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salto in lungo

Lorenzo De Vito

Created on October 27, 2025

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Transcript

PRESENTAzione

salto in lungo

Realizzato da: Lorenzo De Vito e Alessandro Vivenzio

INDICE

Descrizione della disciplina

campioni della storia

spiegazione tecnica

coinvolgomento con il doping

Obbiettivo della disciplina

LE REGOLE

Muscoli coinvolti e analisi biomeccanica

IMMAGINI E VIDEO

storia della disciplina

GRAZIE PER L'ATTENZIONE

Descrizione della disciplina

Il salto in lungo è una delle discipline più antiche ed affascinanti dell'atletica leggera, in cui l'atleta, dopo una rincorsa, stacca da un'apposita asse e atterra in una buca di sabbia, cercando di raggiungere la massima distanza possibile. Il risultato è misurato dal bordo dell'asse di stacco al punto più vicino toccato dall'atleta nella sabbia.

spiegazione tecnica

La disciplina del salto in lungo si divide in quattro fasi. La prima è quella della rincorsa, dove gli atleti, per saltare il più lontano possibile, sfruttano al massimo la velocità della rincorsa. La seconda fase è quella dello stacco, dove l'atleta converte la velocità orizzontale della rincorsa in elevazione verticale. Quest'ultimo deve essere potente e preciso, in modo da far cadere l'atleta più avanti e più in alto possibile. Tutto ciò deve avvenire prima dell'asse di battuta. Come terza fase abbiamo il volo, ovvero il momento in cui l'atleta si distende dopo lo stacco. Non è un momento di passività, ma una vera e propria azione tecnica cruciale che può fare la differenza nella misura finale.

Obbiettivo della disciplina

L'obiettivo è quello di mantenere il corpo in aria libero, contrastare la rotazione in avanti causata dallo stacco e prepararsi all'atterraggio. Nel corso della storia si sono sviluppate diverse tecniche di volo, tra cui: - Volo veleggiato: dopo lo stacco, si porta la gamba di slancio in avanti e si mantiene il corpo il più eretto possibile. Si cerca di estendere le gambe in avanti come se si stesse veleggiando. - Hitch kick: dopo lo stacco, si eseguono movimenti ampi di braccia e gambe, cercando di contrastare la rotazione del corpo in avanti, mantenendo una posizione retta e prolungando il tempo di volo. - Volo a raccolta: dopo lo stacco, gli arti inferiori si allineano e il busto si inclina leggermente in avanti. Le ginocchia vengono avvicinate al petto e il bacino spinto oltre l’impronta dei piedi. Il quarto ed ultimo punto è l’atterraggio, in cui, come detto prima, si cerca di stendere le gambe in avanti per massimizzare la distanza. In queste quattro fasi appena elencate, lavorano molti muscoli. Durante la rincorsa lavorano soprattutto i muscoli posteriori della coscia.

muscoli coinvolti e analisi biomeccanica

Dischi oscurali contribuiscono a flettere il ginocchio e a far avanzare la gamba durante la corsa. Glutei danno propulsione spingendo il bacino in avanti. Polpacci, gastrocnemio e soleo hanno il ruolo di spingere il corpo in avanti a ogni passo. Quadricipidi estendono il ginocchio e sopportano la fase di spinta a terra. Core, mantengono la stabilità e la postura corretta. Nello stacco lavorano i quadricipidi, spingono con forza per estendere il ginocchio. Glutei estendono l'anca e danno potenza allo stacco. Polpacci, decisivi per l'ultima spinta, agiscono come una molla. Core, stabilizzano il corpo e mantengono una posizione rigida nel momento dell'abbattuta. Muscoli, braccia e spalle si muovono energicamente in avanti per aiutare a generare lo sgancio e sollevare il corpo. Nel volo lavorano. Core, controlla il movimento del corpo ed evita che il corpo ruoti in avanti. Muscoli, braccia e spalle continuano a muoversi per sbilanciare il corpo e controllare l'assetto. Muscoli, flessori dell'anca ileopsoas si attivano per portare le gambe in avanti e in alto. In atteraggio lavorano i dischi oscurali che devono essere molto morbidi per sostenere un impatto con la sabbia ammortizzando la caduta ed evitando così danni alle articolazioni. Glutei e quadricipiti permettono all'atleta di piegare le ginocchia per una caduta controllata. Core, stabilizzano il corpo evitando di finire seduti e ruotare all'indietro. Il salto in lungo è un esempio di moto parabolico. L'obiettivo è massimizzare la distanza orizzontale gittata che dipenderà dalla velocità della rincorsa che fornisce la spinta orizzontale. Angolo di stacco. Con un angolo di circa 30 o inferiore ai 45 gradi che massimizzerebbero la gittata. Gestione del corpo in volo. I movimenti delle braccia e gambe contrastano la rotazione in avanti e mantengono l'equilibrio del corpo e preparano un atterraggio efficace. Atterraggio. Si estendono le gambe in avanti per atterrare con i talloni il più lontano possibile. E poi sposta il bacino in avanti per evitare di cadere all'indietro.

storia della disciplina

Il salto in lungo, come detto prima, è una delle discipline più antiche esistenti. Risale ai tempi dell'antica Grecia, dove nel 608 a.C. faceva parte del Pentlathlon, ovvero un insieme di 5 discipline. A differenza di come lo conosciamo oggi, il salto in lungo era molto diverso, e l'antichità, appunto, gli atleti dovevano saltare da fermi in una buca di sabbia, chiamata scamma, (area scavata) e tenevano in mano dei pesi di lume, altares,(manubri) Questo perché nell'antichità si credeva che gli altares, oscillati durante il salto, potessero aumentare lo slancio in avanti. Gli atleti eseguivano i salti al ritmo di musica, suonati dagli abulas, tra parentesi flauti. Solo nel 1896 il salto in lungo venne modificato, furono aboliti i pesi, e si introdusse una rincorsa prima del salto.

campioni della storia

La storia del salto a lungo è stata scritta da tre straordinari atleti dei veri epropri pioneri che hanno spinto i confini del possibile. I loro record non si misurano solo in metri e centimetri, ma anche nell'impatto che hanno avuto ispirando giovani e appassionati. Il primo record fu stabilito da Jesse Owens dove nel 1935 saltò 8,13 metri. Poi abbiamo Bob Behrman dove nel 1968 saltò 8,90 metri. Infine abbiamo il mitico Mike Bowell dove nel mondiale di Tokyo del 1991 saltò 8,95 metri. Un record che ancora oggi è rimasto imbattuto. Parlando delle donne, invece, la donna che saltò più lungo fu Galina Cistyakova dove l'11 giugno a Leningrado saltò 7,52 metri in una competizione che si tenne prima delle Olimpiadi.

coinvolgomento con il doping

Come in molte discipline sportive, il doping ha riguardato anche il salto in lungo. Gli atleti fanno uso di sostanze per migliorare la loro prestazione. (velocità, resistenza, forza) . Le principali sostanze utilizzate nello sport sono: agenti anabolizzanti, aumentano la massa muscolare e la potenza, stimolanti, incrementano l'energia e la concentrazione. Ormoni e fattori di crescita migliorano le prestazioni fisiche. Gli eretici e gli agenti mascheranti nascondono altre sostanze. I maggiori scandali riguardanti questa disciplina furono Luvo manyonga positivo alla metamphetamina, noto anche come Cristal meth . Marion Jones confessò di aver utilizzato steroidi. Questi sono solo alcuni degli atleti che hanno usato sostanze restanti, ma ce ne sono tantissimi altri.

LE REGOLE

Il salto in lungo è una disciplina dell’atletica leggera che consiste nel saltare il più lontano possibile dopo una rincorsa. Questa specialità si divide in quattro fasi principali: rincorsa, stacco, volo e atterraggio. Durante la rincorsa, l’atleta percorre una pedana lunga circa 40 metri per raggiungere la massima velocità possibile. L’obiettivo è trasformare la velocità orizzontale in spinta verso l’alto al momento dello stacco. Lo stacco avviene su una tavoletta di battuta larga 20 centimetri, posizionata prima della buca di sabbia. Il piede dell’atleta deve colpire la tavoletta senza oltrepassarla: se la supera, il salto è considerato nullo. Nella fase di volo, l’atleta cerca di mantenere l’equilibrio e la corretta posizione del corpo per atterrare il più lontano possibile. Esistono diverse tecniche di volo, come la “sospensione”, il “passo” o la “corsa in aria”. Infine, nell’atterraggio, che avviene nella buca di sabbia, l’atleta deve evitare di cadere all’indietro, poiché la misura del salto viene calcolata dal punto più vicino alla linea di stacco toccato dal corpo o da una sua parte nella sabbia. Ogni atleta ha a disposizione tre tentativi durante la gara di qualificazione, e solo i migliori accedono alla finale, dove possono eseguire altri salti per migliorare la propria misura. Vince chi ottiene la distanza maggiore.

IMMAGINI E VIDEO

Link video

GRAZIE PER L'ATTENZIONE