Santo Romano
Una vita spezzata a 19 anni, memoria e riflessione su una tragedia giovanile.
Mattia e Giulio
Cosa è accaduto?
Nella notte tra il 1 e il 2 novembre 2024, nel comune di San Sebastiano al Vesuvio (Napoli), un litigio tra giovani si trasforma in una tragedia. Muore un ragazzo di nome Santo Romano colpito da un proiettile al petto. Il colpevole è un ragazzo di 17 anni arrestato poche ore dopo. Un episodio che ha scosso Napoli e tutta Italia, simbolo di una generazione in bilico tra sogni e violenza.
Chi era?
Santo Romano era un ragazzo di 19 anni che era nato in una cittadina di nome Volla, ma risedeva a Casoria, in provincia di Napoli. Era un ragazzo tranquillo ed educato, che non avrebbe mai alzato le mani su qualcuno. La sua passione era lo sport, infatti giocava a calcio nel ruolo di portiere nel Micri, squadra di Eccellenza.
Contesto familiare e scolastico
Sua madre era molto presente, mentre suo padre era spesso a lavoro. Era stato educato a valori di rispetto, amicizia e responsabilità. Il suo sogno era quello di lavorare e giocare a calcio a livello professionistico. La sua insegnante dichiarò "Aveva la testa sulle spalle. Era il più maturo tra i suoi amici."
Ambiente di vita
L'ambiente di vita tra i vicoli di Napoli è per il più delle volte malsano e malavitoso, con forte presenza di disagio giovanile e microcriminalità. Molti ragazzi crescono tra difficoltà economiche e mancanza di spazi sociali e le armi circolano facilmente. Nel 2024 la Campania ha registrato oltre 200 sequestri di pistole tra minori.
Contesto del crimine
Un gruppo di giovani, al termine di una festa, si ritrova in Piazza Raffaele Capasso. Ad un certo punto comincia una forte discussione a causa di una scarpa di alto valore, sporcata con un accidentale pestone. Allora interviene Santo Romano per calmare gli animi. Tuttavia un ragazzo estrae una pistola e colpisce Santo nel torace, facendolo morire dissanguato.
L'assassino
Ha 17 anni ed è residente nella stessa zona. Secondo i genitori, aveva problemi di comportamento e aggressività. Aveva rifiutato percorsi di sostegno psicologico in passato. "Nostro figlio è sempre stato ingestibile, ma non pensavamo potesse arrivare a questo.” – lettera dei genitori. Dopo il processo viene condannato a 18 anni e 8 mesi di reclusione
Il dolore a scuola
Il ragazzo frequentava l'Istituto Archimede di Ponticelli. i suoi compagni hanno organizzato una giornata in sua memoria.
Tutti si sono vestiti di nero, 50 lettere e disegni sono stati appesi nei corridoi. L’istituto propone di intitolargli il campetto della scuola.
Lezione da ricordare
Come la madre di Santo, ogni genitore dovrebbe educare il proprio figlio alla gestione della rabbia, al rispetto, alla conversazione e non all'uso di parole forti e gesta sabgliate. Per questo l'insegnamento che dobbiamo trarre da questa tragica storia è quello di scegliere il dialogo invece della violenza per risolvere questioni, anche quelle più delicate.
Grazie dell'attenzione!!! Vi è piaciuto???
Santo Romano
MATTIA BORDONI
Created on November 2, 2025
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Transcript
Santo Romano
Una vita spezzata a 19 anni, memoria e riflessione su una tragedia giovanile.
Mattia e Giulio
Cosa è accaduto?
Nella notte tra il 1 e il 2 novembre 2024, nel comune di San Sebastiano al Vesuvio (Napoli), un litigio tra giovani si trasforma in una tragedia. Muore un ragazzo di nome Santo Romano colpito da un proiettile al petto. Il colpevole è un ragazzo di 17 anni arrestato poche ore dopo. Un episodio che ha scosso Napoli e tutta Italia, simbolo di una generazione in bilico tra sogni e violenza.
Chi era?
Santo Romano era un ragazzo di 19 anni che era nato in una cittadina di nome Volla, ma risedeva a Casoria, in provincia di Napoli. Era un ragazzo tranquillo ed educato, che non avrebbe mai alzato le mani su qualcuno. La sua passione era lo sport, infatti giocava a calcio nel ruolo di portiere nel Micri, squadra di Eccellenza.
Contesto familiare e scolastico
Sua madre era molto presente, mentre suo padre era spesso a lavoro. Era stato educato a valori di rispetto, amicizia e responsabilità. Il suo sogno era quello di lavorare e giocare a calcio a livello professionistico. La sua insegnante dichiarò "Aveva la testa sulle spalle. Era il più maturo tra i suoi amici."
Ambiente di vita
L'ambiente di vita tra i vicoli di Napoli è per il più delle volte malsano e malavitoso, con forte presenza di disagio giovanile e microcriminalità. Molti ragazzi crescono tra difficoltà economiche e mancanza di spazi sociali e le armi circolano facilmente. Nel 2024 la Campania ha registrato oltre 200 sequestri di pistole tra minori.
Contesto del crimine
Un gruppo di giovani, al termine di una festa, si ritrova in Piazza Raffaele Capasso. Ad un certo punto comincia una forte discussione a causa di una scarpa di alto valore, sporcata con un accidentale pestone. Allora interviene Santo Romano per calmare gli animi. Tuttavia un ragazzo estrae una pistola e colpisce Santo nel torace, facendolo morire dissanguato.
L'assassino
Ha 17 anni ed è residente nella stessa zona. Secondo i genitori, aveva problemi di comportamento e aggressività. Aveva rifiutato percorsi di sostegno psicologico in passato. "Nostro figlio è sempre stato ingestibile, ma non pensavamo potesse arrivare a questo.” – lettera dei genitori. Dopo il processo viene condannato a 18 anni e 8 mesi di reclusione
Il dolore a scuola
Il ragazzo frequentava l'Istituto Archimede di Ponticelli. i suoi compagni hanno organizzato una giornata in sua memoria. Tutti si sono vestiti di nero, 50 lettere e disegni sono stati appesi nei corridoi. L’istituto propone di intitolargli il campetto della scuola.
Lezione da ricordare
Come la madre di Santo, ogni genitore dovrebbe educare il proprio figlio alla gestione della rabbia, al rispetto, alla conversazione e non all'uso di parole forti e gesta sabgliate. Per questo l'insegnamento che dobbiamo trarre da questa tragica storia è quello di scegliere il dialogo invece della violenza per risolvere questioni, anche quelle più delicate.
Grazie dell'attenzione!!! Vi è piaciuto???