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L'Emporio del Mistero

Eleonora Danesi

Created on November 2, 2025

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Transcript

L'Emporio del Mistero

Sofia Brevi, Chiara Cucek, Federico Dal Bosco, Danesi Eleonora F., Mario A. Rozzi.

L'idea e cosa abbiamo fatto

L'idea alla base era quella di creare un Emporio dall'aria misteriosa e magica. I solidi avrebbero rappresentato i vari oggetti incantati. Abbiamo sviluppato la storia per adattarla alla sceneggiatura del video, crendo un mondo gigante che veniva scoperto da un piccolo ometto rimpicciolito chiamato George.

La storia del video

La pioggia cadeva fitta, gelida, su una foresta avvolta da una nebbia color piombo. Il vento fischiava tra gli alberi piegandone i rami, e ogni passo di George affondava nel fango con un suono sordo. Non sapeva bene cosa cercasse, solo che qualcosa o qualcuno lo stava chiamando.

Dopo ore di cammino, la sua attenzione fu catturata da una sagoma tra gli alberi: un antico portone di pietra, imponente e screpolato, su cui si leggeva un nome quasi cancellato dal tempo:“L’Emporio del Mistero.”Un brivido gli corse lungo la schiena, ma la curiosità vinse sulla paura. Si avvicinò lentamente. Non appena sfiorò la maniglia fredda, un vortice di luce lo travolse e il mondo scomparve.

Quando riaprì gli occhi, si trovò in una sala immensa mentre lui rimase piccolo e indifeso. Oggetti giganteschi lo circondavano. Lì comprese che si trovava in un luogo che sfidava ogni logica, forse la dimora di un mago. L’emporio era immerso nell’ombra. Incuriosito, George si lasciò trasportare da un tappeto volante verso gli scaffali colmi di reliquie magiche.

Tra queste, due cappelli catturarono la sua attenzione. Il primo, a punta e consunto, pareva appartenuto a uno stregone caduto in una battaglia di incantesimi e sangue contro un coraggioso guerriero che prese il suo cappello come trofeo. Il secondo, un cilindro colorato e bizzarro, ricordava quello del Cappellaio Matto . Accanto ad esso giaceva un mazzo di carte dorate, forse lo stesso con cui il folle personaggio aveva truccato ogni partita,finché la sua fortuna non lo aveva tradito e per questo venne bandito dal Paese delle Meraviglie.

Poco più in là, sugli scaffali rovinati, scintillavano la Piramide di Horus e il Cubo di Ra, reliquie dell’antico Egitto, simboli di potere e vita eterna che venivano incisi sulle tombe dei faraoni per garantirgli una buona vita oltre la morte.Infine, al centro della sala, una lampada a forma di zucca emanava una luce calda e tremolante. Sembrava osservare George, come se dentro vi fosse nascosto uno sguardo.Poi, il silenzio fu spezzato da passi pesanti.

Il pavimento tremò. George si immobilizzò. Il mago stava rientrando. Il panico gli serrò la gola: decise di andarsene. Ma prima che potesse decidere, in un attimo, il ragazzo fu risucchiato nel vortice luminoso e il mondo dell’emporio svanì. Solo l’eco di una voce rimase nell’aria: “Non tutti quelli che entrano trovano la via del ritorno, George…”

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