L'Europa degli imperi e l'Italia
Le potenze europee tra '800 e '900
GERMANIA
L’unificazione della Germania promossa dalla Prussia era avvenuta nel 1871 grazie al cancelliere tedesco Otto von Bismarck. Insieme all’imperatore, il cancelliere favorì l’’industrializzazione della Germania e varò nuove riforme a sostegno della popolazione, trasformando la Nazione in una grande potenza.
GERMANIA
In politica estera, Bismarck lavorò per evitare la vendetta della Francia dopo la sconfitta di Sedan: per isolarla, quindi, creò con l’Impero Austro-Ungarico e l’Italia la Triplice Alleanza. Quando salì al trono, l’Imperatore Guglielmo II voleva che la Germania fosse più aggressiva e partecipasse alla “gara imperialista”; Bismarck non era d’accordo e si dimise dalla sua carica. Il ritiro di Bismarck e il nuovo orientamento politico aggressivo della Germania resero più difficile mantenere la pace in Europa.
FRANCIA
Dopo la sconfitta di Sedan del 1870, Napoleone III abdicò e in Francia cominciò la Terza Repubblica. In questi anni la politica era caratterizzata dagli scontri tra partiti, che divennero molto accesi con l’”affare Dreyfus”.Il capitano dell'esercito francese Alfred Dreyfus, di origine ebraica, venne ingiustamente accusato di essere una spia tedesca e condannato ai lavori forzati in esilio. Quando si accorsero dell’errore, i capi dell’esercito misero tutto a tacere.
FRANCIA
La vicenda venne a conoscenza di politici e scrittori, che la resero pubblica e si schierarono in favore di Dreyfus. Solo in seguito all’indignazione dell’opinione pubblica, il vero colpevole venne arrestato e Dreyfus riabilitato. La vicenda mostrò come in Francia, ma anche nel resto d'Europa, fosse radicato l'antisemitismo: coloro che sostennero la colpevolezza di Dreyfus erano infatti animati da un forte pregiudizio contro gli Ebrei.
FRANCIA
In politica estera, la Francia si impegnò nelle conquiste coloniali e anche a stipulare un’alleanza con Gran Bretagna e Russia (la Triplice Intesa) per proteggersi dalla Germania. I rapporti con questa nazione continuavano infatti ad essere tesi: i due Paesi furono sull’orlo della guerra per la conquista del Marocco, ma in questa occasione il conflitto non scoppiò.
GRAN BRETAGNA
Durante il lungo regno della regina Vittoria, durato dal 1837 al 1901, i governiinglesi s'impegnarono a espandere l'Impero e a introdurre numerose riforme. Grazie anche all'alternanza di governi liberali e conservatori, nell'epoca"vittoriana" furono progressivamente migliorate le condizioni della parte meno ricca della popolazione e fu esteso il diritto di voto a un numero crescente di cittadini.
La crisi dell'Impero Ottomano e la questione d'Oriente
Alla fine dell'Ottocento l’Impero ottomano era in crisi per due motivi fondamentali: • rispetto agli altri Paesi europei era arretrato, sia economicamente che dal punto divista sociale e politico • i popoli che facevano parte dell’Impero avevano delle richieste di indipendenza
Alcuni stati europei sostenevano queste spinte indipendentiste, perché volevanoestendere il loro controllo sui territori dell’Impero ottomano: erano infatti regioni con una grande importanza commerciale e militare, perché permettevano di controllare il Mediterraneo e le vie di comunicazione con l’oriente. Austria e Russia volevano sfruttare la debolezza degli ottomani, mentre la Gran Bretagna non era d’accordo con i progetti di questi due stati.
Dopo la guerra di Crimea, vinta da UK, Francia e Regno di Sardegna, la “questioned'Oriente” si riaprì nel 1877 con un'altra guerra tra la Russia e l'Impero ottomano. I Russi vinsero lo scontro, ma rinunciarono a una parte delle conquiste per evitare una guerra conla Gran Bretagna. In seguito alla crisi dell'Impero ottomano si formarono nei Balcani nuovi Stati: la Serbia, laRomania, la Bulgaria e il Montenegro, sostenuti dal governo russo sia per motivi culturaliche per interessi economici.
La Russia continuava ad essere un paese arretrato. Nonostante alcune riforme (costruzione di ferrovie, sviluppo industriale, abolizione della servitù della gleba), la società russa cambiò solo parzialmente perché continuava a essere costituita prevalentemente da contadini che vivevano spesso in condizioni di estrema miseria. La Russia, inoltre, era uno dei pochi Stati europei in cui era sopravvissuta la monarchia assoluta: il potere era concentrato nelle mani dell'imperatore, lo zar. La sua politica estera era appesantita dall’arretratezza del Paese: fu anche per questo motivo che la Russia si alleò con UK e Francia nella Triplice Intesa per combattere il suo acerrimo nemico, l’Impero Austro-Ungarico, il quale voleva estendere il suo dominio sulla zona dei Balcani, territorio che faceva gola anche ai Russi.
L'Italia dopo l'unità e lo sviluppo industriale
Il primo governo a guidare l’Italia dopo l’unificazione fu la Destra storica, cioè i liberali che governavano seguendo le idee di Cavour.
La popolazione non era contenta di come il governo stesse gestendo il Paese; per questo, alle elezioni del 1876 andò al governo l’opposizione, cioè la Sinistra storica, guidata da Agostino Depretis.
La prima riforma che adottò la Sinistra fu un cambio in economia: non più un’economialiberista, ma un’economia protezionista, che imponeva dei dazi sulla merce estera. Il governo prese questa decisione per favorire lo sviluppo dell’industria del Nord, che eraancora troppo debole per sopportare la concorrenza delle industrie estere. I proprietari di terre dove si coltivavano prodotti di maggior qualità destinati all'esportazione- come gli agrumi, l'olio e il vino - vennero danneggiati; infatti, anche gli altri Paesi europeiavevano introdotto dazi sulle merci importate e, conseguentemente, la vendita dei prodottiitaliani nei mercati esteri divenne molto difficoltosa.
La Sinistra si concentrò anche sulle riforme sociali per migliorare le condizioni dellapopolazione: era convinta che l’industria si potesse sviluppare se la popolazione avesseavuto dei soldi in tasca da poter spendere. Tra le riforme della Sinistra ricordiamo:• istruzione elementare obbligatoria e gratuita per tre anni• allargamento del diritto di voto• abolizione della tassa sul macinato, che aveva fatto crescere i prezzi di pane e pasta
In politica estera, la Sinistra scelse due strade.
Tra gli ultimi vent'anni dell'Ottocento e il primo decennio del secolo successivo, l'Italiaconobbe un intenso sviluppo industriale. I settori che si svilupparono maggiormente furono il tessile, l'agroalimentare, masoprattutto il siderurgico, l'idroelettrico e il meccanico. La maggior parte delle industrie era situata nel Nord del Paese, in particolare in quello chefu chiamato "triangolo industriale", costituito da Milano, Genova e Torino. Qui, infatti, eraconcentrata una ricca borghesia disposta a investire capitali nelle industrie; inoltre sitrattava di regioni vicine alle aree più sviluppate d'Europa, e quindi i prezzi per il trasportodelle merci erano più bassi.
Lo sviluppo industriale non migliorò le condizioni della maggior parte della popolazione: le industrie, infatti, erano principalmente concentrate nel Nord-Ovest, quindi il resto dell’Italia non fu toccato da questo benessere. Anche nelle città industriali, comunque, la mancanzadi leggi precise non tutelava i lavoratori, che quindi erano sfruttati e sottopagati.Di conseguenza, l'emigrazione dall'Italia conobbe una fase di crescita: tra il 1876 e il 1910,infatti, emigrarono più di 11 milioni di Italiani, verso l’America e gli altri Paesi europei.
Leggi pag. 94-95
L'Italia in crisi
Alla fine dell'Ottocento sorsero in Italia movimenti di protesta tra gli operai del Nord e tra i contadini del Centro-Sud. Si formarono le prime organizzazioni sindacali e nacqueroassociazioni che si ispiravano all'ideologia socialista: fra queste il Partito socialista italiano e le Camere del lavoro, organizzazioni di tipo sindacale che si proponevano di sostenere le lotte degli operai.
Intanto, al governo il nuovo primo ministro era Francesco Crispi. Egli pensava che il governo dovesse agire senza essere ostacolato dal parlamento e che le proteste popolari andassero sempre represse, tanto che dichiarò illegali le organizzazioni degli operai. In politica estera, Crispi volle attuare un progetto di espansione coloniale.Nel 1889 il governo italiano firmò con l'imperatore d'Etiopia Menelik un trattato perregolare i rapporti tra i due Stati; questo trattato fu oggetto di un fraintendimento:• l’Italia considerava l’Etiopia un protettorato• l’Etiopia si considerava indipendente La tensione crebbe fino alla dichiarazione di guerra dell'Italia nel 1895: le truppe italianefurono sconfitte ad Adua in una dura disfatta.In seguito a questa sconfitta l'Italia per alcuni anni rinunciò a ulteriori conquiste e mantenne come colonie solo l'Eritrea e la Somalia.
Leggi pag. 97
In seguito alla sconfitta di Adua, Crispi si dimise e la sua carriera politica finì. I suoi successori continuarono la sua politica di repressione dei movimenti popolari e socialisti. Due eventi gravi segnarono questo periodo: • durante una manifestazione di protesta contro l’aumento del pane, a Milano l’esercito sparò sulla folla, uccidendo molte persone • il 29 luglio 1900, a Monza, l'anarchico Gaetano Bresci uccise in un attentato il re d'Italia Umberto I, per vendicare le vittime di Milano
L'età giolittiana
Nel 1903 diventò capo del governo Giovanni Giolitti. Egli cominciò un dialogo con le classi popolari, introducendo delle riforme che ne migliorarono le condizioni di vita:
permise le manifestazioni popolari che avevano obiettivi economici
introdusse l’obbligo del riposo settimanale
aumentò a 12 anni l’età in cui si poteva cominciare a lavorare
introdusse il suffragio universale maschile
varò una nuova legge sulla scuola: rese obbligatori sei anni di istruzione e favorì la diffusione delle scuole in tutta Italia
introdusse l’assistenza ai lavoratori in caso di infortuni o per la vecchiaia
Nel 1911, il governo italiano ordinò l'occupazione della Libia, che l’anno successivo divenne una colonia italiana, dopo una guerra che era costata più di 3000 morti tra gli Italiani e quasi 15 000 tra i Libici.
Nel 1913 Giolitti strinse un accordo con i cattolici conservatori, chiamato"patto Gentiloni", con l'intento di contrastare il Partito socialista nelle elezioni di quell'anno. I rapporti con i socialisti peggiorarono notevolmente, e non migliorarono neanche quelli con le forze politiche più conservatrici. Nel 1914 Giolitti abbandonò il governo.
La politica di Giolitti ebbe anche aspetti meno positivi. In campo economico la maggior parte delle sue iniziative avvantaggiò la popolazione delle aree industriali, mentre il mondo contadino fu aiutato molto meno.
Leggi pag. 102-103
L'Europa degli imperi e l'Italia
Federica Molteni
Created on November 1, 2025
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L'Europa degli imperi e l'Italia
Le potenze europee tra '800 e '900
GERMANIA
L’unificazione della Germania promossa dalla Prussia era avvenuta nel 1871 grazie al cancelliere tedesco Otto von Bismarck. Insieme all’imperatore, il cancelliere favorì l’’industrializzazione della Germania e varò nuove riforme a sostegno della popolazione, trasformando la Nazione in una grande potenza.
GERMANIA
In politica estera, Bismarck lavorò per evitare la vendetta della Francia dopo la sconfitta di Sedan: per isolarla, quindi, creò con l’Impero Austro-Ungarico e l’Italia la Triplice Alleanza. Quando salì al trono, l’Imperatore Guglielmo II voleva che la Germania fosse più aggressiva e partecipasse alla “gara imperialista”; Bismarck non era d’accordo e si dimise dalla sua carica. Il ritiro di Bismarck e il nuovo orientamento politico aggressivo della Germania resero più difficile mantenere la pace in Europa.
FRANCIA
Dopo la sconfitta di Sedan del 1870, Napoleone III abdicò e in Francia cominciò la Terza Repubblica. In questi anni la politica era caratterizzata dagli scontri tra partiti, che divennero molto accesi con l’”affare Dreyfus”.Il capitano dell'esercito francese Alfred Dreyfus, di origine ebraica, venne ingiustamente accusato di essere una spia tedesca e condannato ai lavori forzati in esilio. Quando si accorsero dell’errore, i capi dell’esercito misero tutto a tacere.
FRANCIA
La vicenda venne a conoscenza di politici e scrittori, che la resero pubblica e si schierarono in favore di Dreyfus. Solo in seguito all’indignazione dell’opinione pubblica, il vero colpevole venne arrestato e Dreyfus riabilitato. La vicenda mostrò come in Francia, ma anche nel resto d'Europa, fosse radicato l'antisemitismo: coloro che sostennero la colpevolezza di Dreyfus erano infatti animati da un forte pregiudizio contro gli Ebrei.
FRANCIA
In politica estera, la Francia si impegnò nelle conquiste coloniali e anche a stipulare un’alleanza con Gran Bretagna e Russia (la Triplice Intesa) per proteggersi dalla Germania. I rapporti con questa nazione continuavano infatti ad essere tesi: i due Paesi furono sull’orlo della guerra per la conquista del Marocco, ma in questa occasione il conflitto non scoppiò.
GRAN BRETAGNA
Durante il lungo regno della regina Vittoria, durato dal 1837 al 1901, i governiinglesi s'impegnarono a espandere l'Impero e a introdurre numerose riforme. Grazie anche all'alternanza di governi liberali e conservatori, nell'epoca"vittoriana" furono progressivamente migliorate le condizioni della parte meno ricca della popolazione e fu esteso il diritto di voto a un numero crescente di cittadini.
La crisi dell'Impero Ottomano e la questione d'Oriente
Alla fine dell'Ottocento l’Impero ottomano era in crisi per due motivi fondamentali: • rispetto agli altri Paesi europei era arretrato, sia economicamente che dal punto divista sociale e politico • i popoli che facevano parte dell’Impero avevano delle richieste di indipendenza
Alcuni stati europei sostenevano queste spinte indipendentiste, perché volevanoestendere il loro controllo sui territori dell’Impero ottomano: erano infatti regioni con una grande importanza commerciale e militare, perché permettevano di controllare il Mediterraneo e le vie di comunicazione con l’oriente. Austria e Russia volevano sfruttare la debolezza degli ottomani, mentre la Gran Bretagna non era d’accordo con i progetti di questi due stati.
Dopo la guerra di Crimea, vinta da UK, Francia e Regno di Sardegna, la “questioned'Oriente” si riaprì nel 1877 con un'altra guerra tra la Russia e l'Impero ottomano. I Russi vinsero lo scontro, ma rinunciarono a una parte delle conquiste per evitare una guerra conla Gran Bretagna. In seguito alla crisi dell'Impero ottomano si formarono nei Balcani nuovi Stati: la Serbia, laRomania, la Bulgaria e il Montenegro, sostenuti dal governo russo sia per motivi culturaliche per interessi economici.
La Russia continuava ad essere un paese arretrato. Nonostante alcune riforme (costruzione di ferrovie, sviluppo industriale, abolizione della servitù della gleba), la società russa cambiò solo parzialmente perché continuava a essere costituita prevalentemente da contadini che vivevano spesso in condizioni di estrema miseria. La Russia, inoltre, era uno dei pochi Stati europei in cui era sopravvissuta la monarchia assoluta: il potere era concentrato nelle mani dell'imperatore, lo zar. La sua politica estera era appesantita dall’arretratezza del Paese: fu anche per questo motivo che la Russia si alleò con UK e Francia nella Triplice Intesa per combattere il suo acerrimo nemico, l’Impero Austro-Ungarico, il quale voleva estendere il suo dominio sulla zona dei Balcani, territorio che faceva gola anche ai Russi.
L'Italia dopo l'unità e lo sviluppo industriale
Il primo governo a guidare l’Italia dopo l’unificazione fu la Destra storica, cioè i liberali che governavano seguendo le idee di Cavour.
La popolazione non era contenta di come il governo stesse gestendo il Paese; per questo, alle elezioni del 1876 andò al governo l’opposizione, cioè la Sinistra storica, guidata da Agostino Depretis.
La prima riforma che adottò la Sinistra fu un cambio in economia: non più un’economialiberista, ma un’economia protezionista, che imponeva dei dazi sulla merce estera. Il governo prese questa decisione per favorire lo sviluppo dell’industria del Nord, che eraancora troppo debole per sopportare la concorrenza delle industrie estere. I proprietari di terre dove si coltivavano prodotti di maggior qualità destinati all'esportazione- come gli agrumi, l'olio e il vino - vennero danneggiati; infatti, anche gli altri Paesi europeiavevano introdotto dazi sulle merci importate e, conseguentemente, la vendita dei prodottiitaliani nei mercati esteri divenne molto difficoltosa.
La Sinistra si concentrò anche sulle riforme sociali per migliorare le condizioni dellapopolazione: era convinta che l’industria si potesse sviluppare se la popolazione avesseavuto dei soldi in tasca da poter spendere. Tra le riforme della Sinistra ricordiamo:• istruzione elementare obbligatoria e gratuita per tre anni• allargamento del diritto di voto• abolizione della tassa sul macinato, che aveva fatto crescere i prezzi di pane e pasta
In politica estera, la Sinistra scelse due strade.
Tra gli ultimi vent'anni dell'Ottocento e il primo decennio del secolo successivo, l'Italiaconobbe un intenso sviluppo industriale. I settori che si svilupparono maggiormente furono il tessile, l'agroalimentare, masoprattutto il siderurgico, l'idroelettrico e il meccanico. La maggior parte delle industrie era situata nel Nord del Paese, in particolare in quello chefu chiamato "triangolo industriale", costituito da Milano, Genova e Torino. Qui, infatti, eraconcentrata una ricca borghesia disposta a investire capitali nelle industrie; inoltre sitrattava di regioni vicine alle aree più sviluppate d'Europa, e quindi i prezzi per il trasportodelle merci erano più bassi.
Lo sviluppo industriale non migliorò le condizioni della maggior parte della popolazione: le industrie, infatti, erano principalmente concentrate nel Nord-Ovest, quindi il resto dell’Italia non fu toccato da questo benessere. Anche nelle città industriali, comunque, la mancanzadi leggi precise non tutelava i lavoratori, che quindi erano sfruttati e sottopagati.Di conseguenza, l'emigrazione dall'Italia conobbe una fase di crescita: tra il 1876 e il 1910,infatti, emigrarono più di 11 milioni di Italiani, verso l’America e gli altri Paesi europei.
Leggi pag. 94-95
L'Italia in crisi
Alla fine dell'Ottocento sorsero in Italia movimenti di protesta tra gli operai del Nord e tra i contadini del Centro-Sud. Si formarono le prime organizzazioni sindacali e nacqueroassociazioni che si ispiravano all'ideologia socialista: fra queste il Partito socialista italiano e le Camere del lavoro, organizzazioni di tipo sindacale che si proponevano di sostenere le lotte degli operai.
Intanto, al governo il nuovo primo ministro era Francesco Crispi. Egli pensava che il governo dovesse agire senza essere ostacolato dal parlamento e che le proteste popolari andassero sempre represse, tanto che dichiarò illegali le organizzazioni degli operai. In politica estera, Crispi volle attuare un progetto di espansione coloniale.Nel 1889 il governo italiano firmò con l'imperatore d'Etiopia Menelik un trattato perregolare i rapporti tra i due Stati; questo trattato fu oggetto di un fraintendimento:• l’Italia considerava l’Etiopia un protettorato• l’Etiopia si considerava indipendente La tensione crebbe fino alla dichiarazione di guerra dell'Italia nel 1895: le truppe italianefurono sconfitte ad Adua in una dura disfatta.In seguito a questa sconfitta l'Italia per alcuni anni rinunciò a ulteriori conquiste e mantenne come colonie solo l'Eritrea e la Somalia.
Leggi pag. 97
In seguito alla sconfitta di Adua, Crispi si dimise e la sua carriera politica finì. I suoi successori continuarono la sua politica di repressione dei movimenti popolari e socialisti. Due eventi gravi segnarono questo periodo: • durante una manifestazione di protesta contro l’aumento del pane, a Milano l’esercito sparò sulla folla, uccidendo molte persone • il 29 luglio 1900, a Monza, l'anarchico Gaetano Bresci uccise in un attentato il re d'Italia Umberto I, per vendicare le vittime di Milano
L'età giolittiana
Nel 1903 diventò capo del governo Giovanni Giolitti. Egli cominciò un dialogo con le classi popolari, introducendo delle riforme che ne migliorarono le condizioni di vita:
permise le manifestazioni popolari che avevano obiettivi economici
introdusse l’obbligo del riposo settimanale
aumentò a 12 anni l’età in cui si poteva cominciare a lavorare
introdusse il suffragio universale maschile
varò una nuova legge sulla scuola: rese obbligatori sei anni di istruzione e favorì la diffusione delle scuole in tutta Italia
introdusse l’assistenza ai lavoratori in caso di infortuni o per la vecchiaia
Nel 1911, il governo italiano ordinò l'occupazione della Libia, che l’anno successivo divenne una colonia italiana, dopo una guerra che era costata più di 3000 morti tra gli Italiani e quasi 15 000 tra i Libici.
Nel 1913 Giolitti strinse un accordo con i cattolici conservatori, chiamato"patto Gentiloni", con l'intento di contrastare il Partito socialista nelle elezioni di quell'anno. I rapporti con i socialisti peggiorarono notevolmente, e non migliorarono neanche quelli con le forze politiche più conservatrici. Nel 1914 Giolitti abbandonò il governo.
La politica di Giolitti ebbe anche aspetti meno positivi. In campo economico la maggior parte delle sue iniziative avvantaggiò la popolazione delle aree industriali, mentre il mondo contadino fu aiutato molto meno.
Leggi pag. 102-103