Arte Romana
Arte Romana
Indice
Linea del Tempo
Introduzione
L'arco e la volta
La templistica
Il Pantheon
L'Architettura onoraria
L'Architettura di svago
Il Colosseo
L'Architettura abitativa
La scultura
L'Ara PAcis
I Fori
La Colonna Traiana
La basilica di Massenzio
Arte Romana
Arte Romana
L’arte romana assume una chiara funzione politica e sociale: esalta la virtus, la grandezza di Roma. Tuttavia non ebbe subito un ruolo importante nella civiltà romana: i primi reperti risalgono solo agli ultimi secoli della repubblica. Inizialmente infatti ogni sforzo è indirizzato all’organizzazione statale e alla messa a punto della macchina bellica. Solo la conquista della Magna Grecia e poi della Grecia nel 146 a. C. avvicinò i romani all'arte.
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Il poeta latino Orazio scrisse “Graecia capta ferum vincitorem cepit” (la Grecia conquistata conquista sua volta il vincitore), ma l'atteggiamento dei romani fu all'inizio alquanto contradditorio:
tendenza italica
tendenza grecofila
Dall'altra c'era chi, aprendosi alla bellezza dell'arte greca, iniziò a collezionarne appassionatamente le opere, facendo nascere quello che viene definito collezionismo eclettico o chiedendone copie e chiamando artisti greci per realizzare opere su commissione.
I romani condannavano (almeno in pubblico) il corrotto piacere prodotto dall'arte, per esaltare le abitudini, il carattere forte e lo spirito pratico e orgoglioso delle loro origini
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tendenza italica
tendenza grecofila
Le due tendenze porteranno l’arte romana ad una originalità e una piena autonomia da quella greca, sebbene in qualche modo derivi da questa. Importante: L'arte romana è un arte essenzialmente anonima, dovendo celebrare lo Stato e non il singolo committente.
Arte Romana
L’architettura è l'arte nella quale si manifesta maggiormente la peculiarità dell'arte romana:E' la più funzionale e la più “utile” tra le arti.Grazie ad essa Roma ha la possibilità di creare infrastrutture pubbliche in tutto il suo territorio utilizzando tecniche già note, come l’arco e la volta utilizzate con originalità.
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Se l'architettura greca si basava sul sistema trilitico, quella romana è impostata sull'arco e sulla volta e si definisce sistema archivoltato
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Grazie all'arco, e alle volte che dalla sua successione derivano, si creano ambienti di ampiezze mai viste prima e con mura dal grande spessore per contrastare le spinte.Per realizzare gli edifici si costruiscono talvolta macchine da cantiere molto complesse.
Rilievo della tomba degli Haterii, fine del I secolo d.C. Marmo. Città del Vaticano, Musei Vaticani
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L’arco a tutto sesto (già in uso presso gli Etruschi) e le strutture da questo derivate (la volta a botte e la cupola semisferica) costituiscono la vera grande innovazione architettonica dei romani.
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costruzione dell'arco
Arte Romana
Grazie all'arco, e alle volte che dalla sua successione derivano, si creano ambienti di ampiezze mai viste prima e con mura dal grande spessore per contrastare le spinte.
Il materiale più usato per le coperture, dette volte, è il calcestruzzo (malta+pietrame) e si costruiscono macchine molto complesse per la realizzazione degli edifici
costruzione dell'arco
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Esempio di volta anulare (non di epoca romana)
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Volta a padiglione
Volta a Crociera
Volta a Botte
Schema di archi e volte
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La pozzolana era una sabbia vulcanica molto comune nella zona di Pozzuoli, vicino a Napoli.
sabbia (o pozzolana)
Acqua
Calce
Malta
Ghiaia, pietre, pezzi di mattone ecc.
Calcestruzzo
costruzione dell'arco
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Opus incertum
Opus reticulatum
Opus vittatum
Opus testaceum
Opus spicatum
Opus mixtum
Schema di archi e volte
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La struttura delle città romane si basa sugli accampamenti militari (castra), con pianta quadrata, e divisi in settori da due strade perpendicolari: il cardo (da nord a sud) e il decumano (est-ovest). Il territorio intorno alle città fu diviso in centurie (a formare 100 appezzamenti più piccoli)
Schema di archi e volte
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L'architettura templare romana utilizza le forme greche e etrusche, sommando ad essa elementi caratteristici della loro architettura e dando luogo a forme originali.
Dai greci, tra le forme più utilizzate, presero il tempio monoptero (tempio di Vesta), il tempio prostilo (Tempio di Antonino), il tempio periptero (Tempio dei Diòscuri).
Tempio di Vesta
Tempio di Antonino
Tempio dei Diòscuri
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abside
La forma del tempio mutò a partire dalla seconda metà del I secolo a.C, dotandosi di una originale componente, l'abside, come nel tempio di Marte Ultore. Il tempio era detto anche sine postico, ossia senza lato posteriore, perché privo del 4° lato del giro di colonne e dell'opistodomo.La presenza dell'abside, utilizzato per accogliere la statua della divinità, rende assiale la struttura dell'edificio
Tempio di Marte Ultore
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Dall'unione di tempio etrusco e greco si sviluppa il più antico tempio romano noto, risalente al 509 a.C.(data di fine della monarchia), poi ricostruito nel 69 a.C. e dedicato a Giove, Minerva e Giunone, il tempio della Triade Capitolina. Rispetto al tempio etrusco ha colonnati anche sui lati lunghi (per omologia con quelli greci). Le decorazioni erano in terracotta, come nei templi etruschi.
Ricostruzione del Tempio della Triade Capitolina, Museo della Civiltà Romana.
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Il tempio, costruito alla fine del II secolo a.C., è un tempio circolare periptero di ordine corinzio, l’ordine preferito dai Romani. Nella forma attuale non è conservata la trabeazione.
Tempio di Ercole Vincitore (detto Tempio di Vesta) attribuito a Ermodòro di Salamina di Cipro, II sec. a.C.
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Tempio di Portuno (detto Tempio della Fortuna Virile), II-I secolo a.C.
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Pantheon
Il Pantheon, come lo conosciamo, nasce su un precedente tempio (in pianta in giallo), realizzato sotto Agrippa, amico, collaboratore e poi genero di Augusto, nel 27 a.C., completamente distrutto da un incendio.
L'iscrizione, che è stata conservata, ricorda quell'edificio:
„M. Agrippa L. F. Cos. Tertium fecit” è da sciogliere in “Marcus Agrippa Luci filius consul tertium fecit” ed è da tradurre in “Lo costruì Marco Agrippa, figlio di Lucio, nell'anno del suo terzo consolato”
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
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ingresso
27 a. C.
Pantheon di Agrippa
incendio
112/115 a. C.-124 d. C
Apollodoro di Damasco
Pantheon di Adriano
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
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La successiva costruzione riutilizzò le fondamenta del precedente tempio, secondo un criterio di risparmio.Iniziato alla fine del regno di Traiano e portato a termine sotto Adriano, è attribuito ad Apollodoro di Damasco. La facciata del Pantheon è octastila, con 8 colonne corinzie, in granito liscio grigio all'esterno e rosa all'interno, di provenienza egizia. Il pronao è collegato alla rotonda da un avancorpo rettangolare.
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
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L'ingresso avveniva attrraverso una piazza che permetteva di ammirare solo la facciata, convenzionale e non originale del tempio, solo superando il pronao si poteva apprezzare la notità della costruzione.
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
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La cella circolare è preceduta da un profondo pronao. Ha un diametro di 43,21 metri ed è coperta da una cupola emisferica cassettonata, aperta al centro da un finestrone, detto oculo, di 9 metri di diametro. Nello spessore murario si aprono nicchie alternativamente rettancolari e semicircolari, una più profonta, in asse con l'ingresso è l'abside.
abside
cella
Nicchie
pronao
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
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L'altezza delle colonne era, probabilmente più alta, a raccordare pronao e rotonda un avancorpo.
L'oculo ha il compito di fare entrare aria e luce; non essendo schermato da vetri, consente alla pioggia di penetrare all’interno della costruzione. La cupola del Pantheon è, ancora oggi, una delle cupole in muratura più grandi del mondo.
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
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Il corpo cilindrico (tamburo) ha uno spessore di 6 metri circa, ed è scavato da nicchie alternativamente rettangolari e semicircolari, alternate ad edicole. Al di sopra corre una trabeazione anulare.
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
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Tecnica di realizzazione della struttura portante del Pantheon
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
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Il tempio è dedicato alle 7 divinità planetarie: Sole, Luna, Venere, Saturno, Giove, Mercurio e Marte. L’edificio venne consacrato alla Vergine (Santa Maria ad Màrtyres) nel 609. E' per questo ci è pervenuto pressoché integro non avendo subito le devastazioni a cui furono sottoposti tutti gli altri templi pagani dopo l’anno 391, quando l’imperatore Teodosio (347-395) ne decretò la definitiva chiusura.
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
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Le proporzioni interne sono quelle di una sfera: il diametro della cella (43,44 m) è pari alla sua altezza, ma all'esterno il profilo della cupola appare ribassato, cioè minore di mezza sfera, per il massiccio rinfianco, cioè l’appesantimento della parte più esterna della cupola per “verticalizzare” le spinte orizzontali che potrebbero far collassare il tamburo. La cupola è realizzata in calcestruzzo nella cui composizione, via via che ci si avvicina alla sommità, sono presenti materiali sempre più leggeri (dal travertino iniziale fino alla leggerissima pomice nella parte più alta).
rinfianco
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
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L'oculo dal diametro di quasi 9 m., costituisce l’unica fonte di luce.
All'interno i 28 cassettoni quadrangolari alleggeriscono la struttura (sono infatti degli incavi nello spessore della cupola stessa), e la rendono più resistente attraverso la griglia di nervature che vanno formare, ma il 28 ha anche un valore simbolico in quanto considerato numero perfetto.
Pioggia di petali sul Pantheon
Il Pantheon spiegato da Alberto Anela
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
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Questo tempio deve essere concepito alternativamente e misteriosamente come un spazio aperto e come uno spazio chiuso come se fosse un quadrante astrologico. Le ore faranno il loro giro su quella volta così laboriosamente pulita da artigiani greci; il disco della luce del giorno resterà sospeso come uno scudo d’oro; la pioggia formerà una piscina pulita sul pavimento sotto l’oculo, le preghiere saliranno come fumo verso il vuoto dove noi poniamo gli Dei”. L’imperatore Adriano sottolinea il rapporto del Pantheon con la luce e la sua capacità di „costruire“ lo spazio.
"La mia intenzione è che questo santuario per tutti gli Dei riproduca la somiglianza del globo terrestre e delle sfere dei pianeti. La cupola deve rivelare il cielo attraverso una grande apertura al centro, mostrando alternativamente luce ed ombra"
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
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L'Architettura Onoraria
L'architettura onoraria per eccellenza è l'arco di trionfo, utilizzato fin dall'età repubblicana, ma che vide i suoi esiti più importanti in età imperiale. L'apertura è detta fornice
Arco di Augusto, Rimini, 27 a. C.
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Arco di Traiano, Benevento, 114-120 d. C.
Arco di Tito, Roma, 80-85 d.C.
Arco di Adriano, Gerasa (Giordania), ca 129/130 d.C.
Arco di Costantino, Roma, 315 d. C.
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Principio della concatenazione
Nei monumenti romani più importanti,(archi di trionfo, teatri, anfiteatri) nei quali le dimensioni richiedevano comunque l’impiego dell’arco e della volta i romani ricorrevano alla “concatenazione”, ossia all’associazione formale del sistema trilitico (semicolonne + trabeazione sovrastante) con quello architravato.
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L'Architettura per lo svago e i giochi
Teatro greco
La cavea del teatro greco (koilon), accoglie il pubblico su gradinate parzialmente ricavate nella roccia, ha una forma che generalmente oltrepassa il semicerchio (per consentire la massima visibilità e una buona acustica) e si addossa ad un pendio naturale, ai lati ha ali costruite artificialmente e sostenute da muri: uno o più corridoi ad arco di cerchio (diazomata) la dividono in zone semicircolari, divise in cunei (kerkides) da scalette radiali (klimakes), che permettono agli spettatori di prendere posto.
Schema del teatro greco
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Anfiteatro, fine I e inizio II secolo d.C., Cagliari
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Mentre i greci addossavano la cavea del loro teatro a degli avvallamenti del terreno, i romani, grazie all’uso dell’arco in sequenza, potevano realizzare anche teatri completamente emersi dal terreno, quindi anche in pianura.La struttura interna non cambia molto ma si aggiunge una scaenae frons grandiosa e scenografica.
Teatro Greco
Teatro Romano
Schema del teatro greco
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A permettere la costruzione dei teatri è l'utilizzo di archi, volte a botte e volte anulari, oltre che del calcestruzzo.
Gli archi seguono uno schema ripetuto in diverse tipologie edilizie (acquedotti, teatri, archi trionfali ecc) che è quello dell'arco retto da pilastri a cui vengono addossate delle semicolonne. L'arco è sormontato da una trabeazione appena al di sopra o tangente al cervello (il punto più alto) dell'arco.
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Augusto nell'11 a.C. completa il teatro dedicato al nipote e genero Marcello morto nel 23. Si tratta di uno dei più antichi teatri romani in pietra.All’esterno gli ordini architettonici seguono la sequenza: dorico (o tuscanico) – ionico - corinzio (in questo caso non presente perché occupato dal palazzo Orsini (ex Savelli).
Teatro di Marcello, inaugurato nell'11 a. C., Roma
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L'Anfiteatro Flavio
Voluto da Vespasiano (della dinastia dei Flavi) per restituire alla città le aree occupate dalla Domus Aurea di Nerone, fu completato dal figlio di Vespasiano, Tito e, in seguito, modificato da Diocleziano. Fu costruito in soli 10 anni, da 4 squadre operanti in 4 canteri coordinati.
Teatro di Marcello, inaugurato nell'11 a. C., Roma
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Viene chiamato Colosseo sia per le enormi dimensioni, sia per la vicina statua colossale di Nerone, rappresentato con le sembianze del dio Sole.
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
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Il Colosseo presenta una pianta ellittica, con un perimetro che raggiunge i 527 m e assi che misurano 187,5 e 156,5 m. La sola arena, all’interno, misura 86 × 54 m.L’arena, al centro, dove si svolgevano gli spettacoli, è circondata dalle gradinate della cavea, dove sedevano gli spettatori.
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
All’esterno la facciata è scandita da 80 arcate sovrapposte su tre ordini e chiuse, all'ultimo livello, da una parete continua sulla quale sono visibili le mensole.
Attico
Ordine Corinzio
Principio della Sovrapposizione degli ordini
Ordine Ionico
Ordine Tuscanico
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
La struttura è composta da setti radiali e corridoi interni ad anelli concentrici coperti da volta a botte anulare e volte a crociera.
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
La struttura portante è in tufo e opera cementizia per le volte e alcuni settori, all'esterno è ricoperto dal travertino.I blocchi di travertino erano resi più stabili con perni metallici, asportati in epoca medievale
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
Dopo l'inaugurazione dell'80, Domiziano ne fece scavare i sotterranei, cosa che di fatto impedì lo svolgimento di naumachie. Abbandonato nel VI secolo, la sua demolizione si interruppe solo nel 1675, quando fu dedicato alla memoria dei martiri cristiani.
Velario
Antenne lignee
mensole
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
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Disponeva di ingressi numerati, che convogliavano il pubblico nei vari settori (vomitoria).4 ingressi erano riservati ai magistrati, alle vestali e agli ospiti d'onore, mentre uno era prerogativa dell'Imperatore, che aveva anche una tribuna riservata.
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Schema della suddivisione in maeniana (gallerie), ordinate in base al censo e al genere.
Arte Romana
Le opere l'arte o come bottino di guerra o come prodotto delle botteghe artigiane greche e dell'Asia minore arrivarono a Roma, sovrapponedosi alla tradizione artistica romana.
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LE Domus
La domus, tipica casa patrizia, doveva essere, in primo luogo, dotata di spazi di rappresentanza.Essendo le strade molto rumorose, tutti gli spazi erano volti all'interno della costruzione, e sui muri esterni avevano poche o nessuna apertura.
Un piccolo ingresso (fauces) conduce ad un ambiente di passaggio e di attesa, il vestibulum. Uno degli spazi più caratteristici è l'atrium con un bacino quadrangolare per la raccolta delle acque piovane (impluvium) coperto da quattro falde spioventi verso l’interno (compluvium).
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LE Domus
Intorno sono i cubicula, le camere da letto.La parte più intima e riservata è quella retrostante, l’hortus, giardino circondato da colonne (peristilium). In fondo all’atrium si trova il tablinum, luogo dove il padrone di casa riceveva i clientes, mentre gli ospiti di riguardo stavano con lui nel triclinium, la sala da pranzo, con lettini accostati ai lati del tavolo.
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LE Insulae
Spesso erano vere e proprie speculazioni edilizie: il costruttore cercava di ricavarne più alloggi possibili per riscuotere il maggior numero di affitti. Ogni insula poteva contenere anche 200 abitanti. Erano abitazioni così insicure e malsane che Augusto arrivò a proibire la costruzione di edifici più alti di 20 m.Nel II sec. d.C. a Roma c’erano più di 46.000 insulae mentre le domus erano circa 1.800.
Le Insulae erano le abitazioni della popolazione.
Arte Romana
La ritrattistica
Arte greca
Arte Romana
Il ritratto si afferma nell'età ellenistica (non prima!)- I soggetti sono sempre personaggi famosi o potenti.- Il volto è quasi impersonale, con atteggiamenti generalizzati.
Il ritratto fa parte della cultura romana fin dalle origini.- la statuaria romana cerca soprattutto la rassomiglianza.- forse nasce dal culto che i patrizi romani rendevano ai propri antenati.
Arte Romana
Imagines Maiorum
Le famiglie patrizie ricavavano maschere di cera dal viso dei defunti. Queste che venivano poi conservate in armadi molto visibili, nell'atrium della casa, per ricordare la persona cara e perché questa fosse di esempio ai più giovani. Durante i funerali dei familiari erano portate in processione dai discendenti che per corporatura più somigliavano ai defunti e che se le applicavano sul volto indossando anche i vestiti dei defunti.
Arte Romana
Togato Barberini
Si tratta di un esempio della ritrattistica tardo-repubblicana, in cui è raffigurato un nobile romano che tiene nelle mani i ritratti dei suoi antenati (la testa del togato è riadattata, per quello non mostra somiglianza con i due ritratti che regge tra le mani). È evidente il senso di orgoglio del committente dell’opera che richiese allo scultore la realizzazione di questa scultura come esaltazione della propria gens.
Togato Barberini, fine del I secolo a.C. Marmo, altezza 165 cm. Roma, Musei Capitolini (Centrale Montemartini).
Arte Romana
Già nel periodo repubblicano si inizia a formare una concezione molto originale della scultura romana e in particolare della ritrattistica, con la nascita di quelle tendenze che poi diverranno due correnti:
ritratto ellenistico
ritratto italico.
Il ritratto italico vuol essere espressione di severità e sobrietà.
Si riproducono le fattezze della persona cogliendone l'espressione che maggiormente ne evidenzi le qualità morali, a volte esasperandole per rendere il ritratto più vero e somigliante: le fattezze del corpo sono riprodotte con grande fedeltà, inclusi i difetti fisici.
Il ritratto ellenistico, che nasce dalla ritrattistica ellenistica dei principi, pur conservando i tratti fisionomici è più idealizzato e armonico. E' destinato prevalentemente ai ritratti ufficiali e cittadini meritevoli.
Arte Romana
Ritratti di anziani
Arte Romana
Il ritratto, durante l'età imperiale, diventa strumento di propaganda, frutto di oculate scelte politiche. L'immagine dell'Imperatore deve trasmettere gloria e grandezza, per questo si allontana dal realismo repubblicano per andare verso la raffinatezza dei modelli classici. Quando Ottaviano, nel 27 a.C., ricevette dal Senato il titolo di Augusto, affiancò al programma di consolidamento del proprio potere, una politica culturale volta a celebrare la pacificazione delle province dell’impero e a diffondere i principi su cui si basava la solidità dello Stato.
Propaganda: Azione che tende a influire sull’opinione pubblica e i mezzi con cui viene svolta. È un tentativo deliberato e sistematico di plasmare percezioni, manipolare cognizioni e dirigere il comportamento al fine di ottenere una risposta che favorisca gli intenti di chi lo mette in atto.
Busto di Augusto con corona gemmata, marmo, 27 - 14 a.C. , Musei capitolini, Roma
Arte Romana
I numerosi ritratti di Augusto (circa 120) devono creare l’immagine del Divo Augusto, che divenne il simbolo stesso di Roma, modello immutato nel tempo, in quanto espressione di valori assoluti . Il giovane Ottaviano era ritratto con volto scarno e magro, i tratti irregolari, gli occhi piccoli, il mento stretto e appuntito, i capelli ricci e spettinati spostati su un lato, imbronciato e dall’aria inquieta. La mascella contratta, la fronte leggermente aggrottata, così come le sopracciglia, indicano tutta la tensione nervosa nel giovane.
Busto di Augusto con corona gemmata, marmo, 27 - 14 a.C. , Musei capitolini, Roma
Arte Romana
Diventato Augusto, Ottaviano si ferce rappresentare sempre con un'aria distaccata, autorevole, idealizzata ed eroica: Augusto si identificò con la forza, la stabilità e l’efficacia militare di Roma stessa. D’altro canto, la maggior parte del popolo romano conobbe l’imperatore soltanto attraverso tali ritratti ufficiali. Il busto ritratto attinge dai modelli ellenistici, per la cura nei dettagli e la morbidezza del modellato, reso attraverso variazioni chiaroscurali, ma soprattutto la capacità di introspezione psicologica e dalla produzione italica per la rappresentazione realistica, l'attenzione al dato fisionomico, entro un modellato severo.La tendenza ellenistica diventa punto di riferimento per la ritrattistica ufficiale, mentre la tradizione italica influenzerà maggiormente il ritratto privato.
Busto di Augusto con corona gemmata, marmo, 27 - 14 a.C. , Musei capitolini, Roma
Arte Romana
La ritrattistica romana, nel tempo, utilizza diversi generi ritrattistici:
Busto ritratto
figura loricata
figura togata
tipo eroico
statua equestre
Ritratto di Silla, 80-75 a. C
Augusto loricato 12-8 a. C
Augusto Pontefice Massimo
inizi I sec d. C
Claudio come Giove, I sec. d.C.
Marco Aurelio 161-180 d. C
Durante l'età augustea le forme predilette sono le prime tre.
Qualunque tipologia si adotti, il ritratto diventa strumento di propaganda, frutto di oculate scelte politiche. L'immagine dell'Imperatore deve trasmettere gloria e grandezza, per questo si allontana dal realismo repubblicano per andare verso la raffinatezza dei modelli classici greci.
Arte Romana
La statua dell'Augusto “loricato” cioè rivestito dalla lorica, la corazza in cuoio e metallo che indossa, diventerà il prototipo delle rappresentazioni degli imperatori in veste militare.
Augusto di Prima Porta, 12-8 a.C., Marmo, h. 2,04 m, Musei Vaticani, Città del Vaticano
Arte Romana
Il riferimento stilistico è il Doriforo di Policleto, ma Augusto protettore della tradizione e della moralità non poteva essere rappresentato nudo. Policleto aveva fermato il momento del passaggio dalla quiete al moto, Augusto è rappresentato immobile, nel gesto del comando
Augusto di Prima Porta, 12-8 a.C., Marmo, h. 2,04 m, Musei Vaticani, Città del Vaticano
Arte Romana
Il dito, restaurato, forse era ancora più teso, quasi fosse puntato su qualcuno o qualcosa.Il gesto è quello tipico della adlocutio, l'incitamento all'esercito da parte del comandante.
Il volto di Augusto è somigliante al vero, ma fortemente idealizzato, è difficile capire quale sia l'età dell'Imperatore e i lineamenti sono perfetti, il messaggio che doveva trasmettere era quello dell'uomo sul quale riporre con fiducia il futuro di Roma.
Con la mano sinistra l'imperatore reggeva un bastone (ora perduto), simbolo di potere e regalità.
Augusto di Prima Porta, 12-8 a.C., Marmo, h. 2,04 m, Musei Vaticani, Città del Vaticano
Arte Romana
La corazza, che aderisce al corpo, rivelandone però la perfezione della muscolatura, è decorata da immagini simboliche e allegoriche molto elaborate.
I fianchi sono avvolti dal paludamentum, mantello di solito indossato dai generali quando comandavano l’esercito. Esso ricade sul braccio sinistro, la cui mano stringeva una lancia, ora perduta.
Nella parte centrale il re dei Parti (1) restituisce le insegne romane a Marte o Tiberio (2) tra i popoli vinti (3). Nella parte alta della corazza c'è la personificazione del Cielo (4), sotto il quale si trovano, da una parte la quadriga di Sole (9) che rincorre la Luna (10) nascosta da Aurora (11) e preceduta da Rugiada (12), mentre in basso la Terra (5) semisdraiata mostra i frutti della nuova pacifica era.
Ai lati Apollo (7) e Diana (8), rispettivamente su di un grifone e su di una cerva.
Augusto di Prima Porta, 12-8 a.C., Marmo, h. 2,04 m, Musei Vaticani, Città del Vaticano
Arte Romana
In basso, a sinistra, è rappresentato Eros, a cavalcioni di un delfino. Augusto infatti apparteneva alla gens Iulia, che si riteneva discendere da Venere, madre di Enea, tramite il figlio di questi Ascanio o Iulo.
Augusto di Prima Porta, 12-8 a.C., Marmo, h. 2,04 m, Musei Vaticani, Città del Vaticano
Arte Romana
Augusto di Prima Porta, 12-8 a.C., Marmo, h. 2,04 m, Musei Vaticani, Città del Vaticano
Arte Romana
Nelle epoche successive ritorna il dualismo arte plebea/arte aulica, come è evidente anche nella rappresentazione dello stesso imperatore Vespasiano.
Ritratti di Vespasiano, I d. C.
Arte Romana
Nei ritratti ufficiali, con l'affermarsi del cristianesimo si va accentuando la tendenza idealizzante. Le forme sono sintetiche e stilizzate, tendendo a sottolineare l'aspetto simbolico.
Ritratti di Vespasiano, I d. C.
Arte Romana
L'arte ha nell'età repubblicana il compito di celebrare la grandezza di Roma e glorificare le sue imprese militari. Il rilievo storico è una narrazione di questi eventi. Anche in questa tipologia si assiste all'utilizzo contemporaneo di due modalità: quella „alta“, classicheggiante e quella plebea. L'ara di Domizio è il più antico monumento pubblico romano che ci sia pervenuto.Combina ecletticamente stili differenti: nel fregio di Monaco il tema è mitologico (nozze di Nettuno e Anfitrite), lo stile virtuosistico è di carattere ellenistico, rappresentando la tendenza aulica e raffinata legata all'ammirazione e alla passione per l'arte greco ellenistica.
Ara di Domizio Enobarbo, Nozze di Nettuno e Anfitrite, II-I sec aC., marmo, Monaco – Parigi, Glyptothek - Louvre
Arte Romana
Nel fregio di Parigi il tema è storico, rappresenta un momento quotidiano della vita romana, la suovetaurilia, rito religioso di sacrificio di animali.Il rilievo è la rappresentazione più tipica della corrente plebea, di origine italica, che mostra un'esecuzione rapida ed essenziale, con animali più grandi del reale. Le due tendenze, quella classicheggiante e quella popolare che perdureranno durante l’impero per sfociare poi nell'arte medievale.
Ara di Domizio Enobarbo, Suovetaurilia, II-I sec aC., marmo, Monaco – Parigi, Glyptothek – Louvre
Arte Romana
La dimensione degli animali doveva simbolicamente rendere nota l'importanza del sacrificio.L'arte plebea è infatti sostanzialmente simbolica.La tendenza plebea continuerà ad essere presente sempre, anche durante l'età imperiale ed anche per committenze importanti.
Arco di Susa,
Arte Romana
Nel fregio di Parigi il tema è storico, rappresenta un momento quotidiano della vita romana, la suovetaurilia, rito religioso di sacrificio di animali.Il rilievo è la rappresentazione più tipica della corrente plebea, di origine italica, che mostra un'esecuzione rapida ed essenziale, con animali più grandi del reale. Le due tendenze, quella classicheggiante e quella popolare che perdureranno durante l’impero per sfociare poi nell'arte medievale.
Ara di Domizio Enobarbo, Nozze di Nettuno e Anfitrite, II-I sec aC., marmo, Monaco – Parigi, Glyptothek - Louvre
Arte Romana
Il corteo funebre di Amiternum racconta il funerale di un ricco personaggio.Ogni riferimento realistico è scomparso, a beneficio di un racconto semplice e piano, con un linguaggio lontano dalla prospettiva e dallo scalare die piani dell'arte greca.
Corteo funebre, I secolo a.C. Calcare, altezza 65 cm. Da Amiternum (L'Aquila). L'Aquila, Museo Nazionale d'Abruzzo.
Arte Romana
L'Ara Pacis Augustae era originariamente posta in campo Marzio, in una particolare posizione che permetteva all'obelisco, ago del gigantesco orologio solare voluto da Augusto, di proiettare la sua ombra all'interno dell'altare proprio nel giorno del compleanno dell'Imperatore.
Ricostruzione del complesso dell'Ara Pacis Augustae,13-9 a. C, Roma, Museo dell'Ara Pacis
Arte Romana
Decretata dal senato nel 13 e dedicata nel 9 aC. l'Ara Pacis Augustae doveva celebrare le vittorie di Augusto in Gallia e Spagna. Le decorazioni sono quindi intonate al tema della grandezza di Roma e della celebrazione della pace.L'ara vera e propria si trova all'interno di un recinto marmoreo, posto su un basso podio, con due ingressi, dei quali solo uno accessibile tramite una scalinata.
lesene interne
lesene angolari
accesso
podio
lesene corinzie
Ara Pacis Augustae,13-9 a. C, Roma, Museo dell'Ara Pacis
Arte Romana
All'interno il registro inferiore finge una palizzata in legno, il tradizionale recinto sacro, mentre quello superiore, da cui è separato da una fascia decorativa a palmette, è decorato da festoni sorretti da brucrani e pàtere , allusivi ai riti sacrificali che si celebravano in quello spazio.
Ara Pacis Augustae,13-9 a. C, Roma, Museo dell'Ara Pacis
Arte Romana
Ara Pacis Augustae,13-9 a. C, Roma, Museo dell'Ara Pacis
Arte Romana
Enea, capostipite della gens Iulia, che sacrifica ai Penati
Saturnia Tellus, la terra (o Venere, o la Pace) dispensatrice di cibo e benessere, sotto un cielo bevevolo e pacifico, grazie alla protezione di Augusto.
Ara Pacis Augustae,13-9 a. C, Roma, Museo dell'Ara Pacis
Arte Romana
Ara Pacis Augustae,13-9 a. C, Roma, Museo dell'Ara Pacis
Arte Romana
All'esterno è rappresentata una processione a cui partecipa Augusto e tutta la sua famiglia. Potrebbe essere quella di inaugurazione (9 a.C.) o quella nella quale si decretò la costruzione (13 a.C). Agrippa era già morto prima del 9 e Augusto ebbe la carica di Pontefice Massimo solo nel 13. Queste incongruenze rendono ancora più evidente la funzione celebrativa del monumento, rappresentando avvenimenti fuori dal tempo.
Ara Pacis Augustae,13-9 a. C, Roma, Museo dell'Ara Pacis
Arte Romana
Ricostruzione ipotetica dell'aspetto originario dell'Ara Pacis
Ara Pacis Augustae,13-9 a. C, Roma, Museo dell'Ara Pacis
Arte Romana
Il Foro costituiva il cuore della vita pubblica delle città romane, perché in essa vi si svolgeva la maggior parte delle attività politiche, amministrative ed economiche. Posto in posizione centrale (nelle città di fondazione all'incrocio tra cardo e decumano), a Roma si trovava nell'area dell'attuale via dei Fori imperiali.
Il foro romano venne abbellito e trasformato tante volte, sia durante la repubblica che durante l'impero e si trovò ad ospitare oltre ai mercati (posti nelle parti più periferiche, anche Basiliche, Templi, la Curia (sede del Senato romano), il Comizio (luogo delle assemblee), archi di trionfo ecc.
Ara Pacis Augustae,13-9 a. C, Roma, Museo dell'Ara Pacis
Arte Romana
tempio del divo Traiano
colonna di Traiano
biblioteche
basilica Ulpia
mercato
statua di Traiano
piazza porticata
arco di trionfo
Planimetria del foro di Traiano, 110-113 d. C., Roma
Arte Romana
L'autore della colonna coclide è storicamente indicato in Apollodoro di Damasco,Essa doveva celebrare le vittorie di Traiano nelle guerre in Dacia.La colonna, di ordine tuscanico, si compone di un plinto e un fusto costituito da 17 rocchi, più un capitello. E' alta circa 40 metri.Al di sotto si trova un basamento cubico che ospita tre piccole stanze, la più interna delle quali ospitava l'urna in oro con le ceneri dell'imperatore.La colonna aveva funzione storico-celebrativa e funeraria, in quanto pensata per custodire le ceneri di Traiano e questo era ribadito dalla statua di Traiano (ora sostituita con quella di San Pietro)
Colonna Traiana, 110-113 d. C., Roma
Arte Romana
Apollodoro di Damasco, pone in essere alcuni accorgimenti di correzione ottica:- Il diametro dell'imoscapo, lievemente superiore rispetto a quello del sommoscapo, e la lieve entasi le danno un aspetto equilibrato ed elegante.- Le fasce decorative diventano progressivamente più alte, correggendo la diminuzione prospettica dovuta all'altezza.
Colonna Traiana, 110-113 d. C., Roma
Arte Romana
I racconti presenti delle fasce decorative erano resi maggiormente visibili dalla colorazione intensa dei bassorilievi e potevano essere ammirate dalle finestre delle due biblioteche, dei greci e dei romani.
Colonna Traiana, 110-113 d. C., Roma
Arte Romana
La vittoria alata che racconta le gesta dei romani fa da cesura tra gli avvenimenti che narrano la prima guerra dacica e la seconda
Decebalo, vistosi sconfitto, si da la morte per non cadere in mani nemiche. Il re sconfitto viene presentato con dignità e rispetto.
L'esercito romano passa il Danubio (rappresentato allegoricamente) attraverso un ponte di barche, dando inizio alla prima campagna in Dacia.
Colonna Traiana, 110-113 d. C., Roma
Arte Romana
L'imperatore è sempre rappresentato con pose composte e serie, generalmente di dimensioni leggermente maggiori rispetto agli altri personaggi, e spesso rappresentato di profilo per non spezzare la narrazione, ma invogliare alla lettura continua.
Colonna Traiana, 110-113 d. C., Roma
Arte Romana
Le basiliche sono edifici, collocati nel foro, con funzione di luogo d’incontro e di rappresentanza, sala per i commerci e le riunioni, per gli affari e per l'amministrazione della giustizia, quindi scopi civili.Solo più avanti nel tempo, quando la figura dell'Imperatore viene divinizzata, le basiliche, nelle quali era collocata la statua dell'imperatore diventano anche luoghi per la venerazione di questi personaggi.
Colonna Traiana, 110-113 d. C., Roma
Arte Romana
La basilica presenta una sala rettangolare divisa in 3 o 5 navate da colonnati.Inizialmente coperta a capriate di legno, fu in seguito coperta con delle volte. Gli ingressi erano di norma sui lati lunghi e ai lati corti poteva avere due absidi dove era posto lo scranno (il sedile) del magistrato.
Colonna Traiana, 110-113 d. C., Roma
Arte Romana
Iniziata da Massenzio e terminata da Costantino.L'aula rettangolare era suddivisa in tre navate longitudinali:
La navata centrale coperta con volte a crociera è più alta (35 m) delle laterali (24,5 m).
Le navate laterali sono coperte da volte a botte cassettonate perpendicolari all’asse principale
Basilica di Massenzio, 307-313 d. C., Roma
Arte Romana
A Roma Massenzio inizia la costruzione di una immensa basilica, poi completata da Costantino all’inizio del IV sec., costruita in laterizi con volte in calcestruzzo.L'edificio era destinato ad accogliere l'attività giudiziaria del prefetto urbano.
Basilica di Massenzio, 307-313 d. C., Roma
Arte Romana
L’ingresso era inizialmente posto su uno dei lati brevi mentre sul lato opposto era un’abside. Costantino aprì un altro ingresso su un lato lungo facendo realizzare un’altra abside lungo il lato opposto. Quest’ultimo lato è l’unico rimasto fino ai giorni nostri della imponente struttura.
Basilica di Massenzio, 307-313 d. C., Roma
Arte Romana
Della statua di Costantino restano dei frammenti rinvenuti nel 1487 ed esposti oggi nel cortile del Museo dei Conservatori. La scultura doveva essere alta 10 m. ed era collocata nell’abside occidentale.
Basilica di Massenzio, 307-313 d. C., Roma
Arte Romana
L'edificio crollò in parte col terremoto al tempo di papa Leone IV (metà del IX sec.) ma soprattutto la basilica venne usata come cava di materiali per le nuove costruzioni papali, come le lastre di bronzo dorato che ricoprivano il tetto fatte togliere da papa Onorio I nel 626 per ornare la basilica di San Pietro.La Basilica ispirò molti architetti del Rinascimento; anche Michelangelo fu influenzato da essa per la progettazione della cupola di San Pietro.
Basilica di Massenzio, 307-313 d. C., Roma
Nicchie
Nicchie
ingresso
tempio di Agrippa (genero di Augusto) realizzato nel 27 a.C.
incendio
Costruzione nuovo tempio sotto Adriano, nel 124 d. C.
Bucranio
In architettura s'indicano con questo vocabolo quei teschi di bue scarniti che, variamente ornati di fiori e di solito alternati con festoni, formano la decorazione plastica più caratteristica degli antichi ordini architettonici, in particolare del dorico greco e di moltissimi monumenti romani.L'origine di questo tipo di ornato, va ricercata nel fatto che negli antichi templi i cranî degli animali sia bovini sia ovini i quali venivano immolati in sacrifizio erano, dopo disseccati, appesi tutt'intorno all'ara sacrificale e sull'alto delle pareti del tempio.
Fonte: Treccani
ingresso
tempio di Agrippa (genero di Augusto) realizzato nel 27 a.C.
incendio
Costruzione nuovo tempio sotto Adriano, nel 124 d. C.
ingresso
tempio di Agrippa (genero di Augusto) realizzato nel 27 a.C.
incendio
Costruzione nuovo tempio sotto Adriano, nel 124 d. C.
portale di ingresso
Pàtera
Utensile adoperato dai Romani nei sacrifici, dalla forma simile a quella di una bassissima scodella, senza orlo distinto dal corpo, e senza anse.
Fonte: Treccani
Arte Romana
MonicaLisa Serra
Created on October 16, 2025
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Transcript
Arte Romana
Arte Romana
Indice
Linea del Tempo
Introduzione
L'arco e la volta
La templistica
Il Pantheon
L'Architettura onoraria
L'Architettura di svago
Il Colosseo
L'Architettura abitativa
La scultura
L'Ara PAcis
I Fori
La Colonna Traiana
La basilica di Massenzio
Arte Romana
Arte Romana
L’arte romana assume una chiara funzione politica e sociale: esalta la virtus, la grandezza di Roma. Tuttavia non ebbe subito un ruolo importante nella civiltà romana: i primi reperti risalgono solo agli ultimi secoli della repubblica. Inizialmente infatti ogni sforzo è indirizzato all’organizzazione statale e alla messa a punto della macchina bellica. Solo la conquista della Magna Grecia e poi della Grecia nel 146 a. C. avvicinò i romani all'arte.
Arte Romana
Il poeta latino Orazio scrisse “Graecia capta ferum vincitorem cepit” (la Grecia conquistata conquista sua volta il vincitore), ma l'atteggiamento dei romani fu all'inizio alquanto contradditorio:
tendenza italica
tendenza grecofila
Dall'altra c'era chi, aprendosi alla bellezza dell'arte greca, iniziò a collezionarne appassionatamente le opere, facendo nascere quello che viene definito collezionismo eclettico o chiedendone copie e chiamando artisti greci per realizzare opere su commissione.
I romani condannavano (almeno in pubblico) il corrotto piacere prodotto dall'arte, per esaltare le abitudini, il carattere forte e lo spirito pratico e orgoglioso delle loro origini
Arte Romana
tendenza italica
tendenza grecofila
Le due tendenze porteranno l’arte romana ad una originalità e una piena autonomia da quella greca, sebbene in qualche modo derivi da questa. Importante: L'arte romana è un arte essenzialmente anonima, dovendo celebrare lo Stato e non il singolo committente.
Arte Romana
L’architettura è l'arte nella quale si manifesta maggiormente la peculiarità dell'arte romana:E' la più funzionale e la più “utile” tra le arti.Grazie ad essa Roma ha la possibilità di creare infrastrutture pubbliche in tutto il suo territorio utilizzando tecniche già note, come l’arco e la volta utilizzate con originalità.
Arte Romana
Se l'architettura greca si basava sul sistema trilitico, quella romana è impostata sull'arco e sulla volta e si definisce sistema archivoltato
Arte Romana
Grazie all'arco, e alle volte che dalla sua successione derivano, si creano ambienti di ampiezze mai viste prima e con mura dal grande spessore per contrastare le spinte.Per realizzare gli edifici si costruiscono talvolta macchine da cantiere molto complesse.
Rilievo della tomba degli Haterii, fine del I secolo d.C. Marmo. Città del Vaticano, Musei Vaticani
Arte Romana
L’arco a tutto sesto (già in uso presso gli Etruschi) e le strutture da questo derivate (la volta a botte e la cupola semisferica) costituiscono la vera grande innovazione architettonica dei romani.
Arte Romana
costruzione dell'arco
Arte Romana
Grazie all'arco, e alle volte che dalla sua successione derivano, si creano ambienti di ampiezze mai viste prima e con mura dal grande spessore per contrastare le spinte. Il materiale più usato per le coperture, dette volte, è il calcestruzzo (malta+pietrame) e si costruiscono macchine molto complesse per la realizzazione degli edifici
costruzione dell'arco
Arte Romana
Esempio di volta anulare (non di epoca romana)
Arte Romana
Volta a padiglione
Volta a Crociera
Volta a Botte
Schema di archi e volte
Arte Romana
La pozzolana era una sabbia vulcanica molto comune nella zona di Pozzuoli, vicino a Napoli.
sabbia (o pozzolana)
Acqua
Calce
Malta
Ghiaia, pietre, pezzi di mattone ecc.
Calcestruzzo
costruzione dell'arco
Arte Romana
Opus incertum
Opus reticulatum
Opus vittatum
Opus testaceum
Opus spicatum
Opus mixtum
Schema di archi e volte
Arte Romana
La struttura delle città romane si basa sugli accampamenti militari (castra), con pianta quadrata, e divisi in settori da due strade perpendicolari: il cardo (da nord a sud) e il decumano (est-ovest). Il territorio intorno alle città fu diviso in centurie (a formare 100 appezzamenti più piccoli)
Schema di archi e volte
Arte Romana
L'architettura templare romana utilizza le forme greche e etrusche, sommando ad essa elementi caratteristici della loro architettura e dando luogo a forme originali.
Dai greci, tra le forme più utilizzate, presero il tempio monoptero (tempio di Vesta), il tempio prostilo (Tempio di Antonino), il tempio periptero (Tempio dei Diòscuri).
Tempio di Vesta
Tempio di Antonino
Tempio dei Diòscuri
Arte Romana
abside
La forma del tempio mutò a partire dalla seconda metà del I secolo a.C, dotandosi di una originale componente, l'abside, come nel tempio di Marte Ultore. Il tempio era detto anche sine postico, ossia senza lato posteriore, perché privo del 4° lato del giro di colonne e dell'opistodomo.La presenza dell'abside, utilizzato per accogliere la statua della divinità, rende assiale la struttura dell'edificio
Tempio di Marte Ultore
Arte Romana
Dall'unione di tempio etrusco e greco si sviluppa il più antico tempio romano noto, risalente al 509 a.C.(data di fine della monarchia), poi ricostruito nel 69 a.C. e dedicato a Giove, Minerva e Giunone, il tempio della Triade Capitolina. Rispetto al tempio etrusco ha colonnati anche sui lati lunghi (per omologia con quelli greci). Le decorazioni erano in terracotta, come nei templi etruschi.
Ricostruzione del Tempio della Triade Capitolina, Museo della Civiltà Romana.
Arte Romana
Il tempio, costruito alla fine del II secolo a.C., è un tempio circolare periptero di ordine corinzio, l’ordine preferito dai Romani. Nella forma attuale non è conservata la trabeazione.
Tempio di Ercole Vincitore (detto Tempio di Vesta) attribuito a Ermodòro di Salamina di Cipro, II sec. a.C.
Arte Romana
Tempio di Portuno (detto Tempio della Fortuna Virile), II-I secolo a.C.
Arte Romana
Pantheon
Il Pantheon, come lo conosciamo, nasce su un precedente tempio (in pianta in giallo), realizzato sotto Agrippa, amico, collaboratore e poi genero di Augusto, nel 27 a.C., completamente distrutto da un incendio. L'iscrizione, che è stata conservata, ricorda quell'edificio: „M. Agrippa L. F. Cos. Tertium fecit” è da sciogliere in “Marcus Agrippa Luci filius consul tertium fecit” ed è da tradurre in “Lo costruì Marco Agrippa, figlio di Lucio, nell'anno del suo terzo consolato”
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
ingresso
27 a. C.
Pantheon di Agrippa
incendio
112/115 a. C.-124 d. C
Apollodoro di Damasco
Pantheon di Adriano
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
La successiva costruzione riutilizzò le fondamenta del precedente tempio, secondo un criterio di risparmio.Iniziato alla fine del regno di Traiano e portato a termine sotto Adriano, è attribuito ad Apollodoro di Damasco. La facciata del Pantheon è octastila, con 8 colonne corinzie, in granito liscio grigio all'esterno e rosa all'interno, di provenienza egizia. Il pronao è collegato alla rotonda da un avancorpo rettangolare.
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
L'ingresso avveniva attrraverso una piazza che permetteva di ammirare solo la facciata, convenzionale e non originale del tempio, solo superando il pronao si poteva apprezzare la notità della costruzione.
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
La cella circolare è preceduta da un profondo pronao. Ha un diametro di 43,21 metri ed è coperta da una cupola emisferica cassettonata, aperta al centro da un finestrone, detto oculo, di 9 metri di diametro. Nello spessore murario si aprono nicchie alternativamente rettancolari e semicircolari, una più profonta, in asse con l'ingresso è l'abside.
abside
cella
Nicchie
pronao
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
L'altezza delle colonne era, probabilmente più alta, a raccordare pronao e rotonda un avancorpo.
L'oculo ha il compito di fare entrare aria e luce; non essendo schermato da vetri, consente alla pioggia di penetrare all’interno della costruzione. La cupola del Pantheon è, ancora oggi, una delle cupole in muratura più grandi del mondo.
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
Il corpo cilindrico (tamburo) ha uno spessore di 6 metri circa, ed è scavato da nicchie alternativamente rettangolari e semicircolari, alternate ad edicole. Al di sopra corre una trabeazione anulare.
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
Tecnica di realizzazione della struttura portante del Pantheon
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
Il tempio è dedicato alle 7 divinità planetarie: Sole, Luna, Venere, Saturno, Giove, Mercurio e Marte. L’edificio venne consacrato alla Vergine (Santa Maria ad Màrtyres) nel 609. E' per questo ci è pervenuto pressoché integro non avendo subito le devastazioni a cui furono sottoposti tutti gli altri templi pagani dopo l’anno 391, quando l’imperatore Teodosio (347-395) ne decretò la definitiva chiusura.
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
Le proporzioni interne sono quelle di una sfera: il diametro della cella (43,44 m) è pari alla sua altezza, ma all'esterno il profilo della cupola appare ribassato, cioè minore di mezza sfera, per il massiccio rinfianco, cioè l’appesantimento della parte più esterna della cupola per “verticalizzare” le spinte orizzontali che potrebbero far collassare il tamburo. La cupola è realizzata in calcestruzzo nella cui composizione, via via che ci si avvicina alla sommità, sono presenti materiali sempre più leggeri (dal travertino iniziale fino alla leggerissima pomice nella parte più alta).
rinfianco
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
L'oculo dal diametro di quasi 9 m., costituisce l’unica fonte di luce.
All'interno i 28 cassettoni quadrangolari alleggeriscono la struttura (sono infatti degli incavi nello spessore della cupola stessa), e la rendono più resistente attraverso la griglia di nervature che vanno formare, ma il 28 ha anche un valore simbolico in quanto considerato numero perfetto.
Pioggia di petali sul Pantheon
Il Pantheon spiegato da Alberto Anela
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
Questo tempio deve essere concepito alternativamente e misteriosamente come un spazio aperto e come uno spazio chiuso come se fosse un quadrante astrologico. Le ore faranno il loro giro su quella volta così laboriosamente pulita da artigiani greci; il disco della luce del giorno resterà sospeso come uno scudo d’oro; la pioggia formerà una piscina pulita sul pavimento sotto l’oculo, le preghiere saliranno come fumo verso il vuoto dove noi poniamo gli Dei”. L’imperatore Adriano sottolinea il rapporto del Pantheon con la luce e la sua capacità di „costruire“ lo spazio.
"La mia intenzione è che questo santuario per tutti gli Dei riproduca la somiglianza del globo terrestre e delle sfere dei pianeti. La cupola deve rivelare il cielo attraverso una grande apertura al centro, mostrando alternativamente luce ed ombra"
Pantheon, 112/115 a. C.-124 d. C., Roma
Arte Romana
L'Architettura Onoraria
L'architettura onoraria per eccellenza è l'arco di trionfo, utilizzato fin dall'età repubblicana, ma che vide i suoi esiti più importanti in età imperiale. L'apertura è detta fornice
Arco di Augusto, Rimini, 27 a. C.
Arte Romana
Arco di Traiano, Benevento, 114-120 d. C.
Arco di Tito, Roma, 80-85 d.C.
Arco di Adriano, Gerasa (Giordania), ca 129/130 d.C.
Arco di Costantino, Roma, 315 d. C.
Arte Romana
Principio della concatenazione
Nei monumenti romani più importanti,(archi di trionfo, teatri, anfiteatri) nei quali le dimensioni richiedevano comunque l’impiego dell’arco e della volta i romani ricorrevano alla “concatenazione”, ossia all’associazione formale del sistema trilitico (semicolonne + trabeazione sovrastante) con quello architravato.
Arte Romana
L'Architettura per lo svago e i giochi
Teatro greco
La cavea del teatro greco (koilon), accoglie il pubblico su gradinate parzialmente ricavate nella roccia, ha una forma che generalmente oltrepassa il semicerchio (per consentire la massima visibilità e una buona acustica) e si addossa ad un pendio naturale, ai lati ha ali costruite artificialmente e sostenute da muri: uno o più corridoi ad arco di cerchio (diazomata) la dividono in zone semicircolari, divise in cunei (kerkides) da scalette radiali (klimakes), che permettono agli spettatori di prendere posto.
Schema del teatro greco
Arte Romana
Anfiteatro, fine I e inizio II secolo d.C., Cagliari
Arte Romana
Mentre i greci addossavano la cavea del loro teatro a degli avvallamenti del terreno, i romani, grazie all’uso dell’arco in sequenza, potevano realizzare anche teatri completamente emersi dal terreno, quindi anche in pianura.La struttura interna non cambia molto ma si aggiunge una scaenae frons grandiosa e scenografica.
Teatro Greco
Teatro Romano
Schema del teatro greco
Arte Romana
A permettere la costruzione dei teatri è l'utilizzo di archi, volte a botte e volte anulari, oltre che del calcestruzzo.
Gli archi seguono uno schema ripetuto in diverse tipologie edilizie (acquedotti, teatri, archi trionfali ecc) che è quello dell'arco retto da pilastri a cui vengono addossate delle semicolonne. L'arco è sormontato da una trabeazione appena al di sopra o tangente al cervello (il punto più alto) dell'arco.
Arte Romana
Augusto nell'11 a.C. completa il teatro dedicato al nipote e genero Marcello morto nel 23. Si tratta di uno dei più antichi teatri romani in pietra.All’esterno gli ordini architettonici seguono la sequenza: dorico (o tuscanico) – ionico - corinzio (in questo caso non presente perché occupato dal palazzo Orsini (ex Savelli).
Teatro di Marcello, inaugurato nell'11 a. C., Roma
Arte Romana
L'Anfiteatro Flavio
Voluto da Vespasiano (della dinastia dei Flavi) per restituire alla città le aree occupate dalla Domus Aurea di Nerone, fu completato dal figlio di Vespasiano, Tito e, in seguito, modificato da Diocleziano. Fu costruito in soli 10 anni, da 4 squadre operanti in 4 canteri coordinati.
Teatro di Marcello, inaugurato nell'11 a. C., Roma
Arte Romana
Viene chiamato Colosseo sia per le enormi dimensioni, sia per la vicina statua colossale di Nerone, rappresentato con le sembianze del dio Sole.
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
Il Colosseo presenta una pianta ellittica, con un perimetro che raggiunge i 527 m e assi che misurano 187,5 e 156,5 m. La sola arena, all’interno, misura 86 × 54 m.L’arena, al centro, dove si svolgevano gli spettacoli, è circondata dalle gradinate della cavea, dove sedevano gli spettatori.
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
All’esterno la facciata è scandita da 80 arcate sovrapposte su tre ordini e chiuse, all'ultimo livello, da una parete continua sulla quale sono visibili le mensole.
Attico
Ordine Corinzio
Principio della Sovrapposizione degli ordini
Ordine Ionico
Ordine Tuscanico
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
La struttura è composta da setti radiali e corridoi interni ad anelli concentrici coperti da volta a botte anulare e volte a crociera.
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
La struttura portante è in tufo e opera cementizia per le volte e alcuni settori, all'esterno è ricoperto dal travertino.I blocchi di travertino erano resi più stabili con perni metallici, asportati in epoca medievale
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
Dopo l'inaugurazione dell'80, Domiziano ne fece scavare i sotterranei, cosa che di fatto impedì lo svolgimento di naumachie. Abbandonato nel VI secolo, la sua demolizione si interruppe solo nel 1675, quando fu dedicato alla memoria dei martiri cristiani.
Velario
Antenne lignee
mensole
Anfiteatro Flavio (Colosseo), 72-90 d. C., 188x156 m, Roma
Arte Romana
Disponeva di ingressi numerati, che convogliavano il pubblico nei vari settori (vomitoria).4 ingressi erano riservati ai magistrati, alle vestali e agli ospiti d'onore, mentre uno era prerogativa dell'Imperatore, che aveva anche una tribuna riservata.
Arte Romana
Schema della suddivisione in maeniana (gallerie), ordinate in base al censo e al genere.
Arte Romana
Le opere l'arte o come bottino di guerra o come prodotto delle botteghe artigiane greche e dell'Asia minore arrivarono a Roma, sovrapponedosi alla tradizione artistica romana.
Arte Romana
LE Domus
La domus, tipica casa patrizia, doveva essere, in primo luogo, dotata di spazi di rappresentanza.Essendo le strade molto rumorose, tutti gli spazi erano volti all'interno della costruzione, e sui muri esterni avevano poche o nessuna apertura.
Un piccolo ingresso (fauces) conduce ad un ambiente di passaggio e di attesa, il vestibulum. Uno degli spazi più caratteristici è l'atrium con un bacino quadrangolare per la raccolta delle acque piovane (impluvium) coperto da quattro falde spioventi verso l’interno (compluvium).
Arte Romana
LE Domus
Intorno sono i cubicula, le camere da letto.La parte più intima e riservata è quella retrostante, l’hortus, giardino circondato da colonne (peristilium). In fondo all’atrium si trova il tablinum, luogo dove il padrone di casa riceveva i clientes, mentre gli ospiti di riguardo stavano con lui nel triclinium, la sala da pranzo, con lettini accostati ai lati del tavolo.
Arte Romana
LE Insulae
Spesso erano vere e proprie speculazioni edilizie: il costruttore cercava di ricavarne più alloggi possibili per riscuotere il maggior numero di affitti. Ogni insula poteva contenere anche 200 abitanti. Erano abitazioni così insicure e malsane che Augusto arrivò a proibire la costruzione di edifici più alti di 20 m.Nel II sec. d.C. a Roma c’erano più di 46.000 insulae mentre le domus erano circa 1.800.
Le Insulae erano le abitazioni della popolazione.
Arte Romana
La ritrattistica
Arte greca
Arte Romana
Il ritratto si afferma nell'età ellenistica (non prima!)- I soggetti sono sempre personaggi famosi o potenti.- Il volto è quasi impersonale, con atteggiamenti generalizzati.
Il ritratto fa parte della cultura romana fin dalle origini.- la statuaria romana cerca soprattutto la rassomiglianza.- forse nasce dal culto che i patrizi romani rendevano ai propri antenati.
Arte Romana
Imagines Maiorum
Le famiglie patrizie ricavavano maschere di cera dal viso dei defunti. Queste che venivano poi conservate in armadi molto visibili, nell'atrium della casa, per ricordare la persona cara e perché questa fosse di esempio ai più giovani. Durante i funerali dei familiari erano portate in processione dai discendenti che per corporatura più somigliavano ai defunti e che se le applicavano sul volto indossando anche i vestiti dei defunti.
Arte Romana
Togato Barberini
Si tratta di un esempio della ritrattistica tardo-repubblicana, in cui è raffigurato un nobile romano che tiene nelle mani i ritratti dei suoi antenati (la testa del togato è riadattata, per quello non mostra somiglianza con i due ritratti che regge tra le mani). È evidente il senso di orgoglio del committente dell’opera che richiese allo scultore la realizzazione di questa scultura come esaltazione della propria gens.
Togato Barberini, fine del I secolo a.C. Marmo, altezza 165 cm. Roma, Musei Capitolini (Centrale Montemartini).
Arte Romana
Già nel periodo repubblicano si inizia a formare una concezione molto originale della scultura romana e in particolare della ritrattistica, con la nascita di quelle tendenze che poi diverranno due correnti:
ritratto ellenistico
ritratto italico.
Il ritratto italico vuol essere espressione di severità e sobrietà. Si riproducono le fattezze della persona cogliendone l'espressione che maggiormente ne evidenzi le qualità morali, a volte esasperandole per rendere il ritratto più vero e somigliante: le fattezze del corpo sono riprodotte con grande fedeltà, inclusi i difetti fisici.
Il ritratto ellenistico, che nasce dalla ritrattistica ellenistica dei principi, pur conservando i tratti fisionomici è più idealizzato e armonico. E' destinato prevalentemente ai ritratti ufficiali e cittadini meritevoli.
Arte Romana
Ritratti di anziani
Arte Romana
Il ritratto, durante l'età imperiale, diventa strumento di propaganda, frutto di oculate scelte politiche. L'immagine dell'Imperatore deve trasmettere gloria e grandezza, per questo si allontana dal realismo repubblicano per andare verso la raffinatezza dei modelli classici. Quando Ottaviano, nel 27 a.C., ricevette dal Senato il titolo di Augusto, affiancò al programma di consolidamento del proprio potere, una politica culturale volta a celebrare la pacificazione delle province dell’impero e a diffondere i principi su cui si basava la solidità dello Stato.
Propaganda: Azione che tende a influire sull’opinione pubblica e i mezzi con cui viene svolta. È un tentativo deliberato e sistematico di plasmare percezioni, manipolare cognizioni e dirigere il comportamento al fine di ottenere una risposta che favorisca gli intenti di chi lo mette in atto.
Busto di Augusto con corona gemmata, marmo, 27 - 14 a.C. , Musei capitolini, Roma
Arte Romana
I numerosi ritratti di Augusto (circa 120) devono creare l’immagine del Divo Augusto, che divenne il simbolo stesso di Roma, modello immutato nel tempo, in quanto espressione di valori assoluti . Il giovane Ottaviano era ritratto con volto scarno e magro, i tratti irregolari, gli occhi piccoli, il mento stretto e appuntito, i capelli ricci e spettinati spostati su un lato, imbronciato e dall’aria inquieta. La mascella contratta, la fronte leggermente aggrottata, così come le sopracciglia, indicano tutta la tensione nervosa nel giovane.
Busto di Augusto con corona gemmata, marmo, 27 - 14 a.C. , Musei capitolini, Roma
Arte Romana
Diventato Augusto, Ottaviano si ferce rappresentare sempre con un'aria distaccata, autorevole, idealizzata ed eroica: Augusto si identificò con la forza, la stabilità e l’efficacia militare di Roma stessa. D’altro canto, la maggior parte del popolo romano conobbe l’imperatore soltanto attraverso tali ritratti ufficiali. Il busto ritratto attinge dai modelli ellenistici, per la cura nei dettagli e la morbidezza del modellato, reso attraverso variazioni chiaroscurali, ma soprattutto la capacità di introspezione psicologica e dalla produzione italica per la rappresentazione realistica, l'attenzione al dato fisionomico, entro un modellato severo.La tendenza ellenistica diventa punto di riferimento per la ritrattistica ufficiale, mentre la tradizione italica influenzerà maggiormente il ritratto privato.
Busto di Augusto con corona gemmata, marmo, 27 - 14 a.C. , Musei capitolini, Roma
Arte Romana
La ritrattistica romana, nel tempo, utilizza diversi generi ritrattistici:
Busto ritratto
figura loricata
figura togata
tipo eroico
statua equestre
Ritratto di Silla, 80-75 a. C
Augusto loricato 12-8 a. C
Augusto Pontefice Massimo inizi I sec d. C
Claudio come Giove, I sec. d.C.
Marco Aurelio 161-180 d. C
Durante l'età augustea le forme predilette sono le prime tre. Qualunque tipologia si adotti, il ritratto diventa strumento di propaganda, frutto di oculate scelte politiche. L'immagine dell'Imperatore deve trasmettere gloria e grandezza, per questo si allontana dal realismo repubblicano per andare verso la raffinatezza dei modelli classici greci.
Arte Romana
La statua dell'Augusto “loricato” cioè rivestito dalla lorica, la corazza in cuoio e metallo che indossa, diventerà il prototipo delle rappresentazioni degli imperatori in veste militare.
Augusto di Prima Porta, 12-8 a.C., Marmo, h. 2,04 m, Musei Vaticani, Città del Vaticano
Arte Romana
Il riferimento stilistico è il Doriforo di Policleto, ma Augusto protettore della tradizione e della moralità non poteva essere rappresentato nudo. Policleto aveva fermato il momento del passaggio dalla quiete al moto, Augusto è rappresentato immobile, nel gesto del comando
Augusto di Prima Porta, 12-8 a.C., Marmo, h. 2,04 m, Musei Vaticani, Città del Vaticano
Arte Romana
Il dito, restaurato, forse era ancora più teso, quasi fosse puntato su qualcuno o qualcosa.Il gesto è quello tipico della adlocutio, l'incitamento all'esercito da parte del comandante.
Il volto di Augusto è somigliante al vero, ma fortemente idealizzato, è difficile capire quale sia l'età dell'Imperatore e i lineamenti sono perfetti, il messaggio che doveva trasmettere era quello dell'uomo sul quale riporre con fiducia il futuro di Roma.
Con la mano sinistra l'imperatore reggeva un bastone (ora perduto), simbolo di potere e regalità.
Augusto di Prima Porta, 12-8 a.C., Marmo, h. 2,04 m, Musei Vaticani, Città del Vaticano
Arte Romana
La corazza, che aderisce al corpo, rivelandone però la perfezione della muscolatura, è decorata da immagini simboliche e allegoriche molto elaborate.
I fianchi sono avvolti dal paludamentum, mantello di solito indossato dai generali quando comandavano l’esercito. Esso ricade sul braccio sinistro, la cui mano stringeva una lancia, ora perduta.
Nella parte centrale il re dei Parti (1) restituisce le insegne romane a Marte o Tiberio (2) tra i popoli vinti (3). Nella parte alta della corazza c'è la personificazione del Cielo (4), sotto il quale si trovano, da una parte la quadriga di Sole (9) che rincorre la Luna (10) nascosta da Aurora (11) e preceduta da Rugiada (12), mentre in basso la Terra (5) semisdraiata mostra i frutti della nuova pacifica era. Ai lati Apollo (7) e Diana (8), rispettivamente su di un grifone e su di una cerva.
Augusto di Prima Porta, 12-8 a.C., Marmo, h. 2,04 m, Musei Vaticani, Città del Vaticano
Arte Romana
In basso, a sinistra, è rappresentato Eros, a cavalcioni di un delfino. Augusto infatti apparteneva alla gens Iulia, che si riteneva discendere da Venere, madre di Enea, tramite il figlio di questi Ascanio o Iulo.
Augusto di Prima Porta, 12-8 a.C., Marmo, h. 2,04 m, Musei Vaticani, Città del Vaticano
Arte Romana
Augusto di Prima Porta, 12-8 a.C., Marmo, h. 2,04 m, Musei Vaticani, Città del Vaticano
Arte Romana
Nelle epoche successive ritorna il dualismo arte plebea/arte aulica, come è evidente anche nella rappresentazione dello stesso imperatore Vespasiano.
Ritratti di Vespasiano, I d. C.
Arte Romana
Nei ritratti ufficiali, con l'affermarsi del cristianesimo si va accentuando la tendenza idealizzante. Le forme sono sintetiche e stilizzate, tendendo a sottolineare l'aspetto simbolico.
Ritratti di Vespasiano, I d. C.
Arte Romana
L'arte ha nell'età repubblicana il compito di celebrare la grandezza di Roma e glorificare le sue imprese militari. Il rilievo storico è una narrazione di questi eventi. Anche in questa tipologia si assiste all'utilizzo contemporaneo di due modalità: quella „alta“, classicheggiante e quella plebea. L'ara di Domizio è il più antico monumento pubblico romano che ci sia pervenuto.Combina ecletticamente stili differenti: nel fregio di Monaco il tema è mitologico (nozze di Nettuno e Anfitrite), lo stile virtuosistico è di carattere ellenistico, rappresentando la tendenza aulica e raffinata legata all'ammirazione e alla passione per l'arte greco ellenistica.
Ara di Domizio Enobarbo, Nozze di Nettuno e Anfitrite, II-I sec aC., marmo, Monaco – Parigi, Glyptothek - Louvre
Arte Romana
Nel fregio di Parigi il tema è storico, rappresenta un momento quotidiano della vita romana, la suovetaurilia, rito religioso di sacrificio di animali.Il rilievo è la rappresentazione più tipica della corrente plebea, di origine italica, che mostra un'esecuzione rapida ed essenziale, con animali più grandi del reale. Le due tendenze, quella classicheggiante e quella popolare che perdureranno durante l’impero per sfociare poi nell'arte medievale.
Ara di Domizio Enobarbo, Suovetaurilia, II-I sec aC., marmo, Monaco – Parigi, Glyptothek – Louvre
Arte Romana
La dimensione degli animali doveva simbolicamente rendere nota l'importanza del sacrificio.L'arte plebea è infatti sostanzialmente simbolica.La tendenza plebea continuerà ad essere presente sempre, anche durante l'età imperiale ed anche per committenze importanti.
Arco di Susa,
Arte Romana
Nel fregio di Parigi il tema è storico, rappresenta un momento quotidiano della vita romana, la suovetaurilia, rito religioso di sacrificio di animali.Il rilievo è la rappresentazione più tipica della corrente plebea, di origine italica, che mostra un'esecuzione rapida ed essenziale, con animali più grandi del reale. Le due tendenze, quella classicheggiante e quella popolare che perdureranno durante l’impero per sfociare poi nell'arte medievale.
Ara di Domizio Enobarbo, Nozze di Nettuno e Anfitrite, II-I sec aC., marmo, Monaco – Parigi, Glyptothek - Louvre
Arte Romana
Il corteo funebre di Amiternum racconta il funerale di un ricco personaggio.Ogni riferimento realistico è scomparso, a beneficio di un racconto semplice e piano, con un linguaggio lontano dalla prospettiva e dallo scalare die piani dell'arte greca.
Corteo funebre, I secolo a.C. Calcare, altezza 65 cm. Da Amiternum (L'Aquila). L'Aquila, Museo Nazionale d'Abruzzo.
Arte Romana
L'Ara Pacis Augustae era originariamente posta in campo Marzio, in una particolare posizione che permetteva all'obelisco, ago del gigantesco orologio solare voluto da Augusto, di proiettare la sua ombra all'interno dell'altare proprio nel giorno del compleanno dell'Imperatore.
Ricostruzione del complesso dell'Ara Pacis Augustae,13-9 a. C, Roma, Museo dell'Ara Pacis
Arte Romana
Decretata dal senato nel 13 e dedicata nel 9 aC. l'Ara Pacis Augustae doveva celebrare le vittorie di Augusto in Gallia e Spagna. Le decorazioni sono quindi intonate al tema della grandezza di Roma e della celebrazione della pace.L'ara vera e propria si trova all'interno di un recinto marmoreo, posto su un basso podio, con due ingressi, dei quali solo uno accessibile tramite una scalinata.
lesene interne
lesene angolari
accesso
podio
lesene corinzie
Ara Pacis Augustae,13-9 a. C, Roma, Museo dell'Ara Pacis
Arte Romana
All'interno il registro inferiore finge una palizzata in legno, il tradizionale recinto sacro, mentre quello superiore, da cui è separato da una fascia decorativa a palmette, è decorato da festoni sorretti da brucrani e pàtere , allusivi ai riti sacrificali che si celebravano in quello spazio.
Ara Pacis Augustae,13-9 a. C, Roma, Museo dell'Ara Pacis
Arte Romana
Ara Pacis Augustae,13-9 a. C, Roma, Museo dell'Ara Pacis
Arte Romana
Enea, capostipite della gens Iulia, che sacrifica ai Penati
Saturnia Tellus, la terra (o Venere, o la Pace) dispensatrice di cibo e benessere, sotto un cielo bevevolo e pacifico, grazie alla protezione di Augusto.
Ara Pacis Augustae,13-9 a. C, Roma, Museo dell'Ara Pacis
Arte Romana
Ara Pacis Augustae,13-9 a. C, Roma, Museo dell'Ara Pacis
Arte Romana
All'esterno è rappresentata una processione a cui partecipa Augusto e tutta la sua famiglia. Potrebbe essere quella di inaugurazione (9 a.C.) o quella nella quale si decretò la costruzione (13 a.C). Agrippa era già morto prima del 9 e Augusto ebbe la carica di Pontefice Massimo solo nel 13. Queste incongruenze rendono ancora più evidente la funzione celebrativa del monumento, rappresentando avvenimenti fuori dal tempo.
Ara Pacis Augustae,13-9 a. C, Roma, Museo dell'Ara Pacis
Arte Romana
Ricostruzione ipotetica dell'aspetto originario dell'Ara Pacis
Ara Pacis Augustae,13-9 a. C, Roma, Museo dell'Ara Pacis
Arte Romana
Il Foro costituiva il cuore della vita pubblica delle città romane, perché in essa vi si svolgeva la maggior parte delle attività politiche, amministrative ed economiche. Posto in posizione centrale (nelle città di fondazione all'incrocio tra cardo e decumano), a Roma si trovava nell'area dell'attuale via dei Fori imperiali. Il foro romano venne abbellito e trasformato tante volte, sia durante la repubblica che durante l'impero e si trovò ad ospitare oltre ai mercati (posti nelle parti più periferiche, anche Basiliche, Templi, la Curia (sede del Senato romano), il Comizio (luogo delle assemblee), archi di trionfo ecc.
Ara Pacis Augustae,13-9 a. C, Roma, Museo dell'Ara Pacis
Arte Romana
tempio del divo Traiano
colonna di Traiano
biblioteche
basilica Ulpia
mercato
statua di Traiano
piazza porticata
arco di trionfo
Planimetria del foro di Traiano, 110-113 d. C., Roma
Arte Romana
L'autore della colonna coclide è storicamente indicato in Apollodoro di Damasco,Essa doveva celebrare le vittorie di Traiano nelle guerre in Dacia.La colonna, di ordine tuscanico, si compone di un plinto e un fusto costituito da 17 rocchi, più un capitello. E' alta circa 40 metri.Al di sotto si trova un basamento cubico che ospita tre piccole stanze, la più interna delle quali ospitava l'urna in oro con le ceneri dell'imperatore.La colonna aveva funzione storico-celebrativa e funeraria, in quanto pensata per custodire le ceneri di Traiano e questo era ribadito dalla statua di Traiano (ora sostituita con quella di San Pietro)
Colonna Traiana, 110-113 d. C., Roma
Arte Romana
Apollodoro di Damasco, pone in essere alcuni accorgimenti di correzione ottica:- Il diametro dell'imoscapo, lievemente superiore rispetto a quello del sommoscapo, e la lieve entasi le danno un aspetto equilibrato ed elegante.- Le fasce decorative diventano progressivamente più alte, correggendo la diminuzione prospettica dovuta all'altezza.
Colonna Traiana, 110-113 d. C., Roma
Arte Romana
I racconti presenti delle fasce decorative erano resi maggiormente visibili dalla colorazione intensa dei bassorilievi e potevano essere ammirate dalle finestre delle due biblioteche, dei greci e dei romani.
Colonna Traiana, 110-113 d. C., Roma
Arte Romana
La vittoria alata che racconta le gesta dei romani fa da cesura tra gli avvenimenti che narrano la prima guerra dacica e la seconda
Decebalo, vistosi sconfitto, si da la morte per non cadere in mani nemiche. Il re sconfitto viene presentato con dignità e rispetto.
L'esercito romano passa il Danubio (rappresentato allegoricamente) attraverso un ponte di barche, dando inizio alla prima campagna in Dacia.
Colonna Traiana, 110-113 d. C., Roma
Arte Romana
L'imperatore è sempre rappresentato con pose composte e serie, generalmente di dimensioni leggermente maggiori rispetto agli altri personaggi, e spesso rappresentato di profilo per non spezzare la narrazione, ma invogliare alla lettura continua.
Colonna Traiana, 110-113 d. C., Roma
Arte Romana
Le basiliche sono edifici, collocati nel foro, con funzione di luogo d’incontro e di rappresentanza, sala per i commerci e le riunioni, per gli affari e per l'amministrazione della giustizia, quindi scopi civili.Solo più avanti nel tempo, quando la figura dell'Imperatore viene divinizzata, le basiliche, nelle quali era collocata la statua dell'imperatore diventano anche luoghi per la venerazione di questi personaggi.
Colonna Traiana, 110-113 d. C., Roma
Arte Romana
La basilica presenta una sala rettangolare divisa in 3 o 5 navate da colonnati.Inizialmente coperta a capriate di legno, fu in seguito coperta con delle volte. Gli ingressi erano di norma sui lati lunghi e ai lati corti poteva avere due absidi dove era posto lo scranno (il sedile) del magistrato.
Colonna Traiana, 110-113 d. C., Roma
Arte Romana
Iniziata da Massenzio e terminata da Costantino.L'aula rettangolare era suddivisa in tre navate longitudinali:
La navata centrale coperta con volte a crociera è più alta (35 m) delle laterali (24,5 m). Le navate laterali sono coperte da volte a botte cassettonate perpendicolari all’asse principale
Basilica di Massenzio, 307-313 d. C., Roma
Arte Romana
A Roma Massenzio inizia la costruzione di una immensa basilica, poi completata da Costantino all’inizio del IV sec., costruita in laterizi con volte in calcestruzzo.L'edificio era destinato ad accogliere l'attività giudiziaria del prefetto urbano.
Basilica di Massenzio, 307-313 d. C., Roma
Arte Romana
L’ingresso era inizialmente posto su uno dei lati brevi mentre sul lato opposto era un’abside. Costantino aprì un altro ingresso su un lato lungo facendo realizzare un’altra abside lungo il lato opposto. Quest’ultimo lato è l’unico rimasto fino ai giorni nostri della imponente struttura.
Basilica di Massenzio, 307-313 d. C., Roma
Arte Romana
Della statua di Costantino restano dei frammenti rinvenuti nel 1487 ed esposti oggi nel cortile del Museo dei Conservatori. La scultura doveva essere alta 10 m. ed era collocata nell’abside occidentale.
Basilica di Massenzio, 307-313 d. C., Roma
Arte Romana
L'edificio crollò in parte col terremoto al tempo di papa Leone IV (metà del IX sec.) ma soprattutto la basilica venne usata come cava di materiali per le nuove costruzioni papali, come le lastre di bronzo dorato che ricoprivano il tetto fatte togliere da papa Onorio I nel 626 per ornare la basilica di San Pietro.La Basilica ispirò molti architetti del Rinascimento; anche Michelangelo fu influenzato da essa per la progettazione della cupola di San Pietro.
Basilica di Massenzio, 307-313 d. C., Roma
Nicchie
Nicchie
ingresso
tempio di Agrippa (genero di Augusto) realizzato nel 27 a.C.
incendio
Costruzione nuovo tempio sotto Adriano, nel 124 d. C.
Bucranio
In architettura s'indicano con questo vocabolo quei teschi di bue scarniti che, variamente ornati di fiori e di solito alternati con festoni, formano la decorazione plastica più caratteristica degli antichi ordini architettonici, in particolare del dorico greco e di moltissimi monumenti romani.L'origine di questo tipo di ornato, va ricercata nel fatto che negli antichi templi i cranî degli animali sia bovini sia ovini i quali venivano immolati in sacrifizio erano, dopo disseccati, appesi tutt'intorno all'ara sacrificale e sull'alto delle pareti del tempio.
Fonte: Treccani
ingresso
tempio di Agrippa (genero di Augusto) realizzato nel 27 a.C.
incendio
Costruzione nuovo tempio sotto Adriano, nel 124 d. C.
ingresso
tempio di Agrippa (genero di Augusto) realizzato nel 27 a.C.
incendio
Costruzione nuovo tempio sotto Adriano, nel 124 d. C.
portale di ingresso
Pàtera
Utensile adoperato dai Romani nei sacrifici, dalla forma simile a quella di una bassissima scodella, senza orlo distinto dal corpo, e senza anse.
Fonte: Treccani