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L'Italia liberale - sintesi

Alessia Calcagno

Created on October 22, 2025

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Transcript

l'italia liberale

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L'Italia post-unitaria

È possibile individuare tre fasi dell’evoluzione politica che l’Italia conobbe tra il 1870, con la presa di Roma, e il 1914: 1) 1870-1887: declino della Destra storica e passaggio al governo della Sinistra; 2) 1887-1901: esperimenti autoritari (Francesco Crispi); 3) 1901-1914: età giolittiana.

1- La Sinistra storica

3- Il governo Crispi

2- Il governo Depretis

indice

4- Da Crispi a Giolitti

8- Le nuove elezioni

7- L'età giolittiana

La Sinistra storica

Composta inizialmente da ex rivoluzionari e democratici moderati, prese il potere nel 1876 dopo le dimissioni di Marco Minghetti, l'ultimo presidente del Consiglio della Destra storica. Il cambiamento avvenne in parte grazie alla pressione di una nuova classe borghese e al malcontento verso le politiche fiscali della Destra (come la tassa sul macinato).

Il governo Depretis (1876-87)

Protezionismo

Trasformismo

Allargamento suffragio

La legge Coppino

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Il governo Crispi (1887)

  • Idealizzazione del modello tedesco di Bismarck
  • Stato liberale guidato dall'alto: lotta al socialismo e accentramento dei poteri nelle sue mani
  • Politica rigida e autoritaria
  • Lievi riforme: abolizione della pena di morte e ampliamento diritto di voto
  • Mire espansionistiche: nel 1896 tenta di conquistare l'Etiopia, ma il fallimento militare è tale da costringerlo alle dimissioni

Da Crispi a Giolitti

Moti di Milano sotto il governo Rudinì

1900

1897

Governo di Giovanni Giolitti

Assassinio del re Umberto I

Sidney Sonnino, esponente della destra storica, propone il ritorno ad un'interpretazione conservatrice dello Statuto albertino

1898

1903-1914

L'età giolittiana

Riforme e innovazioni

La linea politica di Giolitti

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Guerra in Libia

Sostenitori e oppositori

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Pascoli

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Suffragio quasi universale maschile

1913

IL'accesso al voto era garantito a tutti gli uomini, esclusi gli analfabeti sotto i 30 anni

Discorso pronunciato da Giovanni Pascoli il 28 ottobre 1911 dove esprime il suo fervente nazionalismo.

Nel 1911 Giolitti dichiarò guerra all’impero ottomano, che allora possedeva la Libia, e invase Tripoli. L’impresa militare ottiene un immediato successo sulle coste libiche, ma difficoltà maggiori nell’entroterra desertico. Il conflitto si concluse nell’ottobre 1912 con la pace di Losanna, che riconosceva all’Italia la sovranità politica sulla Libia in cambio del pagamento di una parte del debito pubblico turco.

L'articolo fu pubblicato nel 1897 sul quotidiano "La Nuova Antologia", una delle principali riviste italiane dell'epoca.In questo articolo, Sonnino delinea la sua proposta di ritorno a una più rigida interpretazione dello Statuto Albertino, che da Cavour era stato intepretato in favore di un maggior potere decisionale al parlamento.

Torniamo allo Statuto

"Lo Statuto non ammette che il potere esecutivo sia sottomesso al capriccio delle mutevoli maggioranze parlamentari, ma lo vuole saldo nelle mani del re, che, attraverso i suoi ministri, governa nell'interesse della Nazione tutta, non di particolari fazioni. È necessario tornare a quella sana divisione dei poteri che lo Statuto sancisce, restituendo al re e ai suoi ministri l’autorità che loro compete, per difendere lo Stato dagli abusi delle maggioranze volubili."

La crisi di fine secolo e i moti di Milano

Gli ultimi anni dell’Ottocento furono caratterizzati da forti contrasti tra le forze politiche, da proteste da parte della popolazione a causa dell’inflazione, dell’introduzione di nuove tasse e del conseguente aumento dei prezzi tali da poter parlare di una crisi di fine secolo. La tensione esplose nella primavera del 1898, quando un improvviso aumento del prezzo del pane causò un’ondata di proteste da parte di una popolazione composta da diversi ceti (sia contadini che politici dell’opposizione) in diverse città italiane.

Di particolare rilievo fu quella avvenuta a Milano nel 1898, in cui Bava Beccaris, generale addetto al mantenimento dell’ordine, in accordo con il governo Rudinì e il re, represse la sommossa sparando sulla folla.

Riforme durante il governo Giolitti:

  • Nazionalizzazione dell’assicurazione e fondazione dell’INAIL, l’Istituto nazionale delle assicurazioni;
  • Tentò alcune leggi per le industrializzazioni del Sud con scarsi risultati;
  • Propose una nuova legge elettorale: suffragio universale maschile, quindi indipendentemente dal censo;
Ulteriori innovazioni:
  • Nel 1904, in seguito all’uccisione da parte dell’esercito di alcuni minatori nel corso di una manifestazione in Sardegna, la corrente rivoluzionaria del partito socialista emanò il primo sciopero generale nel corso della storia d’Italia. Dalla necessità di una maggiore organizzazione, nacque anche il sindacato della Confederazione generale del lavoro CGL (1906).

Giolitti, esponente della Sinistra storica, fondò il vero e proprio Partito Liberale. La linea politica perseguita da Giolitti prevedeva: • interventismo sociale per risolvere il malcontento della popolazione tramite la ricerca del dialogo e la sospensione delle misure repressive degli scioperi; • ricerca dell’appoggio della borghesia industriale; • tentativi di rimanere al potere creando un blocco elettorale al nord e un sistema clientelare al sud

  • Membri del partito Liberale
  • Sinistra riformista del PSI

Sostenitori

  • Sinistra rivoluzionaria del PSI
  • Alcuni personaggi politici di rilievo come Sidney Sonnino e Gaetano Salvemini
  • Intellettuali futuristi e dannunziani

Oppositori

VS

Il 3 novembre 1903 Zanardelli rassegna le dimissioni a causa di gravi problemi di salute e il suo posto viene preso da Giovanni Giolitti, già allora ministro degli interni, che rimane a capo del governo quasi ininterrottamente fino alla Prima guerra mondiale. La sua azione sarà così incisiva che, per indicare quel periodo, si è soliti parlare di “età giolittiana”.

Agostino Depretis (1813-1887) è stato un importante politico e statista italiano, noto per il suo ruolo di primo ministro del Regno d'Italia durante il periodo della Sinistra storica dal 1876 al 1887 (con alcune interruzioni).

Francesco Crispi

Francesco Crispi (1818-1901) è stato un importante politico italiano, considerato uno dei protagonisti del Risorgimento e dell'Italia post-unitaria. Leader della Sinistra storica, svolse un ruolo di primo piano nella politica italiana, ricoprendo più volte la carica di primo ministro. Dopo il fallimento della rivoluzione siciliana, Crispi fuggì in esilio, dove si avvicinò al movimento mazziniano e divenne uno stretto collaboratore di Giuseppe Mazzini. Partecipò attivamente ai movimenti per l'unità d'Italia, giocando un ruolo importante nella spedizione dei Mille al fianco di Giuseppe Garibaldi nel 1860.

  • Interventismo limitato: più spese pubbliche, riduzione delle tasse, protezionismo
  • Allargamento del suffragio
  • Appoggiata da borghesia, professionisti, funzionarei piccoli proprietari terrieri
  • Leggi per incrementare l'alfabetismo

Sinistra storica

  • Liberismo economico: riduzione delle spese pubbliche e aumento delle tasse
  • Partecipazione politica limitata ad un'élite di persone
  • Appoggiata da aristocrazia, proprietari terrieri e borghesia liberale
  • Scarso interesse per l'istruzione

Destra storica

VS