more ciceroniano
ALLA MANIERA DI CICERONE
Un' orazione ispirata al più famoso oratore della storia
ORAzione
Io temo, o cittadini, che lo smart working dissolva ciò che da secoli unisce la comunità: la presenza, la collaborazione, la disciplina del tempo condiviso. Il lavoro, quando è solitario, perde dignità, quando è invisibile, perde valore. Non si costruisce una Repubblica di cittadini chiusi ciascuno nel proprio domicilio, ma di uomini che, incontrandosi, imparano la virtù civile.Se oggi togliamo ai giovani la quotidiana convivenza con i colleghi, domani avremo una generazione che non conosce la fatica comune, la solidarietà, il colloquiare dal vivo: uomini efficienti forse, ma distratti, incapaci e disadattati nel comprendere l’altro.
Dicono che lo smart working aumenti la produttività; ma, quale ricchezza può sostituire la povertà di animo e il senso stesso di vivere insieme?
ORAzione
Patres conscripti, non ignoro che molti, sedotti da vane apparenze di comodità e pregresso, lodino lo “smart-working” come segno dei tempi, come liberazione dell’uomo dalle catene dell’ufficio, come trionfo della mente sull’abitudine. Ma, se è vero che la tecnica è nata per servire l’uomo, temo che in questo caso l’uomo stia per diventare servo della tecnica stessa. Una nuova forma di lavoro si diffonde tra noi: ciascuno chiuso nella propria casa, separato dai colleghi, comunicando non più con lo sguardo e con la parola viva, ma con fredde immagini e voci digitali. Si esalta questa pratica come fonte di libertà, si nasconde la più silenziosa delle solitudini! Si dice: “il lavoratore moderno non ha più confini, può operare ovunque.” Ma, padri, ditemi: dov’è la patria del lavoro, se ovunque è e in nessun luogo dimora?
ORAzione
Perciò, Padri, vi scongiuro: non scambiate la solitudine per libertà.Conserviamo il lavoro come atto umano, non come mero processo tecnico. La casa resti casa, l’ufficio rimanga scuola di vita civile. Che l’uomo non diventi spettatore di sé stesso su uno schermo, ma resti, come volle la natura un animale sociale, presente, coinvolto e vivo tra i suoi simili. Solo così conserveremo una società di cittadini vivi, non ombre operose dietro uno schermo.
LE CATILINARIE
Quattro orazioni pronunciate da Cicerone nel 63 a.C., durante il suo consolato, contro Lucio Sergio Catilina, accusato di tramare una congiura per rovesciare la Repubblica. 1. Prima Catilinaria “Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?” Cicerone accusa Catilina di tradimento. 2. Seconda Catilinaria Informa il popolo della congiura e denuncia i complici rimasti in città. 3. Terza Catilinaria Informa il popolo dell’arresto dei congiurati. 4. Quarta Catilinaria Discute riguardo la sorte dei catilinari.
orazione deliberativa
(delibero-decidere/riflettere)
Discorso con lo sopo di persuadere a prendere una decisione politica o civile.Destinatari: Senato o popolo Temi: politica, guerra, condanna morale, costumi Per Cicerone un valido oratore deve essere in grado di:
- docere et probare
- delectare
- movere (o flectere)
LE CATILINARIE
LE FILIPPICHE
LE FILIPPICHE
14 orazioni pronunciate tra il 44 e il 43 a.C. contro Marco Antonio, a seguito dell’assassinio di Giulio Cesare.Il titolo è tratto da Demostene, che in Grecia aveva scritto discorsi contro Filippo II di Macedonia. Cicerone si ispira a lui per denunciare Marco Antonio come tiranno e nemico della libertà. Cicerone accusa Antonio di voler distruggere la libertà e restaurare la dittatura. Cercando di proclamarlo nemico dello Stato, come fece con Catilina. Esalta invece la figura di Ottaviano come speranza per Roma. Il tentativo politico fallisce: Marco Antonio e Ottaviano si alleano nel secondo triumvirato, e Cicerone viene dichiarato nemico pubblico e ucciso nel 43 a.C..
ORATIO
Exordium
Patres conscripti,
non ignoro che molti, sedotti da vane apparenze di comodità e pregresso, lodano lo “smart-working” come segno dei tempi, come liberazione dell’uomo dalle catene dell’ufficio, come trionfo della mente sull’abitudine.
"Patres conscripti, Catilinae furor iste quo se in nos omnis effudit, quem ad exitium huius urbis atque adeo ad internecionem rei publicae comparavit, intellego esse commotum".
L' "exordium" riprende la Seconda Catilinaria, ovvero l'introduzione alla seconda accusa di Cicerone rivolta verso Catilina. Si riproduce il tono solenne e oratorio, con obiettivo portare l'ascoltatore a una riflessione interiore guidata dall'oratore. Inoltre il lessico è volutamente formale ed elaborato, ponendo l'oratore in una posizione di superiorità morale e intellettuale, come previsto dallo stile Ciceroniano.
ORATIO
Narratio
Una nuova forma di lavoro si diffonde tra noi: ciascuno chiuso nella propria casa, separato dai colleghi, comunicando non più con lo sguardo e con la parola viva, ma con fredde immagini e voci digitali. Si esalta questa pratica come fonte di libertà, si nasconde la più silenziosa delle solitudini!!
Si dice: “il lavoratore moderno non ha più confini, può operare ovunque.”
Ma, padri, ditemi: dov’è la patria del lavoro, se ovunque è e in nessun luogo dimora?
“Erat autem Clodius cum uxore veheretur in raeda paulo ante meridiem in Appia via, obviam fit Miloni… Clodio autem viribus, quibus erat instructus, Miloni resistit; Miloni vero defendenti se, Clodius occiditur.”
La "narratio" della produzione scritta è riconducibile a quella della Pro Milone, orazione di Cicerone in difesa di Milone e della sua violenza eseguita per difendersi. Come Cicerone, l'oratore descrive una realtà problematica, che vuole rendere chiara e convincente. Entrambi fanno emergere un conflitto e preparano l'ascoltatore a una riflessione su ciò che sia giusto o sbagliato.
ORATIO
Argomentatio
Non enim erat locus in foro, non in curia, non in comitiis, non in contionibus, quo reciperentur voces bonorum; iacebat oppressa virtus, conticescebat auctoritas, non erat iam qui de re publica bene mereri vellet, quia nec locus nec spes nec potestas dabatur. Tum vero se quisque, si quam ad rem publicam benevolentiam retinebat, abditum ac devinctum tenebat, nec quemquam suorum amicum in publico videre audebat; aliena erat iam civitas, aliena urbs, nihil cuiquam suum neque domus neque patria videbatur esse.
Io temo, o cittadini, che lo smart working dissolva ciò che da secoli unisce la comunità: la presenza, la collaborazione, la disciplina del tempo condiviso. Il lavoro, quando è solitario, perde dignità, quando è invisibile, perde valore. Non si costruisce una Repubblica di cittadini chiusi ciascuno nel proprio domicilio, ma di uomini che, incontrandosi, imparano la virtù civile.
Se oggi togliamo ai giovani la quotidiana convivenza con i colleghi, domani avremo una generazione che non conosce la fatica comune, la solidarietà, il colloquiare dal vivo: uomini efficienti forse, ma distratti, incapaci e disadattati nel comprendere l’altro.Dicono che lo smart working aumenta la produttività; ma, quale ricchezza può sostituire la povertà di animo e il senso stesso di vivere insieme?
La "argomentatio" della produzione scritta è riconducibile a quella della Pro Sestio, orazione di Cicerone in difesa di Publio Sestio, accusato di violeze politiche. Come Cicerone l'oratore intende indurre a una riflessione partendo da un fenomeno reale per rifleterre sulla società in senso più ampio. In entrambi viene usato un tono solenne, ma al contempo malinconico quando si parla del passato, con una critica comune verso un mondo che si ripiega sempre di più su di sè.
ORATIO
Peroratio
Perciò, Padri, vi scongiuro: non scambiate la solitudine per libertà.
Conserviamo il lavoro come atto umano, non come mero processo tecnico. La casa resti casa, l’ufficio rimanga scuola di vita civile. Che l’uomo non diventi spettatore di sé stesso su uno schermo, ma resti, come volle la natura un animale sociale, presente, coinvolto e vivo tra i suoi simili.
Solo così conserveremo una società di cittadini vivi, non ombre operose dietro uno schermo.
“Si Miloni licuit defendere se a Clodio, si ille ipse se ipsum occidit, quid est quod vos iudices timere aut dubitare debeatis? Vos ne timueritis, ne dubitetis; defendite iustitiam, defendite leges, defendite libertatem civitatis.”
La "peroratio" della produzione scritta è riconducibile nuovamente alla Pro Sestio. Come Cicerone l'oratore coinvolge gli ascoltatori con appelli diretti e domande retoriche, evocando un'ideale di società. Infine il linguaggio di entrambe le orazioni è solenne e ritmato, quasi poetico, in modo da lasciare impresse le proprie tesi nelle menti del pubblico.
ORAZIONI CONTEMPORANEE
Durante il corso della storia contemporanea, sono stati fatti molti discorsi che possono essere interpretati come orazioni di Cicerone.
Martin Luter King 1963
Malala Yousafzai 2013
Greta Thunberg 2019
Come siamo arrivati allo smart working?
INVENTIO
Abbiamo scelto il tema dello smart working in quanto reputiamo che questo tema sia molto attuale e che interessi gran parte delle nostre famiglie. In un mondo sempre più connesso grazie ai numerosi sviluppi della tecnologia, anche il mondo del lavoro, che da sempre ha richiesto la presenza dell’uomo per lo svolgimento, si è dovuto in alcuni casi adattare, portandoci alla pratica dello smart working, ovvero il lavoro di un individuo senza la presenza nel luogo di lavoro.
DISPOSITIO
ELOCUTIO
MEMORIA
INVENTIO
ACTIO
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Davide Spinazzola
Created on October 15, 2025
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ALLA MANIERA DI CICERONE
Un' orazione ispirata al più famoso oratore della storia
ORAzione
Io temo, o cittadini, che lo smart working dissolva ciò che da secoli unisce la comunità: la presenza, la collaborazione, la disciplina del tempo condiviso. Il lavoro, quando è solitario, perde dignità, quando è invisibile, perde valore. Non si costruisce una Repubblica di cittadini chiusi ciascuno nel proprio domicilio, ma di uomini che, incontrandosi, imparano la virtù civile.Se oggi togliamo ai giovani la quotidiana convivenza con i colleghi, domani avremo una generazione che non conosce la fatica comune, la solidarietà, il colloquiare dal vivo: uomini efficienti forse, ma distratti, incapaci e disadattati nel comprendere l’altro. Dicono che lo smart working aumenti la produttività; ma, quale ricchezza può sostituire la povertà di animo e il senso stesso di vivere insieme?
ORAzione
Patres conscripti, non ignoro che molti, sedotti da vane apparenze di comodità e pregresso, lodino lo “smart-working” come segno dei tempi, come liberazione dell’uomo dalle catene dell’ufficio, come trionfo della mente sull’abitudine. Ma, se è vero che la tecnica è nata per servire l’uomo, temo che in questo caso l’uomo stia per diventare servo della tecnica stessa. Una nuova forma di lavoro si diffonde tra noi: ciascuno chiuso nella propria casa, separato dai colleghi, comunicando non più con lo sguardo e con la parola viva, ma con fredde immagini e voci digitali. Si esalta questa pratica come fonte di libertà, si nasconde la più silenziosa delle solitudini! Si dice: “il lavoratore moderno non ha più confini, può operare ovunque.” Ma, padri, ditemi: dov’è la patria del lavoro, se ovunque è e in nessun luogo dimora?
ORAzione
Perciò, Padri, vi scongiuro: non scambiate la solitudine per libertà.Conserviamo il lavoro come atto umano, non come mero processo tecnico. La casa resti casa, l’ufficio rimanga scuola di vita civile. Che l’uomo non diventi spettatore di sé stesso su uno schermo, ma resti, come volle la natura un animale sociale, presente, coinvolto e vivo tra i suoi simili. Solo così conserveremo una società di cittadini vivi, non ombre operose dietro uno schermo.
LE CATILINARIE
Quattro orazioni pronunciate da Cicerone nel 63 a.C., durante il suo consolato, contro Lucio Sergio Catilina, accusato di tramare una congiura per rovesciare la Repubblica. 1. Prima Catilinaria “Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?” Cicerone accusa Catilina di tradimento. 2. Seconda Catilinaria Informa il popolo della congiura e denuncia i complici rimasti in città. 3. Terza Catilinaria Informa il popolo dell’arresto dei congiurati. 4. Quarta Catilinaria Discute riguardo la sorte dei catilinari.
orazione deliberativa
(delibero-decidere/riflettere)
Discorso con lo sopo di persuadere a prendere una decisione politica o civile.Destinatari: Senato o popolo Temi: politica, guerra, condanna morale, costumi Per Cicerone un valido oratore deve essere in grado di:
LE CATILINARIE
LE FILIPPICHE
LE FILIPPICHE
14 orazioni pronunciate tra il 44 e il 43 a.C. contro Marco Antonio, a seguito dell’assassinio di Giulio Cesare.Il titolo è tratto da Demostene, che in Grecia aveva scritto discorsi contro Filippo II di Macedonia. Cicerone si ispira a lui per denunciare Marco Antonio come tiranno e nemico della libertà. Cicerone accusa Antonio di voler distruggere la libertà e restaurare la dittatura. Cercando di proclamarlo nemico dello Stato, come fece con Catilina. Esalta invece la figura di Ottaviano come speranza per Roma. Il tentativo politico fallisce: Marco Antonio e Ottaviano si alleano nel secondo triumvirato, e Cicerone viene dichiarato nemico pubblico e ucciso nel 43 a.C..
ORATIO
Exordium
Patres conscripti, non ignoro che molti, sedotti da vane apparenze di comodità e pregresso, lodano lo “smart-working” come segno dei tempi, come liberazione dell’uomo dalle catene dell’ufficio, come trionfo della mente sull’abitudine.
"Patres conscripti, Catilinae furor iste quo se in nos omnis effudit, quem ad exitium huius urbis atque adeo ad internecionem rei publicae comparavit, intellego esse commotum".
L' "exordium" riprende la Seconda Catilinaria, ovvero l'introduzione alla seconda accusa di Cicerone rivolta verso Catilina. Si riproduce il tono solenne e oratorio, con obiettivo portare l'ascoltatore a una riflessione interiore guidata dall'oratore. Inoltre il lessico è volutamente formale ed elaborato, ponendo l'oratore in una posizione di superiorità morale e intellettuale, come previsto dallo stile Ciceroniano.
ORATIO
Narratio
Una nuova forma di lavoro si diffonde tra noi: ciascuno chiuso nella propria casa, separato dai colleghi, comunicando non più con lo sguardo e con la parola viva, ma con fredde immagini e voci digitali. Si esalta questa pratica come fonte di libertà, si nasconde la più silenziosa delle solitudini!! Si dice: “il lavoratore moderno non ha più confini, può operare ovunque.” Ma, padri, ditemi: dov’è la patria del lavoro, se ovunque è e in nessun luogo dimora?
“Erat autem Clodius cum uxore veheretur in raeda paulo ante meridiem in Appia via, obviam fit Miloni… Clodio autem viribus, quibus erat instructus, Miloni resistit; Miloni vero defendenti se, Clodius occiditur.”
La "narratio" della produzione scritta è riconducibile a quella della Pro Milone, orazione di Cicerone in difesa di Milone e della sua violenza eseguita per difendersi. Come Cicerone, l'oratore descrive una realtà problematica, che vuole rendere chiara e convincente. Entrambi fanno emergere un conflitto e preparano l'ascoltatore a una riflessione su ciò che sia giusto o sbagliato.
ORATIO
Argomentatio
Non enim erat locus in foro, non in curia, non in comitiis, non in contionibus, quo reciperentur voces bonorum; iacebat oppressa virtus, conticescebat auctoritas, non erat iam qui de re publica bene mereri vellet, quia nec locus nec spes nec potestas dabatur. Tum vero se quisque, si quam ad rem publicam benevolentiam retinebat, abditum ac devinctum tenebat, nec quemquam suorum amicum in publico videre audebat; aliena erat iam civitas, aliena urbs, nihil cuiquam suum neque domus neque patria videbatur esse.
Io temo, o cittadini, che lo smart working dissolva ciò che da secoli unisce la comunità: la presenza, la collaborazione, la disciplina del tempo condiviso. Il lavoro, quando è solitario, perde dignità, quando è invisibile, perde valore. Non si costruisce una Repubblica di cittadini chiusi ciascuno nel proprio domicilio, ma di uomini che, incontrandosi, imparano la virtù civile. Se oggi togliamo ai giovani la quotidiana convivenza con i colleghi, domani avremo una generazione che non conosce la fatica comune, la solidarietà, il colloquiare dal vivo: uomini efficienti forse, ma distratti, incapaci e disadattati nel comprendere l’altro.Dicono che lo smart working aumenta la produttività; ma, quale ricchezza può sostituire la povertà di animo e il senso stesso di vivere insieme?
La "argomentatio" della produzione scritta è riconducibile a quella della Pro Sestio, orazione di Cicerone in difesa di Publio Sestio, accusato di violeze politiche. Come Cicerone l'oratore intende indurre a una riflessione partendo da un fenomeno reale per rifleterre sulla società in senso più ampio. In entrambi viene usato un tono solenne, ma al contempo malinconico quando si parla del passato, con una critica comune verso un mondo che si ripiega sempre di più su di sè.
ORATIO
Peroratio
Perciò, Padri, vi scongiuro: non scambiate la solitudine per libertà. Conserviamo il lavoro come atto umano, non come mero processo tecnico. La casa resti casa, l’ufficio rimanga scuola di vita civile. Che l’uomo non diventi spettatore di sé stesso su uno schermo, ma resti, come volle la natura un animale sociale, presente, coinvolto e vivo tra i suoi simili. Solo così conserveremo una società di cittadini vivi, non ombre operose dietro uno schermo.
“Si Miloni licuit defendere se a Clodio, si ille ipse se ipsum occidit, quid est quod vos iudices timere aut dubitare debeatis? Vos ne timueritis, ne dubitetis; defendite iustitiam, defendite leges, defendite libertatem civitatis.”
La "peroratio" della produzione scritta è riconducibile nuovamente alla Pro Sestio. Come Cicerone l'oratore coinvolge gli ascoltatori con appelli diretti e domande retoriche, evocando un'ideale di società. Infine il linguaggio di entrambe le orazioni è solenne e ritmato, quasi poetico, in modo da lasciare impresse le proprie tesi nelle menti del pubblico.
ORAZIONI CONTEMPORANEE
Durante il corso della storia contemporanea, sono stati fatti molti discorsi che possono essere interpretati come orazioni di Cicerone.
Martin Luter King 1963
Malala Yousafzai 2013
Greta Thunberg 2019
Come siamo arrivati allo smart working?
INVENTIO
Abbiamo scelto il tema dello smart working in quanto reputiamo che questo tema sia molto attuale e che interessi gran parte delle nostre famiglie. In un mondo sempre più connesso grazie ai numerosi sviluppi della tecnologia, anche il mondo del lavoro, che da sempre ha richiesto la presenza dell’uomo per lo svolgimento, si è dovuto in alcuni casi adattare, portandoci alla pratica dello smart working, ovvero il lavoro di un individuo senza la presenza nel luogo di lavoro.
DISPOSITIO
ELOCUTIO
MEMORIA
INVENTIO
ACTIO