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Eracle - Ἡρακλῆς

Tommaso Macrì

Created on October 27, 2025

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Eracle - Ἡρακλῆς

Gioventù

La principale testimonianza del mito di Eracle è contenuta nell’opera Biblioteca (Βιβλιοθήκη in greco), attribuita tradizionalmente ad Apollodoro, dove vengono descritte le origini mitologiche dell’eroe, gli antefatti delle 12 fatiche e le fatiche stesse, e gli eventi che le seguirono.

Le 12 fatiche

Gioventù

Eracle nacque a Tebe da Zeus e Alcmena, che il dio sedusse assumendo le sembianze del marito Anfitrione. La donna concepì così due gemelli: Eracle, figlio di Zeus, e Ificle, figlio di Anfitrione. Zeus aveva predetto che il primo dei suoi discendenti nato sarebbe diventato re del Peloponneso. Per gelosia, Era fece nascere prima Euristeo, cugino di Eracle, che così ereditò il potere promesso. Quando Eracle nacque, Atena ingannò Era inducendola ad allattarlo, e dal latte sparso nel cielo nacque la Via Lattea. Era, però, continuò a odiarlo e inviò due serpenti per ucciderlo nella culla. Il piccolo Eracle li strangolò con le proprie mani, rivelando la sua forza divina. Crescendo, fu istruito da uomini e dèi in arti marziali, musica e lettere. Un giorno, però, uccise il maestro Lino colpendolo con la lira dopo una punizione. Per evitare altri delitti, Anfitrione lo mandò a vivere tra i pastori fino ai diciotto anni.

Le 12 Fatiche

7) Il toro di Creta 8) Le cavalle di Diomede 9) La cintura di Ippolita 10) Il bestiame di Gerione 11) I pomi delle Esperidi 12) La cattura di Cerbero

1) Il leone di Nemea2) L'idra di Lerna 3) La cerva di Cerinea 4) Il cinghiale di Erimanto 5) Le stalle di Augia 6) Gli uccelli di Stinfalo

Seconda fatica: l'Idra di Lerna

Addestrata da Era proprio perché fosse in grado di eliminare Ercole, l’Idra era uno spaventoso mostro, terribilmente velenoso, con il corpo di cane e nove teste di serpente di cui una immortale, che viveva sotto un platano presso la palude di Lerna, in Argolide. Ercole tentò di neutralizzarla mozzandone le teste con la spada, scoprendo però con orrore che ogni qualvolta ne tagliava una, dalla stessa ne crescevano altre due. Fu allora che per un’astuta intuizione ispirata da Atena, chiamò in aiuto Iolao, il quale, mentre l’eroe teneva il mostro immobilizzato, cauterizzò le teste tagliate con una torcia, impedendo loro di rigenerarsi. Infine, Ercole seppellì la testa immortale sotto una roccia, squartò la carcassa e immerse nella bile del mostro la punta delle sue frecce, che da allora divennero micidiali e fatali alla minima scalfitura.

Dodicesima fatica: Cerbero

Ultima e più faticosa impresa fu la cattura di Cerbero, l’enorme cane a tre teste che custodiva l’accesso al regno dei morti. Dopo essersi purificato presso il santuario di Eleusi, Ercole scese negli Inferi presso capo Tenaro, in Laconia, guidato da Atena ed Ermes. Attraversato lo Stige con il traghettatore Caronte, Ercole incontrò l’eroe defunto Meleagro che gli narrò la bellezza della sorella Deianira: l’eroe promise di sposarla. Liberò Teseo, imprigionato per aver tentato di rapire Persefone, poi giunse al cospetto di Ade che gli diede il permesso di portare Cerbero a Micene, purché lo catturasse senza usare alcuna arma. Afferrandolo per la gola, Ercole riuscì a domare il terribile mostro e portarlo così a Micene, dove Euristeo già da tempo si era nascosto terrorizzato nella sua giara. Dimostrato il successo dell’impresa, come promesso, l’eroe riportò il mastino al suo compito, nell’Ade.