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CASI DI DOPING NELLA STORIA_ Martinazzo Maddalena

maddalena

Created on October 30, 2025

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CASI DI DOPING NELLA STORIA

MARTINAZZO MADDALENA 5^ASP

Hans Liljean Wall

NELLE OLIMPIADI

+info

1988

1968

1904

Thomas Hicks

Heidi Krieger

Ben Jonson

Knud Enemark Jensen

1960

+info

+info

+info

+info

2008

2000

Marion Jones

Andreea Răducan

Kim Jong Su

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+info

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2004

Kostas Kenteris e Ekaterini Thanou

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2012

2020

2016

Alex Schwarzer

Chijindu Ujah

+info

+info

Alex Schwarzer

Julia Efimova

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NEI MONDIALI

o competizioni minori

1999

LanceArmsrong

1994

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Marco Pantani

Diego Armando Maradona

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1998

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Michelle Smit

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2016

Marina Sharapova

2006

2025

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Jannik Sinner

FloydLandis

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HANS LILJEAN WALL

Olimpiadi di città del Messico Sarà ricordato negli annali come il primo atleta nella storia dei Giochi olimpici ad essere escluso per uso di sostanze illegali. Gareggiava nel pentathlon e fu trovato con una quantità eccessiva di alcol nel corpo. Lui si giustificò dicendo che aveva bevuto due birre per stemperare la tensione, ma dovette comunque restituire la medaglia.

THOMAS HICKS

Era un martoneta statuintense Primo caso di doping della storia Olimpiadi di St. Luis 1904 Il suo allenatore gli aveva somministrato, tramite iniezioni, del solfato di stricnina, uno stimolante particolarmente diffuso in quegli anni. Nonostante il palese utilizzo di uno stimolante in gara, Hicks non andò incontro ad alcuna squalifica. Questo accadde perché nel 1904 non esisteva ancora l’antidoping e non si parlava di sostanze proibite.

Knud Enemark Jensen

Ciclista danese Olimpiadi di Roma 1960 Cade durante la 100 chilometri a squadre ed entra in coma. All’inizio si pensa a un malore causato dalla calura estiva ma l’autopsia chiarirà che il ciclista danese aveva fatto uso di sostanze dopanti. Nel 1967, il Comitato olimpico (Cio) decide di istituire una commissione medica e di iniziare i controlli antidoping nei successivi giochi, quelli invernali ed estivi del 1968.

HEIDI KRIEGER

Ha gareggiato agli europei di atletica del 1986 e ai Giochi olimpici del 1988 con la nazionale della Germania Est. Come molti atleti suoi connazionali, Krieger era pesantemente dopata. Cominciò ad assumere steroidi all’età di 16 anni e in gran quantità. Le sostanze dopanti assunte per anni trasformarono il suo corpo e le diedero grandi problemi di salute, tanto che nel 1997 dovette sottoporsi a un intervento chirurgico, cambiare sesso e diventare uomo. Oggi è Andreas Krieger

BEN JONSON

Olimpiadi di Seoul Fu campione olimpico dei 100 piani a Seul 1988 per pochi giorni. Venne squalificato perché trovato positivo agli steroidi in un controllo antidoping effettuato poco dopo la gara. Gli venne ritirata la medaglia d’oro e cancellato il record del mondo. Stesso destino toccò al primato che Johnson aveva realizzato ai Mondiali del 1987, eliminato dopo l’ammissione dell’atleta di aver fatto uso di sostanze dopanti anche in quell’occasione. Cercò di rientrare ma nel 1993 fu nuovamente trovato positivo dopo una gara e a quel punto fu radiato a vita.

MARION JONES

Regina dell’atletica delle Olimpiadi australiane, da cui portò a casa ben cinque medaglie ma nel 2007, dopo essere stata accusata di aver fatto uso di doping e dopo il suo coinvolgimento nelle indagini su una casa farmaceutica americana, la BALCO, fu lei stessa a dichiarare di aver assunto sostanze proibite prima, durante e dopo i Giochi Olimpici di Sydney e a restituire le medaglie vinte in quell’occasione. Pochi giorni dopo la Iaaf invalidò tutte le prestazioni della statunitese dal 2000 al 2004, comprese quelle in staffetta.

ANDREEA RĂDUCAN

Olimpiadi di Sydney Andreea vinse l'oro nel concorso generale, ma fallì un controllo antidoping. Nel suo corpo venne trovata dell'efedrina, somministratale dal dottore di squadra a causa di un malanno che l'aveva tormentata fino a poco prima della gara. Per curarlo le venne data una pasticca per il raffreddore in quantità però sbagliata.

KOSTAS KENTERIS E EKATERINI THANOU

Kenteris dopo i suoi successi a Sydney 2000 venne scelto come alfiere della nazionale ai Giochi di Atene 2004. Kostas, però non prese parte né alla cerimonia di apertura né tanto meno alle gare. Finse di aver avuto un incidente in moto insieme alla connazionale e compagna di squadra Ekaterini Thanou pochi giorni prima dell’inizio dei Giochi, per giustificare il loro non essersi presentati ai controlli antidoping. Poco dopo entrambi annunciarono la loro intenzione di non partecipare alle competizioni. Riceveranno tutti e due una squalifica per violazione delle procedure antidoping.

MARIJA ŠARAPOVA

Il 7 marzo 2016, dichiara di essere stata trovata positiva al controllo antidoping al Meldonium, su un campione fornito il 26 gennaio, durante gli Australian Open. La squalifica arriva tre mesi più tardi, Marija Šarapova potrà riprendere a giocare solamente a partire dal 26 gennaio 2018.Il Meldonium era stato aggiunto alla lista delle sostanze proibite il 16 settembre 2015, con effetto a partire dal 1 gennaio 2016. La tennista russa ha espresso l’intenzione di ricorrere in appello contro la squalifica, che la violazione fosse stata di natura non intenzionale.

KIM JONG SU

Olimpiadi di Pechino 2008 vinse la medaglia d’argento nella pistola da 50 metri e quella di bronzo nella pistola da 10 metri, ma la gloria olimpica del nord coreano Kim Jong Su durò pochissimo. Dopo averlo trovato positivo ai betabloccanti, sostanze che rallentano il battito cardiaco e diminuiscono il tremore delle mani quando si prende la mira per sparare. Il CIO decise di squalificarlo e di revocargli immediatamente le due medaglie.

ALEX SCHWARZER

Alex Schwazer fu trovato positivo all' EPO, il 30 luglio 2012, pochi giorni prima dell'inizio delle Olimpiadi di Londra. Schwazer si stava preparando per difendere il titolo olimpico conquistato a Pechino 2008 nella marcia 50 km. Fu escluso immediatamente dai Giochi e successivamente squalificato per 3 anni e 6 mesi. Ammise pubblicamente di aver assunto EPO, dichiarando di averlo fatto da solo, senza coinvolgimento del suo allenatore o della federazione.

YULIJA EFIMOVA

Già risultata positiva nel 2013 allo steroide deidroepiandrosterone (DHEA), dove viene squalificata per 16 mesi dal comitato antidoping della FINA.Un nuovo controllo antidoping risalente a febbraio 2016, risulta positivo al meldonium che le fa rischiare la squalifica a vita. Il ricorso al TAS le permette di partecipare in extremis ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro 2016 dove vince l'argento nei 100 m e 200 m sucitando però numerose critiche

ALEX SCHWARZER

Il 22 giugno 2016 Schwazer risulta nuovamente positivo ad un controllo anti-doping su un campione di urine prelevatogli in un controllo a sorpresa il 1º gennaio 2016 (la sostanza sarebbe testosterone). Per questo la IAAF (Federazione Internazionale di atletica leggera) decide di sospenderlo in via cautelare in attesa della decisione finale.Il 10 agosto 2016 il TAS (Tribunale Arbitrale dello sport), considerata la seconda violazione delle norme antidoping, squalifica l’atleta per 8 anni. Come diretta conseguenza della squalifica, oltre a non poter partecipare ai Giochi olimpici di Rio 2016, tutti i suoi risultati sportivi del 2016 sono stati cancellati.

CHIJINDU UJAH

Il velocista britannico Chijindu Ujah, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Tokyo nella staffetta 4×100 metri dietro all’Italia, è stato sospeso dopo essere risultato positivo a due sostanze vietate, l’ostarina e l’S23, che appartengono alla stessa famiglia di sostanze, i modulatori selettivi dei recettori degli androgeni (SARM), e favoriscono lo sviluppo dei muscoli. Ora si attendono i risultati delle controanalisi per determinare se Ujah e di conseguenza tutta la staffetta britannica debbano essere squalificati.

DIEGO ARMANDO MARADONA

Squalificato due volte per doping. La prima volta nel 1991, quando fu trovato positivo alla cocaina e fu squalificato per due anni. La seconda volta durante i mondiali di calcio del 1994, ai quali Maradona era arrivato dopo molte traversie fisiche e tecniche: giocò bene la prima partita, ma fu trovato positivo all’efedrina, una sostanza stimolante, prima della fine del girone di qualificazione. La FIFA espulse Maradona dalla competizione

LANCE ARMSTRONG

Professionista dal 1992 al 2011, aveva conquistato per sette volte consecutive il Tour de France dal 1999 al 2005, ma queste vittorie, come tutti i suoi risultati ottenuti dal 1º agosto 1998 alla fine della carriera, sono state revocate dall’UCI e dal CIO tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 in seguito a un’inchiesta condotta dall’United States Anti-Doping Agency (USADA), che ha accertato il sistematico utilizzo di pratiche dopanti da parte di Armstrong e della sua squadra, l’US Postal, in tale periodo. Marion Jones, il caso BALCO a Sydney 2000

MICHELLE SMITH

Michelle Smith, nuotatrice irlandese. Alle Olimpiadi di Atlanta del 1996 vinse tre medaglie d'oro e una di bronzo. In quell'occasione fu accusata di aver assunto sostanze dopanti. Le accuse non vennero mai confermate ma nel 1998 Smith fu condannata per aver manomesso un campione della sua urina preso durante un test anti-doping di routine. Il campione risultava contaminato con alcol e presentava anche una traccia di androstenedione. Venne squalificata per quattro anni e così concluse la sua carriera. Il Comitato Olimpico non revocò le sue medaglie, visto che l'assunzione di sostanze dopanti era successiva alla sua partecipazione alle olimpiadi.

MARCO PANTANI

Ciclista italiano fu escluso dal Giro del 1999 a causa di un valore di ematocrito nel sangue superiore alla soglia consentita. Pantani si trovava all’apice della sua carriera, un anno prima aveva vinto sia il Giro che il Tour: sarà sospeso per 15 giorni, trovandosi costretto a lasciare la gara, e non sarà mai squalificato per doping, per quanto gli alti valori di ematocrito, pericolosi per la salute, segnalassero la possibile assunzione di eritropoietina (EPO). L’episodio segnò la fine della carriera di Pantani, che ebbe poi grandi problemi di depressione e morì il 14 febbraio del 2004 per un’overdose di cocaina.

JANNIK SINNER

10 marzo 2024. Un test effettuato su Jannik Sinner al torneo di Indian Wells ha rilevato una positività al clostebol, uno steroide anabolizzante vietato che è una sostanza non specificata nell'elenco proibito della World Anti-Doping Agency (WADA).18 marzo 2024. Un secondo test di urine effettuato su Sinner, lontano dalle competizioni, ha evidenziato nuovamente un metabolita del clostebol. Per questo tipo di positività un giocatore che viene ritenuto colpevole è solito incorrere in quattro anni di squalifica. Alla fine Sinner ha patteggiato ed è stato sospeso solo per 3 mesi.

FLOYD LANDIS

Pochi giorni dopo la chiusura del Tour de France 2006 annunciarono che Landis era risultato positivo ai controlli anti-doping e che le sostanze proibite da lui assunte erano il testosterone e l'epitestosterone. Landis, appresa la notizia, comunicò di aver preso le sostanze per i suoi problemi alla tiroide. Il 5 agosto l'Unione Ciclistica Internazionale rese noto che anche il secondo campione di urine dell'americano era positivo al testosterone; la maglia gialla gli fu revocata e la vittoria del Tour 2006 fu assegnata a Pereiro.