Figure retoriche
Di ordine
Quando si parla di figure retoriche di ordine, ci si riferisce a tecniche espressive che intervengono sulla disposizione delle parole o delle frasi all’interno di un testo. Il loro scopo non è quello di cambiare il significato delle parole, ma di creare un effetto particolare — ad esempio rendere un passaggio più ritmico, intenso, solenne o poetico. In un discorso normale, le parole seguono un ordine logico e grammaticale (di solito: soggetto → verbo → complemento). Le figure di ordine rompono questa regola, spostando o ripetendo gli elementi per mettere in risalto certe idee o per dare al testo una melodia e una vivacità maggiori.
Cosa sono?
• Sottolineare un concetto importante collocandolo all’inizio o alla fine della frase. • Creare sorpresa o attesa invertendo l’ordine naturale delle parole. • Rendere il ritmo più piacevole attraverso ripetizioni o simmetrie. • Dare un tono particolare al testo (drammatico, solenne, poetico…).
Lo scopo:
Le principali
Asindeto e polisindeto
Anafora
Chiasmo
Enjambement
Parallelismo
Anastrofe
Ellissi
Anadiplosi
Iperbato
Anacoluto
Enumerazione
Climax
Enallage
Iterazione
Epistrofe
Benedetta Bellone: responsabile multimediale e portavoce Mariavittoria Santoro: revisore dei contenuti Raffaele Credentino: coordinatore Maria Mammalella: revisore stilistico Giuseppe Rostan, Luigi Mancino,Antonio di Tommaso, Alessandro Tambaro: ricercatori
Ruoli
ANADIPLOSI
Definizione: L’anadiplosi è una figura retorica d’ordine che consiste nella ripetizione dell’ultima parola (o gruppo di parole) di una frase o verso all’inizio di quello successivo. Funzione: Crea continuità e coesione tra le frasi. Dà enfasi alla parola ripetuta. Spesso crea un ritmo incalzante o solenne.
Esempi: La vita è un sogno, un sogno che svanisce:la parola “sogno” chiude la prima frase e apre la seconda:Forse domani partirò. Partirò senza rimpianti. Aveva un sogno: un sogno di libertà.
La climax è una figura assai diffusa nei testi letterari, dove è spesso usata per sottolineare alcuni passaggi ad effetto, in cui occorre focalizzare l’attenzione del lettore o dell’ascoltatore su un determinato aspetto. Ad esempio nella poesia leopardiana, fitta di echi classici, la climax si presta molto bene ad esprimere la sofferenza del poeta al cadere delle illusioni giovanili, o la sua disperazione senza consolazione; si ricordino ne La sera del dì di festa i vv. 22-23 (“[...] e qui per terra | mi getto, e grido, e fremo. [...]”)
CLIMAX
Figura retorica (dal greco klímaks, “scala”), affine all’accumulazione, per cui una serie di termini dello stesso tipo (sostantivi, aggettivi, verbi ecc. ecc.) vengono disposti in una serie progressiva di tipo ascendente o discendente (in questo caso si parla più propriamente di anticlimax) dal punto di visto del ritmo o dell’intensità di significato.
ANAFORA
L’anafora è una figura retorica diffusissima in tutta la storia letteraria; dai celebri esempi danteschi del terzo canto dell’Inferno (vv. 1-3: “Per me si va nella città dolente | Per me si va nell’etterno dolore | Per me si va tra la perduta gente”) e del canto di Paolo e Francesca, si va all’uso dell’anafora nel Canzoniere di Petrarca, dove nel sonetto proemiale (v. 6: “fra le vane speranze e ‘l van dolore”) la ripetizione dell’aggettivo indica già la volontà del poeta di staccarsi dalle illusioni terrene e dalla passione per Laura.
Figura retorica (dal greco anaphorá, “offerta, ripresa, ripetizione”) che prevede la ripresa dello stesso termine o dello stesso gruppo di parole all’inizio di frasi o di versi successivi (o anche all’interno dello stesso verso); l’effetto è quello di sottolineare un particolare concetto o idea.
ENJAMBEMENT
Enjambement è una figura retorica che si verifica quando la frase continua nel verso successivo, senza che ci sia una pausa alla fine del verso. Serve a dare suspense o ritmo al testo poetico, “spezzando” il senso tra due versi. Esempio: L’erba tremola e verde si piega al soffio lieve del vento.” Il senso della frase è diviso tra piega e il verso seguente questo è un enjambement.
POLISINDETO
ASINDETO
è una figura retorica di ordine che consiste nel mettere in fila parole, frasi o elementi, ripetendo più volte la congiunzione "e", ma non solo. Quindi, si uniscono gli elementi con un uso insistito della congiunzione per dare un senso di rallentamento solenne o per dare risalto a ogni singolo elemento. Esempio: Nel cielo volavano farfalle e uccelli e moscerini e zanzare.
figura retorica di ordine che consiste nel mettere in fila parole, frasi o elementi senza usare congiunzioni come "e" oppure "o". Al loro posto, si usano segni di punteggiatura come virgole o punti e virgola, per collegare gli elementi. Esempio: Ho aperto la porta, ho posato le chiavi, ho acceso la luce, mi sono seduto.
ELLISSI
Ellissi è una figura retorica di omissione: consiste nel togliere una o più parole che si possono facilmente sottintendere dal contesto, senza compromettere la comprensione della frase. L’ellissi rende il discorso più rapido lasciando che il lettore completi mentalmente ciò che manca. Esempio: • Frase completa: Io andrò al mare e tu andrai in montagna. • Con ellissi: Io al mare, tu in montagna. Qui si omette il verbo andare, che è facilmente intuibile.
ENALLAGE
È lo scambio di una forma grammaticale con un’altra, ad esempio di tempo, persona o parte del discorso. Si usa per dare tono solenne, poetico o vivace. Esempi: • “Parla il savio” → l’aggettivo savio diventa sostantivo. • “Cesare varca il Rubicone” (invece di varcò) → uso del presente storico, più vivido. Effetto: rende il testo più espressivo o solenne.
ANASTROFE
L’anastrofe è una figura retorica che consiste nel capovolgimento dell’ordine consueto delle parole all’interno di una frase, con lo scopo di dare rilievo o enfasi a un elemento. In pratica, si tratta di anticipare una parte della proposizione — come un complemento oggetto o un complemento di specificazione — che normalmente verrebbe dopo.
Esempi di questa costruzione sono: “di me più degno” al posto di “più degno di me”, oppure “dolce chiara è la notte” invece di “la notte è dolce e chiara”.
ENUMERAZIONE
Enumerazione: Elenco di elementi, può essere in ordine logico, crescente, decrescente o casuale. Esempio: "Libri, penne, quaderni, zaini sparsi ovunque"
CHIASMO
Il chiasmo è una figura retorica assai ricorrente in molti autori ed opere letterarie, e serve generalmente a creare una contrapposizione esplicita tra argomenti o concetti differenti. Ad esempio, nel sonetto di Petrarca "Pace non trovo, et non ò da far guerra " il chiasmo contribuisce insieme con l’antitesi, a creare la contrapposizione tra Amore e Morte e tra la passione terrena per Laura e il desiderio di liberarsi dalla schiavitù delle illusioni
Figura retorica (dalla lettera greca χ, che si pronuncia “chi” e che ricorda per la sua forma lo schema della figura retorica) per cui due coppie di termini, legati tra loro da ragioni grammaticali, sintattiche o di senso, vengono disposti secondo lo schema ABBA, collocando cioè due termini simili agli estremi del sintagma, metre altri due sono all’interno dello stesso.
ITERAZIONE
Iterazione: Ripetizione di parole non in posizioni fisse, utile a creare enfasi. Esempio: "Corri, corri finché puoi, corri via!"
EPISTROFE
Definizione: L’epistrofe (detta anche epifora) è una figura retorica d’ordine che consiste nella ripetizione di una o più parole alla fine di frasi, proposizioni o versi successivi. Funzione: Serve a dare enfasi, ritmo e coerenza al discorso, mettendo in risalto la parola ripetuta.
Esempi: • Non voglio parlare, non posso parlare, non devo parlare: la parola “parlare” si ripete alla fine di ogni frase. • Voglio la pace, sogno la pace, cerco la pace: ripetizione finale della parola “pace”.
PARALLELISMO
Figura retorica (dal greco parallelos, “l’uno accanto all’altro”) per cui due elementi due o più elementi sono disposti simmetricamente (a più livelli dell’espressione: grammaticale, lessicale, ritmico, morfosintattico, testuale e semantico-contenutistico) all’interno dell’enunciato, sia esso in prosa o in versi. Il parallelismo è una delle figure retoriche più applicate e diffuse in assoluto, tanto da costituire un tratto specifico dell’uso estetico-letterario della lingua, in quanto contribuisce a differenziarla dall’espressione comune e quotidiana.
IPERBATO
L’iperbato è una figura retorica che consiste nel separare due parole che dovrebbero trovarsi una accanto all’altra, inserendo tra di esse uno o più elementi della frase. Questo procedimento serve a mettere in risalto determinate parole e a variare l’ordine abituale della struttura sintattica (solitamente soggetto + verbo + complementi). È una figura molto usata nella poesia e anche nel linguaggio pubblicitario, per rendere il discorso più espressivo e incisivo.
Esempio: “In questo silenzio profondo dorme il mare” invece di “Il mare dorme in questo profondo silenzio.”
ANACOLUTO
È una rottura nella costruzione grammaticale: la frase inizia con una struttura e poi “si stacca” da essa. Serve per dare realismo, oralità o enfasi. Esempio: “Io, la pazienza, l’ho persa da un pezzo.” → Il soggetto “io” è rimasto sospeso, la frase prosegue come se cominciasse da capo. Effetto: suona spontaneo, come nel linguaggio parlato.
Figure retoriche di ordine
Benny
Created on October 16, 2025
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Figure retoriche
Di ordine
Quando si parla di figure retoriche di ordine, ci si riferisce a tecniche espressive che intervengono sulla disposizione delle parole o delle frasi all’interno di un testo. Il loro scopo non è quello di cambiare il significato delle parole, ma di creare un effetto particolare — ad esempio rendere un passaggio più ritmico, intenso, solenne o poetico. In un discorso normale, le parole seguono un ordine logico e grammaticale (di solito: soggetto → verbo → complemento). Le figure di ordine rompono questa regola, spostando o ripetendo gli elementi per mettere in risalto certe idee o per dare al testo una melodia e una vivacità maggiori.
Cosa sono?
• Sottolineare un concetto importante collocandolo all’inizio o alla fine della frase. • Creare sorpresa o attesa invertendo l’ordine naturale delle parole. • Rendere il ritmo più piacevole attraverso ripetizioni o simmetrie. • Dare un tono particolare al testo (drammatico, solenne, poetico…).
Lo scopo:
Le principali
Asindeto e polisindeto
Anafora
Chiasmo
Enjambement
Parallelismo
Anastrofe
Ellissi
Anadiplosi
Iperbato
Anacoluto
Enumerazione
Climax
Enallage
Iterazione
Epistrofe
Benedetta Bellone: responsabile multimediale e portavoce Mariavittoria Santoro: revisore dei contenuti Raffaele Credentino: coordinatore Maria Mammalella: revisore stilistico Giuseppe Rostan, Luigi Mancino,Antonio di Tommaso, Alessandro Tambaro: ricercatori
Ruoli
ANADIPLOSI
Definizione: L’anadiplosi è una figura retorica d’ordine che consiste nella ripetizione dell’ultima parola (o gruppo di parole) di una frase o verso all’inizio di quello successivo. Funzione: Crea continuità e coesione tra le frasi. Dà enfasi alla parola ripetuta. Spesso crea un ritmo incalzante o solenne.
Esempi: La vita è un sogno, un sogno che svanisce:la parola “sogno” chiude la prima frase e apre la seconda:Forse domani partirò. Partirò senza rimpianti. Aveva un sogno: un sogno di libertà.
La climax è una figura assai diffusa nei testi letterari, dove è spesso usata per sottolineare alcuni passaggi ad effetto, in cui occorre focalizzare l’attenzione del lettore o dell’ascoltatore su un determinato aspetto. Ad esempio nella poesia leopardiana, fitta di echi classici, la climax si presta molto bene ad esprimere la sofferenza del poeta al cadere delle illusioni giovanili, o la sua disperazione senza consolazione; si ricordino ne La sera del dì di festa i vv. 22-23 (“[...] e qui per terra | mi getto, e grido, e fremo. [...]”)
CLIMAX
Figura retorica (dal greco klímaks, “scala”), affine all’accumulazione, per cui una serie di termini dello stesso tipo (sostantivi, aggettivi, verbi ecc. ecc.) vengono disposti in una serie progressiva di tipo ascendente o discendente (in questo caso si parla più propriamente di anticlimax) dal punto di visto del ritmo o dell’intensità di significato.
ANAFORA
L’anafora è una figura retorica diffusissima in tutta la storia letteraria; dai celebri esempi danteschi del terzo canto dell’Inferno (vv. 1-3: “Per me si va nella città dolente | Per me si va nell’etterno dolore | Per me si va tra la perduta gente”) e del canto di Paolo e Francesca, si va all’uso dell’anafora nel Canzoniere di Petrarca, dove nel sonetto proemiale (v. 6: “fra le vane speranze e ‘l van dolore”) la ripetizione dell’aggettivo indica già la volontà del poeta di staccarsi dalle illusioni terrene e dalla passione per Laura.
Figura retorica (dal greco anaphorá, “offerta, ripresa, ripetizione”) che prevede la ripresa dello stesso termine o dello stesso gruppo di parole all’inizio di frasi o di versi successivi (o anche all’interno dello stesso verso); l’effetto è quello di sottolineare un particolare concetto o idea.
ENJAMBEMENT
Enjambement è una figura retorica che si verifica quando la frase continua nel verso successivo, senza che ci sia una pausa alla fine del verso. Serve a dare suspense o ritmo al testo poetico, “spezzando” il senso tra due versi. Esempio: L’erba tremola e verde si piega al soffio lieve del vento.” Il senso della frase è diviso tra piega e il verso seguente questo è un enjambement.
POLISINDETO
ASINDETO
è una figura retorica di ordine che consiste nel mettere in fila parole, frasi o elementi, ripetendo più volte la congiunzione "e", ma non solo. Quindi, si uniscono gli elementi con un uso insistito della congiunzione per dare un senso di rallentamento solenne o per dare risalto a ogni singolo elemento. Esempio: Nel cielo volavano farfalle e uccelli e moscerini e zanzare.
figura retorica di ordine che consiste nel mettere in fila parole, frasi o elementi senza usare congiunzioni come "e" oppure "o". Al loro posto, si usano segni di punteggiatura come virgole o punti e virgola, per collegare gli elementi. Esempio: Ho aperto la porta, ho posato le chiavi, ho acceso la luce, mi sono seduto.
ELLISSI
Ellissi è una figura retorica di omissione: consiste nel togliere una o più parole che si possono facilmente sottintendere dal contesto, senza compromettere la comprensione della frase. L’ellissi rende il discorso più rapido lasciando che il lettore completi mentalmente ciò che manca. Esempio: • Frase completa: Io andrò al mare e tu andrai in montagna. • Con ellissi: Io al mare, tu in montagna. Qui si omette il verbo andare, che è facilmente intuibile.
ENALLAGE
È lo scambio di una forma grammaticale con un’altra, ad esempio di tempo, persona o parte del discorso. Si usa per dare tono solenne, poetico o vivace. Esempi: • “Parla il savio” → l’aggettivo savio diventa sostantivo. • “Cesare varca il Rubicone” (invece di varcò) → uso del presente storico, più vivido. Effetto: rende il testo più espressivo o solenne.
ANASTROFE
L’anastrofe è una figura retorica che consiste nel capovolgimento dell’ordine consueto delle parole all’interno di una frase, con lo scopo di dare rilievo o enfasi a un elemento. In pratica, si tratta di anticipare una parte della proposizione — come un complemento oggetto o un complemento di specificazione — che normalmente verrebbe dopo.
Esempi di questa costruzione sono: “di me più degno” al posto di “più degno di me”, oppure “dolce chiara è la notte” invece di “la notte è dolce e chiara”.
ENUMERAZIONE
Enumerazione: Elenco di elementi, può essere in ordine logico, crescente, decrescente o casuale. Esempio: "Libri, penne, quaderni, zaini sparsi ovunque"
CHIASMO
Il chiasmo è una figura retorica assai ricorrente in molti autori ed opere letterarie, e serve generalmente a creare una contrapposizione esplicita tra argomenti o concetti differenti. Ad esempio, nel sonetto di Petrarca "Pace non trovo, et non ò da far guerra " il chiasmo contribuisce insieme con l’antitesi, a creare la contrapposizione tra Amore e Morte e tra la passione terrena per Laura e il desiderio di liberarsi dalla schiavitù delle illusioni
Figura retorica (dalla lettera greca χ, che si pronuncia “chi” e che ricorda per la sua forma lo schema della figura retorica) per cui due coppie di termini, legati tra loro da ragioni grammaticali, sintattiche o di senso, vengono disposti secondo lo schema ABBA, collocando cioè due termini simili agli estremi del sintagma, metre altri due sono all’interno dello stesso.
ITERAZIONE
Iterazione: Ripetizione di parole non in posizioni fisse, utile a creare enfasi. Esempio: "Corri, corri finché puoi, corri via!"
EPISTROFE
Definizione: L’epistrofe (detta anche epifora) è una figura retorica d’ordine che consiste nella ripetizione di una o più parole alla fine di frasi, proposizioni o versi successivi. Funzione: Serve a dare enfasi, ritmo e coerenza al discorso, mettendo in risalto la parola ripetuta.
Esempi: • Non voglio parlare, non posso parlare, non devo parlare: la parola “parlare” si ripete alla fine di ogni frase. • Voglio la pace, sogno la pace, cerco la pace: ripetizione finale della parola “pace”.
PARALLELISMO
Figura retorica (dal greco parallelos, “l’uno accanto all’altro”) per cui due elementi due o più elementi sono disposti simmetricamente (a più livelli dell’espressione: grammaticale, lessicale, ritmico, morfosintattico, testuale e semantico-contenutistico) all’interno dell’enunciato, sia esso in prosa o in versi. Il parallelismo è una delle figure retoriche più applicate e diffuse in assoluto, tanto da costituire un tratto specifico dell’uso estetico-letterario della lingua, in quanto contribuisce a differenziarla dall’espressione comune e quotidiana.
IPERBATO
L’iperbato è una figura retorica che consiste nel separare due parole che dovrebbero trovarsi una accanto all’altra, inserendo tra di esse uno o più elementi della frase. Questo procedimento serve a mettere in risalto determinate parole e a variare l’ordine abituale della struttura sintattica (solitamente soggetto + verbo + complementi). È una figura molto usata nella poesia e anche nel linguaggio pubblicitario, per rendere il discorso più espressivo e incisivo.
Esempio: “In questo silenzio profondo dorme il mare” invece di “Il mare dorme in questo profondo silenzio.”
ANACOLUTO
È una rottura nella costruzione grammaticale: la frase inizia con una struttura e poi “si stacca” da essa. Serve per dare realismo, oralità o enfasi. Esempio: “Io, la pazienza, l’ho persa da un pezzo.” → Il soggetto “io” è rimasto sospeso, la frase prosegue come se cominciasse da capo. Effetto: suona spontaneo, come nel linguaggio parlato.