pag. 66
ARCHITETTURA
La sfinge
Davanti alla piramide di Chefren sorge l'enorme scultura della Sfinge, che aveva la funzione di custodire il luogo sacro.
I monumenti funerari egizi
Le piramidi, architetture dalla perfetta geometria
Le costruzioni funerarie più note dell'architettura egizia sono le piramidi, le grandiose tombe dei faraoni dell'Antico Regno. Sono formate da giganteschi blocchi di pietra squadrati, sovrapposti l'uno sull'altro senza uso di malta; hanno base quadrata e pareti triangolari, una forma geometricamente perfetta, simbolo della divinità e del potere assoluto del faraone. All'interno presentano corridoi e camere dove veniva sepolto il sovrano. Le piramidi più famose sono quelle di Cheope, Chefren e Micerino, che risalgono al III millennio a.C. e si ergono maestose nella piana di Giza, alla periferia del Cairo.
La sfinge e le piramidi di Cheope e Chefren,
2550 a.C., Giza, Il Cairo (Egitto).
[02'56'']
La piramide di Chefren,
2550 a.C., Giza, Il Cairo (Egitto).
Un capolavoro di ingegneria
La tomba del faraone Cheope è detta anche la Grande
piramide, poiché è alta 147 metri.
È formata da due milioni di blocchi di pietra calcarea,
ciascuno alto almeno un metro e pesante circa due
tonnellate e mezzo.
I blocchi sono sovrapposti senza uso di malta, ma la
precisione della loro forma è tale che essi combaciano
perfettamente l’uno con l’altro.
pag. 67
IERI e OGGI
pag. 67
Le tombe scavate nella roccia
Dal II millennio a.C., nell'epoca detta del Nuovo Regno, le tombe dei faraoni diventano ipogee, vengono cioè scavate sotto terra e non sono più visibili
all'esterno.
La scelta di creare sepolture di questo genere per i
faraoni derivò dalla necessità di evitare che i ladri,
atratti dai preziosi tesori custoditi nelle piramidi,
profanassero le sepolture, comprometendo la vita
ultraterrena dei faraoni.
Vennero scelte come aree sepolcrali dei sovrani
alcune zone intorno alla città di Tebe (l'odierna
Luxor), che per questo motivo sono chiamate Valle dei Re e Valle delle Regine. Le tombe ipogee
sono formate da più ambienti con pareti decorate
da rilievi e dipinti: il corpo del sovrano era posto
nella camera sepolcrale, insieme a un ricco
corredo funerario.
Tutto serviva a esaltare il potere assoluto e divino
del sovrano e garantirne la sopravvivenza dopo la
morte.
Una sepoltura ipogea di grande importanza è la
tomba di Tutankhamon, un faraone vissuto intorno al 1300 a.C.
Camera sepolcrale della tomba di Ramesse VI, 1154-1147 a.C., Luxor
(antica Tebe), Valle dei Re.
TOMBA DI HATSHEPSUT
TOMBA DI KHA E MERIT [1'28'']
Leggi l’opera
Data
1328-1318 a.C.
Luogo
Luxor (antica Tebe); Il Cairo, Museo Egizio
pagg. 68-69
La scoperta della tomba
di Tutankhamon
UNA SCOPERTA MEMORABILE
La scoperta della tomba di Tutankhamon, il giovane faraone
salito al trono a soli 9 anni e morto ad appena 18, rimane
un evento eccezionale nella storia: quando il britannico
Howard Carter (1874-1939) la scoprì nel 1922, la trovò intatta
e inesplorata. Infatti, nonostante tutte le
accortezze prese nel costruire le tombe reali, già nei tempi
antichi le sepolture dei faraoni venivano profanate e depredate
per appropriarsi dei preziosi tesori che contenevano.
La scoperta archeologica non fu un evento fortunato, ma
l’esito di anni di ricerca e, proprio quando Carter stava per
arrendersi, arrivò il colpo di piccone che lo consacrò alla
storia dell’archeologia e restituì la “vita” a Tutankhamon.
Tutankhamon non ebbe certamente il tempo di diventare un
grande sovrano. Tuttavia, gli oggetti ritrovati nella sua tomba
sono così tanti e preziosi da farci immaginare lo splendore
dei tesori, un tempo conservati nelle sepolture di faraoni più
longevi e importanti.
MALEDIZIONE DEL FARAONE
AVVOLTOIONekhbet
SERPENTEUaget
Il viaggio del faraone verso la vita eterna, 1325 a.C. circa, pittura parietale nella camera sepolcrale della tomba di Tutankhamon.
UNA TOMBA INTATTA E PIENA DI TESORI
La tomba presenta una struttura formata da più
ambienti in successione, decorati con pitture parietali,
che rendevano onori al defunto e lo accompagnavano
nell’aldilà.
Nella camera funeraria era posta la sepoltura del sovrano:
una massiccia cassa sepolcrale di legno rivestito da una
lamina d’oro con al suo interno tre scrigni, l’uno dentro
l’altro, fino ad arrivare al prezioso sarcofago in oro
massiccio (i primi due sono in legno e ricoperti di oro),
contenente il corpo del faraone. Infine, come ultima
protezione, sulla mummia era poggiata una maschera
d’oro massiccio di eccezionale qualità tecnica e artistica.
Nella stanza accanto alla camera vi era un ricchissimo
corredo funerario composto da oltre cinquemila oggetti
tra vasi, carri, letti, statue di divinità e gioielli. Carter e la
sua équipe impiegarono anni per catalogare tutti questi
oggetti.
Maschera funeraria di Tutankhamon,
1325 a.C. circa, oro, lapislazzuli, smalti,
pietre dure, h 62 cm.
La maschera ha le fattezze del
giovane faraone. Indossa il nemes,
il copricapo in lino a righe
bianche e blu che simboleggia
la natura divina del sovrano.
Il serpente e l’avvoltoio sono
simboli di regalità, mentre la
barba posticcia è simbolo di
saggezza.
NEMES
BARBA POSTICCIA
VASI CANOPI
pagine 70 e 71 Anteprima sull'arte
ARCHITETTURA
TOUR VIRTUALE
Il tempio di Abu Simbel: un tempio funerario
Il tempio di Amon a Luxor: un tempio divino
I templi
Intorno al 1250 a.C., il faraone Ramesse II fece costruire nel
sud del Paese il maestoso tempio di Abu Simbel che, seppure dedicato al dio Amon, è il suo tempio funerario.È un tempio rupestre, scavato nella roccia, ed è, insieme alle piramidi di Giza, uno degli edifici più imponenti dell'antico Egitto: è alto 30 metri e lungo 35. Sulla facciata dominano quattro statue gigantesche, alte 20 metri e tutte uguali, che ritraggono Ramesse II seduto con le mani sulle ginocchia, una posizione frequente nella raffigurazione dei sovrani.
Fra il 1400 e il 1250 a.C. circa, venne ereto a Tebe (oggi Luxor) l'imponente tempio dedicato
ad Amon, il dio Sole.Il tempio è in granito, una pietra dura e resistente. In una
entrata del tempio, davanti alle due pareti dete piloni, sono poste le statue colossali di
Ramesse II, uno dei faraoni che lo ha fatto costruire, e altissimi obelischi. I diversi ambienti che compongono il tempio si snodano in successione fino alla cella, la casa del dio. Tutti i fedeli potevano accedere al primo cortile, ma solo il faraone e il sacerdote potevano presentarsi al cospetto del dio. Un altro tempio divino è quello dedicato ad Amon-Ra a Karnak nel quale l'entrata al tempio è preceduta da un viale di sfingi, statue con il corpo di leone e la testa di ariete, che sembrano vigilare sull'ingresso dell'edificio. Le colonne interne sono imponenti e hanno i capitelli a forma di papiro.
Templi divini e templi funerari
IERI e OGGI
dedicati alle
divinità
dedicati ai faraoni defunti
In onore delle divinità o dei faraoni defunti, gli Egizi facevano erigere templi di pietra: una successione di sale, cortili, corridoi con una selva di colonne che conducevano alla cella, una piccola stanza inaccessibile ai fedeli, nella quale era collocata la statua della divinità.All'esterno del tempio erano poste le statue colossali del faraone che lo aveva fatto costruire e altissimi obelischi, monumenti appuntiti formati da un solo blocco di pietra con iscrizioni. Gli obelischi simboleggiavano Ra, il dio Sole, e la loro forma voleva evocare l'idea di un raggio di sole pietrificato.
Il trasferimento del Tempio rupestre di Ellesiya al Museo Egizio di Torino (1966)
Fu fatto scavare dal faraone Thutmose III nel 1430 a.C. circa per essere dedicato a due divinità (Horus e Satet) e a se stesso.
La scultura egizia
pagine 72 e 73 Anteprima sull'arte
Le statue dei faraoni
Personaggi e scene del mondo quotidiano
Gli Egizi realizzano statue in pietra dei faraoni da collocare davanti ai templi o nelle tombe
dei sovrani. Il compito di queste sculture è quello di reincarnare il defunto, affinché nella
statua potesse continuare a vivere anche dopo la morte.
Nella raffigurazione dei faraoni, gli scultori seguono alcune norme precise. Le statue devono avere una forma compatta, priva di elementi sporgenti che possano spezzarsi. Sono
spesso di grandi dimensioni per evidenziare l'importanza del faraone e il suo carattere divino. Pur essendo a tutto tondo, sono concepite per essere viste frontalmente: per questo
a volte il retro è appena sbozzato.
All'interno delle tombe, oltre alle statue dei faraoni,
sono state trovate numerose statuette di terracota dipinta che raffigurano dignitari di corte o semplici
artigiani, operai, contadini. Questi personaggi, sicuramente meno importanti e meno in vista del sovrano,
sono raffigurati con grande naturalezza e vivacità,
senza seguire le regole a cui invece dovevano astenersi
gli scultori quando erano chiamati a ritrarre il faraone
o una divinità.
Il compito di queste statuette all'interno delle tombe
era quello di servire e accudire il faraone nella sua vita
ultraterrena.
REGOLE
TRIADE DI MICERINO
Il volto è sempre giovane e idealizzato, poco somigliante
al personaggio reale; l'espressione è distaccata e solenne.
È ammesso riprodurre il faraone in due sole posizioni:
con la figura in piedi, che accenna a un movimento della
gamba sinistra nell'atto di avanzare, simbolo del suo agire nel mondo, oppure con la figura seduta in trono,
simbolo della sua regalità. Il faraone è ritratto da solo o
con alcune divinità accanto.
Le statue dei faraoni devono dare l'idea che il sovrano
sia realmente presente davanti all'osservatore, come se
fosse dotato di vita. Per questo motivo il faraone è ritratto con abiti e con gesti che ne permettono l'immediato
riconoscimento.
5a
5b
Triade di Micerino IV Dinastia (2490-2472 a.C.), scisto Cairo, Museo egizio
prima versione (JE 40679)
seconda versione (JE 46499)
DENTRO L'OPERA
PER CONCLUDERE
DATI DELL’OPERA
Thutmosis, Mezzo busto della regina Nefertiti, 1340 a.C. ca.
Pietra calcarea ricoperta di stucco e dipinta. Misure: h cm 50. Musei Statali, Berlino.
La pittura egizia
Le pitture funerarie
Le pareti delle tombe sono decorate con pitture a tempera e con rilievi che raffigurano
scene di vita quotidiana e le divinità che secondo gli Egizi accompagnano i defunti nel
passaggio all'aldilà. Nelle scene dipinte compaiono testi di contenuto religioso, scritti in
caratteri geroglifici.
pagine 74 e 75 Anteprima sull'arte
Colori vivaci e uniformi nella pittura parietale
Le figure umane dipinte sulle pareti delle tombe sono piatte e sempre in primo piano. Come nella Mesopotamia, il volto, le gambe e i piedi sono di profilo, mentre l'occhio e le spalle sono visti di fronte, così da mostrare ogni parte del corpo nel suo aspetto più riconoscibile. La grandezza delle figure è proporzionata alla loro rilevanza sociale: i
personaggi più importanti (divinità, faraoni, nobili) sono di dimensioni maggiori rispetto
agli altri.
Per realizzare le immagini dei personaggi, rispettando le proporzioni stabilite per le singole parti del corpo, gli artisti utilizzano uno schema quadrettato, una sorta di reticolo che
aiuta a dipingere la figura senza commettere errori.
I colori sono vivaci e stesi in modo uniforme, ma seguono alcune regole: la pelle dell'uomo
deve essere dipinta in rosso ocra, quella delle donne più chiara. I contorni delle figure poi
sono ripassati con una linea scura così da farli risaltare sul fondo chiaro della parete.
Un esempio dei criteri usati dagli Egizi nella pittura parietale è il dipinto trovato nella tomba di un alto funzionario, di nome Nebamun, raffigurato mentre caccia gli uccelli in una
palude del Nilo, accompagnato dalla moglie e dalla giovane figlia.
Le divinità hanno forme umane o animali
Così come per gli uomini, anche la raffigurazione delle divinità deve sottostare a norme
prescritte. Infatti, anche le divinità egizie a cui i templi sono dedicati vengono rappresentate come uomini, donne o animali, a volte con la fusione di entrambe le forme: il corpo
umano e la testa di animale o, più raramente, il corpo animale e la testa umana.
In questo modo, poiché nella religione egizia ciascuna divinità è collegata a un preciso
animale e ha simboli propri, il personaggio è facilmente riconoscibile da tutti.
La regina Nefertari e la dea Iside
pagina 75 Anteprima sull'arte risorse digitali
Delle sette spose di Ramses II, Nefertari era la
moglie prediletta: mai in Egitto una regina ebbe
una così grande considerazione da parte del
faraone, che per lei fece costruire la più sontuosa
tomba della Valle delle Regine. Il dipinto raffigura
Nefertari mentre segue nell’aldilà la dea Iside ed
è solo una scena delle numerose pitture parietali
della tomba della regina.
Due figure femminili
Sulla sinistra è raffigurata Nefertari, vestita di
bianco e con ricchissimi gioielli. La sovrana è
tenuta per mano dalla dea Iside, che si riconosce
per le corna bovine e il rosso disco solare che
reca in capo. Sulla parete di fondo si trovano
vari geroglifici, che costituiscono il commento
scritto alla scena.
Volti di profilo con occhi centrali
Le figure sono rappresentate con i criteri in
uso: il volto di profilo, l’occhio e le spalle
frontali, le gambe e i piedi di profilo. I colori
sono stesi sul fondo bianco della parete; una
linea scura sottolinea i contorni delle figure, ma
anche i particolari delle vesti, dei gioielli, dei
lineamenti. Le pitture sono eseguite con una
grande ricchezza di colori e con un delicato uso
di sfumature cromatiche nei volti e nelle vesti,
elemento insolito nelle pitture egizie.
Il valore eterno della vita dei faraoni
Il dipinto costituisce un’invocazione a Iside
perché accompagni la regina Nefertari nel
suo viaggio ultraterreno, garantendo la
sopravvivenza della sua anima dopo la morte
del corpo. L’importanza e il potere eterno della
regina vengono così esaltati dalla solennità di
queste pitture.
Tempio di Abu Simbel, 1250 a.C. circa, Assuan.
Stendardo con l’immagine zoomorfa di Anubi
Tempio di Amon-Ra a Karnak, XVI-XI sec. a.C., Tebe est (oggi Luxor) e particolare delle sfingi e delle colonne.
Nebamun e le altre figure sono viste di profilo, ma gli occhi hanno una visione frontale. Anche le spalle sono raffigurate di fronte.
La figura rispetta precise proporzioni:
- il corpo umano in piedi deve misurare 18 quadrati; - la testa occupa due quadrati;
- il corpo, dal collo alle ginocchia, occupa dieci quadrati; - con altri sei quadrati si arriva alla pianta dei piedi.
Nebamun caccia nella palude, 1350 a.C. circa, dalla tomba di Nebamun a Tebe (Luxor), pittura murale, h 81 cm, Londra, British Museum.
Nefertiti era assimilata alla dea Tefnut, la prima madre, associata al principio di Maat. Tefnut/Maat incarnava il calore e l’umidità ed era ritenuta l’essenza della fertilità. Rappresentava insieme l’occhio destro (Sole) e l’occhio sinistro (Luna) del dio Ra. L’occhio privo dell’iride avrebbe così un significato simbolico molto sottile: rappresenterebbe la Luna.
Nebamun e le altre figure sono viste di profilo, ma gli occhi hanno una visione frontale. Anche le spalle sono raffigurate di fronte.
La figura rispetta precise proporzioni:
- il corpo umano in piedi deve misurare 18 quadrati; - la testa occupa due quadrati;
- il corpo, dal collo alle ginocchia, occupa dieci quadrati; - con altri sei quadrati si arriva alla pianta dei piedi.
Il faraone Ramesse I tra Horus (a sinistra), la divinità protettrice del faraone, e Osiride Anubi (a destra), il dio dei morti, 1300 a.C. circa, Luxor (antica Tebe), Valle dei Re.
Busto della regina Hatshepsut, Museum of Fine Arts di Boston
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shendyt
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Vasi canopi, 1325 a.C. circa, alabastro.
Secondo gli Egizi, per iniziare una nuova vita nell’aldilà, era indispensabile che il
corpo si mantenesse intatto e per questo veniva imbalsamato e avvolto in bende
di lino prima di essere sepolto. Per imbalsamare il corpo del defunto era necessario
estrarre gli organi interni che venivano poi conservati in appositi vasi, detti
vasi canopi. I canopi erano quattro e conservavano rispettivamente lo stomaco,
l’intestino, il fegato e i polmoni del faraone. I canopi di Tutankhamon sono
realizzati in prezioso alabastro.
Luc-Olivier Merson, Riposo durante la fuga in Egitto (Maria all'ombra della Sfinge), 1880, olio su tela, 77 x133 cm, Musée des Beaux-Arts Jules Chéret, Nizza.
Statua del funzionario Ka-Aper, 2550 a.C. circa, legno dipinto, Il Cairo, Museo Egizio.
L’ingresso era circondato di sei enormi statue del faraone Ramses (ora ne rimangono due) e da due obelischi decorati. Oggi ne è rimasto uno solo, l’altro fu donato alla Francia nel 1830 e ancor oggi lo si può ammirare al centro di Place de la Concorde a Parigi.
Tempio di Amon, 1400-1250 a.C. circa, Tebe (oggi Luxor).
Il faraone Thutmosi III, 1457-1426 a.C., diorite, h 170 cm, Torino, Museo Egizio.
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1. camera sepolcrale 2. annesso 3. anticamera 4. Stanza del Tesoro
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Il faraone Thutmosi III, 1457-1426 a.C., diorite, h 170 cm, Torino, Museo Egizio.
I monumenti funerari egizi
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pag. 66
ARCHITETTURA
La sfinge
Davanti alla piramide di Chefren sorge l'enorme scultura della Sfinge, che aveva la funzione di custodire il luogo sacro.
I monumenti funerari egizi
Le piramidi, architetture dalla perfetta geometria
Le costruzioni funerarie più note dell'architettura egizia sono le piramidi, le grandiose tombe dei faraoni dell'Antico Regno. Sono formate da giganteschi blocchi di pietra squadrati, sovrapposti l'uno sull'altro senza uso di malta; hanno base quadrata e pareti triangolari, una forma geometricamente perfetta, simbolo della divinità e del potere assoluto del faraone. All'interno presentano corridoi e camere dove veniva sepolto il sovrano. Le piramidi più famose sono quelle di Cheope, Chefren e Micerino, che risalgono al III millennio a.C. e si ergono maestose nella piana di Giza, alla periferia del Cairo.
La sfinge e le piramidi di Cheope e Chefren, 2550 a.C., Giza, Il Cairo (Egitto).
[02'56'']
La piramide di Chefren, 2550 a.C., Giza, Il Cairo (Egitto).
Un capolavoro di ingegneria
La tomba del faraone Cheope è detta anche la Grande piramide, poiché è alta 147 metri. È formata da due milioni di blocchi di pietra calcarea, ciascuno alto almeno un metro e pesante circa due tonnellate e mezzo. I blocchi sono sovrapposti senza uso di malta, ma la precisione della loro forma è tale che essi combaciano perfettamente l’uno con l’altro.
pag. 67
IERI e OGGI
pag. 67
Le tombe scavate nella roccia
Dal II millennio a.C., nell'epoca detta del Nuovo Regno, le tombe dei faraoni diventano ipogee, vengono cioè scavate sotto terra e non sono più visibili all'esterno. La scelta di creare sepolture di questo genere per i faraoni derivò dalla necessità di evitare che i ladri, atratti dai preziosi tesori custoditi nelle piramidi, profanassero le sepolture, comprometendo la vita ultraterrena dei faraoni. Vennero scelte come aree sepolcrali dei sovrani alcune zone intorno alla città di Tebe (l'odierna Luxor), che per questo motivo sono chiamate Valle dei Re e Valle delle Regine. Le tombe ipogee sono formate da più ambienti con pareti decorate da rilievi e dipinti: il corpo del sovrano era posto nella camera sepolcrale, insieme a un ricco corredo funerario. Tutto serviva a esaltare il potere assoluto e divino del sovrano e garantirne la sopravvivenza dopo la morte. Una sepoltura ipogea di grande importanza è la tomba di Tutankhamon, un faraone vissuto intorno al 1300 a.C.
Camera sepolcrale della tomba di Ramesse VI, 1154-1147 a.C., Luxor (antica Tebe), Valle dei Re.
TOMBA DI HATSHEPSUT
TOMBA DI KHA E MERIT [1'28'']
Leggi l’opera
Data 1328-1318 a.C. Luogo Luxor (antica Tebe); Il Cairo, Museo Egizio
pagg. 68-69
La scoperta della tomba di Tutankhamon
UNA SCOPERTA MEMORABILE
La scoperta della tomba di Tutankhamon, il giovane faraone salito al trono a soli 9 anni e morto ad appena 18, rimane un evento eccezionale nella storia: quando il britannico Howard Carter (1874-1939) la scoprì nel 1922, la trovò intatta e inesplorata. Infatti, nonostante tutte le accortezze prese nel costruire le tombe reali, già nei tempi antichi le sepolture dei faraoni venivano profanate e depredate per appropriarsi dei preziosi tesori che contenevano. La scoperta archeologica non fu un evento fortunato, ma l’esito di anni di ricerca e, proprio quando Carter stava per arrendersi, arrivò il colpo di piccone che lo consacrò alla storia dell’archeologia e restituì la “vita” a Tutankhamon. Tutankhamon non ebbe certamente il tempo di diventare un grande sovrano. Tuttavia, gli oggetti ritrovati nella sua tomba sono così tanti e preziosi da farci immaginare lo splendore dei tesori, un tempo conservati nelle sepolture di faraoni più longevi e importanti.
MALEDIZIONE DEL FARAONE
AVVOLTOIONekhbet
SERPENTEUaget
Il viaggio del faraone verso la vita eterna, 1325 a.C. circa, pittura parietale nella camera sepolcrale della tomba di Tutankhamon.
UNA TOMBA INTATTA E PIENA DI TESORI
La tomba presenta una struttura formata da più ambienti in successione, decorati con pitture parietali, che rendevano onori al defunto e lo accompagnavano nell’aldilà. Nella camera funeraria era posta la sepoltura del sovrano: una massiccia cassa sepolcrale di legno rivestito da una lamina d’oro con al suo interno tre scrigni, l’uno dentro l’altro, fino ad arrivare al prezioso sarcofago in oro massiccio (i primi due sono in legno e ricoperti di oro), contenente il corpo del faraone. Infine, come ultima protezione, sulla mummia era poggiata una maschera d’oro massiccio di eccezionale qualità tecnica e artistica. Nella stanza accanto alla camera vi era un ricchissimo corredo funerario composto da oltre cinquemila oggetti tra vasi, carri, letti, statue di divinità e gioielli. Carter e la sua équipe impiegarono anni per catalogare tutti questi oggetti.
Maschera funeraria di Tutankhamon, 1325 a.C. circa, oro, lapislazzuli, smalti, pietre dure, h 62 cm. La maschera ha le fattezze del giovane faraone. Indossa il nemes, il copricapo in lino a righe bianche e blu che simboleggia la natura divina del sovrano. Il serpente e l’avvoltoio sono simboli di regalità, mentre la barba posticcia è simbolo di saggezza.
NEMES
BARBA POSTICCIA
VASI CANOPI
pagine 70 e 71 Anteprima sull'arte
ARCHITETTURA
TOUR VIRTUALE
Il tempio di Abu Simbel: un tempio funerario
Il tempio di Amon a Luxor: un tempio divino
I templi
Intorno al 1250 a.C., il faraone Ramesse II fece costruire nel sud del Paese il maestoso tempio di Abu Simbel che, seppure dedicato al dio Amon, è il suo tempio funerario.È un tempio rupestre, scavato nella roccia, ed è, insieme alle piramidi di Giza, uno degli edifici più imponenti dell'antico Egitto: è alto 30 metri e lungo 35. Sulla facciata dominano quattro statue gigantesche, alte 20 metri e tutte uguali, che ritraggono Ramesse II seduto con le mani sulle ginocchia, una posizione frequente nella raffigurazione dei sovrani.
Fra il 1400 e il 1250 a.C. circa, venne ereto a Tebe (oggi Luxor) l'imponente tempio dedicato ad Amon, il dio Sole.Il tempio è in granito, una pietra dura e resistente. In una entrata del tempio, davanti alle due pareti dete piloni, sono poste le statue colossali di Ramesse II, uno dei faraoni che lo ha fatto costruire, e altissimi obelischi. I diversi ambienti che compongono il tempio si snodano in successione fino alla cella, la casa del dio. Tutti i fedeli potevano accedere al primo cortile, ma solo il faraone e il sacerdote potevano presentarsi al cospetto del dio. Un altro tempio divino è quello dedicato ad Amon-Ra a Karnak nel quale l'entrata al tempio è preceduta da un viale di sfingi, statue con il corpo di leone e la testa di ariete, che sembrano vigilare sull'ingresso dell'edificio. Le colonne interne sono imponenti e hanno i capitelli a forma di papiro.
Templi divini e templi funerari
IERI e OGGI
dedicati alle divinità
dedicati ai faraoni defunti
In onore delle divinità o dei faraoni defunti, gli Egizi facevano erigere templi di pietra: una successione di sale, cortili, corridoi con una selva di colonne che conducevano alla cella, una piccola stanza inaccessibile ai fedeli, nella quale era collocata la statua della divinità.All'esterno del tempio erano poste le statue colossali del faraone che lo aveva fatto costruire e altissimi obelischi, monumenti appuntiti formati da un solo blocco di pietra con iscrizioni. Gli obelischi simboleggiavano Ra, il dio Sole, e la loro forma voleva evocare l'idea di un raggio di sole pietrificato.
Il trasferimento del Tempio rupestre di Ellesiya al Museo Egizio di Torino (1966)
Fu fatto scavare dal faraone Thutmose III nel 1430 a.C. circa per essere dedicato a due divinità (Horus e Satet) e a se stesso.
La scultura egizia
pagine 72 e 73 Anteprima sull'arte
Le statue dei faraoni
Personaggi e scene del mondo quotidiano
Gli Egizi realizzano statue in pietra dei faraoni da collocare davanti ai templi o nelle tombe dei sovrani. Il compito di queste sculture è quello di reincarnare il defunto, affinché nella statua potesse continuare a vivere anche dopo la morte. Nella raffigurazione dei faraoni, gli scultori seguono alcune norme precise. Le statue devono avere una forma compatta, priva di elementi sporgenti che possano spezzarsi. Sono spesso di grandi dimensioni per evidenziare l'importanza del faraone e il suo carattere divino. Pur essendo a tutto tondo, sono concepite per essere viste frontalmente: per questo a volte il retro è appena sbozzato.
All'interno delle tombe, oltre alle statue dei faraoni, sono state trovate numerose statuette di terracota dipinta che raffigurano dignitari di corte o semplici artigiani, operai, contadini. Questi personaggi, sicuramente meno importanti e meno in vista del sovrano, sono raffigurati con grande naturalezza e vivacità, senza seguire le regole a cui invece dovevano astenersi gli scultori quando erano chiamati a ritrarre il faraone o una divinità. Il compito di queste statuette all'interno delle tombe era quello di servire e accudire il faraone nella sua vita ultraterrena.
REGOLE
TRIADE DI MICERINO
Il volto è sempre giovane e idealizzato, poco somigliante al personaggio reale; l'espressione è distaccata e solenne. È ammesso riprodurre il faraone in due sole posizioni: con la figura in piedi, che accenna a un movimento della gamba sinistra nell'atto di avanzare, simbolo del suo agire nel mondo, oppure con la figura seduta in trono, simbolo della sua regalità. Il faraone è ritratto da solo o con alcune divinità accanto. Le statue dei faraoni devono dare l'idea che il sovrano sia realmente presente davanti all'osservatore, come se fosse dotato di vita. Per questo motivo il faraone è ritratto con abiti e con gesti che ne permettono l'immediato riconoscimento.
5a
5b
Triade di Micerino IV Dinastia (2490-2472 a.C.), scisto Cairo, Museo egizio
prima versione (JE 40679)
seconda versione (JE 46499)
DENTRO L'OPERA
PER CONCLUDERE
DATI DELL’OPERA
Thutmosis, Mezzo busto della regina Nefertiti, 1340 a.C. ca. Pietra calcarea ricoperta di stucco e dipinta. Misure: h cm 50. Musei Statali, Berlino.
La pittura egizia
Le pitture funerarie
Le pareti delle tombe sono decorate con pitture a tempera e con rilievi che raffigurano scene di vita quotidiana e le divinità che secondo gli Egizi accompagnano i defunti nel passaggio all'aldilà. Nelle scene dipinte compaiono testi di contenuto religioso, scritti in caratteri geroglifici.
pagine 74 e 75 Anteprima sull'arte
Colori vivaci e uniformi nella pittura parietale
Le figure umane dipinte sulle pareti delle tombe sono piatte e sempre in primo piano. Come nella Mesopotamia, il volto, le gambe e i piedi sono di profilo, mentre l'occhio e le spalle sono visti di fronte, così da mostrare ogni parte del corpo nel suo aspetto più riconoscibile. La grandezza delle figure è proporzionata alla loro rilevanza sociale: i personaggi più importanti (divinità, faraoni, nobili) sono di dimensioni maggiori rispetto agli altri. Per realizzare le immagini dei personaggi, rispettando le proporzioni stabilite per le singole parti del corpo, gli artisti utilizzano uno schema quadrettato, una sorta di reticolo che aiuta a dipingere la figura senza commettere errori. I colori sono vivaci e stesi in modo uniforme, ma seguono alcune regole: la pelle dell'uomo deve essere dipinta in rosso ocra, quella delle donne più chiara. I contorni delle figure poi sono ripassati con una linea scura così da farli risaltare sul fondo chiaro della parete. Un esempio dei criteri usati dagli Egizi nella pittura parietale è il dipinto trovato nella tomba di un alto funzionario, di nome Nebamun, raffigurato mentre caccia gli uccelli in una palude del Nilo, accompagnato dalla moglie e dalla giovane figlia.
Le divinità hanno forme umane o animali
Così come per gli uomini, anche la raffigurazione delle divinità deve sottostare a norme prescritte. Infatti, anche le divinità egizie a cui i templi sono dedicati vengono rappresentate come uomini, donne o animali, a volte con la fusione di entrambe le forme: il corpo umano e la testa di animale o, più raramente, il corpo animale e la testa umana. In questo modo, poiché nella religione egizia ciascuna divinità è collegata a un preciso animale e ha simboli propri, il personaggio è facilmente riconoscibile da tutti.
La regina Nefertari e la dea Iside
pagina 75 Anteprima sull'arte risorse digitali
Delle sette spose di Ramses II, Nefertari era la moglie prediletta: mai in Egitto una regina ebbe una così grande considerazione da parte del faraone, che per lei fece costruire la più sontuosa tomba della Valle delle Regine. Il dipinto raffigura Nefertari mentre segue nell’aldilà la dea Iside ed è solo una scena delle numerose pitture parietali della tomba della regina.
Due figure femminili
Sulla sinistra è raffigurata Nefertari, vestita di bianco e con ricchissimi gioielli. La sovrana è tenuta per mano dalla dea Iside, che si riconosce per le corna bovine e il rosso disco solare che reca in capo. Sulla parete di fondo si trovano vari geroglifici, che costituiscono il commento scritto alla scena.
Volti di profilo con occhi centrali
Le figure sono rappresentate con i criteri in uso: il volto di profilo, l’occhio e le spalle frontali, le gambe e i piedi di profilo. I colori sono stesi sul fondo bianco della parete; una linea scura sottolinea i contorni delle figure, ma anche i particolari delle vesti, dei gioielli, dei lineamenti. Le pitture sono eseguite con una grande ricchezza di colori e con un delicato uso di sfumature cromatiche nei volti e nelle vesti, elemento insolito nelle pitture egizie.
Il valore eterno della vita dei faraoni
Il dipinto costituisce un’invocazione a Iside perché accompagni la regina Nefertari nel suo viaggio ultraterreno, garantendo la sopravvivenza della sua anima dopo la morte del corpo. L’importanza e il potere eterno della regina vengono così esaltati dalla solennità di queste pitture.
Tempio di Abu Simbel, 1250 a.C. circa, Assuan.
Stendardo con l’immagine zoomorfa di Anubi
Tempio di Amon-Ra a Karnak, XVI-XI sec. a.C., Tebe est (oggi Luxor) e particolare delle sfingi e delle colonne.
Nebamun e le altre figure sono viste di profilo, ma gli occhi hanno una visione frontale. Anche le spalle sono raffigurate di fronte. La figura rispetta precise proporzioni: - il corpo umano in piedi deve misurare 18 quadrati; - la testa occupa due quadrati; - il corpo, dal collo alle ginocchia, occupa dieci quadrati; - con altri sei quadrati si arriva alla pianta dei piedi.
Nebamun caccia nella palude, 1350 a.C. circa, dalla tomba di Nebamun a Tebe (Luxor), pittura murale, h 81 cm, Londra, British Museum.
Nefertiti era assimilata alla dea Tefnut, la prima madre, associata al principio di Maat. Tefnut/Maat incarnava il calore e l’umidità ed era ritenuta l’essenza della fertilità. Rappresentava insieme l’occhio destro (Sole) e l’occhio sinistro (Luna) del dio Ra. L’occhio privo dell’iride avrebbe così un significato simbolico molto sottile: rappresenterebbe la Luna.
Nebamun e le altre figure sono viste di profilo, ma gli occhi hanno una visione frontale. Anche le spalle sono raffigurate di fronte. La figura rispetta precise proporzioni: - il corpo umano in piedi deve misurare 18 quadrati; - la testa occupa due quadrati; - il corpo, dal collo alle ginocchia, occupa dieci quadrati; - con altri sei quadrati si arriva alla pianta dei piedi.
Il faraone Ramesse I tra Horus (a sinistra), la divinità protettrice del faraone, e Osiride Anubi (a destra), il dio dei morti, 1300 a.C. circa, Luxor (antica Tebe), Valle dei Re.
Busto della regina Hatshepsut, Museum of Fine Arts di Boston
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Vasi canopi, 1325 a.C. circa, alabastro. Secondo gli Egizi, per iniziare una nuova vita nell’aldilà, era indispensabile che il corpo si mantenesse intatto e per questo veniva imbalsamato e avvolto in bende di lino prima di essere sepolto. Per imbalsamare il corpo del defunto era necessario estrarre gli organi interni che venivano poi conservati in appositi vasi, detti vasi canopi. I canopi erano quattro e conservavano rispettivamente lo stomaco, l’intestino, il fegato e i polmoni del faraone. I canopi di Tutankhamon sono realizzati in prezioso alabastro.
Luc-Olivier Merson, Riposo durante la fuga in Egitto (Maria all'ombra della Sfinge), 1880, olio su tela, 77 x133 cm, Musée des Beaux-Arts Jules Chéret, Nizza.
Statua del funzionario Ka-Aper, 2550 a.C. circa, legno dipinto, Il Cairo, Museo Egizio.
L’ingresso era circondato di sei enormi statue del faraone Ramses (ora ne rimangono due) e da due obelischi decorati. Oggi ne è rimasto uno solo, l’altro fu donato alla Francia nel 1830 e ancor oggi lo si può ammirare al centro di Place de la Concorde a Parigi.
Tempio di Amon, 1400-1250 a.C. circa, Tebe (oggi Luxor).
Il faraone Thutmosi III, 1457-1426 a.C., diorite, h 170 cm, Torino, Museo Egizio.
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1. camera sepolcrale 2. annesso 3. anticamera 4. Stanza del Tesoro
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Il faraone Thutmosi III, 1457-1426 a.C., diorite, h 170 cm, Torino, Museo Egizio.