MANGIAFAGIOLI DI ANNIBALE
Liceo scientifico F.Silvestri, A.S 2025/2026, 4I, prof.G d'Alessandro,Lucrezia Hassler
MANGIAFAGIOLI DI ANNIBALE
Il dipinto Il Mangiafagioli di Annibale Carracci rappresenta una scena feriale, semplice e autentica: un uomo del popolo, probabilmente un contadino, è ritratto mentre consuma il suo pasto umile. L’intento dell’artista non è quello di idealizzare la quotidianità, ma di riportare una scena realistica.Il protagonista appare sorpreso dalla presenza dello spettatore, come suggerisce lo sguardo attonito e il gesto interrotto di portare il cucchiaio alla bocca. In testa indossa un ampio cappello di paglia. Sul tavolo sono disposti in modo ordinato i cibi: al centro la ciotola di fagioli (alimento povero ma fondamentale per l’epoca ), a sinistra alcuni cipollotti, una pagnotta, un piatto con della focaccia e un coltello; a destra un calice di vino accanto a un boccale, con la mano sinistra l’uomo copre istintivamente la pagnotta, quasi a difenderla.
La luce proviene da sinistra ovvero dalla finestra, come dimostrano le ombre proiettate sul tavolo, e illumina la scena ambientata in una taverna spoglia, priva di ornamenti. La tavolozza è dominata da colori terrosi e grigi, che conferiscono armonia e sobrietà all’insieme.Con questo dipinto, Carracci restituisce dignità e centralità alla vita quotidiana, trasformando un gesto comune — mangiare un piatto di fagioli — in una scena di intensa umanità e realismo.
ANNIBALE CARRACCI
Annibale Carracci (1560-1609) fu un pittore barocco di Bologna, cofondatore dell'Accademia degli Incamminati. Insieme al fratello Agostino e al cugino Ludovico, si oppose all'artificiosità manierista, riportando la pittura a un realismo derivato dall'osservazione della realtà quotidiana. Le sue opere giovanili, come Il mangiafagioli, mostrano un'attenzione quasi fotografica per i dettagli e i soggetti umili. Successivamente, a Roma, combinò il suo naturalismo con l'ideale classico, creando capolavori come la Galleria Farnese, che influenzarono la pittura barocca. La sua tecnica segnò un punto di svolta, unendo il "vero" con l'ideale rinascimentale.
MANGIAFAGIOLI DI ANNIBALE
Lucrezia Hassler
Created on October 22, 2025
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MANGIAFAGIOLI DI ANNIBALE
Liceo scientifico F.Silvestri, A.S 2025/2026, 4I, prof.G d'Alessandro,Lucrezia Hassler
MANGIAFAGIOLI DI ANNIBALE
Il dipinto Il Mangiafagioli di Annibale Carracci rappresenta una scena feriale, semplice e autentica: un uomo del popolo, probabilmente un contadino, è ritratto mentre consuma il suo pasto umile. L’intento dell’artista non è quello di idealizzare la quotidianità, ma di riportare una scena realistica.Il protagonista appare sorpreso dalla presenza dello spettatore, come suggerisce lo sguardo attonito e il gesto interrotto di portare il cucchiaio alla bocca. In testa indossa un ampio cappello di paglia. Sul tavolo sono disposti in modo ordinato i cibi: al centro la ciotola di fagioli (alimento povero ma fondamentale per l’epoca ), a sinistra alcuni cipollotti, una pagnotta, un piatto con della focaccia e un coltello; a destra un calice di vino accanto a un boccale, con la mano sinistra l’uomo copre istintivamente la pagnotta, quasi a difenderla.
La luce proviene da sinistra ovvero dalla finestra, come dimostrano le ombre proiettate sul tavolo, e illumina la scena ambientata in una taverna spoglia, priva di ornamenti. La tavolozza è dominata da colori terrosi e grigi, che conferiscono armonia e sobrietà all’insieme.Con questo dipinto, Carracci restituisce dignità e centralità alla vita quotidiana, trasformando un gesto comune — mangiare un piatto di fagioli — in una scena di intensa umanità e realismo.
ANNIBALE CARRACCI
Annibale Carracci (1560-1609) fu un pittore barocco di Bologna, cofondatore dell'Accademia degli Incamminati. Insieme al fratello Agostino e al cugino Ludovico, si oppose all'artificiosità manierista, riportando la pittura a un realismo derivato dall'osservazione della realtà quotidiana. Le sue opere giovanili, come Il mangiafagioli, mostrano un'attenzione quasi fotografica per i dettagli e i soggetti umili. Successivamente, a Roma, combinò il suo naturalismo con l'ideale classico, creando capolavori come la Galleria Farnese, che influenzarono la pittura barocca. La sua tecnica segnò un punto di svolta, unendo il "vero" con l'ideale rinascimentale.