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IL SISTEMA IMMUNITARIO

Edoardo Festi

Created on October 23, 2025

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Transcript

IL SISTEMA IMMUNITARIO

  • Introduzione
  • Il sistema linfatico
  • Immunità innata e acquisita
  • L'immunità mediata da anticorpi
  • L'immunità mediata da cellule
  • VVOneHealth

Indice

Introduzione:

Il sistema immunitario è l’insieme di organi, cellule e molecole che proteggono l’organismo dagli agenti esterni potenzialmente causa di infezioni.È costituito da:

  • Cellule specializzate, chiamate globuli bianchi o leucociti, capaci di circolare sia nel sangue che nei tessuti
  • Organi linfatici, primari e secondari
  • Proteine specializzate, con funzione di mediatori chimici, chiamate citochine

Il sistema linfatico

Che cos'è?

Il sistema linfatico è una rete di vasi a fondo cieco che affianca il sistema sanguigno.Le sue principali funzioni sono:

  • Mantenere costante la quantità di liquidi e soluti nel sangue
  • Trasportare lipidi, proteine e vitamine liposolubili assorbiti dall’intestino
  • Trasferire e mettere in contatto i patogeni con il sistema immunitario

La linfa

La linfa è il liquido che scorre all’interno dei vasi linfatici.È di colore biancastro o trasparente e contiene diversi elementi, in particolare lipidi e globuli bianchi. Rappresenta un sistema attraverso cui l’organismo raccoglie liquidi e materiali di scarto dalla “periferia” del corpo per convogliarli verso gli organi di depurazione, come i linfonodi.

La circolazione linfatica

A differenza del sangue, che circola grazie all’azione del cuore, la linfa si muove attraverso meccanismi sia attivi che passivi:

  • La compressione dei vasi da parte della muscolatura e delle pulsazioni arteriose
  • L’attività contrattile di alcuni vasi linfatici
  • Le variazioni della pressione interstizialeI movimenti respiratori

I vasi linfatici:

Due tipi principali:

  • Vasi periferici → assorbono liquidi dai tessuti
  • Vasi di conduzione → trasportano la linfa verso il sistema venoso

Classificazione (in ordine di grandezza):

  • Capillari linfatici → unici con funzione assorbente
  • Precollettori → collegano capillari e collettori
  • Collettori → dotati di valvole, impediscono reflussi
  • Tronchi linfatici
  • Dotti linfatici → sboccano nel circolo sanguigno

I linfonodi

I linfonodi filtrano la linfa, un liquido che trasporta cellule immunitarie e scarti provenienti dai tessuti, per intercettare e distruggere eventuali microrganismi, virus o cellule anomale prima che possano diffondersi nell’organismo.Essi si trovano lungo i vasi linfatici e sono formati da un tessuto spugnoso ricco di globuli bianchi.

Gli organi del sistema linfatico (1)

Gli organi linfoidi primari comprendono:

  • Il timo, dove avviene la maturazione dei linfociti T
  • Il midollo osseo, dove maturano i linfociti B

In questi organi, i linfociti acquisiscono la capacità di esprimere recettori per l’antigene e raggiungono la maturità funzionale.

Gli organi del sistema linfatico (2)

Gli organi linfoidi secondari comprendono:

  • La milza
  • Le tonsille
  • Le placche di Peyer

In questi organi hanno inizio e si sviluppano le risposte immunitarie agli antigeni.

Immunità innata e acquisita

Il concetto chiave

Il sistema immunitario è una grande rete di sorveglianza. Due squadre lavorano insieme:

Immunità innata

immunità specifica

L'immunità innata

L’immunità innata rappresenta la prima linea di difesa dell’organismo. È presente fin dalla nascita e interviene rapidamente contro qualsiasi agente identificato come estraneo. La risposta si attiva non appena un patogeno supera le barriere fisiche o chimiche dell’organismo, come pelle, mucose o secrezioni con proprietà antimicrobiche. Questo sistema è aspecifico: riconosce motivi molecolari condivisi da numerosi microrganismi, come le componenti di superficie batteriche. Inoltre, non possiede memoria immunologica: in caso di una nuova esposizione allo stesso patogeno, la risposta sarà analoga alla precedente.

Ambiente esterno

L'immunità innata

MACROFAGI

Sono presenti (insieme alle Cellule dendritiche) negli epiteli a contatto con l'esterno, in organi molto vascolarizzati e nei linfonodi. Fagocitano e demoliscono le particelle estranee; sono cellule APC (Antigen Presenting Cells) cioè espongono sulla loro superficie frammenti di proteine dell'invasore, facendo da ponte con l'immunità specifica, partecipando alla presentazione dell'antigene ai linfociti. Secernono inoltre citochine capaci di richiamare e attivare altre cellule infiammatorie e stimolano la riparazione dei tessuti lesi dall'infezione.

Ambiente esterno

CELLULE DENDITRICHE

Sono fagociti, possono internalizzare l'antigene e processarlo per la sua presentazione ai linfociti T (sono anche loro APC), oppure mantenerlo sulla loro superficie in forma nativa e disponibile ai linfociti B specifici per quel determinato antigene.

Immunità specifica

Se le strategie dell'immunità innata non riescono a fermare i patogeni, interviene l'immunità adattativa o specifica, che ha tre caratteristiche rispetto all'immunità innata:

  • Il riconoscimento dell'antigene è più specifico e le cellule e le molecole che intervengono sono più efficaci.
  • I tempi sono più lunghi(servono dai 3 ai 7 giorni)
  • Si sviluppa la memoria immunologica grazie alla quale, in caso di una nuova infezione da parte dello stesso patogeno, la risposta immunitaria è più rapida.

Nella maggior parte dei casi l'immunità innata funziona in modo così efficace da passare inosservata. Talvolta, però, i patogeni invadono i tessuti, scatenando la risposta infiammatoria, che ha due funzioni:

  • distruggere i patogeni presenti;
  • avviare la rigenerazione dei tessuti danneggiati.

Immunità specifica

-Perchè possa entrare in azione l'immunità acquisita c'è bisogno di una reazione da parte di un linfocita all'incontro con un antigene. -Ogni antigene può possedere diversi epitopi. -Ogni linfocita sintetizza un tipo di recettori antigenici, che può legarsi ad una singola tipologia di antigeni. -Ogni globulo bianco può presentare fino a 100.000 recettori antigenici identici tra loro ma diversi da quelli di un altro linfocita. -L'incontro tra un recettore e un antigene causa l'attivazione del linfocita, che comincia a riprodursi rapidamente.

Immunità specifica

La risposta immunitaria acquisita contro gli antigeni è molto più specifica rispetto alle altre difese immunitarie: può infatti eliminare un particolare invasore e attaccare solo lo stesso. Questa risposta immunitaria si divide in due fasi: 1. Fase primaria:-Breve termine. -Attacco iniziali. 2. Fase secondaria:-Lungo termine. -Rapide Dai linfociti B attivati hanno sempre origine due tipi di cellule, alcuni linfociti cloni diventano plasmacellule, altri diventano cellule della memoria.

L'immunità mediata da anticorpi

Gli anticorpi

Vaccini Immunità passiva

Tipi di vaccini: - vaccini inattivati - vaccini uccisi - vaccini con frazioni di . microrganismi - vaccini a base di tossine
Immunità acquisita
Naturale
Artificiale

Le allergie

La condizione di iper-sensibilità del sistema immunitario verso alcuni patogeni provoca le reazioni allergiche.Le due fasi della reazione sono: - fase di sensibilizzazione - fase di esposizione Lo shock anafilattico è una pericolosa sindrome dovuta all'istamina che dilata i vasi sanguigni e ciò può portare alla caduta della pressione arteriosa, costrizione dei bronchioli e gonfiore della glottide.

L’Immunità mediata da cellule

  • Immunità umorale: mediata dai linfociti B.
  • Immunità cellulo-mediata: mediata dai linfociti T.
  • Linfociti T helper (CD4+): coordinano la risposta immunitaria.
  • Linfociti T citotossici (CD8+): riconoscono cellule infette e le distruggono.

Origine e recettori dei linfociti T

  • Origine: i precursori dei linfociti T nascono nel midollo osseo, ma migrano nel timo per maturarsi.
  • Recettore TCR: è un complesso proteico di membrana costituito da due catene (α e β) con regioni variabili e costanti.

MHC: Classi, struttura e funzione

  • MHC (complesso maggiore di istocompatibilità)
  • MHC di classe I
  • MHC di classe II

Linfociti T citotossici – processo d’azione

  • Riconoscimento dell’antigene
  • Attivazione e co-stimolazione
  • Meccanismo citotossico

Linfociti T helper – processo d’azione

  • Riconoscimento dell’antigene
  • Attivazione e co-stimolazione
  • Ruolo delle citochine e cooperazione cellulare
  • Coordinazione dell’immunità umorale e cellulo-mediata

VVOneHealth

Sistema immunitario femminile

Premio Nobel 2025

Antibiotici
Malattie e stile di vita

Il Sistema Immunitario Femminile

  • Differenze di base tra uomini e donne
  • Vantaggi e svantaggi
  • Risposte immunitarie osservate nelle donne
  • Inflammaging
  • Sistema immunitario in gravidanza

Nobel per la medicina 2025

Il Premio Nobel per la medicina 2025 è stato vinto da Shimon Sakaguchi, Mary Brunkow e Fred Ramsdell per gli studi riguardanti i linfociti Treg (regolatori).

La scoperta dei Treg è attribuita a Sakaguchi, mentre brunkow e Ramsdell, tramite un esperimento, hanno scoperto il gene Foxp3.

Gli antibiotici e il sistema immunitario

Gli antibiotici sono farmaci utilizzati per trattare le infezioni batteriche; essi infatti neutralizzano i batteri ma non fanno distinzione tra batteri dannosi e utili. La distruzione dei batteri utili dell'intestino compromette lo stato del microbiota e di conseguenza indebolisce il sistema immunitario. L'uso degli antibiotici nei primi anni di vita può ridurre la risposta anticorpale ai vaccini, rendendoli meno efficaci.

Le malattie da immunodeficienza

-Esistono malattie che colpiscono il sistema immunitario stesso, possono essere di origine genetica o infettiva-Queste malattie sono sempre causate da alterazioni più o meno gravi del sistema immunitario. SCID:-Severe Combined Immune Deficiensies. -Compromettono i linfociti B e T. -La conseguenza è una seri di infezioni che già nei primi mesi di vita possono portare a polmonite o meningite. -Dovute alla carenza parziale o totale di una molecola che interviene nella trasduzione del segnale innescata dai ricettori di membrana. -A causa degli effetti che ha sui bambini prende anche il nome di "sindrome del bambino nella bolla". -Una delle poche in cui è stata sperimentata la terapia genetica con successo anche in Italia. -Nei casi meno gravi basta iniettare nel paziente le immunoglobine o gli enzimi di cui è carente.

Le malattie autoimmuni

Le malattie autoimmuni si sviluppano quando il sistema immunitario non riconosce più le cellule del corpo e le attacca come estranee, danneggiando organi e tessuti. Esempi:

  • Lupus: infiamma pelle, articolazioni e reni.
  • Diabete tipo 1: distruzione delle cellule pancreatiche che producono insulina.
  • Tiroidite di Hashimoto: danneggia la tiroide, causa ipotiroidismo.
  • Artrite reumatoide: infiammazione cronica delle articolazioni.
  • Sclerosi multipla: distruzione della mielina dei nervi con perdita di coordinazione.
Le cure puntano a rallentare la risposta autoimmune con farmaci immunomodulanti, terapia genica e cellule staminali per riparare i tessuti.

Stile di vita

Per proteggere il sistema immunitario e la produzione delle difese è necessario seguire un certo stile di vita: - dieta varia e ricca di alimenti vegetali - idratazione costante - esercizio fisico - riposo e poco stress - no fumo e alcol - cura dell'igiene personale
  • Il nuovo invito alla biologia - Curtis, Schneck, Barnes, Massarini
  • Humanitas
  • IRCCS Mario Negri

Fonti:

Attivazione e co-stimolazione

Il riconoscimento dell’antigene da solo non basta: il Tc necessita di un secondo segnale co-stimolatorio per completare la sua attivazione. Questo segnale deriva da citochine rilasciate dai linfociti T helper, che coordinano la risposta immunitaria.Solo con questa co-stimolazione il linfocita Tc si attiva pienamente, avviando un processo di espansione clonale. Si moltiplica producendo molte cellule identiche, tutte specifiche per lo stesso antigene. Da questa proliferazione derivano cellule effettrici, pronte a eliminare le cellule infette, e cellule di memoria, che garantiranno una risposta rapida in caso di nuova infezione.

Gli anticorpi

Gli anticorpi sono prodotti dai linfociti B e hanno diversi modi di agire contro gli agenti esterni:- agglutinazione - neutralizzazione - lisi Sono formati da una catena polipeptidica pesante e una leggera che hanno regioni costanti e variabili.

La milza

Si trova tra diaframma e stomaco. La sua funzione è quella di eliminare i globuli rossi più vecchi (che vengono mangiati dai macrofagi) E' presente anche una polpa bianca che contiene i globuli bianchi, i quali intercettano gli agenti patogeni.

Le tonsille

Le tonsille sono piccoli organi linfatici situati nella gola.Hanno la funzione di intercettare e difendere l’organismo da batteri e virus che entrano attraverso la bocca e il naso.

Recettore TCR

Il Recettore TCR è un complesso proteico di membrana costituito da due catene (α e β) con regioni variabili e costanti. Il TCR riconosce i frammenti antigenici solamente se legati a MHC sulla superficie di un’altra cellula. Nell’immagine è evidenziato come la parte variabile del TCR si lega al complesso peptide–MHC, mentre la parte costante fissa il recettore alla membrana del linfocita.In pratica, ogni linfocita T ha un TCR specifico per un particolare peptide; ciò permette il riconoscimento mirato di antigeni peptidici presentati da MHC.

Linfociti T citotossici (CD8+)

I Tc riconoscono peptidi derivati da proteine intracellulari legati a MHC di classe I sulla superficie delle cellule infette. Dopo il riconoscimento, e in presenza di segnali co-stimolatori (citochine da parte dei Th), il Tc si attiva e prolifera clonando. Le cellule effettrici rilasciando perforine e granzimi che inducono l’apoptosi nella cellula bersaglio, distruggendola senza danneggiare le cellule circostanti. In questo modo eliminano gli agenti patogeni intracellulari e le cellule maligne.

La milza

Si trova tra diaframma e stomaco. La polpa rossa ha come funzione quella di eliminare i globuli rossi più vecchi (che vengono mangiati dai macrofagi) La polpa bianca invece contiene i globuli bianchi, i quali intercettano gli agenti patogeni.

Ruolo delle citochine e cooperazione cellulare

I linfociti Th effettrici secernono citochine chiave come IL-2, IL-4, IFN-γ, che orchestrano la risposta immunitaria:

  • Attivano i linfociti B, favorendo proliferazione e differenziazione in plasmacellule produttrici di anticorpi.
  • Supportano i linfociti T citotossici, aumentando la loro capacità di eliminare cellule infette.
  • Stimolano i macrofagi, migliorando la fagocitosi.
In questo modo, i Th potenziano e coordinano l’intera risposta immunitaria.

Immunità umorale

L’immunità umorale si basa sulle immunoglobuline (anticorpi) prodotte dalle plasmacellule (linfociti B differenziati). Quando un linfocita B riconosce un antigene specifico, prolifera e forma plasmacellule che secernono grandi quantità di anticorpi. Questi anticorpi si legano agli agenti estranei (batteri, tossine) segnalandoli per l’eliminazione da parte di fagociti. Questo meccanismo è efficace solo contro patogeni extracellulari, perché gli anticorpi non penetrano nelle cellule infette.

Gli allergeni principali

1. Polline2. Cosmetici 3. Acari 4. Alimenti 5. Glutine 6. Medicinali 7. Detersivi 8. Animali domestici (saliva, forfora, etc.) 9. Muffa 10. Profumi

MHC di Classe 1
MHC di Classe 2
  • Struttura: una catena pesante α (con tre domini extracellulari: α1, α2 e α3) + β2-microglobulina non covalente.
  • Tasca di legame: formata dai domini α1 e α2 della catena pesante; accoglie peptidi di 8–11 amminoacidi.
  • Origine dei peptidi: proteine endogene (es. virali, tumorali o citoplasmatiche).
  • Espressione: presente su tutte le cellule nucleate dell’organismo.
  • Interazione cellulare: riconosciuto dai linfociti T citotossici CD8⁺.
  • Stabilizzazione: il legame con la β2-microglobulina è essenziale per mantenere la conformazione tridimensionale funzionale.
  • Struttura: formato da due catene α e β di peso simile, entrambe codificate dal locus MHC.
  • Tasca di legame: costituita dalle porzioni α2 e β2 delle due catene; la sua conformazione più “aperta” permette di legare peptidi più lunghi (fino a 20–25 amminoacidi).
  • Origine dei peptidi: proteine esogene introdotte per fagocitosi o endocitosi.
  • Espressione: limitata alle cellule presentanti l’antigene (APC), come macrofagi, cellule dendritiche e linfociti B.
  • Interazione cellulare: riconosciuto dai linfociti T helper CD4⁺.
I vaccini

I vaccini sono farmaci che simulano un primo contatto con il patogeno. Il principio alla base è la memoria immunologica. Nel grafico è mostrato l'andamento del titolo anticorpale (ovvero la concentrazione di anticorpi) durante una risposta primaria e una secondaria.

Attivazione e co-stimolazione

Il semplice legame TCR–MHC II non basta: l’APC rilascia citochine co-stimolatorie (es. interleuchine) che forniscono il secondo segnale necessario all’attivazione completa del Th.Il linfocita T helper attivato prolifera tramite espansione clonale, generando numerose cellule effettrici specifiche per l’antigene e cellule di memoria, pronte per risposte future. Senza co-stimolazione, il Th rimane inattivo.

MHC (complesso maggiore di istocompatibilità)

Famiglia di proteine di membrana che presentano frammenti peptidici derivanti dalla degradazione proteica di tutta la cellula. Ogni molecola MHC è un dimero stabilizzato da ponti disolfuro e forma una “tasca” extracellulare a cui si lega il peptide antigenico. Questa tasca è composta da due α-eliche appoggiate su foglietti β. l’insieme del peptide e dell’MHC costituisce il bersaglio riconosciuto dal recettore dei linfociti T.

Riconoscimento dell’antigene

In presenza di un’infezione virale, le proteine del virus vengono degradate nel citoplasma della cellula ospite in piccoli frammenti peptidici. Questi peptidi vengono caricati sulle molecole di MHC di classe I e presentati sulla superficie della cellula infetta.Il linfocita T citotossico (Tc) riconosce il complesso peptide–MHC I tramite il proprio recettore T (TCR) e il corecettore CD8, che garantisce la specificità del legame. Solo se il peptide corrisponde perfettamente al TCR, si forma un’interazione stabile, primo passo verso l’attivazione del Tc.

Immunità cellulo-mediata

L’immunità cellulo-mediata coinvolge i linfociti T. Quando un patogeno (es. virus) infetta una cellula, frammenti del suo antigene vengono presentati sulla superficie dell’ospite tramite MHC di classe I. I linfociti T riconoscono questi complessi e rispondono eliminando la cellula infetta. Questo è fondamentale contro agenti intracellulari (virus, alcuni batteri) o cellule anomale (tumorali). A differenza degli anticorpi, i linfociti T non riconoscono antigeni liberi, ma solo antigeni presentati da altre cellule.

Origine nel timo

Tutte le cellule sanguigne, inclusi i linfociti T, derivano da cellule staminali del midollo osseo. I precursori T (timociti) migrano quindi nel timo, dove subiscono selezioni positive e negative che garantiscono la tolleranza al self; da qui il nome “T” (Thymus). Questo processo elimina i linfociti autorattivi e rende quelli rimanenti capaci di riconoscere peptidi estranei associati a MHC. Alla fine, i linfociti T mature (naïve) escono dal timo nel circolo sanguigno e nei tessuti linfoidi secondari.

Coordinazione dell’immunità umorale e cellulo-mediata

Grazie alla secrezione di citochine e alla stimolazione dei linfociti B e Tc, i Th collegano le due principali branche dell’immunità specifica:

  • Immunità umorale: favoriscono la produzione di anticorpi da parte delle plasmacellule.
  • Immunità cellulo-mediata: guidano l’eliminazione delle cellule infette tramite i Tc.
Questa coordinazione consente una risposta mirata, efficace e duratura, portando sia all’eradicazione del patogeno sia alla formazione di memoria immunitaria.

Antigeni

Gli antigeni sono molecole o strutture cellulari che l'organismo non riconosce come propria. Il sistema immunitario li registra come potenziali minacce e produce una risposta immunitaria specifica. Nella maggior parte dei casi sono esogeni e provengono da polline, batteri, virus, molecole... In rari casi possono essere endogeni, come nel caso di alcune tossine prodotte da cellule tumorali.

Le placche di Pleyer:

Le placche di Peyer sono aggregati di tessuto linfatico presenti nell’intestino tenue.Hanno la funzione di monitorare e difendere l’organismo dai microorganismi e antigeni presenti nel cibo e nell’intestino.

Riconoscimento dell’antigene

I linfociti T helper (Th, CD4⁺) riconoscono peptidi antigenici esogeni presentati da cellule presentanti l’antigene (APC) come dendritiche, macrofagi o linfociti B, sulle molecole MHC II.Dopo che un APC ha fagocitato un patogeno, i frammenti peptidici si legano all’MHC II e vengono esposti sulla superficie della cellula. Il TCR del Th riconosce questo complesso peptide–MHC II, legandosi solo se compatibile con il peptide presentato.

Linfociti B

I linfociti B sono cellule che producono le immunoglobuline (la zona di esse nella membrana del linfocita B si chiama "dominio transmembrana".I linfociti B sono attivati dai linfociti T (helper). I linfociti B producono: - le plasmacellule; - le cellule della memoria Alle prime occorrono cinque giorni per operare al meglio, le seconde invece entrano in azione immediatamente.

Meccanismo citotossico

Una volta attivato, il linfocita T CD8⁺ si lega strettamente alla cellula bersaglio formando una sinapsi immunologica. Attraverso di essa rilascia perforine e granzimi, contenuti nei suoi granuli citotossici.Le perforine aprono pori nella membrana della cellula infetta, permettendo l’ingresso dei granzimi, che attivano enzimi interni capaci di innescare l’apoptosi, cioè la morte cellulare programmata. Questo processo distrugge la cellula infetta o tumorale in modo controllato, evitando danni ai tessuti circostanti. Un ulteriore meccanismo, mediato dal sistema Fas–FasL, può contribuire all’eliminazione delle cellule bersaglio.

Linfociti T helper (CD4+)

I Th riconoscono peptidi legati a MHC di classe II (presentati da APC come macrofagi o linfociti B). Una volta attivati, rilasciano citochine che promuovono la proliferazione e l’attivazione di linfociti B e T citotossici.In tal modo i Th potenziano sia la risposta umorale (attivando i B a produrre anticorpi) sia quella cellulo-mediata (attivando i Tc). In assenza di Th attivi, la risposta specifica è molto debole.