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Parte Quarta_269_mod.6_Guardie particolari Giurate

Elisabetta Cinà

Created on October 21, 2025

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Transcript

Ambito di azione GPG

L'ambito di azione delle Guardie Particolari Giurate (GPG) in Italia è un aspetto chiave per capire i loro compiti e i loro limiti. Tutto è regolato da norme precise come:

  • il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS),
  • il suo Regolamento di Esecuzione
  • il Decreto Ministeriale 269/2010.

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00:27

Dove Possono Operare le GPG: L'Ambito Territoriale

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00:40

Ambito Territoriale

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00:34

Per ottenere queste licenze più ampie, gli Istituti devono rispettare requisiti strutturali e organizzativi specifici, come un numero minimo di GPG e una centrale operativa attiva 24 ore su 24.

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01:05

Classificazione dei Servizi (D.M. 269/2010)

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00:48

Classe A: Attività di Vigilanza (anche con utilizzo di unità cinofile)

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04:47

Classe B: Ricezione e Gestione di Segnali (Telesorveglianza e Teleallarme)

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01:29

Classe C: Servizi di Trasporto e Custodia Valori

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01:27

Classe D: Servizi di Controlli Specifici

Classe D: Servizi di Controlli Specifici

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00:50

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00:03

Questi servizi si svolgono principalmente dalla centrale operativa dell'Istituto di Vigilanza. L'operatore in centrale (che può essere una GPG o altro personale qualificato) non è armato, ma la gestione dei segnali porta all'attivazione di servizi armati sul territorio. 1. Telesorveglianza: ◦ Descrizione: Monitoraggio continuo di immagini provenienti da sistemi di videosorveglianza remoti. ◦ Finalità: Rilevare anomalie, intrusioni, incendi, e attivare prontamente l'intervento sul posto. ◦ Riferimento Normativo: Allegato D, Punto D.2.1 del D.M. 269/2010.

5. Vigilanza con Unità Cinofile: ◦ Descrizione: Impiego di GPG con cani addestrati per la vigilanza, spesso in aree estese o remote. ◦ Finalità: Aumentare la capacità di rilevazione di intrusi e la deterrenza. ◦ Riferimento Normativo: Allegato D, Punto D.1.5 del D.M. 269/2010.

6. Intervento sugli Allarmi: ◦ Descrizione: Intervento di una GPG (solitamente armata) sul luogo da cui è pervenuto un segnale di allarme (es. da sistemi antintrusione). ◦ Finalità: Verificare l'evento, mettere in sicurezza l'area, se necessario affrontare il malintenzionato e allertare le Forze dell'Ordine. ◦ Riferimento Normativo: Allegato D, Punto D.1.6 del D.M. 269/2010.

Con le recenti riforme, in particolare il D.M. 269/2010, c'è stata un'apertura che ha permesso agli Istituti di Vigilanza di ottenere licenze per ambiti territoriali più vasti, che possono essere: • Ultra provinciali: Coprendo più province, spesso definite per fasce di popolazione (es. fino a 3 milioni di abitanti, oltre 3 e fino a 15 milioni, ecc.). • Regionali. • Nazionali.

2. Teleallarme: ◦ Descrizione: Ricezione e gestione di segnali provenienti da sistemi di allarme (antifurto, antincendio, antipanico). ◦ Finalità: Attivare il pronto intervento, contattare il cliente o le Forze dell'Ordine. ◦ Riferimento Normativo: Allegato D, Punto D.2.2 del D.M. 269/2010.

7. Servizi di Controllo Accessi e Regolamentazione Afflussi (con qualifica GPG): ◦ Descrizione: Gestione dei varchi di ingresso/uscita, identificazione del personale e dei visitatori, controllo veicoli, applicazione delle procedure di sicurezza. In alcuni contesti, specie obiettivi sensibili, questa attività è riservata alle GPG. ◦ Finalità: Garantire la sicurezza perimetrale e interna, prevenire accessi non autorizzati. ◦ Riferimento Normativo: Rientra nelle funzioni più ampie di vigilanza fissa o ispettiva, con specifiche declinazioni operative. Spesso disciplinato anche da protocolli specifici con le Prefetture per obiettivi sensibili.

Anche se un Istituto ha una licenza nazionale, l'operatività della singola GPG è sempre legata ai contratti di servizio specifici. Per esempio, una GPG che lavora per un Istituto con licenza regionale può essere assegnata a piantonare una banca a Catania, sebbene l'Istituto possa avere la sua sede principale a Palermo.

L'area operativa di una GPG è definita dalla licenza dell'Istituto, che può variare da provinciale a nazionale, in base alla sua organizzazione e complessità. La GPG opererà poi all'interno delle zone specifiche previste dal servizio a cui è assegnata.

4. Vigilanza Antitaccheggio: ◦ Descrizione: Prevenzione e contrasto dei furti di merce all'interno di esercizi commerciali. Può essere svolta in uniforme o in abiti civili (in questo caso la GPG non deve essere armata e la sua attività è limitata all'osservazione e segnalazione). ◦ Finalità: Ridurre le perdite dovute a furti. ◦ Riferimento Normativo: Allegato D, Punto D.1.4 del D.M. 269/2010.

la GPG svolge attività di prevenzione e difesa del patrimonio, con l'obbligo di allertare e collaborare con le Forze dell'Ordine in caso di reato. Il D.M. 269/2010 è cruciale perché classifica in dettaglio le tipologie di servizi che gli Istituti di Vigilanza (e quindi le GPG) possono offrire, stabilendo per ciascuno requisiti minimi di qualità e capacità tecnica. Il decreto li suddivide in classi funzionali.

2. Vigilanza Fissa (Piantonamento): ◦ Descrizione: Presenza costante e statica di una GPG in un determinato luogo o obiettivo sensibile. ◦ Finalità: Massima deterrenza, controllo accessi, prevenzione rapine, furti, attacchi specifici. ◦ Luoghi tipici: Banche, gioiellerie, sedi aziendali, musei, depositi. ◦ Riferimento Normativo: Allegato D, Punto D.1.2 del D.M. 269/2010. 3. Vigilanza Antirapina (Servizi di Scorta): ◦ Descrizione: Protezione di persone o beni durante spostamenti che comportano un rischio elevato di rapina. Questo include tipicamente scorte a persone (es. portavalori) o a beni. ◦ Finalità: Proteggere persone e beni da aggressioni. ◦ Riferimento Normativo: Allegato D, Punto D.1.3 del D.M. 269/2010.

Questa categoria include servizi di controllo più specifici, spesso legati a normative settoriali.1. Controllo Bagagli e Merci: ◦ Descrizione: Ispezione di bagagli, pacchi o merci in transito, anche con l'uso di apparecchiature tecnologiche (es. raggi X), in contesti specifici come aeroporti, porti o grandi eventi. ◦ Finalità: Prevenzione di introduzione di armi, esplosivi, droghe o altri materiali illeciti. ◦ Riferimento Normativo: Allegato D, Punto D.4.1 del D.M. 269/2010.

Questo è un servizio altamente specializzato e regolamentato, che richiede personale armato, mezzi blindati e procedure rigorose.1. Trasporto Valori: ◦ Descrizione: Trasferimento di denaro, titoli di credito, preziosi, documenti riservati o altri beni di valore da un luogo all'altro, con l'utilizzo di veicoli blindati e scorta armata. ◦ Finalità: Prevenire rapine e garantire l'integrità del trasporto. ◦ Riferimento Normativo: Allegato D, Punto D.3.1 del D.M. 269/2010. ◦ Nota: Come già accennato, per questo servizio può essere autorizzato l'impiego di armi lunghe dal Questore.

Questi sono i servizi di vigilanza per eccellenza, quelli che tipicamente prevedono l'impiego di GPG e, spesso, l'armamento. 1. Vigilanza Ispettiva (Ronda): ◦ Descrizione: Perlustrazione e controllo di aree, edifici o obiettivi specifici a intervalli regolari o irregolari, con l'obiettivo di rilevare anomalie o tentativi di intrusione. Può essere svolta a piedi o con automezzi. ◦ Finalità: Deterrenza, prevenzione furti, rapine, atti vandalici, controllo dell'integrità dei beni.

◦ Riferimento Normativo: Allegato D, Punto D.1.1 del D.M. 269/2010.

L'area in cui una GPG può lavorare dipende :

  • direttamente dalla licenza dell'Istituto di Vigilanza per cui opera
  • o dal decreto specifico rilasciato a un privato o ente che la impiega.
Ambito Territoriale In passato, le licenze erano valide solo a livello provinciale. Questo significa che un Istituto e le sue GPG potevano operare unicamente all'interno della provincia dove avevano ottenuto l'autorizzazione.

2. Custodia e Deposito Valori: ◦ Descrizione: Custodia di valori, denaro o beni preziosi all'interno di caveau o locali altamente protetti presso l'Istituto di Vigilanza. ◦ Finalità: Sicurezza del patrimonio in transito o in deposito temporaneo. ◦ Riferimento Normativo: Allegato D, Punto D.3.2 del D.M. 269/2010.