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Presentazione Storia del giornalismo

Alice

Created on October 20, 2025

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Transcript

Le parole che fanno paura: il giornalismo d’inchiesta e la mafia

Yelena Castellino e Alice Graciotti Corso di Storia del giornalismo a. a. 2025/2026

INDICE

Introduzione. Capitolo I. Il contesto storico: dalle origini ai giorni nostri. Capitolo II. Il quotidiano L'Ora. Capitolo III. Giuseppe Fava: il coraggio di lottare. Capitolo IV. Giancarlo Siani: il coraggio della verità. Capitolo V. Letizia Battaglia: la fotografia della mafia. Capitolo VI. Attilio Bolzoni: giornalista contemporaneo dell’antimafia. Conclusione e bibliografia.

INTRODUZIONE I miti fondativi

  • Leggenda comune alle tre mafie: secondo il mito, nel 1400 tre cavalieri fuggiti da Toledo fondano le tre organizzazioni criminali.
  • In Sicilia, un’altra leggenda attribuisce la nascita della mafia ai Beati Paoli.
  • Questi miti creano un senso di appartenenza ad una fratellanza “antica e nobile”.
  • Dietro il mito si nasconde una costruzione ideologica che serve per trasformare assassini in uomini d’onore.

CAPITOLO I Il contesto storico: dalle origini ai giorni nostri

La genesi della mafia (1860-1876)

  • 1860: Garibaldi conquista la Sicilia, unificazione al Regno di Italia.
  • Lo Stato è debole, lontano, incapace di garantire ordine e giustizia.
  • Nasce la mafia.
  • Conca d’Oro, industria degli agrumi e limoni.
  • I mafiosi si presentano come “protettori”, ma impongono violenza e controllo.

L'Italia scopre la mafia

  • 1863: commedia popolare I mafiusi di la Vicaria.
  • 1864: il barone Turrisi Colonna denuncia una “setta” potente.
  • 1865: rapporto del questore Gualterio fa entrare la parola “mafia” nell’uso generale.
  • 1872: il dottor Galati denuncia furti e minacce nei suoi terreni.
  • Cerimonie di iniziazione, giuramenti e regole di presentazione.
  • 1876-1877: Franchetti e Sonnino descrivono la mafia come “industria della violenza”.

La mafia fa il suo ingresso nel sistema italiano (1876-1890)

  • Crisi della Destra storica.
  • Tajani denuncia pubblicamente le collusioni tra mafia e autorità statali e afferma che la mafia è uno strumento di potere locale.
  • 1875: Commissione parlamentare d’inchiesta sull’ordine pubblico in Sicilia.
  • Sale la Sinistra storica al potere e Nicotera instaura un patto di convenienza.
  • Teorie razziali e folkloriche: Pitrè e la mafia come “coscienza della propria forza individuale“.

Corruzione nelle alte sfere (1890-1904)

  • Rapporto Sangiorgi.
  • 1893: caso Emanuele Notarbartolo, primo delitto eccellente.
  • Coinvolgimento di Raffaele Palizzolo.
  • Omertà delle istituzioni e insabbiamento giudiziario: connivenza tra potere e mafia.
  • La mafia preferisce nascondersi dentro lo Stato, anziché combatterlo.

Dalla Sicilia all'America

  • Da fine ‘800 si comincia a parlare di mafia anche oltreoceano. Tra New York e New Orleans sotto il commercio degli agrumi si nasconde il contrabbando di oppio.
  • Gli emigrati siciliani vengono visti come i peggiori italiani che lasciano il loro paese. Alcuni sono scappati, altri sono in cerca di fortuna.
  • Si approfittano della mancanza di un sistema giuridico valido per imporre il loro modus operandi nel nuovo continente.
  • In Italia, inizio ‘900, la Sicilia è una terra dimenticata dal resto della penisola: mancano servizi pubblici, sanitari, mezzi di trasporto e c’è tanta povertà.

Cosa Nostra e la prima guerra di mafia

  • Si creano clan territoriali e faide familiari che continuano per generazioni.
  • Si diffonde il banditismo e l’abigeato.
  • Le campagne entrano in contrasto con le città (vedi Palermo e Corleone).
  • Dopo la Seconda Guerra Mondiale emerge lo stile mafioso della «protezione e della minaccia».
  • Nasce Cosa Nostra e il concetto di famiglia di sangue.
  • Anni ’60/’70 prima guerra di mafia: edilizia, contrabbando di tabacco e stupefacenti.
  • La nuova mafia si sposta in città.

La seconda guerra di mafia e il Maxiprocesso

  • Anni ‘80 seconda guerra di mafia: si arriva al Maxiprocesso in seguito al nuovo fenomeno, il pentitismo.
  • Il testo di Salvatore Lupo di ferma al 1992, anno della morte di Giovanni Falcone.
  • Fin qui abbiamo analizzato gli esordi delle mafia e le due guerre avvenute in Sicilia, che hanno provocato centinai di morti in pochi anni. Nel corso degli ultimi 30 anni ci sono state le stragi politiche e attentati fuori dalla Sicilia (Roma, Firenze, Milano).
  • La mafia affronta lo Stato, suo nuovo nemico in seguito alle sentenze del maxi processo.

Aula bunker del Maxiprocesso

CAPITOLO II Il quotidiano L'Ora

  • Primo giornale che scrive di mafia.
  • Fondato nel 1900 dalla famiglia Florio. Sotto la direzione di Vittorio Nisticò vive il suo ventennio d’oro 1955-1975.
  • È il primo giornale che nelle notizie di cronaca nera inserisce gli omicidi di mafia, parlandone senza censure, e le foto in b/n.
  • Tutti i siciliani possono vedere cosa succede nella loro terra e ben presto le immagini arriveranno al Nord Italia e all’estero.
  • Ai nomi di mafia si associano volti e azioni criminali, sia locali sia internazionali.
Ninuzzo Pirrone, strillone del giornale L'Ora.
  • La prima inchiesta giornalistica è datata 1955 e tre anni dopo la sede del giornale subisce un attentato dinamitardo.
  • In un ventennio verranno pubblicati più di 300 titoli.
  • Alcune firme importanti vengono assassinate: Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Cosimo Cristina.
  • Sporadicamente collaborano scrittori quali Giovanni Verga, Matilde Serao, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri.
  • Sarà il giornale di cronaca nera più venduto in Sicilia. Gli strilloni palermitani per tanti anni urleranno «L’Ora! Quanti ne murieru!»
  • Nel 1992 viene annunciata la chiusura del giornale
  • Nel 1999 la Regione siciliana acquista il fondo dell’archivio dichiarandolo di grande interesse culturale e depositandolo presso la Biblioteca centrale della Regione.

CAPITOLO III Giuseppe Fava (1925-1984): il coraggio di lottare

  • Giornalista siciliano, si occupa anche di mafia.
  • Frequenta la facoltà di giurisprudenza di Catania ma non vuole abbandonare la sua passione per la letteratura, così le coniuga diventando giornalista nel 1952.
  • Collabora per diverse testate occupandosi in particolare di: cose siciliane, attualità e cinema.
  • È anche commediografo e romanziere.
  • È capo redattore del quotidiano «La Sicilia».
  • Il suo obiettivo non è solo quello di cercare la notizia ma ricercare la verità che interessa il cittadino e la società.
  • Nel 1980 diventa direttore del «Giornale del Sud», quotidiano sostenuto da imprenditori catanesi. Lo licenziano perché approfondisce temi scottanti quali: finanza, politica, criminalità organizzata.
  • Con alcuni dei ragazzi che lavoravano per lui e con suo figlio, gestiranno il giornale «I Siciliani» nel 1983.
  • Fava sarà il primo a dichiarare che la mafia non è solo una «questione palermitana» ma una questione che riguarda tutta l’isola.
  • Denunciando il traffico di eroina, la corruzione della sfera pubblica e gli abusi di potere della finanza si ritroverà presto allontanato da tutti.
  • Scriverà fino a pochi minuti prima di essere assassinato, il 5 gennaio 1984.
  • Le indagini della sua morte seguiranno un iter di depistaggi per molti anni.

Il quotidiano I Siciliani

  • Questo giornale non avrà molta fortuna: di breve durata e in poco meno di un anno vedrà la morte del suo direttore.
  • Subisce tante minacce e ha grossi problemi economici.
  • Chiusura definitiva nel 1996.
  • Alcuni redattori vengono condannati al fallimento e subiscono il pignoramento della casa.

I due punti di vista della mafia: Palermo vs Catania

  • Mentre Palermo vive di un’aristocrazia decadente, Catania è una città dinamica e progredita al punto da definirsi la Milano del Sud: commercia, fa affari e speculazioni.
  • Palermo uccide le sue vittime per strada.
  • Catania lo fa in modo più riservato senza dare spettacolo.
  • Catania si rispecchia nei «quattro cavalieri del lavoro»: Costanzo, Graci, Finocchiaro, Rendo, grandi costruttori dell’edilizia privata e pubblica su scala regionale.
  • In cambio di protezione mafiosa concedono subappalti.
  • I catanesi non hanno il senso dell’appartenenza territoriale.

CAPITOLO IV Giancarlo Siani (1959-1985): il coraggio della verità

  • L’abusivo.
  • Giovane cronista de Il Mattino, racconta la camorra di Torre Annunziata.
  • Nuova Camorra Organizzata e Nuova Famiglia.
  • Alfieri-Bardellino/D’Alessandro-Nuvoletta-Gionta.
  • Agosto 1984: Strage di Torre Annunziata.
  • 8 giugno 1985: arresto Valentino Gionta.
  • Articolo del 10 giugno 1985 svela le alleanze criminali.
  • 23 settembre 1985: ucciso a 26 anni per le sue inchieste: aveva toccato i fili dell’alta tensione.
  • Indagini partono male.
  • 1993: rivelazione dei pentiti Migliorino e Donnarumma.
  • 1997: condanne all’ergastolo per esecutori e mandanti.

10/06/1985

22/09/1985

24/09/1985

Il valore del suo giornalismo

  • Giornalismo come strumento di giustizia sociale.
  • Far conoscere la realtà criminale della camorra per tentare di liberare il territorio dallo strangolamento operato dalle attività illegali.
  • La sua testimonianza vive nella società e tra i suoi colleghi giornalisti.
  • 2009: film Fortapàsc.
  • 2020: Giancarlo Siani è stato riconosciuto giornalista ad honorem.
  • 2025: Sergio Mattarella lo ricorda così...

Murales dedicato a Giancarlo Siani, situato in Via Romaniello a Napoli (a pochi passi dalla sua abitazione e da dove fu ucciso).

23/09/2025

CAPITOLO V Letizia Battaglia (1935-2022): la fotografa di mafia

  • Fotoreporter palermitana del quotidiano L’Ora.
  • Prima donna in redazione che svolge questo compito.
  • Nasce in una Sicilia dalle forti tradizioni patriarcali. Ha un forte carattere ribelle e anticonformista.
  • Da bambina subisce molestie.
  • Dopo la separazione si reca in redazione chiedendo lavoro. Vorrebbe scrivere ma la mandano a scattare foto.
  • A 34 anni si ritrova a fotografare cadaveri.
  • Le sue foto in b/n accompagneranno le notizie di cronaca nera.
  • Sarà chiamata la fotografa di mafia.
  • Tra le sue foto «eccellenti» l’assassinio di Piersanti Mattarella, di Rocco Chinnici e Boris Giuliano. L’arresto di Leoluca Bagarella e l’incontro tra Andreotti e i cugini Salvo.
  • Per quest’ultimo scatto (che non sarebbe mai dovuto esistere) subisce minacce di morte e di distruzione del suo archivio.
In alto l'assassinio di Piersanti Mattarella (1980), in basso l'arresto di Leoluca Bagarella (1979).
  • Ma Letizia non si occupa solo di fotografare vittime di mafia, curerà mostre itineranti a cielo aperto denunciando la realtà della sua città vittima di povertà e degrado. I suoi soggetti preferiti sono le donne.
  • Le sue foto di mafia si interromperanno poco prima della morte dei giudici Falcone e Borsellino.
  • Si pentirà di non essersi mai recata a Capaci e di non avere uno scatto di Via D’Amelio.
  • Del giudice Falcone abbiamo uno scatto al funerale di Carlo Alberto Dalla Chiesa.
In alto a sinistra una donna che piange la sua miseria (1980), in alto a destra Falcone ai funerali di Dalla Chiesa (1982), in basso Borsellino e Battaglia (1990).
  • Letizia fotograferà anche alcuni imputati durante il Maxiprocesso.
  • Negli anni ‘90 vivrà per un periodo all’estero ma tornerà a Palermo.
  • Il suo lavoro di testimonianza continua fino a tarda età: concede interviste, scrive un libro, racconta le sue esperienze nei licei.
  • Oggi i suoi nipoti Marta e Matteo Sollima gestiscono il suo archivio fotografico.
Mostra "Letizia Battaglia. Per pura passione", Museo Nazionale delle arti del XXI secolo (MAXXI), Roma, 24/11/2016-17/04/2017.

CAPITOLO V Attilio Bolzoni: giornalista contemporaneo dell’antimafia

  • Inizia collaborando con L’Ora, poi lavora per La Repubblica e oggi scrive su Domani (blog Mafie).
  • Giornalismo come testimonianza: racconta delle stragi di mafia, i delitti eccellenti, le guerre tra clan.
  • Nel corso degli anni ha scritto numerosi libri, tra cui, La giustizia è cosa nostra (1995) e Il Capo dei capi (2007) da cui è stata tratta la fiction su Totò Riina, Parole d’onore (2008) dove dà voce direttamente alle parole dei mafiosi, Uomini soli (2012) dedicato a La Torre, Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino, più recentemente Controvento. Racconti di frontiera (2023) dove fa un bilancio di 50 anni di giornalismo e Immortali. Perché la mafia è tornata com’era prima di Giovanni Falcone (2025).

Controvento. Racconti di frontiera (2023): mezzo secolo di giornalismo in prima linea

  • Raccolta e selezione in 14 capitoli di articoli, reportage e interviste accomunati dallo “scrivere lento”.
  • Il libro inizia con la guerra di mafia degli anni 70 e arriva fino alle contraddizioni dell’antimafia contemporanea.
  • Un lungo viaggio in luoghi soprattutto della Sicilia e del sud Italia ma anche di altre parti del mondo, dal Messico a Baghdad, nel quale “racconto quello che vedevano i miei occhi”.

A. Bolzoni, Controvento. Racconti di frontiera, Milano Zolfo, 2023.

La giustizia è Cosa Nostra (2018): l’infinito processo Basile e la giustizia “aggiustata”

  • Il capitano dei carabinieri Emanuele Basile viene ucciso a Monreale nella notte tra il 3 e il 4 maggio 1980.
  • I killer vengono catturati subito: Giuseppe Madonia, Vincenzo Puccio e Armando Bonanno.
  • Inizia un lungo iter giudiziario: 12 processi e 17 anni prima della condanna definitiva.
  • Le sentenze vengono più volte annullate per cavilli formali, grazie anche a giudici compiacenti come Corrado Carnevale.
  • La lotta giudiziaria al crimine mafioso è segnata da un confine netto: prima e dopo Giovanni Falcone.

A. Bolzoni e G. D’Avanzo, La giustizia è Cosa Nostra, in «Fuori registro», Palermo, Glifo Edizioni, 2018 (prima edizione in «Frecce», Arnoldo Mondadori, 1995).

https://static.gedidigital.it/repubblica/pdf/2022/cronaca/binder1.pdf

Grazie per l’attenzione

Bibliografia e fonti online

  • S. Lupo, Storia della mafia. Dalle origini ai nostri giorni, Roma, Donzelli editore, 1993.
  • J. Dickie, Cosa Nostra: Storia della mafia siciliana, tr. it. Giovanna Ferrara degli Uberti, Bari, Editori Laterza, 2005.
  • N. Grattieri e N. Nicaso, L’inganno della mafia. Quando i criminali diventano eroi, Roma, Rai Eri, 2017.
  • A. Bolzoni e G. D’Avanzo, La giustizia è Cosa Nostra, in «Fuori registro», Palermo, Glifo Edizioni, 2018 (prima edizione in «Frecce», Arnoldo Mondadori, 1995).
  • A. Apollonio, Storia della Sacra Corona Unita. Ascesa e declino di una mafia anomala, Catanzaro, Rubbettino Editore, 2016, pp. 32-35.
  • Quotidiano Domani.
  • Quotidiano L’Ora di Palermo.
  • Mafie (da un’idea di A. Bolzoni), Giornalisti in terre di mafia. Quelli che scrivono e quelli che si voltano dall’altra parte, Milano Melampo Editore, 2018.
  • A. Bolzoni, Uomini soli. Pio La Torre e Carlo Alberto dalla Chiesa. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Milano, Editore Melampo, 2012.
  • A. Bolzoni e G. D’Avanzo, Il capo dei capi, Milano, BUR-Rizzoli, 2007.
  • A. Bolzoni, Parole d’onore, Milano, BUR-Rizzoli, 2008.
  • A. Bolzoni, Faq mafia, Milano, Bompiani, 2010.
  • A. Bolzoni, Controvento. Racconti di frontiera, Milano Zolfo, 2023.
  • M. Risi, Fortapàsc, Bibi Film, Rai Cinema, Minerva Pictures Group, Italia, 2009, 113'.
  • Podcast – Giancarlo Siani. Il coraggio di scrivere (4 puntate, 10 giugno 2025-23 settembre 2025, Rai Radio 3): https://www.raiplaysound.it/programmi/giancarlosiani-ilcoraggiodiscrivere.
  • Documentario – Cose nostre (22/09/2025, Rai 1): https://www.raiplay.it/video/2025/09/Cosa-succede-in-citta---Cose-nostre---Puntata-del-22092025-56b2a6f8-8a7c-4e4a-bf8f-0d994d5e83eb.html.
  • Documentario – Quaranta anni senza Giancarlo Siani (23/09/2025, Rai 3): https://www.raiplay.it/video/2025/09/Quaranta-anni-senza-Giancarlo-Siani-8f2e6594-74f9-431f-aecf-091904b766e4.html.
  • https://www.editorialedomani.it/autore/attilio-bolzoni-elp19nb5?page=1 (link articoli di Bolzoni su Domani).
  • https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/12/18/dalla-guerra-di-mafia-a-quella-dellantimafia-fino-a-kabul-e-la-salerno-reggio-controvento-in-un-libro-il-best-of-del-giornalista- (recensione di Pipitone a Controvento, 18/12/2023).
  • https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/10/12/un-pentito-mi-racconto-di-soldi-alla-mafia-provenienti-da-berlusconi-nel-libro-di-boccassini-la-storia-dellindagine-bruciata-da-uno-scoop/6351559/.
  • https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/07/08/caltanissetta-antonello-montante-condannato-a-8-anni-di-carcere-dalla-corte-dappello/6655178/.
  • https://www.youtube.com/watch?v=iA8MVoyvFsA (Il nemico. Nelle viscere del potere, video podcast su Giovanni Falcone).
  • https://www.editorialedomani.it/blog-mafie.
  • https://www.raicultura.it/storia/articoli/2019/01/LOra-il-primo-giornale-che-ha-parlato-di-mafia-d458924b-3696-447c-aec7-4afd1a03d33f.html.
  • https://www.editorialedomani.it/blog-mafie.
  • https://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-fava_ (Dizionario-Biografico).
  • https://www.fondazionefava.it/biografia/.
  • https://www.raiplay.it/programmi/primachelanotte.
  • https://www.editorialedomani.it/il-presidente-a-quellincontro-fotografato-da-letizia-battaglia-fjv6m745.
  • https://www.storicang.it/a/letizia-battaglia-fotografa-contro-mafia_16116.
  • https://www.treccani.it/enciclopedia/letizia-battaglia/.
  • https://www.raiplay.it/programmi/soloperpassione-letiziabattagliafotografa.
  • Podcast - “Icone” di Letizia Bravi e Natascha Lusenti- Orange podcast.
L'Ora, edizione straordinaria, 19 ottobre 1958.
Schema delle alleanze camorristiche, dagli appunti di Giancarlo Siani.
Il Mattino, 24 settembre 1985.
I mafiusi di la Vicaria, 1863, copione.
A. Bolzoni, 30 colpi di mitra. 6 killer a viso scoperto, 30 aprile 1982
La Repubblica, 24 maggio 1992
Primo numero de I Siciliani, gennaio 1983.
L'Ora, 7 agosto 1980
Una stampa popolare che illustra il processo per il delitto di Emanuele Notarbartolo. L'immagine è tratta dal saggio di Michele Anselmo "Mafia. Che fare?", edito nel 1983 da "il Foglio" di Palermo.
A. Bolzoni, Un uomo solo, indifeso, 7 agosto 1980
N. Turrisi Colonna, Cenni sullo stato attuale della sicurezza pubblica, Ila Palma, Palermo, 1988 (la prima edizione,d el 1864, fu stampata sempre a Palermo da Lorsnaider), p. 43.
N. Turrisi Colonna, Cenni sullo stato attuale della sicurezza pubblica, op. cit, p. 47.
A. Bolzoni, I segreti nelle banche, 9 agosto 1980
G. Siani, Il Mattino, 22 settembre 1985.
G. Siani, Il Mattino, 10 giugno 1985.
Fortapàsc, 2009
G. Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, Palermo, Libreria L. Pedone Lauriel di Carlo Clausen, 1889, p. 292.