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La d

Amèlie Pagano

Created on October 29, 2025

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Transcript

La donna

Medievale

Pagano, Calcagno, Diop, Soriano
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Introduzione al medioevo:

“Medioevo” è un termine usato per indicare il periodo di tempo di circa mille anni di storia compresi tra il 476 e la fine del quattrocento.Il Medioevo è stato un periodo di innovazioni e periodo in cui avvengono fenomeni sociali, culturali e politici. È importante ed interessante capire che ruolo aveva la donna nel Medioevo.

Nella seconda metà del XII secolo le esigenze di rinnovamento religioso, determinate dalla decadenza morale del clero, portarono alla nascita di molti movimenti riformatori che aspiravano al ritorno alla chiesa delle origini, destinata solamente ad annunciare la parola di dio. Alcuni di questi videro anche la presenza attiva delle donne.

In che modo la donna È stata coinvolta?

La crescente moralizzazione promossa dal papato nel tardo medioevo (XI-XIII sec) ebbe un impatto complesso e portò ad un notevole cambiamento sul trattamento e sul coinvolgimento della donna. Da un lato la donna diventa un oggetto di maggiore controllo e segregazione per preservare la purezza del clero; allo stesso tempo però si affermarono nuove vie di potere spirituale e autorità morale non più in mano agli uomini.

MOVIMENTI ERETICALI FEMMINILI

VALDISMO

BEGHINISMO

DOMENICANE

ORDINE DELLE CLARISSE

CATARISMO

Nasce nei primi secoli del cristianesimo e fu il principale strumento di controllo papale sul monachesimo femminile. Il motivo religioso che spinge alcune donne alla vita da convento è la fede e quindi il desiderio di dedicare l’intera vita a dio (come indicato nel monachesimo fin dal IV sec). Le suore di clausura vivono una vita isolata all’interno di un monastero, dedicandosi alla preghiera e alla contemplazione, alternate ai lavori manuali per sostenere la comunità. Nel tardo Medioevo, la clausura rappresenta per alcune donne, specialmente quelle di ceto elevato, una via di fuga da un destino sociale spesso limitante (matrimoni combinati, mancanza di istruzione e libertà). All'interno del monastero, le monache, in particolare le badesse, potevano accedere a una maggiore istruzione, potere e influenza sociale, nonostante la vita monastica fosse anche un percorso di dedizione religiosa, preghiera e lavoro.

CLAUSURA

AMBITO ECONOMICO È PROFESSIONALE

AUTONOMIA COMUNALE NEL MEDIOEVO COMUNALE– quindi nel periodo in cui in Italia nascono e si affermano i Comuni – le donne che vivevano nelle città non avevano un vero e proprio potere politico come gli uomini, ma riuscirono comunque a ritagliarsi alcuni spazi di autonomia. Pur rimanendo in una società dominata dagli uomini, queste donne riuscivano a partecipare, pur limitatamente, alla vita del Comune. ..

POTERE GESTIONALE

POTERE POLITICO .

CONFRONTO TRA AMBIENTE RURALE E FEUDALE Le donne rurali avevano un’autonomia molto più limitata e dipendevano quasi totalmente dalle figure maschili: dal padre, dal marito o dal signore feudale. La loro vita ruotava quasi esclusivamente attorno alla gestione della famiglia, della casa e dei campi, ma senza una vera possibilità di prendere decisioni indipendenti. Per il potere politico era esclusivamente maschile, le donne non avevano alcuno spazio di partecipazione politica, né diretta né indiretta. Le donne urbane riuscivano ad avere maggiori opportunità rispetto a quelle rurali o feudali. Le città, infatti, erano ambienti più dinamici e più aperti. Questo permetteva alle donne di avere una maggiore libertà in molteplici ambiti.Naturalmente questa autonomia non era paragonabile a quella degli uomini: era limitata, controllata e spesso indiretta.

BETTISIA GOZZADINIUn esempio importante di donna che visse nel periodo dei Comuni è Bettisia Gozzadini. Nata a Bologna nel 1209 in una famiglia ricca e influente, ebbe la possibilità di studiare in un ambiente urbano molto vivace. Riuscì a dedicarsi allo studio del diritto, cosa che in un ambiente rurale sarebbe stata impossibile. Era così preparata e stimata che divenne la prima donna della storia a insegnare all’università. La sua vita dimostra molto bene come, nelle città medievali, alcune donne potessero ottenere spazi di autonomia e riconoscimento culturale, soprattutto se provenivano da famiglie benestanti.

PERCHÉ GLI UOMINI PARTIVANO?

GLI IDEALI CROCIATI

Si parla di come gli ideali crociati, uniti all'assenza prolungata degli uomini impegnati in Terrasanta, hanno trasformato profondamente il potere e le responsabilità delle donne rimaste a gestire i castelli e i feudi, specialmente nell'aristocrazia feudale. All'inizio, le crociate non erano solo guerre: erano pellegrinaggi armati per liberare la Terrasanta. La prima crociata fu avviata da Papa urbano II quando i bizantini chiesero supporto militare all'Occidente perché attaccati dai turchi, e in occasione dei concili di Piacenza e di Clermont del 1095, urbano II esortò i cristiani a muovere guerra ai turchi che occupavano i luoghi santi.

-Per recuperare il controllo sulla chiesa ortodossa e riaffermare il primato del pontefice sull'intera cristianità.-Per sfruttare la lotta contro i turchi come un'occasione di gloria, di bottino e di conquiste territoriali in oriente (membri della nobiltà feudale). -le masse popolari e i contadini speravano che la partecipazione alla crociata costituisse una possibilità di miglioramento della propria condizione sociale. -Per cancellare la durata della pena da scontare nell'aldilà per tutti i peccati commessi (indulgenza plenaria).

CURIOSITÀ

I nobili e le aristocratiche vivevano in grandi tenute rurali. Il loro ruolo principale era gestire i castelli, la casa e avere molti figli, preferibilmente maschi.Le donne nobili erano frequentemente incaricate della gestione dei feudi, specialmente in tempi di guerra o instabilità politica. Quando i mariti, i padri o i figli erano assenti - per crociate, guerre o per amministrare altri possedimenti - le donne assumevano ruoli che includevano la supervisione della produzione agricola, la gestione delle finanze domestiche, dei castelli e garantire il corretto funzionamento del feudo.

La parola crociata non venne mai utilizzata nelle fonti storiche, che si riferiscono a queste spedizioni con termini generici come viaggio, passaggio e pellegrinaggio. Si iniziò ad usare a partire dalla fine del XIII secolo in riferimento alla Croce Rossa che i partecipanti alle missioni avevano cucito sulle vesti, sulle bandiere e sugli scudi, simbolo del pellegrinaggio, dei voti fatti e dell'adesione alla causa cristiana.

Eleonora d'aquitania è stata una delle donne più influenti del medioevo. Fu duchessa d'aquitania. Sposò Luigi VII e poi Enrico II d'Inghilterra, diventando così regina di Francia e poi regina d'Inghilterra. Eleonora fu molto attiva nella politica del tempo. È ricordata come una donna di grande intelligenza, forza politica e carisma, capace di influenzare profondamente la storia Europea del XII secolo.

ELEONORA D'AQUITANIA

Le crociate furono quindi non solo un fenomeno religioso e militare, ma permisero anche alle donne di mostrare competenza nel governo, nella gestione economica e anche nella difesa politica. Infine, l'assenza degli uomini creò un'opportunità per le donne: un'opportunità che, sebbene temporanea, fece emergere la loro capacità di governo, gestione e autorità in un contesto medievale dominato dagli uomini.

IDEALI DI DONNA PROMOSSO NEL MEDIOEVO:

Alcune fonti dicono che si trovavano in situazioni spiacevoli e di inferiorità: -La Chiesa le considerava inferiori per il collegamento al peccato originale, infatti alcuni le definivano “porta demonio” come San Gerolamo. Però ci fu anche Pier Lombardo che sosteneva la parità spirituale tra uomo e donna. -Nel Medioevo, le donne erano costrette a sposarsi e ad avere figli molto giovani. Infatti erano per lo più casalinghe oppure se non si sposavano dovevano mantenersi da sole e quindi lavorare nelle campagne senza diritti di proprietà. -Il matrimonio era visto come un contratto, la donna era merce di scambio all’interno di esso ed era privata di ogni sua libertà personale, infatti una volta sposata lei doveva obbedire alle volontà del marito (prima seguiva quelle del padre).

Come già detto quando le donne non si sposavano venivano mandate in conventi in conventi spesso per un vantaggio per la famiglia a cui appartengono, infatti spesso le figlie di alcuini nobili venivano mandate ad amministrare le abbazie così per sfruttarne le rendite. Per questo poi in seguito verranno imposti dei regolamenti in modo tale che i fondatori non potessero trarre benefici. Un esempio di grande religiosa può essere Santa Chiara D’Assisi, che collaborò con Francesco d’Assisi e fondò l’ordine delle Clarisse. Ne sono un esempio Caterina da Siena (1347 – 1380) che riuscì a evitare il matrimonio, entrò in un ordine secolare, divenne fonte d’ispirazione per un crescente numero di seguaci e infine fu una voce importante, in grado di interloquire con i papi nelle questioni di politica ecclesiastica. Una grande nobildonna invece è Matilde di Canossa.

-Erano escluse dalla vita pubblica, quindi non potevano votare e non potevano possedere beni.Altre voci dicevano invece che loro non si trovavano in situazioni così terribili: - il matrimonio valorizza il valore della moglie - le donne di alto rango o si sposavano o finivano in conventi (molte erano collegamenti al vantaggio del regno) -dovevano essere di rango maggiore o uguale a quello dei loro mariti Regina, Badessa e Nobildonna Le regine erano d’esempio per le altre donne dato che erano di classe sociale più alta , avevano più doveri, tra cui l’organizzazione del palazzo e la gestione dei possedimenti all’assenza del marito quindi gli faceva da rappresentante. Un esempio è Ethefleda, regina di Mercia, diventata tale dopo la morte del marito, sconfisse i Vichinghi nella battaglia di Chester.

RIFLESSIONE CRITICA Nel corso del tempo, la gestione del potere femminile ha anticipato molti aspetti della condizione della donna nell’età moderna, aprendo la strada a una maggiore parità di genere e a un progressivo riconoscimento dei diritti. Questo cambiamento è stato favorito soprattutto da due elementi fondamentali: le normative costituzionali e gli impegni internazionali come l’Agenda 2030.

Da un lato, la Costituzione Italiana ha segnato un momento decisivo, affermando l’uguaglianza tra uomini e donne, anche nel mondo del lavoro. Ha garantito parità di diritti, retribuzioni e tutele specifiche per madri e bambini, superando un passato in cui il lavoro femminile era spesso poco riconosciuto o sottovalutato.

Nonostante i progressi, restano però importanti sfide. La discriminazione di genere persiste, anche se in forme più sottili rispetto al passato. Le disparità economiche e il divario salariale continuano a penalizzare le donne, così come la difficoltà di conciliare lavoro e vita familiare in assenza di adeguati servizi e supporti. A tutto questo si aggiungono le nuove forme di violenza, che non riguardano solo quella fisica, ma anche quella psicologica, economica e digitale.

Dall’altro lato, l’Agenda 2030, con il suo Obiettivo 5, ha rafforzato a livello globale l’impegno verso l’uguaglianza di genere. Promuove l’eliminazione di ogni forma di discriminazione e violenza e sostiene l’empowerment femminile, cioè la possibilità per le donne di accedere alle risorse, partecipare alla vita sociale ed economica e contribuire pienamente allo sviluppo.

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Le corporazioni, erano anche organizzazioni che avevano un ruolo politico nella vita del Comune. Far parte di una corporazione dava alle donne almeno la possibilità di influire su certe decisioni tramite i rappresentanti maschili dell’associazione, oppure le donne appartenenti al “popolo grasso”, potevano esercitare una certa influenza politica attraverso le loro relazioni familiari, le alleanze matrimoniali e la gestione dei rapporti all’interno del gruppo parentale.

Tra i primi a ritornare agli ideali del cristianesimo delle origini ci fu Valdo di Lione (seconda metà del XII) . Il suo intento era quello di fondare una comunità in cui la lettura e il commento della Bibbia dovevano essere svolti anche dai laici, sia maschi che femmine. I primi seguaci di Valdo furono gli uomini e donne che in piccoli gruppi dedicavano nelle piazze e nelle chiese di città e villaggi , entrando spesso in contrasto con il clero locale.

Francesco d’assisi, figlio di un ricco mercante, decise di spogliarsi di tutti i beni per vivere in povertà assoluta, predicare il Vangelo e assistere i malati e gli emarginati. Fra le prime le prime persone che seguirono Francesco vi fu anche chiara d’assisi; giovane di nobile famiglia che decise di abbandonare la sua casa e rinunciare ai beni mondani. Con francesco diete vita all’ordine delle clarisse, che in breve tempo accolse al suo interno molte donne e si diffuse in tutta Europa. Tale ordine religioso era basato su una regola simile a quella dei frati minori ed era caratterizzata dalla preghiera, dalla povertà e dall’obbedienza delle gerarchie ecclesiastiche. In questo modo nasceva l’ordine delle “povere recluse” che dopo alla morte di Chiara vennero definite “clarisse”. Il nome originario sottolinea i due fattori che garantirono a queste monache la piena accettazione della chiesa: infatti anche queste si impegnavano a condurre un’esistenza di totale povertà e per farlo non contavano sull’elemosine ottenute pubblicamente, ma su quelle ricevute, vivendo in clausura nei conventi (lontane dal mondo).

Le donne potevano entrare a far parte delle arti e delle corporazioni, che erano le associazioni dei mestieri: ad esempio quelle dei tessitori, dei filatori, dei sarti, degli artigiani. Non avevano lo stesso peso degli uomini, però il semplice fatto di essere ammesse permetteva loro di partecipare, seppure in modo limitato, alla vita economica della città. Inoltre, alcune donne lavoravano in modo indipendente: questo accadeva soprattutto alle vedove, che potevano ereditare la bottega o l’attività del marito e quindi gestirla da sole. In questi casi le donne godevano di un’indipendenza maggiore rispetto ad altre, perché prendevano decisioni economiche e spesso mantenevano la famiglia con il proprio lavoro.
C’era anche la partecipazione al commercio: le grandi attività mercantili erano dominate dagli uomini, ma molte donne lavoravano comunque nel piccolo commercio, per esempio nel dettaglio, vendendo prodotti di uso comune.
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Le beghine erano donne laiche che, volendo condurre un esistenza interamente rivolta a dio, facevano voto di povertà e castità e si raccoglievano in piccole comunità , si dedicavano alla preghiera, a umili lavori manuali e all’elemosina. Quest'ultimo aspetto fu criticato da molti religiosi perché ritenevano sconveniente che le donne per vivere dovessero chiedere pubblicamente denaro; per questo le beghine non furono mai pienamente accettate dalla chiesa, anzi furono guardate con sospetto della autorità ecclesiastiche.

Le domenicane nacquero per volere di Domenico di Guzman, ordine nato per contrastare gli albigesi, che nella Francia meridionale avevano creato veri i propri conventi femminili; nella regione dei Pirenei e in Provenza istituì realtà simili in cui le donne potevano ritirarsi per condurre una vita di povertà, penitenza e ascesi (pratica di distacco del mondo materiale, attraverso la quale si raggiunge la perfezione interiore e l’elevazione spirituale). Il suo scopo principale è la predicazione del Vangelo attraverso lo studio, l’insegnamento e l’attività missionaria.

Partiamo dalla gestione familiare. In città, quando gli uomini erano assenti per lavoro o per affari politici, le donne si occupavano dell’amministrazione della casa, della gestione della proprietà familiare e delle attività economiche legate alla famiglia.
Anche all’interno delle corporazioni, le donne potevano avere ruoli di coordinamento e organizzazione, decidevano come dovevano essere svolte certe attività, controllavano la produzione oppure insegnavano il mestiere alle ragazze più giovani che volevano imparare quel lavoro.
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ELEONARORA D'AQUITANIA Data nascita: 1122/1124 Data morte: 1204 (circa 82 anni) Fu sepolte nell'abbazia di Fontevraud

Eresia che portò ad una maggiore preoccupazione nella chiesa fu il catarismo. I catari (detti anche albigesi) sostenevano una concezione dualistica della realtà, basata sull’idea dell’eterno conflitto fra due principi ugualmente potenti: il bene e il male.questa lotta coinvolgeva l’essere umano, che poteva salvarsi solo attraverso Una vita di assoluta purezza. Inoltre il Catarismo, a differenza della Chiesa cattolica, dava alle donne un ruolo centrale nella comunità religiosa. Non solo un riconoscimento formale: le donne potevano accedere al consolamentum, un sacramento che sanciva la purezza spirituale e permetteva loro di diventare guide spirituali. I catari si fecero portatori di una visione lontana dall’ortodossia cristiana e per questo la reazione del papato fu violenta: papa Innocenzo III indisse una vera e propria crociata contro di loro. Dopo una guerra che conobbe episodi di violenza, l’eresia catara fu definitivamente estirpata nel 1229. .