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Ovidio

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Transcript

Publio Ovidio Nasone nacque nel 43 a.C.a Sulmona da una famiglia di ceto equestre con ampie possibilità economiche. Fu inviato a studiare a Roma e poi in Grecia a completare la sua formazione. Tornato in Italia decise di dedicarsi alla poesia e iniziò a frequentare il circolo di Messalla. Fu amico di Tibullo e conobbe Orazio e Properzio. Si fece conoscere al grande pubblico intorno al 23 a.C., quando pubblicò gli Amores e le Heroides. Intorno all'1 a.C., quando pubblicò l'Ars amatoria, era il poeta più celebre di Roma. Nell'8 d.C., quando aveva ormai portato a compimento le sue opere di maggiore impegno, le Metamorfosi e i Fasti, il poeta venne coinvolto in un intrigo di corte di cui non abbiamo notizie certe e venne relegato in esilio a Tomi, una sperduta cittadina sul Mar Nero. Malgrado le suppliche, Ovidio non tornò mai più a Roma. Neppure la morte di Augusto nel 14 cambiò la situazione: il successore Tiberio non concesse la clemenza e Ovidio morì nel 17 o 18 a Tomi.

Ovidio

In un'elegia scritta durante l'esilio, Ovidio accenna velatamente a due capi di imputazione nei suoi confronti: <<Sono due le ragioni che mi persero, un carme e un errore: / di ciò che attiene all'ultima, devo a forza tacere>>. Il carmen sotto accusa era quasi certamente l'Ars amatoria, il poemetto che con la sua licenziosità contravveniva alle severe norme in materia matrimoniale emanate da Augusto (es. punizioni severissime in caso di adulterio). Circa l'error, esso rimane per noi un episodio oscuro. Potrebbe essere stato testimone involontario di qualche scandalo di corte. Ricordiamo che sia la figlia di Augusto, Giulia, sia la nipote Giulia Minore, furono esiliate per condotta immorale, quest'ultima proprio nell'8 d.C.

Le opere

Ovidio sperimentò diversi generi letterari. Esordì come poeta elegiaco ma rifiutò l'amore come esperienza unica e totalizzante. La sua concezione dell'amore è lontana da quella di Catullo, Tibullo e Properzio. Fin dagli Amores egli concepisce l'amore come lusus, come divertimento, come gioco di seduzione. Anche nel genere epico, Ovidio sperimenta e si distanzia dal modello virgiliano.

  • Amores - Raccolta di elegie d'amore in distici elegiaci (50 componimenti in 3 libri) in cui si canta l'amore per Corinna, con un tono ironico e scanzonato. Già nel componimento di apertura il poeta dichiara di non sentirsi affatto schiavo d'amore, di non essere neppure innamorato e di non riuscire ad appagarsi con un unico amore. Sicuramente l'atmosfera nel circolo di Messalla era più distesa e rilassata, meno impegnata rispetto al circolo di Mecenate. Da Tibullo Ovidio trasse lo stimolo a creare versi facili e scorrevoli.
  • Heroides - 15 lettere d'amore (a cui se ne aggiunsero successivamente altre tre) in distici elegiaci che si immaginano scritte da eroine del mito greco (es. Penelope, Arianna, Elena, Medea) ai loro amanti. Qui l'amore torna ad essere fonte di sofferenza. L'abilità più grande di Ovidio sta nella resa fedele delle sfumature dell'animo femminile.
  • Ars amatoria - Poemetto didascalico in distici elegiaci di tono ironico e scherzoso in cui il poeta insegna agli uomini come conquistare le donne e come conservare la conquista amorosa. Successivamente fu aggiunto un libro che insegnava alle donne come conquistare gli uomini. L'opera destò scandalo perché l'amore di cui il poeta si faceva praeceptor era un sentimento senza passione, senza gelosia o angoscia. L'opera si poneva chiaramente al di fuori del clima di restaurazione morale voluta da Augusto.
  • Medicamina faciei femineae - Poemetto didascalico sempre in distici in cui il poeta dà consigli alle donne su come curare il proprio aspetto, mascherando eventuali difetti fisici.
  • Remedia amoris - Poemetto didascalico in cui il poeta, sempre nelle vesti di praeceptor Amoris, dà consigli a chi si fosse troppo lasciato prendere la mano dal corteggiamento e si trova in uno stato di sofferenza amorosa.
  • Metamorfosi - Poema epico-mitologico in 15 libri scritto in esametri. Sono narrate circa 250 storie di trasformazione di uomini e donne in animale, piante, rocce, fiumi ecc. Si possono individuare tre grandi momenti: storie di dèi, storie di eroi e vicende di personaggi storici della Roma arcaica. È l'opera più importante di Ovidio, un tentativo del poeta di superare il modello virgiliano rinnovando il genere epico.
  • Fasti - Opera erudita e incompiuta in distici in cui si illustrano le cause delle feste del calendario romano.
  • Tristia - Elegie composte a Tomi in cui il poeta racconta in tono drammatico del suo stato di sofferenza.
  • Epistulae ex Ponto - Lettere in distici scritte da Tomi a corrispondenti romani.