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ALZHEIMER

albe

Created on October 18, 2025

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Transcript

LA MALATTIA DI

ALZHEIMER

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Descritta per la prima volta nel 1906 dal neuropsichiatra tedesco Alois Alzheimer

Auguste Deter

  • prima paziente e aveva 51 anni
  • Manifestava perdita di memoria, cambaimento del carattere, delirio di gelosia e incapacità di provvedere alle cure domestiche

"Smetti di conoscerti, dimentichi chi sei, chi ami, perdi la tua identità, la tua memoria. Resta solo uno sguardo assente, perso nel vuoto. L’Alzheimer."

-Fabrizio Caramagna

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CHE COS'E' L'ALZHEIMER?

  • E' la forma più comune di demenza
  • Si tratta di una malattia neurodegenerativa a decorso cronico e progressivo
  • E' un disturbo cognitivo e comportamentale che si sviluppa nel corso di alcuni anni
  • "Ruba i ricordi" -> perdita funzionamento cerebrale

BASI BIOLOGICHE

  • Alterazione del metabolismo della proteina APP (precursore dell’amiloide).
  • Formazione di placche di beta-amiloide tra i neuroni → neurotossicità.
  • Presenza di grovigli neurofibrillari dovuti alla proteina Tau.
  • Conseguenza: morte neuronale e atrofia cerebrale progressiva.

LE AREE CEREBRALI COINVOLTE

  • Inizio: Ippocampo → memoria a breve termine.
  • Progresso: Aree parietali → orientamento spaziale.
  • Fase avanzata: Aree frontali → comportamento e giudizio.
  • Altri coinvolgimenti: cervelletto e strutture sottocorticali.

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riserva cognitiva

Mantenere attività mentale e curiosità intellettuale.

Controllo dei fattori di rischio cardiovascolare.

Esercizio fisico regolare.

Vita sociale attiva.

Dieta equilibrata (stile mediterraneo).

i sintomi

avanzati

intermedi

INIZIALI

  • Peggioramento della memoria e del linguaggio.
  • Confusione crescente, disorientamento anche in luoghi familiari.
  • Allucinazioni, deliri, agitazione (BPSD).
  • Necessità di supervisione quotidiana.
  • Difficoltà di memoria recente.
  • Disorientamento spazio-temporale.
  • Difficoltà nel linguaggio e nella pianificazione.
  • Apatia, ansia o depressione.
  • Perdita di interesse per attività abituali.
  • Linguaggio quasi assente.
  • Mancato riconoscimento dei familiari.
  • Dipendenza totale nelle attività di base.
  • Immobilità, difficoltà di deglutizione, incontinenza.
  • Assistenza continua 24/7 necessaria.

LA DIAGNOSI E I STRUMENTI

  • Risonanza Magnetica (RM) → mostra l’atrofia cerebrale.
  • PET → rileva placche amiloidi e proteina Tau.
  • Analisi del liquido cerebrospinale → biomarcatori precisi.
  • Nuove ricerche su test del sangue più semplici e precoci.
  • Osservazione clinica e test cognitivi (MMSE).
  • Raccolta di informazioni dai familiari.
  • Diagnosi differenziale per escludere altre demenze.
  • Ritardo medio: fino a 2 anni tra i primi sintomi e la diagnosi.
  • l’Alzheimer oggi non è più visto solo come “una malattia dei neuroni”, ma come un problema complesso che coinvolge geni, metabolismo, immunità e microbioma.
  • Nuove linee di ricerca su genetica, infiammazione, microbioma e metabolismo.
  • Approccio “multifattoriale”: si studia come diversi meccanismi interagiscono tra loro.
  • Sempre più uso di intelligenza artificiale per analizzare grandi quantità di dati biologici e predire chi svilupperà la malattia.
  • Obiettivo: passare da “cura dei sintomi” a prevenzione e medicina personalizzata.

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nuove frontiere

  • Nuove ricerche mostrano che alcuni segni biologici dell’Alzheimer possono comparire già dai 20 anni, molto prima dei sintomi.
  • Nei giovani adulti sono stati rilevati biomarcatori infiammatori (come interleuchine 6 e 8) associati a lievi cali cognitivi.
  • Obiettivo futuro: intervenire precocemente con strategie di prevenzione e monitoraggio personalizzato.

Sacks ha documentato casi in cui le canzoni familiari potevano far riemergere ricordi e un senso di sé nei pazienti con Alzheimer e altre forme di demenza, anche quando le altre forme di memoria erano compromesse.

Il ruolo del microbioma intestinale

  • Sempre più studi collegano l’Alzheimer a alterazioni della flora intestinale, che influenzano infiammazione e metabolismo cerebrale.
  • Si ipotizza che un intestino “infiammato” possa favorire la produzione di proteine tossiche nel cervello.
  • Le ricerche esplorano l’uso di probiotici, dieta e trapianto di microbiota per proteggere le funzioni cognitive.
  • Questo tema si lega perfettamente anche alle ricerche del Mario Negri sull’asse intestino-cervello.!

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L’impatto sociale

  • Coinvolge non solo il malato ma tutta la famiglia.
  • I caregiver affrontano stress, isolamento e burnout.
  • Alti costi sanitari e sociali (RSA, assistenza domiciliare).
  • Necessità di reti di supporto e formazione.

+ INFO

curiosità sul alzheimer

  • I ricordi emotivi resistono più a lungo
  • La musica e la memoria sono collegate
  • La creatività
  • La malattia non colpisce interamente e nello stesso modo
  • Le abitudini aiutano la persona affetta dalla malattia
  • Esistono “alzheimer positivi”
  • Fisicamente il cervello si “rimpicciolisce”
  • Gli odori, i profumi sono importanti
  • Il sonno è importantissimo
  • Non è una malattia dell’età

SITOGRAFIA

  • https://salute.regione.emilia-romagna.it/assistenza-ospedaliera/file-cci/scala-mmse-mini-mental-state-examination-cartella-clinica-integrata/@@download/file/24%20MMSE.pdf
  • https://www.alzint.org/
  • https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2025/02/alzheimer-29c29212-d6a4-47ea-bcc8-18e7ce189f0c.html
  • https://www.marionegri.it/magazine/alzheimer
  • https://www.alzheimer-schweiz.ch/it/auguste/auguste/translate-to-italiano-detail/auguste-la-prima-paziente-affetta-da-demenza
  • https://www.humanitas.it/malattie/alzheimer/
  • https://www.epicentro.iss.it/alzheimer/
  • https://www.hsr.it/news/2025/marzo/malattia-alzheimer-storia-cura-ricerca
  • Musicofilia, Oliver Sacks
  • https://www.nationalgeographic.it/alzheimer-un-nuovo-studio-apre-alla-diagnosi-precoce-gia-a-partire-dai-20-anni
  • https://youtu.be/G6IxkCHIsKI?si=2S1t8NT77AOuGc9Y

GRAZIE PER L'ATTENZIONE!

Assoni Alessandro, Beretta Noemi, Izzo Noemi Ginevra e Rota Ilaria

Il ruolo del caregiver

  • Gestisce l’assistenza quotidiana (igiene, alimentazione, sicurezza).
  • Spesso con scarso sostegno psicologico o economico.
  • Fondamentale promuovere:
1. Gruppi di aiuto e ascolto2. Formazione specifica3. Supporto sociale e sanitario integrato

L'ai nella diagnosi precoce

  • L’IA analizza immagini cerebrali, biomarcatori e dati genetici per identificare precocemente i segnali della malattia.
  • Nuovi algoritmi riescono a distinguere lievi cambiamenti nella struttura del cervello non visibili all’occhio umano.
  • Esempio: progetti europei e italiani che integrano IA + risonanza magnetica + dati clinici per una diagnosi sempre più precoce e precisa.
  • Attualmente, non esistono cure per l'Alzheimer. Le terapie disponibili servono solo ad alleviare i sintomi.
  • L'Alzheimer è considerata un'emergenza del futuro a causa della rapida diffusione.
  • Nel mondo, ci sono circa 47 milioni di persone colpite da questa patologia.
  • Questa cifra è destinata a salire vertiginosamente, raggiungendo i 131 milioni di malati entro il 2050.
  • In Europa, i malati sono circa 10 milioni, ma si prevede che raddoppieranno quasi (fino a 18,6 milioni) entro il 2050.
  • La crescita maggiore è attesa in Asia e nei paesi a reddito basso (dove si stima un aumento del 239%).
Fonte: Alzheimer’s Disease International (ADI)

l’asse intestino-cervello

  • Anno: 2025.
  • Ricercatori: Mario Negri Milano (coord. Claudia Balducci) + Istituto di Nanotecnologia CNR (coord. Alessia Cedola).
  • Cosa hanno scoperto: utilizzando la tomografia a contrasto di fase a raggi X (XPCT) è stato possibile osservare alterazioni strutturali e cellulari dell’intestino in modelli animali della malattia di Alzheimer, suggerendo che il danno intestinale può precedere o influenzare il danno cerebrale.
  • Implicazioni: rafforza l’idea che la malattia di Alzheimer non sia soltanto una patologia “cerebrale isolata”, ma coinvolga anche l’asse intestino-cervello, aprendo nuovi possibili bersagli terapeutici non cerebrali.