Questione Israele-Palestina
1973
1967
1948
1947
Guerra dei sei giorni
Guerra di Kippur
Nascita dello stato di Israele
Risoluzione Onu n.181
1982
1987
1993
2000
Massacro di Sabra e Shatila
Prima intifada
Accordi di Oslo
Seconda intifada
Questione Israele-Palestina
2023-2025
2021
2005
2014
Nuova crisi a Gaza.
Scontri a Gerusalemme
Guerra a Gaza
Ritiro da Gaza
L'8 Dicembre del 1987 scoppiò in tutto il territorio della Palestina occuoata la prima intifada, una rivolta in un popolo che durò più di sei anni. La prima Intifada palestinese portò allo scontro contro le forze di occupazione israeliane, ma anche migliaia di detenzioni nelle carceri israeliane.
La "guerra del Kippur" si svolse tra il 6 e il 25 ottobre del 1973 e rappresentò, da parte dell'Egitto un tentativo di modificare il rapporto di forza politico-militare e psicologico sancito dalla guerra del giugno 1967, come premessa per una soluzione negoziata.
La Risoluzione 181 dell'ONU, approvata il 29 novembre 1947, proponeva la partizione del Mandato britannico della Palestina in due stati, uno ebraico e uno arabo, con Gerusalemme sotto amministrazione internazionale. Questo piano fu accettato dai leader sionisti ma respinto dalle autorità arabe, portando a un aumento delle tensioni che sfociò nella guerra arabo-israeliana del 1948. La risoluzione assegnava circa il 55% del territorio allo stato ebraico e il 45% a quello arabo, ma includeva anche critiche sull'iniquità territoriale e sul contesto di violenza pregressa.
Lo Stato di Israele è nato il 14 maggio 1948, quando David Ben-Giurion, presidente del Consiglio nazionale ebraico, proclamò la fondazione dello stato alla vigilia della fine del mandato britannico della Palestina.Questa proclamazione avvenne in seguito all'approvazione da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel novembre 1947, del Piano di Spartizione della Palestina, che prevedeva la creazione di uno Stato ebraico e uno arabo. Il piano fu accettato dagli ebrei ma respinto dagli arabi, e scoppiò immediatamente la Prima Guerra arabo-israeliana.
Nell'agosto 2005, il governo israeliano si ritirò ufficialmente dalla Striscia di Gaza, l'enclave costiera palestinese che aveva Occupato ininterrottamente dal 1967. Oltre a ritirare le sue forze armate, dovette intraprendere lo smantellamento di 21 insediamenti illegali che ospitavano 8.000 coloni ebrei.
La Seconda Intifada (all'epoca denominata dal governo palestinese Intifada di al-Aqṣā, in arabo انتفاضة الأقصى) è stata la rivolta palestinese esplosa a Gerusalemme il 28 settembre del 2000, in seguito estesa a tutta la Palestina, e proseguita fino all'inizio del 2005.
Le vittime a Gaza furono tra le 2125 e i 2310, tra cui 495-578 bambini, (non si conosce il numero delle vittime donne) e 11100 vennero feriti. 66 soldati israeliani, 5 civili (tra cui un bambino) e un cittadino tailandese persero la vita e 469 soldati e 256 civili israeliani vennero feriti.
Il 5 giugno del 1967, Israele attacca simultaneamente Egitto, Siria e Giordania: è l'inizio della Guerra dei sei giorni. Al termine dello scontro armato Israele conquista la penisola del Sinai, la Striscia di Gaza, la Cisgiordania, la parte orientale di Gerusalemme e le alture del Golan.
Il massacro di Sabra e Shatila o Chatila fu l'eccidio di un numero di civili quantificato tra 762 e 3500 compiuto tra il 16 e il 18 settembre 1982 a Beirut, in Libano, nel quartiere di Sabra e nel campo profughi di Shatila da parte di forze dell'esercito del Libano del Sud e della milizia paramilitare delle Falangi Libanesi. Gran parte delle vittime erano sciiti libanesi e profughi palestinesi.
Nel 2011 si sono verificati vari scontri a Gerusalemme, in particolare legati a tensioni tra palestinesi e forze di sicurezza israeliane, come il massacro di Al-Aqsa (avvenuto in anni precedenti, ma citato per contesto) e l'attentato del bulldozer. Il 2011 è stato segnato anche da attacchi transfrontalieri al confine meridionale di Israele, rivendicati da militanti di Ansar Bait al-Maqdis.
All’alba del 7 ottobre 2023, Hamas lancia un attacco a sorpresa contro il sud di Israele, penetrando oltre i confini della Striscia di Gaza. L’assalto, che colpisce kibbutz e comunità israeliane, provoca centinaia di vittime civili – uomini, donne, anziani e bambini – in quello che è stato definito il giorno più sanguinoso per il popolo ebraico dalla Shoa
Gli Accordi di Oslo del 1993 furono un processo di pace tra Israele e l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) che portò al reciproco riconoscimento e alla creazione dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) per governare aree di Gaza e della Cisgiordania. Gli accordi stabilirono un ritiro iniziale di Israele da parti di quei territori e un'amministrazione provvisoria palestinese, mentre questioni delicate come i confini, Gerusalemme e i rifugiati sarebbero state affrontate in una fase successiva. La stretta di mano tra Yitzhak Rabin e Yasser Arafat a Washington simboleggiò questa storica svolta.
Questione Israele-Palestina
LAURA STASI
Created on October 26, 2025
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Questione Israele-Palestina
1973
1967
1948
1947
Guerra dei sei giorni
Guerra di Kippur
Nascita dello stato di Israele
Risoluzione Onu n.181
1982
1987
1993
2000
Massacro di Sabra e Shatila
Prima intifada
Accordi di Oslo
Seconda intifada
Questione Israele-Palestina
2023-2025
2021
2005
2014
Nuova crisi a Gaza.
Scontri a Gerusalemme
Guerra a Gaza
Ritiro da Gaza
L'8 Dicembre del 1987 scoppiò in tutto il territorio della Palestina occuoata la prima intifada, una rivolta in un popolo che durò più di sei anni. La prima Intifada palestinese portò allo scontro contro le forze di occupazione israeliane, ma anche migliaia di detenzioni nelle carceri israeliane.
La "guerra del Kippur" si svolse tra il 6 e il 25 ottobre del 1973 e rappresentò, da parte dell'Egitto un tentativo di modificare il rapporto di forza politico-militare e psicologico sancito dalla guerra del giugno 1967, come premessa per una soluzione negoziata.
La Risoluzione 181 dell'ONU, approvata il 29 novembre 1947, proponeva la partizione del Mandato britannico della Palestina in due stati, uno ebraico e uno arabo, con Gerusalemme sotto amministrazione internazionale. Questo piano fu accettato dai leader sionisti ma respinto dalle autorità arabe, portando a un aumento delle tensioni che sfociò nella guerra arabo-israeliana del 1948. La risoluzione assegnava circa il 55% del territorio allo stato ebraico e il 45% a quello arabo, ma includeva anche critiche sull'iniquità territoriale e sul contesto di violenza pregressa.
Lo Stato di Israele è nato il 14 maggio 1948, quando David Ben-Giurion, presidente del Consiglio nazionale ebraico, proclamò la fondazione dello stato alla vigilia della fine del mandato britannico della Palestina.Questa proclamazione avvenne in seguito all'approvazione da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel novembre 1947, del Piano di Spartizione della Palestina, che prevedeva la creazione di uno Stato ebraico e uno arabo. Il piano fu accettato dagli ebrei ma respinto dagli arabi, e scoppiò immediatamente la Prima Guerra arabo-israeliana.
Nell'agosto 2005, il governo israeliano si ritirò ufficialmente dalla Striscia di Gaza, l'enclave costiera palestinese che aveva Occupato ininterrottamente dal 1967. Oltre a ritirare le sue forze armate, dovette intraprendere lo smantellamento di 21 insediamenti illegali che ospitavano 8.000 coloni ebrei.
La Seconda Intifada (all'epoca denominata dal governo palestinese Intifada di al-Aqṣā, in arabo انتفاضة الأقصى) è stata la rivolta palestinese esplosa a Gerusalemme il 28 settembre del 2000, in seguito estesa a tutta la Palestina, e proseguita fino all'inizio del 2005.
Le vittime a Gaza furono tra le 2125 e i 2310, tra cui 495-578 bambini, (non si conosce il numero delle vittime donne) e 11100 vennero feriti. 66 soldati israeliani, 5 civili (tra cui un bambino) e un cittadino tailandese persero la vita e 469 soldati e 256 civili israeliani vennero feriti.
Il 5 giugno del 1967, Israele attacca simultaneamente Egitto, Siria e Giordania: è l'inizio della Guerra dei sei giorni. Al termine dello scontro armato Israele conquista la penisola del Sinai, la Striscia di Gaza, la Cisgiordania, la parte orientale di Gerusalemme e le alture del Golan.
Il massacro di Sabra e Shatila o Chatila fu l'eccidio di un numero di civili quantificato tra 762 e 3500 compiuto tra il 16 e il 18 settembre 1982 a Beirut, in Libano, nel quartiere di Sabra e nel campo profughi di Shatila da parte di forze dell'esercito del Libano del Sud e della milizia paramilitare delle Falangi Libanesi. Gran parte delle vittime erano sciiti libanesi e profughi palestinesi.
Nel 2011 si sono verificati vari scontri a Gerusalemme, in particolare legati a tensioni tra palestinesi e forze di sicurezza israeliane, come il massacro di Al-Aqsa (avvenuto in anni precedenti, ma citato per contesto) e l'attentato del bulldozer. Il 2011 è stato segnato anche da attacchi transfrontalieri al confine meridionale di Israele, rivendicati da militanti di Ansar Bait al-Maqdis.
All’alba del 7 ottobre 2023, Hamas lancia un attacco a sorpresa contro il sud di Israele, penetrando oltre i confini della Striscia di Gaza. L’assalto, che colpisce kibbutz e comunità israeliane, provoca centinaia di vittime civili – uomini, donne, anziani e bambini – in quello che è stato definito il giorno più sanguinoso per il popolo ebraico dalla Shoa
Gli Accordi di Oslo del 1993 furono un processo di pace tra Israele e l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) che portò al reciproco riconoscimento e alla creazione dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) per governare aree di Gaza e della Cisgiordania. Gli accordi stabilirono un ritiro iniziale di Israele da parti di quei territori e un'amministrazione provvisoria palestinese, mentre questioni delicate come i confini, Gerusalemme e i rifugiati sarebbero state affrontate in una fase successiva. La stretta di mano tra Yitzhak Rabin e Yasser Arafat a Washington simboleggiò questa storica svolta.