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Il Mito di Alfeo e Aretusa

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Created on October 26, 2025

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Il Mito di Alfeo e Aretusa

Il mito di Alfeo e Aretusa

Tra i miti e leggende Siciliane, quella di Alfeo e Aretusa è senza dubbio quella più romantica. Aretusa era una ninfa conosciuta in tutta la Grecia per la sua bellezza e venne allevata fin dalla tenera età da Diana dea della caccia e delle fanciulle. Aretusa era fra le ninfe a seguito di Diana quella prediletta, essi trascorrevano le loro giornate nei boschi che crescevano rigogliosi sotto il Monte Olimpo in Grecia, inseguendo caprioli e daini.

Il mito di Alfeo e Aretusa

Durante una battuta di caccia si allontanò troppo dal gruppo di ancelle al seguito di Diana ed arrivò sola davanti alle sponde del fiume Alfeo, le cui acque erano pure, dolcissime e limpide tant’è che si poteva scorgere la ghiaia sul fondo. Era una giornata afosa e la ninfa aveva voglia di fare un bagno. Tutt’attorno v’era di un silenzio singolare, rotto solo dal cinguettare degli uccelli e dal verso delle anatre acquatiche. Aretusa, invogliata forse dal non essere vista e dal caldo opprimente, si tolse le candide vesti, li poggiò sopra un tronco d’albero di salice piangente reciso e s’immerse, iniziando ad entrare in acqua con portamento aggraziato.

Il mito di Alfeo e Aretusa

Ebbe subito però la sensazione che verso il centro del fiume, l’acqua attorno a lei cominciasse a fremere e a formare dei vortici quasi danzanti, qual cosa di magico stava forse per succedere pensò, sembrava come se quell’acqua la volesse accarezzare ed avvolgere a se. Turbata da queste sensazioni cercò di uscire affrettatamente dalle acque, ma fu proprio in quel momento che il fiume Alfeo si tramutò in un bel giovane biondo che, sollevando la testa fuori dell’acqua e crollandosi la folta chioma, si mostrò alla ninfa Aretusa, con gli occhi di un innamorato. Dove vai così in fretta, Aretusa?” • Era la voce di Alfeo, il fiume in cui si stava bagnando. • Atterrita risalì sulla sponda opposta e si diede alla fuga

Il mito di Alfeo e Aretusa

La ninfa però presa dalla pausa riuscì a svincolarsi e a raggiungere con grande sforzo la riva, dove fuggì gocciolante. , Alfeo, trasformatosi in giovane, cominciò ad inseguire la ninfa che lo aveva reso folle d’amore. Iniziò un lungo inseguimento fra i boschi, fino a quando.

Il mito di Alfeo e Aretusa

Aretusa stremata invocò l’aiuto della sua protettrice Artemide. La dea intervenne subito, prima creando una coltre nebbia che disorientasse Alfeo, dopodiché trascinò Aretusa in un luogo lontano e sicuro: l’isola di Ortigia in Sicilia. Artemide, era sicura che quella terra meravigliosa, magica e ricca di bellezza sarebbe stato il luogo ideale dove la ninfa avrebbe potuto trascorrere la sua eterna vita e la trasformò in un fiume : il fiume Aretusa

Il mito di Alfeo e Aretusa

Alfeo scoprì che fine aveva fatto la sua amata, , disperato, pregò il padre degli dei Giove di aiutarlo. Giove gli permise di far scorrere il suo corso d'acqua sotto il Mar Ionio per raggiungere la fonte di Aretusa a Siracusa .raggiungendo la sua amata Aretusa. Con una tale prova d’amore, anche la ninfa si convinse della sincerità dei suoi sentimenti e cedette all’amore di Alfeo, sugellato dall’unione eterna delle loro acque. Così Alfeo e Aretusa vissero insieme per sempre felici

Il mito di Alfeo e Aretusa

Oggi questa sorgente d’acque dolci sgorga a qualche metro dal mare, nell’isola di Ortigia a Siracusa. Essa forma un piccolo laghetto semicircolare pieno di pesci e dove il verde trionfa e cresce rigogliosa la pianta del papiro. Una numerosa colonia d’anatre ha ormai da tempo stabilito la sua dimora in queste limpide acque. Per tradizione locale viene chiamata anche “a funtana re papiri”. Tutto questo fa dell’attuale Fonte Aretusa un luogo piacevole da visitare e una meta turistica obbligatoria. Ricordandosi poi del mito e appoggiandosi alla ringhiera in ferro che sovrasta la fonte, il visitatore avrà la sensazione di vedere le scene del mito perché il luogo è così pieno di magia che ne rimarrà coinvolto.

La fontana di Diana in Piazza Archimede

Al centro di Piazza Archimede, nel cuore di Ortigia, spicca la bella fontana di Diana. Al centro di Piazza Archimede, nel cuore di Ortigia, è presente la fontana di Diana. L’opera, alta più di 5 metri, è stata costruita nel 1906 dallo scultore Giulio Moschetti e narra della famosa leggenda della ninfa Aretusa.

La fontana di Diana in Piazza Archimede

. Al centro, in posizione dominante, è rappresentata Diana con l’arco e il cane su un alto basamento a forma di scogliera. Ai suoi piedi c’è Aretusa distesa nel momento in cui la dea sta per trasformarla in sorgente per salvarla da Alfeo. Quest’ultimo compare alla destra di Diana, sorpreso per il prodigio che sta per avvenire. All’interno della vasca, trovano posto quattro sculture che rappresentano una famiglia di Tritoni. Il Tritone e la compagna col piccolo in braccio, cavalcano ciascuno una pistrice, mentre i due Tritoni adolescenti montano due cavalli marini. Questi personaggi mitologici simboleggiano il mare, elemento dove si conclude la storia d’amore. Nella parte più bassa, la vasca è sormontata su quattro lati da mascheroni e da stemmi.

La fontana di Diana in Piazza Archimede

. Al centro, in posizione dominante, è rappresentata Diana con l’arco e il cane su un alto basamento a forma di scogliera. Ai suoi piedi c’è Aretusa distesa nel momento in cui la dea sta per trasformarla in sorgente per salvarla da Alfeo. Quest’ultimo compare alla destra di Diana, sorpreso per il prodigio che sta per avvenire.

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