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Le conseguenze della pace

Giacomo Bettini

Created on October 19, 2025

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Transcript

Le conseguenze della pace

...quando la tragedia fu in grado di trasformarsi in forza di cambiamento globale

La Geopolitica

PROSPETTIVA 1

La geopolitica e le tensioni internazionali

Le conseguenze geopolitiche della fine del conflitto furono immediate e di lungo periodo, arrivando a plasmare crisi ancora attuali:

declino europe0

I paesi europei che erano stati coinvolti dalla guerra si trovarono in una condizione mai vista prima d'ora: ▪ Stati sia vincitori che vinti erano gravati da ingenti debiti contratti per finanziare lo sforzo bellico. ▪ Stati Uniti, Russia e Giappone rafforzarono la loro posizione come nuove potenze economiche e militari, spostando il centro del potere globale.

il wilsonismo e la sua fine

Alla fine della guerra presero forma un complesso di principî teorici elaborati da Thomas Woodrow Wilson volto verso una maggiore giustizia sociale, una pace perpetua e di una attiva cooperazione tra i popoli. Con questi principi si assegnava all’America la responsabilità di farsi mediatrice e garante di pace nell’Europa agitata da guerre e divisioni.

L’ordine internazionale associato al presidente americano Wilson è giunto al capolinea. Questo anche in relazione alle nuove prospettive introditte dal presidente Trump.

Processi di decolonizzazione...

Gli imperi coloniali entrarono in crisi e questo perché: ▪ La guerra logorò gli imperi europei (alimentando nelle colonie le aspettative di autonomia per il contributo dato allo sforzo bellico. ▪ Le idee espresse da Wilson nei Quattordici punti favorirono la nascita dei primi movimenti nazionalisti gettando le basi ideologiche dei processi di decolonizzazione che si svilupperanno nel corso del XX secolo.

Origini del conflitto arabo israeliano

La dissoluzione dell'Impero Ottomano, portò alla ridefinizione dei confini in Medio Oriente. Il conflitto israelo-palestinese che fu una conseguenza diretta della spartizione delle terre arabe ottomane tra Francia e Gran Bretagna tramite:

  • l'Accordo Sykes-Picot (1916) e
  • della Dichiarazione di Balfour (1917), che espresse il favore britannico per un "focolare nazionale" ebraico in Palestina.

La crisi delle istituzioni internazionali

La Società delle Nazioni (SDN) fu istituita dal Trattato di Versailles nel 1919 con l'obiettivo di mantenere la pace internazionale. Il suo fallimento nel prevenire le aggressioni delle grandi potenze negli anni '30 e la mancanza di adesione degli Stati Uniti e di altre potenze (Germania, Russia inizialmente) ne minarono la credibilità. Per questo nacque l'ONU. Le polarizzazioni ed egoismi che misero in crisi la SDN oggi sembrano ritornare a minare gli organismi internazionali

Mondo balcanico

La Jugoslavia fu un prodotto della Grande Guerra. Dalla sua dissoluzione (1991) emerge la persistente divisione etnica sull'interpretazione del passato che alimenta la forma politica attuale, un retaggio dei conflitti più recenti (anni '90) ma con radici nel nazionalismo emerso con la crisi degli imperi.

L'economia e politica

PROSPETTIVA 2

Debito Pubblico e Ruolo degli Stati Uniti

Per far fronte alle spese belliche, gli stati europei aumentarono le tasse e si indebitarono massicciamente, in particolare nei confronti degli Stati Uniti, l'unica potenza con risorse sufficienti. Questo ha segnato l'inizio della supremazia economica globale degli USA

Crisi dello Stato Liberale e Politica di Massa

L'esperienza bellica generò una profonda diffidenza nei confronti dello Stato liberale che aveva mandato intere generazioni al massacro. La vita politica si sposta dai salotti alle piazze, con la diffusione delle manifestazioni pubbliche e l'importanza delle organizzazioni di massa

Democrazia Autoritaria e populismo

Per la prima volta, dopo la Prima Guerra Mondiale si vedono le espressioni dei movimenti nazional-populisti moderni, che vincono tramite libere elezioni ma "sfigurano la democrazia rappresentativa e pluralistica". Questo modello cerca di dare stabilità politica placando le masse sul presupposti corporativisti e tecnocratici in risposta alla crisi dei sistemi parlamentari

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