Arte Romana
Arte Romana
Indice
Linea del Tempo
Introduzione
L'arco e la volta
Il Pantheon
La templistica
L'Architettura onoraria
L'Architettura di svago
L'Architettura abitativa
La scultura
Arte Romana
Arte Romana
L’arte romana assume una chiara funzione politica e sociale: esalta la virtus, la grandezza di Roma. Tuttavia non ebbe subito un ruolo importante nella civiltà romana: i primi reperti risalgono solo agli ultimi secoli della repubblica. Inizialmente infatti ogni sforzo è indirizzato all’organizzazione statale e alla messa a punto della macchina bellica. Solo la conquista della Magna Grecia e poi della Grecia nel 146 a. C. avvicinò i romani all'arte.
Arte Romana
Il poeta latino Orazio scrisse “Graecia capta ferum vincitorem cepit” (la Grecia conquistata conquista sua volta il vincitore), ma l'atteggiamento dei romani fu all'inizio alquanto contradditorio:
tendenza italica
tendenza grecofila
Dall'altra c'era chi, aprendosi alla bellezza dell'arte greca, iniziò a collezionarne appassionatamente le opere, facendo nascere quello che viene definito collezionismo eclettico o chiedendone copie e chiamando artisti greci per realizzare opere su commissione.
I romani condannavano (almeno in pubblico) il corrotto piacere prodotto dall'arte, per esaltare le abitudini, il carattere forte e lo spirito pratico e orgoglioso delle loro origini
Arte Romana
tendenza italica
tendenza grecofila
Le due tendenze porteranno l’arte romana ad una originalità e una piena autonomia da quella greca, sebbene in qualche modo derivi da questa. Importante: L'arte romana è un arte essenzialmente anonima, dovendo celebrare lo Stato e non il singolo committente.
Arte Romana
L’architettura è l'arte nella quale si manifesta maggiormente la peculiarità dell'arte romana:E' la più funzionale e la più “utile” tra le arti.Grazie ad essa Roma ha la possibilità di creare infrastrutture pubbliche in tutto il suo territorio utilizzando tecniche già note, come l’arco e la volta utilizzate con originalità.
Arte Romana
Se l'architettura greca si basava sul sistema trilitico, quella romana è impostata sull'arco e sulla volta e si definisce sistema archivoltato
Arte Romana
Grazie all'arco, e alle volte che dalla sua successione derivano, si creano ambienti di ampiezze mai viste prima e con mura dal grande spessore per contrastare le spinte.Per realizzare gli edifici si costruiscono talvolta macchine da cantiere molto complesse.
Rilievo della tomba degli Haterii, fine del I secolo d.C. Marmo. Città del Vaticano, Musei Vaticani
Arte Romana
L’arco a tutto sesto (già in uso presso gli Etruschi) e le strutture da questo derivate (la volta a botte e la cupola semisferica) costituiscono la vera grande innovazione architettonica dei romani.
Arte Romana
costruzione dell'arco
Arte Romana
Grazie all'arco, e alle volte che dalla sua successione derivano, si creano ambienti di ampiezze mai viste prima e con mura dal grande spessore per contrastare le spinte.
Il materiale più usato per le coperture, dette volte, è il calcestruzzo (malta+pietrame) e si costruiscono macchine molto complesse per la realizzazione degli edifici
costruzione dell'arco
Arte Romana
Esempio di volta anulare (non di epoca romana)
Arte Romana
Volta a padiglione
Volta a Crociera
Volta a Botte
Schema di archi e volte
Arte Romana
La pozzolana era una sabbia vulcanica molto comune nella zona di Pozzuoli, vicino a Napoli.
sabbia (o pozzolana)
Acqua
Calce
Malta
Ghiaia, pietre, pezzi di mattone ecc.
Calcestruzzo
costruzione dell'arco
Arte Romana
Opus incertum
Opus reticulatum
Opus vittatum
Opus testaceum
Opus spicatum
Opus mixtum
Schema di archi e volte
Arte Romana
La struttura delle città romane si basa sugli accampamenti militari (castra), con pianta quadrata, e divisi in settori da due strade perpendicolari: il cardo (da nord a sud) e il decumano (est-ovest). Il territorio intorno alle città fu diviso in centurie (a formare 100 appezzamenti più piccoli)
Schema di archi e volte
Arte Romana
L'architettura templare romana utilizza le forme greche e etrusche, sommando ad essa elementi caratteristici della loro architettura e dando luogo a forme originali.
Dai greci, tra le forme più utilizzate, presero il tempio monoptero (tempio di Vesta), il tempio prostilo (Tempio di Antonino), il tempio periptero (Tempio dei Diòscuri).
Tempio di Vesta
Tempio di Antonino
Tempio dei Diòscuri
Arte Romana
abside
La forma del tempio mutò a partire dalla seconda metà del I secolo a.C, dotandosi di una originale componente, l'abside, come nel tempio di Marte Ultore. Il tempio era detto anche sine postico, ossia senza lato posteriore, perché privo del 4° lato del giro di colonne e dell'opistodomo.La presenza dell'abside, utilizzato per accogliere la statua della divinità, rende assiale la struttura dell'edificio
Tempio di Marte Ultore
Arte Romana
Dall'unione di tempio etrusco e greco si sviluppa il più antico tempio romano noto, risalente al 509 a.C.(data di fine della monarchia), poi ricostruito nel 69 a.C. e dedicato a Giove, Minerva e Giunone, il tempio della Triade Capitolina. Rispetto al tempio etrusco ha colonnati anche sui lati lunghi (per omologia con quelli greci). Le decorazioni erano in terracotta, come nei templi etruschi.
Ricostruzione del Tempio della Triade Capitolina, Museo della Civiltà Romana.
Arte Romana
Il tempio, costruito alla fine del II secolo a.C., è un tempio circolare periptero di ordine corinzio, l’ordine preferito dai Romani. Nella forma attuale non è conservata la trabeazione.
Tempio di Ercole Vincitore (detto Tempio di Vesta) attribuito a Ermodòro di Salamina di Cipro, II sec. a.C.
Arte Romana
Tempio di Portuno (detto Tempio della Fortuna Virile), II-I secolo a.C.
Arte Romana
Pantheon
Il Pantheon, come lo conosciamo, nasce su un precedente tempio (in pianta in giallo), realizzato sotto Agrippa, amico, collaboratore e poi genero di Augusto, nel 27 a.C., completamente distrutto da un incendio.
L'iscrizione, che è stata conservata, ricorda quell'edificio:
„M. Agrippa L. F. Cos. Tertium fecit” è da sciogliere in “Marcus Agrippa Luci filius consul tertium fecit” ed è da tradurre in “Lo costruì Marco Agrippa, figlio di Lucio, nell'anno del suo terzo consolato”
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
ingresso
27 a. C.
Pantheon di Agrippa
incendio
112/115 a. C.-124 d. C
Apollodoro di Damasco
Pantheon di Adriano
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
La successiva costruzione riutilizzò le fondamenta del precedente tempio, secondo un criterio di risparmio.Iniziato alla fine del regno di Traiano e portato a termine sotto Adriano, è attribuito ad Apollodoro di Damasco. La facciata del Pantheon è octastila, con 8 colonne corinzie, in granito liscio grigio all'esterno e rosa all'interno, di provenienza egizia. Il pronao è collegato alla rotonda da un avancorpo rettangolare.
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
L'ingresso avveniva attrraverso una piazza che permetteva di ammirare solo la facciata, convenzionale e non originale del tempio, solo superando il pronao si poteva apprezzare la notità della costruzione.
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
La cella circolare è preceduta da un profondo pronao. Ha un diametro di 43,21 metri ed è coperta da una cupola emisferica cassettonata, aperta al centro da un finestrone, detto oculo, di 9 metri di diametro. Nello spessore murario si aprono nicchie alternativamente rettancolari e semicircolari, una più profonta, in asse con l'ingresso è l'abside.
abside
cella
Nicchie
pronao
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
L'altezza delle colonne era, probabilmente più alta, a raccordare pronao e rotonda un avancorpo.
L'oculo ha il compito di fare entrare aria e luce; non essendo schermato da vetri, consente alla pioggia di penetrare all’interno della costruzione. La cupola del Pantheon è, ancora oggi, una delle cupole in muratura più grandi del mondo.
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
Il corpo cilindrico (tamburo) ha uno spessore di 6 metri circa, ed è scavato da nicchie alternativamente rettangolari e semicircolari, alternate ad edicole. Al di sopra corre una trabeazione anulare.
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
Tecnica di realizzazione della struttura portante del Pantheon
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
Il tempio è dedicato alle 7 divinità planetarie: Sole, Luna, Venere, Saturno, Giove, Mercurio e Marte. L’edificio venne consacrato alla Vergine (Santa Maria ad Màrtyres) nel 609. E' per questo ci è pervenuto pressoché integro non avendo subito le devastazioni a cui furono sottoposti tutti gli altri templi pagani dopo l’anno 391, quando l’imperatore Teodosio (347-395) ne decretò la definitiva chiusura.
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
Le proporzioni interne sono quelle di una sfera: il diametro della cella (43,44 m) è pari alla sua altezza, ma all'esterno il profilo della cupola appare ribassato, cioè minore di mezza sfera, per il massiccio rinfianco, cioè l’appesantimento della parte più esterna della cupola per “verticalizzare” le spinte orizzontali che potrebbero far collassare il tamburo. La cupola è realizzata in calcestruzzo nella cui composizione, via via che ci si avvicina alla sommità, sono presenti materiali sempre più leggeri (dal travertino iniziale fino alla leggerissima pomice nella parte più alta).
rinfianco
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
L'oculo dal diametro di quasi 9 m., costituisce l’unica fonte di luce.
All'interno i 28 cassettoni quadrangolari alleggeriscono la struttura (sono infatti degli incavi nello spessore della cupola stessa), e la rendono più resistente attraverso la griglia di nervature che vanno formare, ma il 28 ha anche un valore simbolico in quanto considerato numero perfetto.
Pioggia di petali sul Pantheon
Il Pantheon spiegato da Alberto Anela
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
Questo tempio deve essere concepito alternativamente e misteriosamente come un spazio aperto e come uno spazio chiuso come se fosse un quadrante astrologico. Le ore faranno il loro giro su quella volta così laboriosamente pulita da artigiani greci; il disco della luce del giorno resterà sospeso come uno scudo d’oro; la pioggia formerà una piscina pulita sul pavimento sotto l’oculo, le preghiere saliranno come fumo verso il vuoto dove noi poniamo gli Dei”. L’imperatore Adriano sottolinea il rapporto del Pantheon con la luce e la sua capacità di „costruire“ lo spazio.
"La mia intenzione è che questo santuario per tutti gli Dei riproduca la somiglianza del globo terrestre e delle sfere dei pianeti. La cupola deve rivelare il cielo attraverso una grande apertura al centro, mostrando alternativamente luce ed ombra"
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
L'Architettura Onoraria
L'architettura onoraria per eccellenza è l'arco di trionfo, utilizzato fin dall'età repubblicana, ma che vide i suoi esiti più importanti in età imperiale. L'apertura è detta fornice
Arco di Augusto, Rimini, 27 a. C.
Arte Romana
Arco di Traiano, Benevento, 114-120 d. C.
Arco di Tito, Roma, 80-85 d.C.
Arco di Adriano, Gerasa (Giordania), ca 129/130 d.C.
Arco di Costantino, Roma, 315 d. C.
Arte Romana
Principio della concatenazione
Nei monumenti romani più importanti,(archi di trionfo, teatri, anfiteatri) nei quali le dimensioni richiedevano comunque l’impiego dell’arco e della volta i romani ricorrevano alla “concatenazione”, ossia all’associazione formale del sistema trilitico (semicolonne + trabeazione sovrastante) con quello architravato.
Arte Romana
L'Architettura per lo svago e i giochi
Teatro greco
La cavea del teatro greco (koilon), accoglie il pubblico su gradinate parzialmente ricavate nella roccia, ha una forma che generalmente oltrepassa il semicerchio (per consentire la massima visibilità e una buona acustica) e si addossa ad un pendio naturale, ai lati ha ali costruite artificialmente e sostenute da muri: uno o più corridoi ad arco di cerchio (diazomata) la dividono in zone semicircolari, divise in cunei (kerkides) da scalette radiali (klimakes), che permettono agli spettatori di prendere posto.
Schema del teatro greco
Arte Romana
Anfiteatro, fine I e inizio II secolo d.C., Cagliari
Arte Romana
Mentre i greci addossavano la cavea del loro teatro a degli avvallamenti del terreno, i romani, grazie all’uso dell’arco in sequenza, potevano realizzare anche teatri completamente emersi dal terreno, quindi anche in pianura.La struttura interna non cambia molto ma si aggiunge una scaenae frons grandiosa e scenografica.
Teatro Greco
Teatro Romano
Schema del teatro greco
Arte Romana
A permettere la costruzione dei teatri è l'utilizzo di archi, volte a botte e volte anulari, oltre che del calcestruzzo.
Gli archi seguono uno schema ripetuto in diverse tipologie edilizie (acquedotti, teatri, archi trionfali ecc) che è quello dell'arco retto da pilastri a cui vengono addossate delle semicolonne. L'arco è sormontato da una trabeazione appena al di sopra o tangente al cervello (il punto più alto) dell'arco.
Arte Romana
Augusto nell'11 a.C. completa il teatro dedicato al nipote e genero Marcello morto nel 23. Si tratta di uno dei più antichi teatri romani in pietra.All’esterno gli ordini architettonici seguono la sequenza: dorico (o tuscanico) – ionico - corinzio (in questo caso non presente perché occupato dal palazzo Orsini (ex Savelli).
Teatro di Marcello, inaugurato nell'11 a. C., Roma
Arte Romana
L'Anfiteatro Flavio
Voluto da Vespasiano (della dinastia dei Flavi) per restituire alla città le aree occupate dalla Domus Aurea di Nerone, fu completato dal figlio di Vespasiano, Tito e, in seguito, modificato da Diocleziano. Fu costruito in soli 10 anni, da 4 squadre operanti in 4 canteri coordinati.
Teatro di Marcello, inaugurato nell'11 a. C., Roma
Arte Romana
Viene chiamato Colosseo sia per le enormi dimensioni, sia per la vicina statua colossale di Nerone, rappresentato con le sembianze del dio Sole.
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
Il Colosseo presenta una pianta ellittica, con un perimetro che raggiunge i 527 m e assi che misurano 187,5 e 156,5 m. La sola arena, all’interno, misura 86 × 54 m.L’arena, al centro, dove si svolgevano gli spettacoli, è circondata dalle gradinate della cavea, dove sedevano gli spettatori.
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
All’esterno la facciata è scandita da 80 arcate sovrapposte su tre ordini e chiuse, all'ultimo livello, da una parete continua sulla quale sono visibili le mensole.
Attico
Ordine Corinzio
Principio della Sovrapposizione degli ordini
Ordine Ionico
Ordine Tuscanico
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
La struttura è composta da setti radiali e corridoi interni ad anelli concentrici coperti da volta a botte anulare e volte a crociera.
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
La struttura portante è in tufo e opera cementizia per le volte e alcuni settori, all'esterno è ricoperto dal travertino.I blocchi di travertino erano resi più stabili con perni metallici, asportati in epoca medievale
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
Dopo l'inaugurazione dell'80, Domiziano ne fece scavare i sotterranei, cosa che di fatto impedì lo svolgimento di naumachie. Abbandonato nel VI secolo, la sua demolizione si interruppe solo nel 1675, quando fu dedicato alla memoria dei martiri cristiani.
Velario
Antenne lignee
mensole
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
Disponeva di ingressi numerati, che convogliavano il pubblico nei vari settori (vomitoria).4 ingressi erano riservati ai magistrati, alle vestali e agli ospiti d'onore, mentre uno era prerogativa dell'Imperatore, che aveva anche una tribuna riservata.
Arte Romana
Schema della suddivisione in maeniana (gallerie), ordinate in base al censo e al genere.
Arte Romana
Le opere l'arte o come bottino di guerra o come prodotto delle botteghe artigiane greche e dell'Asia minore arrivarono a Roma, sovrapponedosi alla tradizione artistica romana.
Arte Romana
LE Domus
La domus, tipica casa patrizia, doveva essere, in primo luogo, dotata di spazi di rappresentanza.Essendo le strade molto rumorose, tutti gli spazi erano volti all'interno della costruzione, e sui muri esterni avevano poche o nessuna apertura.
Un piccolo ingresso (fauces) conduce ad un ambiente di passaggio e di attesa, il vestibulum. Uno degli spazi più caratteristici è l'atrium con un bacino quadrangolare per la raccolta delle acque piovane (impluvium) coperto da quattro falde spioventi verso l’interno (compluvium).
Arte Romana
LE Domus
Intorno sono i cubicula, le camere da letto.La parte più intima e riservata è quella retrostante, l’hortus, giardino circondato da colonne (peristilium). In fondo all’atrium si trova il tablinum, luogo dove il padrone di casa riceveva i clientes, mentre gli ospiti di riguardo stavano con lui nel triclinium, la sala da pranzo, con lettini accostati ai lati del tavolo.
Arte Romana
LE Insulae
Spesso erano vere e proprie speculazioni edilizie: il costruttore cercava di ricavarne più alloggi possibili per riscuotere il maggior numero di affitti. Ogni insula poteva contenere anche 200 abitanti. Erano abitazioni così insicure e malsane che Augusto arrivò a proibire la costruzione di edifici più alti di 20 m.Nel II sec. d.C. a Roma c’erano più di 46.000 insulae mentre le domus erano circa 1.800.
Le Insulae erano le abitazioni della popolazione.
Arte Romana
La ritrattistica
Arte greca
Arte Romana
Il ritratto si afferma nell'età ellenistica (non prima!)- I soggetti sono sempre personaggi famosi o potenti.- Il volto è quasi impersonale, con atteggiamenti generalizzati.
Il ritratto fa parte della cultura romana fin dalle origini.- la statuaria romana cerca soprattutto la rassomiglianza.- forse nasce dal culto che i patrizi romani rendevano ai propri antenati.
Arte Romana
Imagines Maiorum
Le famiglie patrizie ricavavano maschere di cera dal viso dei defunti. Queste che venivano poi conservate in armadi molto visibili, nell'atrium della casa, per ricordare la persona cara e perché questa fosse di esempio ai più giovani. Durante i funerali dei familiari erano portate in processione dai discendenti che per corporatura più somigliavano ai defunti e che se le applicavano sul volto indossando anche i vestiti dei defunti.
Arte Romana
Togato Barberini
Si tratta di un esempio della ritrattistica tardo-repubblicana, in cui è raffigurato un nobile romano che tiene nelle mani i ritratti dei suoi antenati (la testa del togato è riadattata, per quello non mostra somiglianza con i due ritratti che regge tra le mani). È evidente il senso di orgoglio del committente dell’opera che richiese allo scultore la realizzazione di questa scultura come esaltazione della propria gens.
Togato Barberini, fine del I secolo a.C. Marmo, altezza 165 cm. Roma, Musei Capitolini (Centrale Montemartini).
Arte Romana
Già nel periodo repubblicano si inizia a formare una concezione molto originale della scultura romana e in particolare della ritrattistica, con la nascita di quelle tendenze che poi diverranno due correnti:
ritratto ellenistico
ritratto italico.
Il ritratto italico vuol essere espressione di severità e sobrietà.
Si riproducono le fattezze della persona cogliendone l'espressione che maggiormente ne evidenzi le qualità morali, a volte esasperandole per rendere il ritratto più vero e somigliante: le fattezze del corpo sono riprodotte con grande fedeltà, inclusi i difetti fisici.
Il ritratto ellenistico, che nasce dalla ritrattistica ellenistica dei principi, pur conservando i tratti fisionomici è più idealizzato e armonico. E' destinato prevalentemente ai ritratti ufficiali e cittadini meritevoli.
Arte Romana
Si tratta di un esempio della ritrattistica tardo-repubblicana, in cui è raffigurato un nobile romano che tiene nelle mani i ritratti dei suoi antenati (la testa del togato è riadattata, per quello non mostra somiglianza con i due ritratti che regge tra le mani). È evidente il senso di orgoglio del committente dell’opera che richiese allo scultore la realizzazione di questa scultura come esaltazione della propria gens.
Propaganda: Azione che tende a influire sull’opinione pubblica e i mezzi con cui viene svolta. È un tentativo deliberato e sistematico di plasmare percezioni, manipolare cognizioni e dirigere il comportamento al fine di ottenere una risposta che favorisca gli intenti di chi lo mette in atto.
Togato Barberini, fine del I secolo a.C. Marmo, altezza 165 cm. Roma, Musei Capitolini (Centrale Montemartini).
Nicchie
Nicchie
ingresso
tempio di Agrippa (genero di Augusto) realizzato nel 27 a.C.
incendio
Costruzione nuovo tempio sotto Adriano, nel 124 d. C.
ingresso
tempio di Agrippa (genero di Augusto) realizzato nel 27 a.C.
incendio
Costruzione nuovo tempio sotto Adriano, nel 124 d. C.
ingresso
tempio di Agrippa (genero di Augusto) realizzato nel 27 a.C.
incendio
Costruzione nuovo tempio sotto Adriano, nel 124 d. C.
portale di ingresso
Arte Romana
MonicaLisa Serra
Created on October 16, 2025
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Arte Romana
Arte Romana
Indice
Linea del Tempo
Introduzione
L'arco e la volta
Il Pantheon
La templistica
L'Architettura onoraria
L'Architettura di svago
L'Architettura abitativa
La scultura
Arte Romana
Arte Romana
L’arte romana assume una chiara funzione politica e sociale: esalta la virtus, la grandezza di Roma. Tuttavia non ebbe subito un ruolo importante nella civiltà romana: i primi reperti risalgono solo agli ultimi secoli della repubblica. Inizialmente infatti ogni sforzo è indirizzato all’organizzazione statale e alla messa a punto della macchina bellica. Solo la conquista della Magna Grecia e poi della Grecia nel 146 a. C. avvicinò i romani all'arte.
Arte Romana
Il poeta latino Orazio scrisse “Graecia capta ferum vincitorem cepit” (la Grecia conquistata conquista sua volta il vincitore), ma l'atteggiamento dei romani fu all'inizio alquanto contradditorio:
tendenza italica
tendenza grecofila
Dall'altra c'era chi, aprendosi alla bellezza dell'arte greca, iniziò a collezionarne appassionatamente le opere, facendo nascere quello che viene definito collezionismo eclettico o chiedendone copie e chiamando artisti greci per realizzare opere su commissione.
I romani condannavano (almeno in pubblico) il corrotto piacere prodotto dall'arte, per esaltare le abitudini, il carattere forte e lo spirito pratico e orgoglioso delle loro origini
Arte Romana
tendenza italica
tendenza grecofila
Le due tendenze porteranno l’arte romana ad una originalità e una piena autonomia da quella greca, sebbene in qualche modo derivi da questa. Importante: L'arte romana è un arte essenzialmente anonima, dovendo celebrare lo Stato e non il singolo committente.
Arte Romana
L’architettura è l'arte nella quale si manifesta maggiormente la peculiarità dell'arte romana:E' la più funzionale e la più “utile” tra le arti.Grazie ad essa Roma ha la possibilità di creare infrastrutture pubbliche in tutto il suo territorio utilizzando tecniche già note, come l’arco e la volta utilizzate con originalità.
Arte Romana
Se l'architettura greca si basava sul sistema trilitico, quella romana è impostata sull'arco e sulla volta e si definisce sistema archivoltato
Arte Romana
Grazie all'arco, e alle volte che dalla sua successione derivano, si creano ambienti di ampiezze mai viste prima e con mura dal grande spessore per contrastare le spinte.Per realizzare gli edifici si costruiscono talvolta macchine da cantiere molto complesse.
Rilievo della tomba degli Haterii, fine del I secolo d.C. Marmo. Città del Vaticano, Musei Vaticani
Arte Romana
L’arco a tutto sesto (già in uso presso gli Etruschi) e le strutture da questo derivate (la volta a botte e la cupola semisferica) costituiscono la vera grande innovazione architettonica dei romani.
Arte Romana
costruzione dell'arco
Arte Romana
Grazie all'arco, e alle volte che dalla sua successione derivano, si creano ambienti di ampiezze mai viste prima e con mura dal grande spessore per contrastare le spinte. Il materiale più usato per le coperture, dette volte, è il calcestruzzo (malta+pietrame) e si costruiscono macchine molto complesse per la realizzazione degli edifici
costruzione dell'arco
Arte Romana
Esempio di volta anulare (non di epoca romana)
Arte Romana
Volta a padiglione
Volta a Crociera
Volta a Botte
Schema di archi e volte
Arte Romana
La pozzolana era una sabbia vulcanica molto comune nella zona di Pozzuoli, vicino a Napoli.
sabbia (o pozzolana)
Acqua
Calce
Malta
Ghiaia, pietre, pezzi di mattone ecc.
Calcestruzzo
costruzione dell'arco
Arte Romana
Opus incertum
Opus reticulatum
Opus vittatum
Opus testaceum
Opus spicatum
Opus mixtum
Schema di archi e volte
Arte Romana
La struttura delle città romane si basa sugli accampamenti militari (castra), con pianta quadrata, e divisi in settori da due strade perpendicolari: il cardo (da nord a sud) e il decumano (est-ovest). Il territorio intorno alle città fu diviso in centurie (a formare 100 appezzamenti più piccoli)
Schema di archi e volte
Arte Romana
L'architettura templare romana utilizza le forme greche e etrusche, sommando ad essa elementi caratteristici della loro architettura e dando luogo a forme originali.
Dai greci, tra le forme più utilizzate, presero il tempio monoptero (tempio di Vesta), il tempio prostilo (Tempio di Antonino), il tempio periptero (Tempio dei Diòscuri).
Tempio di Vesta
Tempio di Antonino
Tempio dei Diòscuri
Arte Romana
abside
La forma del tempio mutò a partire dalla seconda metà del I secolo a.C, dotandosi di una originale componente, l'abside, come nel tempio di Marte Ultore. Il tempio era detto anche sine postico, ossia senza lato posteriore, perché privo del 4° lato del giro di colonne e dell'opistodomo.La presenza dell'abside, utilizzato per accogliere la statua della divinità, rende assiale la struttura dell'edificio
Tempio di Marte Ultore
Arte Romana
Dall'unione di tempio etrusco e greco si sviluppa il più antico tempio romano noto, risalente al 509 a.C.(data di fine della monarchia), poi ricostruito nel 69 a.C. e dedicato a Giove, Minerva e Giunone, il tempio della Triade Capitolina. Rispetto al tempio etrusco ha colonnati anche sui lati lunghi (per omologia con quelli greci). Le decorazioni erano in terracotta, come nei templi etruschi.
Ricostruzione del Tempio della Triade Capitolina, Museo della Civiltà Romana.
Arte Romana
Il tempio, costruito alla fine del II secolo a.C., è un tempio circolare periptero di ordine corinzio, l’ordine preferito dai Romani. Nella forma attuale non è conservata la trabeazione.
Tempio di Ercole Vincitore (detto Tempio di Vesta) attribuito a Ermodòro di Salamina di Cipro, II sec. a.C.
Arte Romana
Tempio di Portuno (detto Tempio della Fortuna Virile), II-I secolo a.C.
Arte Romana
Pantheon
Il Pantheon, come lo conosciamo, nasce su un precedente tempio (in pianta in giallo), realizzato sotto Agrippa, amico, collaboratore e poi genero di Augusto, nel 27 a.C., completamente distrutto da un incendio. L'iscrizione, che è stata conservata, ricorda quell'edificio: „M. Agrippa L. F. Cos. Tertium fecit” è da sciogliere in “Marcus Agrippa Luci filius consul tertium fecit” ed è da tradurre in “Lo costruì Marco Agrippa, figlio di Lucio, nell'anno del suo terzo consolato”
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
ingresso
27 a. C.
Pantheon di Agrippa
incendio
112/115 a. C.-124 d. C
Apollodoro di Damasco
Pantheon di Adriano
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
La successiva costruzione riutilizzò le fondamenta del precedente tempio, secondo un criterio di risparmio.Iniziato alla fine del regno di Traiano e portato a termine sotto Adriano, è attribuito ad Apollodoro di Damasco. La facciata del Pantheon è octastila, con 8 colonne corinzie, in granito liscio grigio all'esterno e rosa all'interno, di provenienza egizia. Il pronao è collegato alla rotonda da un avancorpo rettangolare.
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
L'ingresso avveniva attrraverso una piazza che permetteva di ammirare solo la facciata, convenzionale e non originale del tempio, solo superando il pronao si poteva apprezzare la notità della costruzione.
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
La cella circolare è preceduta da un profondo pronao. Ha un diametro di 43,21 metri ed è coperta da una cupola emisferica cassettonata, aperta al centro da un finestrone, detto oculo, di 9 metri di diametro. Nello spessore murario si aprono nicchie alternativamente rettancolari e semicircolari, una più profonta, in asse con l'ingresso è l'abside.
abside
cella
Nicchie
pronao
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
L'altezza delle colonne era, probabilmente più alta, a raccordare pronao e rotonda un avancorpo.
L'oculo ha il compito di fare entrare aria e luce; non essendo schermato da vetri, consente alla pioggia di penetrare all’interno della costruzione. La cupola del Pantheon è, ancora oggi, una delle cupole in muratura più grandi del mondo.
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
Il corpo cilindrico (tamburo) ha uno spessore di 6 metri circa, ed è scavato da nicchie alternativamente rettangolari e semicircolari, alternate ad edicole. Al di sopra corre una trabeazione anulare.
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
Tecnica di realizzazione della struttura portante del Pantheon
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
Il tempio è dedicato alle 7 divinità planetarie: Sole, Luna, Venere, Saturno, Giove, Mercurio e Marte. L’edificio venne consacrato alla Vergine (Santa Maria ad Màrtyres) nel 609. E' per questo ci è pervenuto pressoché integro non avendo subito le devastazioni a cui furono sottoposti tutti gli altri templi pagani dopo l’anno 391, quando l’imperatore Teodosio (347-395) ne decretò la definitiva chiusura.
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
Le proporzioni interne sono quelle di una sfera: il diametro della cella (43,44 m) è pari alla sua altezza, ma all'esterno il profilo della cupola appare ribassato, cioè minore di mezza sfera, per il massiccio rinfianco, cioè l’appesantimento della parte più esterna della cupola per “verticalizzare” le spinte orizzontali che potrebbero far collassare il tamburo. La cupola è realizzata in calcestruzzo nella cui composizione, via via che ci si avvicina alla sommità, sono presenti materiali sempre più leggeri (dal travertino iniziale fino alla leggerissima pomice nella parte più alta).
rinfianco
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
L'oculo dal diametro di quasi 9 m., costituisce l’unica fonte di luce.
All'interno i 28 cassettoni quadrangolari alleggeriscono la struttura (sono infatti degli incavi nello spessore della cupola stessa), e la rendono più resistente attraverso la griglia di nervature che vanno formare, ma il 28 ha anche un valore simbolico in quanto considerato numero perfetto.
Pioggia di petali sul Pantheon
Il Pantheon spiegato da Alberto Anela
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
Questo tempio deve essere concepito alternativamente e misteriosamente come un spazio aperto e come uno spazio chiuso come se fosse un quadrante astrologico. Le ore faranno il loro giro su quella volta così laboriosamente pulita da artigiani greci; il disco della luce del giorno resterà sospeso come uno scudo d’oro; la pioggia formerà una piscina pulita sul pavimento sotto l’oculo, le preghiere saliranno come fumo verso il vuoto dove noi poniamo gli Dei”. L’imperatore Adriano sottolinea il rapporto del Pantheon con la luce e la sua capacità di „costruire“ lo spazio.
"La mia intenzione è che questo santuario per tutti gli Dei riproduca la somiglianza del globo terrestre e delle sfere dei pianeti. La cupola deve rivelare il cielo attraverso una grande apertura al centro, mostrando alternativamente luce ed ombra"
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
L'Architettura Onoraria
L'architettura onoraria per eccellenza è l'arco di trionfo, utilizzato fin dall'età repubblicana, ma che vide i suoi esiti più importanti in età imperiale. L'apertura è detta fornice
Arco di Augusto, Rimini, 27 a. C.
Arte Romana
Arco di Traiano, Benevento, 114-120 d. C.
Arco di Tito, Roma, 80-85 d.C.
Arco di Adriano, Gerasa (Giordania), ca 129/130 d.C.
Arco di Costantino, Roma, 315 d. C.
Arte Romana
Principio della concatenazione
Nei monumenti romani più importanti,(archi di trionfo, teatri, anfiteatri) nei quali le dimensioni richiedevano comunque l’impiego dell’arco e della volta i romani ricorrevano alla “concatenazione”, ossia all’associazione formale del sistema trilitico (semicolonne + trabeazione sovrastante) con quello architravato.
Arte Romana
L'Architettura per lo svago e i giochi
Teatro greco
La cavea del teatro greco (koilon), accoglie il pubblico su gradinate parzialmente ricavate nella roccia, ha una forma che generalmente oltrepassa il semicerchio (per consentire la massima visibilità e una buona acustica) e si addossa ad un pendio naturale, ai lati ha ali costruite artificialmente e sostenute da muri: uno o più corridoi ad arco di cerchio (diazomata) la dividono in zone semicircolari, divise in cunei (kerkides) da scalette radiali (klimakes), che permettono agli spettatori di prendere posto.
Schema del teatro greco
Arte Romana
Anfiteatro, fine I e inizio II secolo d.C., Cagliari
Arte Romana
Mentre i greci addossavano la cavea del loro teatro a degli avvallamenti del terreno, i romani, grazie all’uso dell’arco in sequenza, potevano realizzare anche teatri completamente emersi dal terreno, quindi anche in pianura.La struttura interna non cambia molto ma si aggiunge una scaenae frons grandiosa e scenografica.
Teatro Greco
Teatro Romano
Schema del teatro greco
Arte Romana
A permettere la costruzione dei teatri è l'utilizzo di archi, volte a botte e volte anulari, oltre che del calcestruzzo.
Gli archi seguono uno schema ripetuto in diverse tipologie edilizie (acquedotti, teatri, archi trionfali ecc) che è quello dell'arco retto da pilastri a cui vengono addossate delle semicolonne. L'arco è sormontato da una trabeazione appena al di sopra o tangente al cervello (il punto più alto) dell'arco.
Arte Romana
Augusto nell'11 a.C. completa il teatro dedicato al nipote e genero Marcello morto nel 23. Si tratta di uno dei più antichi teatri romani in pietra.All’esterno gli ordini architettonici seguono la sequenza: dorico (o tuscanico) – ionico - corinzio (in questo caso non presente perché occupato dal palazzo Orsini (ex Savelli).
Teatro di Marcello, inaugurato nell'11 a. C., Roma
Arte Romana
L'Anfiteatro Flavio
Voluto da Vespasiano (della dinastia dei Flavi) per restituire alla città le aree occupate dalla Domus Aurea di Nerone, fu completato dal figlio di Vespasiano, Tito e, in seguito, modificato da Diocleziano. Fu costruito in soli 10 anni, da 4 squadre operanti in 4 canteri coordinati.
Teatro di Marcello, inaugurato nell'11 a. C., Roma
Arte Romana
Viene chiamato Colosseo sia per le enormi dimensioni, sia per la vicina statua colossale di Nerone, rappresentato con le sembianze del dio Sole.
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
Il Colosseo presenta una pianta ellittica, con un perimetro che raggiunge i 527 m e assi che misurano 187,5 e 156,5 m. La sola arena, all’interno, misura 86 × 54 m.L’arena, al centro, dove si svolgevano gli spettacoli, è circondata dalle gradinate della cavea, dove sedevano gli spettatori.
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
All’esterno la facciata è scandita da 80 arcate sovrapposte su tre ordini e chiuse, all'ultimo livello, da una parete continua sulla quale sono visibili le mensole.
Attico
Ordine Corinzio
Principio della Sovrapposizione degli ordini
Ordine Ionico
Ordine Tuscanico
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
La struttura è composta da setti radiali e corridoi interni ad anelli concentrici coperti da volta a botte anulare e volte a crociera.
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
La struttura portante è in tufo e opera cementizia per le volte e alcuni settori, all'esterno è ricoperto dal travertino.I blocchi di travertino erano resi più stabili con perni metallici, asportati in epoca medievale
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
Dopo l'inaugurazione dell'80, Domiziano ne fece scavare i sotterranei, cosa che di fatto impedì lo svolgimento di naumachie. Abbandonato nel VI secolo, la sua demolizione si interruppe solo nel 1675, quando fu dedicato alla memoria dei martiri cristiani.
Velario
Antenne lignee
mensole
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
Disponeva di ingressi numerati, che convogliavano il pubblico nei vari settori (vomitoria).4 ingressi erano riservati ai magistrati, alle vestali e agli ospiti d'onore, mentre uno era prerogativa dell'Imperatore, che aveva anche una tribuna riservata.
Arte Romana
Schema della suddivisione in maeniana (gallerie), ordinate in base al censo e al genere.
Arte Romana
Le opere l'arte o come bottino di guerra o come prodotto delle botteghe artigiane greche e dell'Asia minore arrivarono a Roma, sovrapponedosi alla tradizione artistica romana.
Arte Romana
LE Domus
La domus, tipica casa patrizia, doveva essere, in primo luogo, dotata di spazi di rappresentanza.Essendo le strade molto rumorose, tutti gli spazi erano volti all'interno della costruzione, e sui muri esterni avevano poche o nessuna apertura.
Un piccolo ingresso (fauces) conduce ad un ambiente di passaggio e di attesa, il vestibulum. Uno degli spazi più caratteristici è l'atrium con un bacino quadrangolare per la raccolta delle acque piovane (impluvium) coperto da quattro falde spioventi verso l’interno (compluvium).
Arte Romana
LE Domus
Intorno sono i cubicula, le camere da letto.La parte più intima e riservata è quella retrostante, l’hortus, giardino circondato da colonne (peristilium). In fondo all’atrium si trova il tablinum, luogo dove il padrone di casa riceveva i clientes, mentre gli ospiti di riguardo stavano con lui nel triclinium, la sala da pranzo, con lettini accostati ai lati del tavolo.
Arte Romana
LE Insulae
Spesso erano vere e proprie speculazioni edilizie: il costruttore cercava di ricavarne più alloggi possibili per riscuotere il maggior numero di affitti. Ogni insula poteva contenere anche 200 abitanti. Erano abitazioni così insicure e malsane che Augusto arrivò a proibire la costruzione di edifici più alti di 20 m.Nel II sec. d.C. a Roma c’erano più di 46.000 insulae mentre le domus erano circa 1.800.
Le Insulae erano le abitazioni della popolazione.
Arte Romana
La ritrattistica
Arte greca
Arte Romana
Il ritratto si afferma nell'età ellenistica (non prima!)- I soggetti sono sempre personaggi famosi o potenti.- Il volto è quasi impersonale, con atteggiamenti generalizzati.
Il ritratto fa parte della cultura romana fin dalle origini.- la statuaria romana cerca soprattutto la rassomiglianza.- forse nasce dal culto che i patrizi romani rendevano ai propri antenati.
Arte Romana
Imagines Maiorum
Le famiglie patrizie ricavavano maschere di cera dal viso dei defunti. Queste che venivano poi conservate in armadi molto visibili, nell'atrium della casa, per ricordare la persona cara e perché questa fosse di esempio ai più giovani. Durante i funerali dei familiari erano portate in processione dai discendenti che per corporatura più somigliavano ai defunti e che se le applicavano sul volto indossando anche i vestiti dei defunti.
Arte Romana
Togato Barberini
Si tratta di un esempio della ritrattistica tardo-repubblicana, in cui è raffigurato un nobile romano che tiene nelle mani i ritratti dei suoi antenati (la testa del togato è riadattata, per quello non mostra somiglianza con i due ritratti che regge tra le mani). È evidente il senso di orgoglio del committente dell’opera che richiese allo scultore la realizzazione di questa scultura come esaltazione della propria gens.
Togato Barberini, fine del I secolo a.C. Marmo, altezza 165 cm. Roma, Musei Capitolini (Centrale Montemartini).
Arte Romana
Già nel periodo repubblicano si inizia a formare una concezione molto originale della scultura romana e in particolare della ritrattistica, con la nascita di quelle tendenze che poi diverranno due correnti:
ritratto ellenistico
ritratto italico.
Il ritratto italico vuol essere espressione di severità e sobrietà. Si riproducono le fattezze della persona cogliendone l'espressione che maggiormente ne evidenzi le qualità morali, a volte esasperandole per rendere il ritratto più vero e somigliante: le fattezze del corpo sono riprodotte con grande fedeltà, inclusi i difetti fisici.
Il ritratto ellenistico, che nasce dalla ritrattistica ellenistica dei principi, pur conservando i tratti fisionomici è più idealizzato e armonico. E' destinato prevalentemente ai ritratti ufficiali e cittadini meritevoli.
Arte Romana
Si tratta di un esempio della ritrattistica tardo-repubblicana, in cui è raffigurato un nobile romano che tiene nelle mani i ritratti dei suoi antenati (la testa del togato è riadattata, per quello non mostra somiglianza con i due ritratti che regge tra le mani). È evidente il senso di orgoglio del committente dell’opera che richiese allo scultore la realizzazione di questa scultura come esaltazione della propria gens.
Propaganda: Azione che tende a influire sull’opinione pubblica e i mezzi con cui viene svolta. È un tentativo deliberato e sistematico di plasmare percezioni, manipolare cognizioni e dirigere il comportamento al fine di ottenere una risposta che favorisca gli intenti di chi lo mette in atto.
Togato Barberini, fine del I secolo a.C. Marmo, altezza 165 cm. Roma, Musei Capitolini (Centrale Montemartini).
Nicchie
Nicchie
ingresso
tempio di Agrippa (genero di Augusto) realizzato nel 27 a.C.
incendio
Costruzione nuovo tempio sotto Adriano, nel 124 d. C.
ingresso
tempio di Agrippa (genero di Augusto) realizzato nel 27 a.C.
incendio
Costruzione nuovo tempio sotto Adriano, nel 124 d. C.
ingresso
tempio di Agrippa (genero di Augusto) realizzato nel 27 a.C.
incendio
Costruzione nuovo tempio sotto Adriano, nel 124 d. C.
portale di ingresso