Breve storia d'Italia
1815 1859
dal congresso di vienna alla seconda guerra d'indipendenza
seconda guerra d'indipendenza
prima guerra d'indipendenza
congresso di vienna
1859
1848
1815
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cavour riorganizza il regno
tante idee di italia
1849-1959
1820-1830
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1860 1866
dalla spedizione dei mille alla terza guerra d'indipendenza
terza guerra d'indipendenza
le prime annessioni
nasce il regno d'italia
1866
1861
1860
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la spedizione dei mille
il brigantaggio
1861-1864
1860
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1870 1901
dai governi della destra storica alla crisi di fine secolo
termina il potere della destra storica
la crisi di fine secolo
La conquista di roma
1896-1901
1876
1870
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Pio IX non la prende bene
la sinistra storica governa per vent'anni
1896
1871
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1901 1926
dall'età giolittiana alla dittatura fascista
l'età giolittiana
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1922-1926
1918
1901-1914
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1918-1922
1915-1918
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1990
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L'Armistizio di Villafranca
napoleone III cambia idea
Vittorio Emanuele II di Savoia, con l'appoggio della Francia di Napoleone III, combatte contro l'Austria. L'Austria viene sconfitta e deve cedere ai piemontesi la Lombardia. I Savoia cedono alla Francia Nizza e la Savoia in cambio dell'aiuto ricevuto. La collaborazione di Napoleone III finisce qui.
1980
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Le popolazioni emiliane e toscane scelgono l'annessione
Nel mese di marzo, con una serie di plebisciti, viene decisa l'annessione della Toscana e dell'Emilia al Regno sabaudo.
1815
Il Congresso di Vienna
La Restaurazione
Dopo il passaggio di Napoleone, che aveva creato il Regno d'Italia, la penisola torna divisa in tanti staterelli. Uno dei più importanti è il Regno di Sardegna, retto dai Savoia.
1848
Via gli Austriaci dal Lombardo Veneto!
I Savoia combattono contro l'Impero austriaco per la liberazione del Lombardo Veneto. Carlo Alberto viene sconfitto e va in esilio volontario in Portogallo, lasciando la corona al figlio Vittorio Emanuele II.
La spedizione dei Mille
con un video per saperne di più
Nella notte tra il 5 e il 6 maggio da Quarto (Genova) parte la spedizione dei Mille: Garibaldi libera il sud dell'Italia, che viene tolto ai Borboni e annesso al Regno di Savoia.
Inizia il Risorgimento
1821
"Make Italy great again" direbbe Trump
L'idea di un'Italia unita e libera da dominazioni straniere ormai si è diffusa e alcuni pensatori dicono la loro...
Giuseppe Mazzini: "libera, unita, repubblicana"
Carlo Cattaneo: una federazione di repubbliche democratiche
Vincenzo Gioberti: una confederazione di Stati presieduta dal Papa
Camillo Benso conte di Cavour: un regno unitario retto dai Savoia
La "piemontesizzazione" del Sud non piace
Il brigantaggio fu la rivolta del Sud contro il nuovo Stato, che aveva "piemontizzato" il meridione estendendo le leggi del Regno di Sardegna a tutto il Regno d'Italia.
I briganti erano bande armate (da poche decine a centinaia di uomini) che si nascondevano nelle zone più isolate del Sud Italia (Basilicata, Puglia, Calabria, Campania). Erano composte principalmente da
- contadini disperati delusi perché l'Unità d'Italia non aveva migliorato le loro condizioni di vita, ma le aveva addirittura peggiorate;
- ex soldati Borbonici, uomini dell'esercito del vecchio Regno delle Due Sicilie, rimasti senza lavoro e fedeli al re deposto (Francesco II);
- criminali comuni che approfittavano del caos per compiere atti di banditismo.
Il brigantaggio non fu solo criminalità, ma una protesta armata nata da profonde delusioni:
- la delusione sociale: i contadini speravano che Garibaldi e il nuovo Stato avrebbero finalmente dato loro le terre dei grandi proprietari, ma questo non avvenne. Le loro condizioni di povertà e miseria rimasero immutate o peggiorarono;
- le nuove regole: il nuovo governo impose subito due cose molto impopolari nel Sud, cioè tasse pesanti per risanare il bilancio e la leva obbligatoria (i giovani maschi dovevano lasciare i campi per cinque anni di servizio militare, una catastrofe per le famiglie contadine).
A questo si aggiunse l'appoggio borbonico: il re Francesco II in esilio e una parte del clero incoraggiarono e finanziarono i briganti, sperando che potessero far cadere il Regno d'Italia e permettere il ritorno dei Borbone.
Le iniziative dei governi della Sinistra Storica
Nel 1876 la Destra cade, soprattutto a causa del malcontento per le tasse. Sale al potere la Sinistra Storica (con Depretis e Crispi), che ha un programma più attento ai bisogni della gente comune. Intanto nel 1878 diventa re Umberto I.
Le riforme di questi governi:
- più scuola: rendono l'istruzione elementare obbligatoria e gratuita (Legge Coppino del 1877), cercando di combattere l'enorme analfabetismo (78% della popolazione!)
- più voto: allargano il diritto di voto (Riforma Elettorale del 1882), abbassando l'età e il livello di tasse da pagare. Il voto, pur rimanendo maschile, passa dal 2% a circa il 7% della popolazione.
- meno tasse: aboliscono la tassa sul macinato, molto odiata
- aiuto all'Industria (protezionismo): mettono dei dazi doganali (tasse) sulle merci straniere importate, per proteggere e far crescere l'industria italiana
- politica coloniale: tentano le prime conquiste coloniali in Africa, in particolare in Eritrea e in Somalia. Questa politica è molto costosa e finisce con una clamorosa sconfitta ad Adua (1896) contro l'Etiopia, che porta alla caduta del governo di Crispi.
2010
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Pose a dramatic question; it is the essential ingredient to maintain the audience's attention. It is usually subtly posed at the beginning of the story to intrigue the audience and is resolved at the end. Visual content is a universal, transversal language, like music. We are able to understand images from millions of years ago, even from other cultures.
Umberto I
re per pochi anni (1878-1900)
In questo periodo si succedono diversi governi e l'Italia attraversa anni di crisi politica e sociale: dopo la sconfitta in Africa (Adua, 1896), la tensione sociale cresce perché le fasce più basse della popolazione vivono male. Ci sono scioperi e proteste contro l'aumento dei prezzi, che vengono spesso repressi con la forza (come i fatti di Milano del 1898).
Segna una svolta l'assassinio a Monza del re Umberto I il 19 luglio del 1900 (ad opera dell'anarchico Gaetano Bresci). Sale al trono Vittorio Emanuele III, che decide di cambiare rotta, optando per una politica più aperta e liberale.
Un'occasione da non perdere 1
il gioco della politica
Approfittando della guerra scoppiata tra Austria e Prussia, l'Italia si allea con la Prussia promettendole aiuto in cambio del Veneto, in caso di vittoria. La Prussia sconfigge l'Austria e l'Italia, pur senza grandi meriti, annette il Veneto al Regno.
Un'occasione da non perdere 2
napoleone iii fuori gioco, via libera
Approfittando del fatto che la Francia, protettrice del Papa, è impegnata nella guerra franco prussiana, gli Italiani liberano il Lazio. L'anno successivo Roma diviene la capitale del Regno.
Per la liberazione del Trentino e del Friuli dagli Austriaci occorrerà attendere la Prima guerra mondiale.
Foto d'epoca
Perché destra e sinistra storiche?
Con il nome Destra Storica si indica il primo gruppo di governanti dell'Italia, che tengono il potere dal 1861 al 1876. Sono gli eredi di Cavour, il quale muore subito dopo l'Unità nel 1861. Il loro obiettivo principale è costruire l'Italia in modo pratico.
Le loro priorità:
- unire l'Italia con le Leggi: estendere le leggi del Regno di Sardegna (il Piemonte) a tutta la penisola. Creano un sistema accentrato, in cui il potere parte dal governo centrale (Torino, poi Firenze e infine Roma) e arriva alle periferie attraverso i Prefetti (ancora oggi ci sono);
- unire l'Italia con gli usi quotidiani: unificano la moneta (la Lira), i pesi e le misure in tutta Italia; - risanare i conti: l'Italia è piena di debiti, quindi l'obiettivo economico principale è il pareggio di bilancio, cioè spendere meno di quanto si incassa. Per farlo, impongono molte tasse, tra cui la durissima tassa sul macinato (sul pane), che colpisce i più poveri e causa molte proteste;
- potenziare le infrastrutture: iniziano a costruire strade e ferrovie - completare l'Unità: annettono il Veneto (1866) e Roma (1870), ponendo fine al potere temporale del Papa (la Questione Romana).
- combattere il brigantaggio: per farlo reagiscono con la forza. Il problema viene risolto militarmente, ma la repressione non affronta le cause profonde del fenomeno (povertà, ingiustizia sociale, mancata riforma agraria). Per questo motivo, il malcontento continua a covare, alimentando la cosiddetta Questione Meridionale.
Torino, Palazzo Carignano: il primo Parlamento.
2000
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La Questione romana
La presa di Roma risolse l'Unità d'Italia, ma non la Questione romana. Papa Pio IX si dichiarò un "prigioniero" dello Stato italiano e si rinchiuse nei Palazzi Vaticani. Rifiutò di riconoscere il nuovo Regno d'Italia.
Con la Legge delle Guarentigie (1871) il governo italiano provò a risolvere la situazione con una legge unilaterale (cioè fatta solo dallo Stato italiano) che dava al Papa delle "garanzie":
- gli garantiva l'inviolabilità personale (come se fosse un Re)
- gli riconosceva il possesso dei palazzi del Vaticano e del Laterano
- gli dava una somma di denaro all'anno (che il Papa rifiutò).
Come segno di protesta, il Papa emanò il Non expedit (in latino: non è conveniente), con cui vietava ai cattolici italiani di partecipare alle elezioni politiche del Regno d'Italia.
La rottura tra Stato e Chiesa fu profonda e durò quasi 60 anni, fino ai Patti Lateranensi del 1929 (sotto Mussolini), che crearono il piccolo Stato indipendente della Città del Vaticano, risolvendo definitivamente la Questione Romana.
Vittorio Emanuele II re d'Italia
Il primo parlamento italiano si riunisce a torino
Il 17 marzo, in seguito all'annessione delle regioni centrali con voto plescibitario, Vittorio Emanuele II proclama la fondazione del Regno d'Italia, con capitale Torino.
Anziché emanare una nuova Costituzione, il re estende a tutta l'Italia lo Statuto albertino e la legge elettorale del vecchio regno di Sardegna (suffragio censitario). L'Italia non è ancora quella di oggi: mancano il Veneto, il Trentino, il Friuli (governati ancora dall'Austria) e il Lazio (ancora Stato della Chiesa).
L'uomo dal "doppio volto"
Giovanni Giolitti è dapprima ministro degli Interni e poi è più volte Presidente del Consiglio dei Ministri.
Riforme sociali:
- ammette il diritto di sciopero
- tutela il lavoro femminile e minorile
- stabilisce l'intervento statale a favore della scuola pubblica
- estende l'obbligo di istruzione a 12 anni
- introduce il suffragio universale maschile
- crea l'Istituto Nazionale delle Assicurazioni (INA) e l'ispettorato del lavoro, che controlla il rispetto delle norme sul lavoro Politica interna:
- nazionalizza la rete ferroviaria
- promuove il "decollo industriale" nelle città del Nord (il triangolo industriale Genova-Milano-Torino) si sviluppano settori chiave come la siderurgia, l'elettricità, e l'automobilismo (nasce la FIAT)
- nel Sud, più arretrato, promuove interventi pubblici per lo sviluppo dell'agricoltura e per la costruzione di infrastrutture e di zone industriali, ma l'economia meridionale resta arretrata (cresce l'emigrazione)
Politica estera: per ottenere il consenso dei nazionalisti, riprende l'espansione coloniale e nel 1911 dichiara guerra all'Impero Ottomano per la conquista della Libia. Dopo un anno di guerra, l'Italia ottiene la Libia e le isole del Dodecaneso (Pace di Losanna, 1912). L'impresa è molto costosa, in termini sia economici sia di vite umane, e la Libia (definita da alcuni come un "brutto affare" o uno "scatolone di sabbia") non porta i vantaggi economici sperati.
Il Regno di Sardegna vuole diventare una potenza europea
Cavour, presidente del Consiglio dei Ministri, avvia la modernizzazione del Regno di Sardegna:
- abolisce i dazi sul grano all'interno del Regno
- abolisce le barriere doganali con l'estero e conclude una serie di trattati commerciali con Francia, Belgio, Inghilterra per esportare i prodotti piemontesi
- con una riforma fiscale che colpisce i redditi più alti ricava denaro per le casse statali
- con questo denaro realizza per lavori pubblici come canali, porti e ferrovie e potenzia l'industria siderurgica e meccanica in Liguria
- ottiene l'alleanza della Francia fornendo truppe piemontesi per la guerra in Crimea.
Breve storia d'Italia
Raffaella Spagnesi
Created on October 20, 2025
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Breve storia d'Italia
1815 1859
dal congresso di vienna alla seconda guerra d'indipendenza
seconda guerra d'indipendenza
prima guerra d'indipendenza
congresso di vienna
1859
1848
1815
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cavour riorganizza il regno
tante idee di italia
1849-1959
1820-1830
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1860 1866
dalla spedizione dei mille alla terza guerra d'indipendenza
terza guerra d'indipendenza
le prime annessioni
nasce il regno d'italia
1866
1861
1860
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la spedizione dei mille
il brigantaggio
1861-1864
1860
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1870 1901
dai governi della destra storica alla crisi di fine secolo
termina il potere della destra storica
la crisi di fine secolo
La conquista di roma
1896-1901
1876
1870
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Pio IX non la prende bene
la sinistra storica governa per vent'anni
1896
1871
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1901 1926
dall'età giolittiana alla dittatura fascista
l'età giolittiana
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1922-1926
1918
1901-1914
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1918-1922
1915-1918
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L'Armistizio di Villafranca
napoleone III cambia idea
Vittorio Emanuele II di Savoia, con l'appoggio della Francia di Napoleone III, combatte contro l'Austria. L'Austria viene sconfitta e deve cedere ai piemontesi la Lombardia. I Savoia cedono alla Francia Nizza e la Savoia in cambio dell'aiuto ricevuto. La collaborazione di Napoleone III finisce qui.
1980
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Le popolazioni emiliane e toscane scelgono l'annessione
Nel mese di marzo, con una serie di plebisciti, viene decisa l'annessione della Toscana e dell'Emilia al Regno sabaudo.
1815
Il Congresso di Vienna
La Restaurazione
Dopo il passaggio di Napoleone, che aveva creato il Regno d'Italia, la penisola torna divisa in tanti staterelli. Uno dei più importanti è il Regno di Sardegna, retto dai Savoia.
1848
Via gli Austriaci dal Lombardo Veneto!
I Savoia combattono contro l'Impero austriaco per la liberazione del Lombardo Veneto. Carlo Alberto viene sconfitto e va in esilio volontario in Portogallo, lasciando la corona al figlio Vittorio Emanuele II.
La spedizione dei Mille
con un video per saperne di più
Nella notte tra il 5 e il 6 maggio da Quarto (Genova) parte la spedizione dei Mille: Garibaldi libera il sud dell'Italia, che viene tolto ai Borboni e annesso al Regno di Savoia.
Inizia il Risorgimento
1821
"Make Italy great again" direbbe Trump
L'idea di un'Italia unita e libera da dominazioni straniere ormai si è diffusa e alcuni pensatori dicono la loro... Giuseppe Mazzini: "libera, unita, repubblicana" Carlo Cattaneo: una federazione di repubbliche democratiche Vincenzo Gioberti: una confederazione di Stati presieduta dal Papa Camillo Benso conte di Cavour: un regno unitario retto dai Savoia
La "piemontesizzazione" del Sud non piace
Il brigantaggio fu la rivolta del Sud contro il nuovo Stato, che aveva "piemontizzato" il meridione estendendo le leggi del Regno di Sardegna a tutto il Regno d'Italia. I briganti erano bande armate (da poche decine a centinaia di uomini) che si nascondevano nelle zone più isolate del Sud Italia (Basilicata, Puglia, Calabria, Campania). Erano composte principalmente da - contadini disperati delusi perché l'Unità d'Italia non aveva migliorato le loro condizioni di vita, ma le aveva addirittura peggiorate; - ex soldati Borbonici, uomini dell'esercito del vecchio Regno delle Due Sicilie, rimasti senza lavoro e fedeli al re deposto (Francesco II); - criminali comuni che approfittavano del caos per compiere atti di banditismo. Il brigantaggio non fu solo criminalità, ma una protesta armata nata da profonde delusioni: - la delusione sociale: i contadini speravano che Garibaldi e il nuovo Stato avrebbero finalmente dato loro le terre dei grandi proprietari, ma questo non avvenne. Le loro condizioni di povertà e miseria rimasero immutate o peggiorarono; - le nuove regole: il nuovo governo impose subito due cose molto impopolari nel Sud, cioè tasse pesanti per risanare il bilancio e la leva obbligatoria (i giovani maschi dovevano lasciare i campi per cinque anni di servizio militare, una catastrofe per le famiglie contadine). A questo si aggiunse l'appoggio borbonico: il re Francesco II in esilio e una parte del clero incoraggiarono e finanziarono i briganti, sperando che potessero far cadere il Regno d'Italia e permettere il ritorno dei Borbone.
Le iniziative dei governi della Sinistra Storica
Nel 1876 la Destra cade, soprattutto a causa del malcontento per le tasse. Sale al potere la Sinistra Storica (con Depretis e Crispi), che ha un programma più attento ai bisogni della gente comune. Intanto nel 1878 diventa re Umberto I. Le riforme di questi governi: - più scuola: rendono l'istruzione elementare obbligatoria e gratuita (Legge Coppino del 1877), cercando di combattere l'enorme analfabetismo (78% della popolazione!) - più voto: allargano il diritto di voto (Riforma Elettorale del 1882), abbassando l'età e il livello di tasse da pagare. Il voto, pur rimanendo maschile, passa dal 2% a circa il 7% della popolazione. - meno tasse: aboliscono la tassa sul macinato, molto odiata - aiuto all'Industria (protezionismo): mettono dei dazi doganali (tasse) sulle merci straniere importate, per proteggere e far crescere l'industria italiana - politica coloniale: tentano le prime conquiste coloniali in Africa, in particolare in Eritrea e in Somalia. Questa politica è molto costosa e finisce con una clamorosa sconfitta ad Adua (1896) contro l'Etiopia, che porta alla caduta del governo di Crispi.
2010
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Pose a dramatic question; it is the essential ingredient to maintain the audience's attention. It is usually subtly posed at the beginning of the story to intrigue the audience and is resolved at the end. Visual content is a universal, transversal language, like music. We are able to understand images from millions of years ago, even from other cultures.
Umberto I
re per pochi anni (1878-1900)
In questo periodo si succedono diversi governi e l'Italia attraversa anni di crisi politica e sociale: dopo la sconfitta in Africa (Adua, 1896), la tensione sociale cresce perché le fasce più basse della popolazione vivono male. Ci sono scioperi e proteste contro l'aumento dei prezzi, che vengono spesso repressi con la forza (come i fatti di Milano del 1898). Segna una svolta l'assassinio a Monza del re Umberto I il 19 luglio del 1900 (ad opera dell'anarchico Gaetano Bresci). Sale al trono Vittorio Emanuele III, che decide di cambiare rotta, optando per una politica più aperta e liberale.
Un'occasione da non perdere 1
il gioco della politica
Approfittando della guerra scoppiata tra Austria e Prussia, l'Italia si allea con la Prussia promettendole aiuto in cambio del Veneto, in caso di vittoria. La Prussia sconfigge l'Austria e l'Italia, pur senza grandi meriti, annette il Veneto al Regno.
Un'occasione da non perdere 2
napoleone iii fuori gioco, via libera
Approfittando del fatto che la Francia, protettrice del Papa, è impegnata nella guerra franco prussiana, gli Italiani liberano il Lazio. L'anno successivo Roma diviene la capitale del Regno. Per la liberazione del Trentino e del Friuli dagli Austriaci occorrerà attendere la Prima guerra mondiale.
Foto d'epoca
Perché destra e sinistra storiche?
Con il nome Destra Storica si indica il primo gruppo di governanti dell'Italia, che tengono il potere dal 1861 al 1876. Sono gli eredi di Cavour, il quale muore subito dopo l'Unità nel 1861. Il loro obiettivo principale è costruire l'Italia in modo pratico. Le loro priorità: - unire l'Italia con le Leggi: estendere le leggi del Regno di Sardegna (il Piemonte) a tutta la penisola. Creano un sistema accentrato, in cui il potere parte dal governo centrale (Torino, poi Firenze e infine Roma) e arriva alle periferie attraverso i Prefetti (ancora oggi ci sono); - unire l'Italia con gli usi quotidiani: unificano la moneta (la Lira), i pesi e le misure in tutta Italia; - risanare i conti: l'Italia è piena di debiti, quindi l'obiettivo economico principale è il pareggio di bilancio, cioè spendere meno di quanto si incassa. Per farlo, impongono molte tasse, tra cui la durissima tassa sul macinato (sul pane), che colpisce i più poveri e causa molte proteste; - potenziare le infrastrutture: iniziano a costruire strade e ferrovie - completare l'Unità: annettono il Veneto (1866) e Roma (1870), ponendo fine al potere temporale del Papa (la Questione Romana). - combattere il brigantaggio: per farlo reagiscono con la forza. Il problema viene risolto militarmente, ma la repressione non affronta le cause profonde del fenomeno (povertà, ingiustizia sociale, mancata riforma agraria). Per questo motivo, il malcontento continua a covare, alimentando la cosiddetta Questione Meridionale.
Torino, Palazzo Carignano: il primo Parlamento.
2000
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La Questione romana
La presa di Roma risolse l'Unità d'Italia, ma non la Questione romana. Papa Pio IX si dichiarò un "prigioniero" dello Stato italiano e si rinchiuse nei Palazzi Vaticani. Rifiutò di riconoscere il nuovo Regno d'Italia. Con la Legge delle Guarentigie (1871) il governo italiano provò a risolvere la situazione con una legge unilaterale (cioè fatta solo dallo Stato italiano) che dava al Papa delle "garanzie": - gli garantiva l'inviolabilità personale (come se fosse un Re) - gli riconosceva il possesso dei palazzi del Vaticano e del Laterano - gli dava una somma di denaro all'anno (che il Papa rifiutò). Come segno di protesta, il Papa emanò il Non expedit (in latino: non è conveniente), con cui vietava ai cattolici italiani di partecipare alle elezioni politiche del Regno d'Italia. La rottura tra Stato e Chiesa fu profonda e durò quasi 60 anni, fino ai Patti Lateranensi del 1929 (sotto Mussolini), che crearono il piccolo Stato indipendente della Città del Vaticano, risolvendo definitivamente la Questione Romana.
Vittorio Emanuele II re d'Italia
Il primo parlamento italiano si riunisce a torino
Il 17 marzo, in seguito all'annessione delle regioni centrali con voto plescibitario, Vittorio Emanuele II proclama la fondazione del Regno d'Italia, con capitale Torino. Anziché emanare una nuova Costituzione, il re estende a tutta l'Italia lo Statuto albertino e la legge elettorale del vecchio regno di Sardegna (suffragio censitario). L'Italia non è ancora quella di oggi: mancano il Veneto, il Trentino, il Friuli (governati ancora dall'Austria) e il Lazio (ancora Stato della Chiesa).
L'uomo dal "doppio volto"
Giovanni Giolitti è dapprima ministro degli Interni e poi è più volte Presidente del Consiglio dei Ministri. Riforme sociali: - ammette il diritto di sciopero - tutela il lavoro femminile e minorile - stabilisce l'intervento statale a favore della scuola pubblica - estende l'obbligo di istruzione a 12 anni - introduce il suffragio universale maschile - crea l'Istituto Nazionale delle Assicurazioni (INA) e l'ispettorato del lavoro, che controlla il rispetto delle norme sul lavoro Politica interna: - nazionalizza la rete ferroviaria - promuove il "decollo industriale" nelle città del Nord (il triangolo industriale Genova-Milano-Torino) si sviluppano settori chiave come la siderurgia, l'elettricità, e l'automobilismo (nasce la FIAT) - nel Sud, più arretrato, promuove interventi pubblici per lo sviluppo dell'agricoltura e per la costruzione di infrastrutture e di zone industriali, ma l'economia meridionale resta arretrata (cresce l'emigrazione) Politica estera: per ottenere il consenso dei nazionalisti, riprende l'espansione coloniale e nel 1911 dichiara guerra all'Impero Ottomano per la conquista della Libia. Dopo un anno di guerra, l'Italia ottiene la Libia e le isole del Dodecaneso (Pace di Losanna, 1912). L'impresa è molto costosa, in termini sia economici sia di vite umane, e la Libia (definita da alcuni come un "brutto affare" o uno "scatolone di sabbia") non porta i vantaggi economici sperati.
Il Regno di Sardegna vuole diventare una potenza europea
Cavour, presidente del Consiglio dei Ministri, avvia la modernizzazione del Regno di Sardegna: - abolisce i dazi sul grano all'interno del Regno - abolisce le barriere doganali con l'estero e conclude una serie di trattati commerciali con Francia, Belgio, Inghilterra per esportare i prodotti piemontesi - con una riforma fiscale che colpisce i redditi più alti ricava denaro per le casse statali - con questo denaro realizza per lavori pubblici come canali, porti e ferrovie e potenzia l'industria siderurgica e meccanica in Liguria - ottiene l'alleanza della Francia fornendo truppe piemontesi per la guerra in Crimea.