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Le festività ebraiche

Leonardo

Created on November 2, 2025

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Le festività ebraiche

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A cura di: Leonardo Bertotto, Jacopo Deltorre, Lorenzo Prencipe

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L'EBRAISMO

L’Ebraismo è una delle religioni più antiche del mondo e si basa sulla fede in un unico Dio, creatore dell’universo. Il testo sacro principale è la Torah, che contiene le leggi, la storia e le tradizioni del popolo ebraico. Per gli ebrei, la vita religiosa è organizzata intorno a tempi sacri, come lo Shabbat e le feste, che servono a ricordare i momenti più importanti della storia d’Israele e a rafforzare il legame con Dio e con la comunità.

IL CALENDARIO EBRAICO

Il calendario ebraico è un sistema molto antico e complesso, creato per mantenere le feste religiose in armonia con le fasi lunari e con le stagioni solari. È quindi un calendario lunisolare, diverso dal calendario gregoriano (che è solo solare). E' composto da mesi lunari di 29 o 30 giorni Ogni due o tre anni si aggiunge un tredicesimo mese. Il mese che si aggiunge si chiama Adar I seguito dal mese Adar II

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L’ro principale è la Torah, che contiene le leggi, la storia e le tradizioni del popolo ebraico. Per gli ebrei, la vita religiosa è organizzata intorno a tempi sacri, come lo Shabbat e le feste, che servono a ricordare i momenti più importanti della storia d’Israele e a rafforzare il legame con Dio e con la comunità.

Shabbat

Lo Shabbat è un giorno di riposo che inizia al tramonto del venerdì e termina con l’uscita delle stelle del sabato. È importante nella tradizione ebraica, ricordando la creazione e l’uscita dall’Egitto. È un momento di riposo, famiglia e spiritualità, con regole come astenersi da 39 tipi di lavoro, evitare elettronica e trasporti.

LE DIVERSE FESTE EBRAICHE

Text + image

Pesach

Shavuoth

SUKKOT

Conclusions

Graphic + text

Hannukah

Rosh Hashanah

YOM KIPPUR

Audio

relevant Data

Timeline

Text + icons

Purim

Closure

Grazie per la vostra attenzione

Mesi dell'anno

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1. Nisan (30 giorni)2. Iyar (29) 3. Sivan (30) 4. Tammuz (29) 5. Av (30) 6. Elul (29) 7. Tishri (30) 8. Cheshvan (o Mar-Cheshvan) (29 o 30) 9. Kislev (29 o 30) 10. Tevet (29) 11. Shevat (30) 12. Adar (29, o Adar II nei bisestili) 13. Adar I (solo negli anni bisestili, 30 giorni)

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Pesach

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Pesach, o Pasqua ebraica, è la prima grande festa (primo giorno dell'anno) e ricorda la liberazione dall’Egitto, simbolo di libertà e inizio del cammino verso la Legge. Comincia il 15 Nissàn, dura 7 giorni in Israele e 8 al di fuori. Si chiama anche Hag HaMatzot (Festa delle Azzime).

Durante Pesach si evita il chametz, si mangia matzà, simbolo di durezza, libertà e purezza. Prima della festa si fanno pulizie profonde, da cui l’espressione “pulizie di Pasqua”.La sera si celebra il Seder, con lettura della Haggadà, consumo di vino, azzime, erbe amare e le Quattro Domande, stimolo alla riflessione collettiva, si invitano i bisognosi

Rosh Hashanah

Rosh Hashanah è il capodanno ebraico. Pur non cadendo nel primo mese (Nissàn, quando si celebra Pesach), viene festeggiato il 1º giorno di Tishrì, all’inizio dell’autunno, periodo che segnava anche l’avvio dell’anno agricolo. La festa ricorda la creazione del mondo e rappresenta il rinnovamento dell’universo da parte di Dio. Diverse usanze accompagnano questa festa: suonare lo shofar, che simboleggia il richiamo alla riflessione e al pentimento, compiere il Tashlich, rito che consiste nel gettere oggetti vecchi come fossero peccati. Nella cena festiva si recitano benedizioni, si intinge il pane nel miele come augurio di un anno dolce e si mangia melagrana, simbolo di abbondanza e prosperità.

Shavuòt

Shavuòt è una festa ebraica che cade 49 giorni dopo Pesach.In origine era una festa agricola, legata alla raccolta delle primizie e alla maturazione del grano.Oggi ricorda anche il dono della Torà al popolo d’Israele sul Monte Sinai.Il nome significa “settimane”, perché si contano i giorni tra Pesach e Shavuòt.Durante la festa si leggono i Dieci Comandamenti e il libro di Ruth e si consumano cibi a base di latticini.In alcune tradizioni, soprattutto in Italia, le sinagoghe vengono decorate con fiori.

Yom Kippur

Yom Kippur, il Giorno dell’Espiazione, cade il decimo giorno di Tishrì, dieci giorni dopo Rosh HaShanà, ed è considerato il giorno più sacro dell’anno. Durante questa giornata gli ebrei osservano un digiuno di oltre ventiquattro ore e trascorrono il tempo nelle sinagoghe, recitando preghiere lunghe e solenni, comprese le “Selichot” e il “Viddui”, una confessione collettiva in ordine alfabetico delle colpe verso il prossimo e verso Dio. La confessione è in prima persona plurale, permettendo a tutti di partecipare al pentimento comunitario. Al termine del digiuno viene suonato lo shofàr, il corno di montone, per annunciare che le preghiere sono state accettate e il popolo perdonato.

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Purim
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Purim è la festa ebraica della salvezza del popolo d’Israele dal complotto di Aman, consigliere del re Assuero di Persia, che voleva sterminare gli ebrei. Il nome deriva da “Pur”, cioè “sorte”, perché Aman scelse con il sorteggio la data del massacro. Grazie al coraggio della regina Ester e di suo padre Mordechai, il piano fu sventato e gli ebrei ottennero la vittoria. La festa si celebra il 14° giorno del mese di Adar (febbraio-marzo)

Si seguono 4 precetti: - lettura della Meghilat Ester - scambio di doni di cibo - doni ai poveri - pasto festivo

Sukkot

Sukkot, la festa delle capanne, si celebra in autunno durante la raccolta dei frutti ebraici ed è caratterizzata da due precetti principali: risiedere nella sukkà, la capanna costruita per l’occasione, e prendere nelle mani le quattro specie (palma, salice, mirto e cedro) durante le preghiere. La sukkà ricorda il periodo di transizione del popolo ebraico nel deserto, tra l’uscita dall’Egitto e l’arrivo nella Terra Promessa, evidenziando come anche nella quotidianità la presenza divina accompagni il popolo. Le quattro specie simboleggiano le diverse personalità presenti nel popolo ebraico, affinché nella celebrazione tutti siano rappresentati e la memoria storica e spirituale venga perpetuata.

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Hannukah

Hanukkah, che inizia il 25 di Kislev e dura 8 giorni, celebra la liberazione di Gerusalemme e del Tempio avvenuta tra il 167 e il 164 a.E.V. grazie alla rivolta degli Asmonei contro i Seleucidi, che avevano vietato alcune pratiche ebraiche come lo Shabbat e la circoncisione. La festa ricorda anche il miracolo dell’olio, quando una piccola quantità d’olio puro, sufficiente per una sola notte, durò miracolosamente otto giorni, permettendo di produrre nuovo olio per il Tempio. In memoria di questo, si accende ogni sera la hanukkah, aggiungendo un lume ogni giorno fino all’ottavo. L’accensione avviene recitando le benedizioni e posizionando il candelabro vicino alla finestra affinché tutti possano vedere il miracolo.

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