CATONE IL GIOVANE
alice pupillo e niccolò rossetti
Marco porcio catone uticense
Marco Porcio Catone Uticense (in latino Marcus Porcius Cato Uticensis, detto anche Minor per distinguerlo dal suo avo Marco Porcio Catone, detto pertanto Maior), nasce nel 95 a.C. a Roma e muore il 12 aprile del 46 a.C a Utica.
Catone è stato un politico, militare, scrittore , triumvir monetalis romano e esponente dello Stoicismo. Oggi viene comunemente considerato un uomo che non avrebbe mai abbandonato la propria libertà politica.
IMPRESE E VITA
gestione di CIPRO
VITA
CONGIURA DI CATILINA
OPPOSIZIONE A CESARE
MORTE
BATTAGLIA DI TAPSO
Vita
Nascita e Famiglia:Nasce nel 95 a.C. a Roma, rimase orfano con le sue due sorelle Porcia e Servilia e fù allevato dallo zio Livio Druso. Cresciuto ebbe due mogli: Attilia (73) e successivamente con Marzia (62).
Gioventù:Catone fu fin da subito un giovane dall'indole flessibile, aspro contro gli adulatori e resistente contro gli intimoritori. Un giovane dal sorriso difficile (secondo Plutarco). Era molto più impacciato e duro di comprendonio rispetto ai suoi compagni, anche se aveva una grande capacità mnemonica.
“quelli che hanno ingegno pronto, sieno più facili a dimenticarsi, e più atti sieno a ricordarsi quelli che con fatica e difficoltà apprendono le cose,essendo ogni erudizione che apprendono, come un lume che loro si accende nell’animo“.
-Vite Parallele (Plutarco)-
Gestione di Cipro
Una delle sue imprese più note fu la gestione della provincia di Cipro, tra il 58 e il 56 a.C., svolta con estrema onestà e rigore.
Clodio, il tribuno della plebe di quell'anno, propose la legge che commissionava a Catone la conquista di Cipro. Tolomeo (re di Cipro) sapendo di non potersi opporre si suicidò. Plutarco, nella Vita di Catone, racconta nei dettagli di come esso si comportò in modo esemplare e di come venne lodato persino dai suoi nemici. Anche Cicerone ammirava la sua integrità, pur criticando altri aspetti del suo carattere politico.
“Catone stimava che l’essere lodati da coloro che si lodano facilmente non fosse un onore, ma piuttosto una vergogna.” -Vite Parallele (Plutarco)-
Congiura di Catilina
Catone Uticense giocò un ruolo cruciale, decisivo e simbolico durante la Congiura di Catilina (63 a.C.), schierandosi con fermezza contro Catilina e a favore della condanna a morte dei congiurati. Esso pronunciò un discorso decisivo, basato sulla sua morale e sul fermo sostegno delle leggi romane, che fu determinante nel convincere il Senato a votare per la condanna a morte, senza alcuna possibilità di appello per i congiurati.
«Quando Cesare ebbe parlato con abilità in favore della clemenza e della moderazione, e l'assemblea appariva incline alla sua opinione, Catone si alzò, e con la sua solita energia e forza d’animo, mutò il corso della discussione... sostenendo che, in una situazione di pericolo estremo per la Repubblica, la pietà era un errore, e che la salvezza dello Stato doveva avere la precedenza su ogni altra considerazione.» -Vite Parallele (Plutarco)-
Opposizione a Cesare
Catone Uticense fu uno dei più fieri e intransigenti oppositori di Giulio Cesare, la sua opposizione fu morale, politica e filosofica. Per Catone, Cesare rappresentava la corruzione, l’ambizione personale e la fine della Repubblica.
Catone andò contro a Cesare in diverse occasioni: - Durante la cogniura di Catillina - Durante il triumvirato - Durante la guerra civile (49-46 a.C.) - Durane il rifiuto della clemenza di Cesare
"… incaricato di consegnare ai Germani quel Cesare che aveva vinto usando frode …" -Vite Parallele (Plutarco)-
Battaglia di Tapso
La battaglia di Tapso (46 a.C.) fu una tappa cruciale nella guerra civile tra Cesare e i repubblicani. Anche se Catone Uticense non partecipò militarmente alla battaglia, il suo ruolo politico e simbolico fu fondamentale infatti fu lui a mantenere la resistenza senatoria in Africa. Catone non era comandante militare, ma presidio politico e morale dei repubblicani. Si trovava nella città di Utica (non distante da Tapso), dove organizzava: la difesa della popolazione civile, l'approvvigionamento di grano e l’ordine pubblico (evitando vendette o rappresaglie). Si guadagna il titolo di "Uticense" proprio per questa sua ultima resistenza contro Cesare e per il suo stoico suicidio.
«Catone prese in mano l’organizzazione della città, rafforzò le mura, distribuì le armi e trasformò Utica in un deposito di guerra.» -Vite Parallele (Plutarco)-
Morte
Morto Pompeo (48 a.C.), Catone raggiunse Utica con un forte contingente inizialmente finalizzato alla difesa degli abitanti, successivamente i fautori di Catone iniziarono ad arrendersi a Cesare.
Catone non voleva abbassarsi a chiedere grazia, pranzò con tranquillità, trascorse le ultime ore in discussioni filosofiche e nella lettura di alcuni passi del Fedone di Platone e poi si trafisse con la spada il ventre.Per lui la morte non era un male ma uno strumento di liberazione.Così morì il 12 Aprile del 46 a.C.
“Catone non sen fuggiva, ma che rimanea pure in Ulica, e vi si raggirava senza timore” -Vite Parallele (Plutarco)-
Curiosità
Dante nel Purgatorio lo sceglie, pur suicida, come esempio di libero arbitrio, dono di Dio.
Si disse che Cesare avesse parole di ammirazione per questo suo ostinato avversario; ma quando Cicerone, Bruto e Fabio Gallo scrissero per esaltare la virtù e la preveggenza di Catone, Cesare rispose con gli Anticatones, due libelli polemici diretti a confutare l'esaltazione dell'Uticense
Catone diede in prestito la sua seconda moglie, Marzia, a Quinto Ortensio.
Fonti
- Vite Parallele di Plutarco
Grazie per l'attenzione
CATONE IL GIOVANE
Niccolò Rossetti
Created on October 20, 2025
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Secret Code
View
Corporate Escape Room: Operation Christmas
View
Reboot Protocol
View
Desert Island Escape
View
Halloween escape
View
Horror Escape Room
View
Witchcraft Escape Room
Explore all templates
Transcript
CATONE IL GIOVANE
alice pupillo e niccolò rossetti
Marco porcio catone uticense
Marco Porcio Catone Uticense (in latino Marcus Porcius Cato Uticensis, detto anche Minor per distinguerlo dal suo avo Marco Porcio Catone, detto pertanto Maior), nasce nel 95 a.C. a Roma e muore il 12 aprile del 46 a.C a Utica.
Catone è stato un politico, militare, scrittore , triumvir monetalis romano e esponente dello Stoicismo. Oggi viene comunemente considerato un uomo che non avrebbe mai abbandonato la propria libertà politica.
IMPRESE E VITA
gestione di CIPRO
VITA
CONGIURA DI CATILINA
OPPOSIZIONE A CESARE
MORTE
BATTAGLIA DI TAPSO
Vita
Nascita e Famiglia:Nasce nel 95 a.C. a Roma, rimase orfano con le sue due sorelle Porcia e Servilia e fù allevato dallo zio Livio Druso. Cresciuto ebbe due mogli: Attilia (73) e successivamente con Marzia (62).
Gioventù:Catone fu fin da subito un giovane dall'indole flessibile, aspro contro gli adulatori e resistente contro gli intimoritori. Un giovane dal sorriso difficile (secondo Plutarco). Era molto più impacciato e duro di comprendonio rispetto ai suoi compagni, anche se aveva una grande capacità mnemonica.
“quelli che hanno ingegno pronto, sieno più facili a dimenticarsi, e più atti sieno a ricordarsi quelli che con fatica e difficoltà apprendono le cose,essendo ogni erudizione che apprendono, come un lume che loro si accende nell’animo“. -Vite Parallele (Plutarco)-
Gestione di Cipro
Una delle sue imprese più note fu la gestione della provincia di Cipro, tra il 58 e il 56 a.C., svolta con estrema onestà e rigore. Clodio, il tribuno della plebe di quell'anno, propose la legge che commissionava a Catone la conquista di Cipro. Tolomeo (re di Cipro) sapendo di non potersi opporre si suicidò. Plutarco, nella Vita di Catone, racconta nei dettagli di come esso si comportò in modo esemplare e di come venne lodato persino dai suoi nemici. Anche Cicerone ammirava la sua integrità, pur criticando altri aspetti del suo carattere politico.
“Catone stimava che l’essere lodati da coloro che si lodano facilmente non fosse un onore, ma piuttosto una vergogna.” -Vite Parallele (Plutarco)-
Congiura di Catilina
Catone Uticense giocò un ruolo cruciale, decisivo e simbolico durante la Congiura di Catilina (63 a.C.), schierandosi con fermezza contro Catilina e a favore della condanna a morte dei congiurati. Esso pronunciò un discorso decisivo, basato sulla sua morale e sul fermo sostegno delle leggi romane, che fu determinante nel convincere il Senato a votare per la condanna a morte, senza alcuna possibilità di appello per i congiurati.
«Quando Cesare ebbe parlato con abilità in favore della clemenza e della moderazione, e l'assemblea appariva incline alla sua opinione, Catone si alzò, e con la sua solita energia e forza d’animo, mutò il corso della discussione... sostenendo che, in una situazione di pericolo estremo per la Repubblica, la pietà era un errore, e che la salvezza dello Stato doveva avere la precedenza su ogni altra considerazione.» -Vite Parallele (Plutarco)-
Opposizione a Cesare
Catone Uticense fu uno dei più fieri e intransigenti oppositori di Giulio Cesare, la sua opposizione fu morale, politica e filosofica. Per Catone, Cesare rappresentava la corruzione, l’ambizione personale e la fine della Repubblica. Catone andò contro a Cesare in diverse occasioni: - Durante la cogniura di Catillina - Durante il triumvirato - Durante la guerra civile (49-46 a.C.) - Durane il rifiuto della clemenza di Cesare
"… incaricato di consegnare ai Germani quel Cesare che aveva vinto usando frode …" -Vite Parallele (Plutarco)-
Battaglia di Tapso
La battaglia di Tapso (46 a.C.) fu una tappa cruciale nella guerra civile tra Cesare e i repubblicani. Anche se Catone Uticense non partecipò militarmente alla battaglia, il suo ruolo politico e simbolico fu fondamentale infatti fu lui a mantenere la resistenza senatoria in Africa. Catone non era comandante militare, ma presidio politico e morale dei repubblicani. Si trovava nella città di Utica (non distante da Tapso), dove organizzava: la difesa della popolazione civile, l'approvvigionamento di grano e l’ordine pubblico (evitando vendette o rappresaglie). Si guadagna il titolo di "Uticense" proprio per questa sua ultima resistenza contro Cesare e per il suo stoico suicidio.
«Catone prese in mano l’organizzazione della città, rafforzò le mura, distribuì le armi e trasformò Utica in un deposito di guerra.» -Vite Parallele (Plutarco)-
Morte
Morto Pompeo (48 a.C.), Catone raggiunse Utica con un forte contingente inizialmente finalizzato alla difesa degli abitanti, successivamente i fautori di Catone iniziarono ad arrendersi a Cesare.
Catone non voleva abbassarsi a chiedere grazia, pranzò con tranquillità, trascorse le ultime ore in discussioni filosofiche e nella lettura di alcuni passi del Fedone di Platone e poi si trafisse con la spada il ventre.Per lui la morte non era un male ma uno strumento di liberazione.Così morì il 12 Aprile del 46 a.C.
“Catone non sen fuggiva, ma che rimanea pure in Ulica, e vi si raggirava senza timore” -Vite Parallele (Plutarco)-
Curiosità
Dante nel Purgatorio lo sceglie, pur suicida, come esempio di libero arbitrio, dono di Dio.
Si disse che Cesare avesse parole di ammirazione per questo suo ostinato avversario; ma quando Cicerone, Bruto e Fabio Gallo scrissero per esaltare la virtù e la preveggenza di Catone, Cesare rispose con gli Anticatones, due libelli polemici diretti a confutare l'esaltazione dell'Uticense
Catone diede in prestito la sua seconda moglie, Marzia, a Quinto Ortensio.
Fonti
Grazie per l'attenzione