L' aids
INTRODUZIONE
L'AIDS, o Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, è l'evoluzione avanzata dell'infezione causata dal virus dell'immunodeficienza umana (HIV). L'HIV attacca e distrugge le cellule del sistema immunitario, in particolare i linfociti T CD4+, che sono cruciali per la difesa dell'organismo da infezioni e malattie. La progressione della malattia, se non trattata, porta a un grave indebolimento delle difese immunitarie, rendendo il corpo vulnerabile a infezioni opportunistiche e a tumori.
Diagnosi
Riconoscimento
INDICE
Sintomi
Frase famosa
Fine
Terapie
+ Curiosità
DIAGNOSI
La diagnosi di AIDS si sviluppa in due fasi, che iniziano con la conferma dell'infezione da HIV e culminano nella valutazione dello stato avanzato della malattia, ovvero l'AIDS conclamato.
Diagnosi dell'infezione da HIV
L'unico modo per accertare un'infezione da HIV è attraverso un test specifico. La scelta del test dipende dal tempo trascorso dall'esposizione al rischio:
Test combinati: Rilevano sia gli anticorpi anti-HIV prodotti dall'organismo, sia l'antigene p24, una proteina virale presente nelle prime settimane dopo il contagio. Sono i test più moderni e accorciano il "periodo finestra", il tempo necessario affinché il test diventi affidabile.
Test rapidi: Possono essere eseguiti su una goccia di sangue (tramite pungidito) o su un campione di saliva e forniscono un risultato preliminare in pochi minuti. Un esito positivo o dubbio richiede sempre una conferma con un prelievo di sangue.
Test di conferma: Sono necessari per avere una certezza diagnostica in caso di esito positivo ai test di screening.
Diagnosi di AIDS
Una persona sieropositiva sviluppa l'AIDS quando il sistema immunitario è gravemente compromesso. Per diagnosticare l'AIDS, si valuta lo stato del sistema immunitario:
Conta dei linfociti T CD4+: Se il loro numero scende al di sotto di 200 cellule per millimetro cubo di sangue, viene diagnosticato l'AIDS.
Presenza di infezioni opportunistiche: La comparsa di determinate infezioni o tumori (come la polmonite da Pneumocystis jirovecii o il Sarcoma di Kaposi) è un criterio diagnostico per l'AIDS.
Carica virale: Misura la quantità di virus nel sangue e aiuta a monitorare la progressione della malattia e l'efficacia della terapia.
Sintomi
I sintomi dell'AIDS si distinguono in base allo stadio dell'infezione. All'inizio (infezione acuta da HIV), possono comparire sintomi simil-influenzali come febbre, stanchezza, mal di gola ed eruzioni cutanee, ma spesso passano inosservati.
I sintomi dell'AIDS conclamato, lo stadio avanzato, sono dovuti all'indebolimento del sistema immunitario e alle infezioni opportunistiche che ne derivano. Tra i più comuni ci sono:
Perdita di peso inspiegabile.
Febbre persistente o sudorazioni notturne.
Diarrea cronica.
Infezioni come la polmonite.
Lesioni sulla pelle o in bocca (es. Sarcoma di Kaposi).
Importante: La presenza di questi sintomi non conferma la diagnosi, che richiede sempre un test specifico per l'HIV.
TERAPIE
Prep
Terapia per chi ha l'HIV (ART)
A cosa serve: I farmaci antiretrovirali (ART) non eliminano l'HIV, ma lo tengono sotto controllo. Il virus, che cerca di danneggiare le cellule del sistema immunitario, viene bloccato e non riesce più a replicarsi. La terapia rinforza il sistema immunitario, permettendo al corpo di difendersi.
Come si prende: Oggi è molto più semplice rispetto al passato. Molto spesso, la terapia consiste in una sola pillola al giorno che combina diversi farmaci. Ci sono anche opzioni più recenti, come iniezioni che si fanno ogni uno o due mesi.
Risultato: Prendendo regolarmente le medicine, la quantità di virus nel sangue scende a livelli molto bassi, tanto da diventare "non rilevabile" dai test.
U=U: Una volta che la carica virale è costantemente non rilevabile, il virus non può più essere trasmesso ad altri per via sessuale. Questo è un dato scientifico molto importante, noto come "U=U" ("Undetectable = Untransmittable", non rilevabile = non trasmissibile).
Terapie per la prevenzione
Anche chi non ha l'HIV può usare dei farmaci per proteggersi.
PrEP (Profilassi pre-esposizione): È una terapia che può essere assunta da persone che sanno di essere a rischio di contagio. Prendendo regolarmente una pillola, si crea una barriera protettiva contro l'HIV. È come un'assicurazione in più per proteggersi dal virus.
PEP (Profilassi post-esposizione): Se c'è stato un contatto a rischio, la PEP è un trattamento d'emergenza che deve essere iniziato entro 72 ore per prevenire l'infezione. Funziona come un "antidoto" d'urgenza e va seguito per 28 giorni.
Pep
Farmaci antiretrovirali
RITROVAMENTO
La storia della conoscenza dell'AIDS inizia nei primi anni '80.
1981: I primi report
Giugno 1981: I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta, negli Stati Uniti, riportano un aumento anomalo di casi di polmonite da Pneumocystis carinii in giovani uomini omosessuali a Los Angeles e New York.
Queste infezioni, normalmente innocue per le persone con un sistema immunitario sano, suggeriscono una grave immunodeficienza.
1982: Il nome AIDS
Inizialmente, la malattia viene chiamata GRID (Gay-Related Immune Deficiency), "Immunodeficienza correlata ai gay", a causa dell'errata convinzione che colpisse solo gli omosessuali.
Successivamente, si scopre che colpisce anche altri gruppi, come i tossicodipendenti che usano siringhe infette, i riceventi di trasfusioni di sangue e gli emofilici.
Per questo, il nome viene cambiato in AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome), "Sindrome da Immunodeficienza Acquisita".
1983-1984: La scoperta del virus
Nel 1983, un team di scienziati francesi, guidato da Luc Montagnier, isola il virus che causa l'AIDS e lo chiama LAV (Lymphadenopathy Associated Virus).
L'anno seguente, un team americano, guidato da Robert Gallo, pubblica ricerche simili, chiamando il virus HTLV-III.
La comunità scientifica riconoscerà che si tratta dello stesso virus, che verrà chiamato HIV (Human Immunodeficiency Virus).
Luc Montagnier
"Tu hai tanto potere per portare consapevolezza, prevenzione e cambiamento"
Curiosità
Ashley Judd
GRAZIE
Desidero ringraziarvi per la vostra partecipazione. Mi auguro che i dati e gli spunti di riflessione condivisi oggi possano essere utili nel vostro percorso
Lo sapevi che...?
La tecnologia dei test per l'HIV è migliorata enormemente nel tempo. La prima generazione di test aveva un "periodo finestra" (il tempo necessario affinché il test fosse affidabile) di 6-12 settimane e un'alta probabilità di falsi positivi. I test attuali, di quarta e quinta generazione, hanno un periodo finestra di soli 11-14 giorni e rilevano sia l'antigene del virus sia gli anticorpi, rendendoli molto più rapidi e precisi.
E nel mondo..?
Keith Haring (1958-1990): Artista e graffitaro la cui opera fu profondamente influenzata dalla sua diagnosi e dalla crisi dell'AIDS degli anni '80.
Arthur Ashe (1943-1993): Tennista professionista, ha contratto il virus tramite una trasfusione di sangue durante un'operazione al cuore.
Freddie Mercury (1946-1991): Il leggendario frontman dei Queen rese pubblica la sua diagnosi un giorno prima della sua morte, aumentando enormemente la consapevolezza globale sull'AIDS.
La PEP (Profilassi Post-Esposizione) è un trattamento d'emergenza, da iniziare entro 72 ore da un'esposizione a rischio HIV. Serve a prevenire l'infezione, bloccando la replicazione del virus sul nascere. Il trattamento consiste nell'assunzione di farmaci antiretrovirali per 28 giorni.
È diversa dalla PrEP, che è una prevenzione continua prima dell'esposizione.
Luc Montagnier
Luc Montagnier (1932-2022) è stato un virologo francese che, insieme alla collega Françoise Barré-Sinoussi, ha scoperto il virus HIV nel 1983, per il quale hanno vinto il Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina nel 2008.
Negli ultimi anni della sua vita, si è allontanato dalla comunità scientifica per promuovere teorie pseudoscientifiche. Ha sostenuto, tra l'altro, che:
L'AIDS potesse essere curata con la nutrizione.
Esiste un legame tra i vaccini e l'autismo, un'affermazione priva di fondamento scientifico.
Il coronavirus fosse stato creato in laboratorio.
L'omeopatia si basasse sulla "memoria dell'acqua".
La PrEP (Profilassi Pre-Esposizione) è una strategia di prevenzione dell'HIV che consiste nell'assunzione regolare di farmaci antivirali. Le persone sieronegative (senza HIV) ad alto rischio di contrarre il virus possono assumere la PrEP, che impedisce al virus di replicarsi e di stabilirsi nel corpo. Se presa correttamente, è altamente efficace.
Come funziona: Crea una barriera protettiva contro l'HIV.
Chi la usa: Persone con un rischio elevato di esposizione all'HIV, che possono essere valutate da un medico infettivologo.
Modalità: Può essere assunta quotidianamente o "on demand" (al bisogno), ma non protegge da altre malattie sessualmente trasmissibili.
Accesso: In Italia, la PrEP è rimborsabile e si ottiene su prescrizione medica specialistica.
I farmaci antiretrovirali controllano l'infezione da HIV, ma non la curano. Agiscono bloccando la moltiplicazione del virus nel corpo. Se la terapia funziona, il virus diventa "non rilevabile" nel sangue, eliminando il rischio di trasmissione sessuale (concetto U=U). Questi farmaci si usano anche per la prevenzione, come la PrEP e la PEP
L' aids
Bresolin Ermiyas
Created on October 22, 2025
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L' aids
INTRODUZIONE
L'AIDS, o Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, è l'evoluzione avanzata dell'infezione causata dal virus dell'immunodeficienza umana (HIV). L'HIV attacca e distrugge le cellule del sistema immunitario, in particolare i linfociti T CD4+, che sono cruciali per la difesa dell'organismo da infezioni e malattie. La progressione della malattia, se non trattata, porta a un grave indebolimento delle difese immunitarie, rendendo il corpo vulnerabile a infezioni opportunistiche e a tumori.
Diagnosi
Riconoscimento
INDICE
Sintomi
Frase famosa
Fine
Terapie
+ Curiosità
DIAGNOSI
La diagnosi di AIDS si sviluppa in due fasi, che iniziano con la conferma dell'infezione da HIV e culminano nella valutazione dello stato avanzato della malattia, ovvero l'AIDS conclamato. Diagnosi dell'infezione da HIV L'unico modo per accertare un'infezione da HIV è attraverso un test specifico. La scelta del test dipende dal tempo trascorso dall'esposizione al rischio: Test combinati: Rilevano sia gli anticorpi anti-HIV prodotti dall'organismo, sia l'antigene p24, una proteina virale presente nelle prime settimane dopo il contagio. Sono i test più moderni e accorciano il "periodo finestra", il tempo necessario affinché il test diventi affidabile. Test rapidi: Possono essere eseguiti su una goccia di sangue (tramite pungidito) o su un campione di saliva e forniscono un risultato preliminare in pochi minuti. Un esito positivo o dubbio richiede sempre una conferma con un prelievo di sangue. Test di conferma: Sono necessari per avere una certezza diagnostica in caso di esito positivo ai test di screening. Diagnosi di AIDS Una persona sieropositiva sviluppa l'AIDS quando il sistema immunitario è gravemente compromesso. Per diagnosticare l'AIDS, si valuta lo stato del sistema immunitario: Conta dei linfociti T CD4+: Se il loro numero scende al di sotto di 200 cellule per millimetro cubo di sangue, viene diagnosticato l'AIDS. Presenza di infezioni opportunistiche: La comparsa di determinate infezioni o tumori (come la polmonite da Pneumocystis jirovecii o il Sarcoma di Kaposi) è un criterio diagnostico per l'AIDS. Carica virale: Misura la quantità di virus nel sangue e aiuta a monitorare la progressione della malattia e l'efficacia della terapia.
Sintomi
I sintomi dell'AIDS si distinguono in base allo stadio dell'infezione. All'inizio (infezione acuta da HIV), possono comparire sintomi simil-influenzali come febbre, stanchezza, mal di gola ed eruzioni cutanee, ma spesso passano inosservati. I sintomi dell'AIDS conclamato, lo stadio avanzato, sono dovuti all'indebolimento del sistema immunitario e alle infezioni opportunistiche che ne derivano. Tra i più comuni ci sono: Perdita di peso inspiegabile. Febbre persistente o sudorazioni notturne. Diarrea cronica. Infezioni come la polmonite. Lesioni sulla pelle o in bocca (es. Sarcoma di Kaposi). Importante: La presenza di questi sintomi non conferma la diagnosi, che richiede sempre un test specifico per l'HIV.
TERAPIE
Prep
Terapia per chi ha l'HIV (ART) A cosa serve: I farmaci antiretrovirali (ART) non eliminano l'HIV, ma lo tengono sotto controllo. Il virus, che cerca di danneggiare le cellule del sistema immunitario, viene bloccato e non riesce più a replicarsi. La terapia rinforza il sistema immunitario, permettendo al corpo di difendersi. Come si prende: Oggi è molto più semplice rispetto al passato. Molto spesso, la terapia consiste in una sola pillola al giorno che combina diversi farmaci. Ci sono anche opzioni più recenti, come iniezioni che si fanno ogni uno o due mesi. Risultato: Prendendo regolarmente le medicine, la quantità di virus nel sangue scende a livelli molto bassi, tanto da diventare "non rilevabile" dai test. U=U: Una volta che la carica virale è costantemente non rilevabile, il virus non può più essere trasmesso ad altri per via sessuale. Questo è un dato scientifico molto importante, noto come "U=U" ("Undetectable = Untransmittable", non rilevabile = non trasmissibile). Terapie per la prevenzione Anche chi non ha l'HIV può usare dei farmaci per proteggersi. PrEP (Profilassi pre-esposizione): È una terapia che può essere assunta da persone che sanno di essere a rischio di contagio. Prendendo regolarmente una pillola, si crea una barriera protettiva contro l'HIV. È come un'assicurazione in più per proteggersi dal virus. PEP (Profilassi post-esposizione): Se c'è stato un contatto a rischio, la PEP è un trattamento d'emergenza che deve essere iniziato entro 72 ore per prevenire l'infezione. Funziona come un "antidoto" d'urgenza e va seguito per 28 giorni.
Pep
Farmaci antiretrovirali
RITROVAMENTO
La storia della conoscenza dell'AIDS inizia nei primi anni '80. 1981: I primi report Giugno 1981: I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta, negli Stati Uniti, riportano un aumento anomalo di casi di polmonite da Pneumocystis carinii in giovani uomini omosessuali a Los Angeles e New York. Queste infezioni, normalmente innocue per le persone con un sistema immunitario sano, suggeriscono una grave immunodeficienza. 1982: Il nome AIDS Inizialmente, la malattia viene chiamata GRID (Gay-Related Immune Deficiency), "Immunodeficienza correlata ai gay", a causa dell'errata convinzione che colpisse solo gli omosessuali. Successivamente, si scopre che colpisce anche altri gruppi, come i tossicodipendenti che usano siringhe infette, i riceventi di trasfusioni di sangue e gli emofilici. Per questo, il nome viene cambiato in AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome), "Sindrome da Immunodeficienza Acquisita". 1983-1984: La scoperta del virus Nel 1983, un team di scienziati francesi, guidato da Luc Montagnier, isola il virus che causa l'AIDS e lo chiama LAV (Lymphadenopathy Associated Virus). L'anno seguente, un team americano, guidato da Robert Gallo, pubblica ricerche simili, chiamando il virus HTLV-III. La comunità scientifica riconoscerà che si tratta dello stesso virus, che verrà chiamato HIV (Human Immunodeficiency Virus).
Luc Montagnier
"Tu hai tanto potere per portare consapevolezza, prevenzione e cambiamento"
Curiosità
Ashley Judd
GRAZIE
Desidero ringraziarvi per la vostra partecipazione. Mi auguro che i dati e gli spunti di riflessione condivisi oggi possano essere utili nel vostro percorso
Lo sapevi che...?
La tecnologia dei test per l'HIV è migliorata enormemente nel tempo. La prima generazione di test aveva un "periodo finestra" (il tempo necessario affinché il test fosse affidabile) di 6-12 settimane e un'alta probabilità di falsi positivi. I test attuali, di quarta e quinta generazione, hanno un periodo finestra di soli 11-14 giorni e rilevano sia l'antigene del virus sia gli anticorpi, rendendoli molto più rapidi e precisi.
E nel mondo..?
Keith Haring (1958-1990): Artista e graffitaro la cui opera fu profondamente influenzata dalla sua diagnosi e dalla crisi dell'AIDS degli anni '80.
Arthur Ashe (1943-1993): Tennista professionista, ha contratto il virus tramite una trasfusione di sangue durante un'operazione al cuore.
Freddie Mercury (1946-1991): Il leggendario frontman dei Queen rese pubblica la sua diagnosi un giorno prima della sua morte, aumentando enormemente la consapevolezza globale sull'AIDS.
La PEP (Profilassi Post-Esposizione) è un trattamento d'emergenza, da iniziare entro 72 ore da un'esposizione a rischio HIV. Serve a prevenire l'infezione, bloccando la replicazione del virus sul nascere. Il trattamento consiste nell'assunzione di farmaci antiretrovirali per 28 giorni. È diversa dalla PrEP, che è una prevenzione continua prima dell'esposizione.
Luc Montagnier
Luc Montagnier (1932-2022) è stato un virologo francese che, insieme alla collega Françoise Barré-Sinoussi, ha scoperto il virus HIV nel 1983, per il quale hanno vinto il Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina nel 2008. Negli ultimi anni della sua vita, si è allontanato dalla comunità scientifica per promuovere teorie pseudoscientifiche. Ha sostenuto, tra l'altro, che: L'AIDS potesse essere curata con la nutrizione. Esiste un legame tra i vaccini e l'autismo, un'affermazione priva di fondamento scientifico. Il coronavirus fosse stato creato in laboratorio. L'omeopatia si basasse sulla "memoria dell'acqua".
La PrEP (Profilassi Pre-Esposizione) è una strategia di prevenzione dell'HIV che consiste nell'assunzione regolare di farmaci antivirali. Le persone sieronegative (senza HIV) ad alto rischio di contrarre il virus possono assumere la PrEP, che impedisce al virus di replicarsi e di stabilirsi nel corpo. Se presa correttamente, è altamente efficace. Come funziona: Crea una barriera protettiva contro l'HIV. Chi la usa: Persone con un rischio elevato di esposizione all'HIV, che possono essere valutate da un medico infettivologo. Modalità: Può essere assunta quotidianamente o "on demand" (al bisogno), ma non protegge da altre malattie sessualmente trasmissibili. Accesso: In Italia, la PrEP è rimborsabile e si ottiene su prescrizione medica specialistica.
I farmaci antiretrovirali controllano l'infezione da HIV, ma non la curano. Agiscono bloccando la moltiplicazione del virus nel corpo. Se la terapia funziona, il virus diventa "non rilevabile" nel sangue, eliminando il rischio di trasmissione sessuale (concetto U=U). Questi farmaci si usano anche per la prevenzione, come la PrEP e la PEP