3
Diversi ritmi sociali creano squilibri: • Equilibrio → do ut des. • Collaboratore imperfetto → riceve più di quanto dà. • Dispettosi sociali → cooperazione maldestra, poi esclusi. • Musoni → cercano attenzione; occasionali, abituali o leader.
• Bisogni: sicurezza e socializzazione (spesso in conflitto). • Nascita della leadership → a volte egoismo o abuso di forza. • Conflitto leader ↔ educatore. • “Leader non leader” → falliti o esclusi (quarantena, outcasts). • Regola principale: fedeltà al gruppo, tradita se si ricorre all’adulto.
CAPITOLO 6
CAPITOLO 5
• Scuola autoritaria = socialità limitata. • Ambiente e numero di alunni influenzano la cooperazione. • Maestro ostile → socialità clandestina. • Scuola libera → collaborazione, gruppi uniti, ruoli democratici. • La vera educazione nasce con l’adulto, non contro.
Opinioni divergenti ,
Troppo teorico? Troppa libertà?
Freinet e altri riformatori
Pedagogisti positivisti
Regimi totalitari
Scuola tradizionale francese
thank you