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conflitto israelo-palestinese

Maria Anna Meucci

Created on October 14, 2025

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conflitto israelo-palestinese

Fatto da: Maria Anna Meucci, Andrea Calderino, Abigail Eghaghe, Federico Zhou

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GUIDA ALLA STORIA

PRIMA DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

DOPO LA SECONDA GUERRA MONDIALE

PRIMA E Durante SECONDA GUERRA MONDIALE

Il conflitto tra israeliani e palestinesi ha origini molto lontane e complesse. Tutto inizia con il movimento sionista, nato alla fine dell’Ottocento, che voleva creare una patria per il popolo ebraico in Palestina, allora parte dell’Impero Ottomano.Nel 1897 si tenne il primo congresso sionista e, anni dopo, con la Dichiarazione Balfour (1917, riconosciuta nel 1919 dal governo britannico), si sostenne ufficialmente la creazione di una “casa nazionale” per gli ebrei. Tuttavia, molti ebrei all’inizio non accolsero con entusiasmo questa idea, essendosi ormai integrati nei paesi in cui vivevano.Le persecuzioni e le leggi razziali durante la prima metà del Novecento, culminate con l’Olocausto, spinsero però moltissimi ebrei a emigrare in Palestina, dove nacquero le prime comunità agricole collettive, i kibbutz

DOPO LA SECONDA GUERRA MONDIALE

Dopo la Seconda guerra mondiale, nel 1947, l’ONU propose di dividere la Palestina in due Stati: uno ebraico e uno arabo. Israele accettò, ma i palestinesi rifiutarono, perché la divisione assegnava agli ebrei le terre più fertili e con accesso al mare, lasciando ai palestinesi zone aride e montuose.Nel 1948 nacque lo Stato di Israele, evento che per i palestinesi rappresentò la Nakba, cioè la “catastrofe”, poiché molti furono costretti a lasciare le proprie case e villaggi (oltre 400 distrutti).

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gli orrori della guerra

Negli anni successivi, oltre ai conflitti e alle guerre, emersero anche accuse gravi e teorie controverse. Negli anni ’80 e ’90, ad esempio, alcuni medici israeliani furono accusati di aver prelevato organi da prigionieri o cadaveri palestinesi senza il consenso delle famiglie.Ci furono anche denunce di profanazione di cimiteri e atti di violenza sui corpi dei palestinesi uccisi, che alimentarono ancora di più l’odio tra i due popoli.In tempi più recenti, diverse organizzazioni internazionali hanno accusato Israele di usare la fame come arma di guerra, bloccando aiuti e bombardando strutture sanitarie a Gaza. Queste accuse, insieme a teorie più estreme diffuse online, mostrano quanto il conflitto sia diventato anche una guerra di informazioni e propaganda, difficile da decifrare completamente.

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gli attentati

Negli anni successivi si susseguirono guerre e attentati da entrambe le parti. Israele, dopo la guerra del 1967, occupò nuovi territori come Gaza e la Cisgiordania.Negli anni ’90 ci furono tentativi di pace, ma la costruzione di colonie israeliane e la mancanza di fiducia reciproca resero impossibile un accordo duraturo.Oggi la situazione rimane molto tesa: Israele controlla la maggior parte dei territori e la popolazione palestinese vive in condizioni difficili.Gli eventi recenti, come l’attacco del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas contro un kibbutz israeliano, hanno aggravato la situazione e aumentato la violenza. Tuttavia, alcuni analisti hanno sollevato dubbi e teorie alternative, evidenziando presunte incongruenze nella gestione della sicurezza israeliana e nei tempi dei soccorsi.

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attacco del 7 ottobre

Prendiamo per esempio la questione del 7 ottobre, data in cui dei gruppi armati di Hamas hanno sfondato il muro di Gaza e attaccato un Kibbutz provocando numerose vittime. Questa la versione ufficiale ma essa può reggere ad un esame più accurato? Andando più in profondità scopriamo infatti che Hamas è stata finanziata a piene mani dal governo israeliano una cosa quando meno poco logica finanziare un gruppo terrorista rivale non trovate? La seconda anomalia è che il muro più tecnologico e sorvegliato del mondo abbia fatto fiasco di fronte ad un gruppo di persone armate sì, ma che erano dotate di trattori e non carri armati. Il muro che va molto metri nel sottosuolo per evitare tunnel, è infatti prima recintato da una rete metallica e protetto da un'infinità di sensori e telecamere oltre che da mitragliatrici automatiche che sparano a qualunque cosa si muova. La domanda è come è stato possibile che ogni sistema difensivo del muro più avanzato del mondo abbia fatto cilecca in ogni settore? L'ultima domanda riguarda come sia stato possibile in uno stato che si può sorvolare da un capo all'altro con un elicottero in 45 minuti, che i primi soccorsi siano arrivati dopo 6 ore. Inoltre pochi sanno che secondo le leggi israeliane non è consentito trattare con i terroristi e quindi l'esercito ha aperto il fuoco su terroristi e civili israeliani aggravando di moltissimo il bilancio delle vittime. La domanda a questo punto è chi ha tratto giovamento da questa strage? Le cose stanno così come ci vengono proposte o in questa versione sono contenuti elementi profondamente poco logici? In tale contesto un soluzione vera sembra sempre meno probabile.

LE PRINCIPALI SOLUZIONI

Le principali soluzioni proposte nel tempo sono: • Due Stati: creazione di uno Stato palestinese accanto a Israele (la più sostenuta a livello internazionale). • Un solo Stato con uguali diritti per tutti (rischioso per la stabilità). • Confederazione, cioè due Stati separati ma con alcune istituzioni comuni. • Amministrazione internazionale di Gerusalemme, per ridurre i conflitti religiosi.

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GLI ACCORDI RECENTI

Spesso si parla di “pace” recente tra Israele e Palestina come se fosse la fine delle ostilità, ma molti osservatori segnalano che non è affatto una pace, bensì un meccanismo che permette o nasconde uno sterminio sistematico dei diritti palestinesi. Organizzazioni internazionali come Amnesty riportano prove che le azioni israeliane a Gaza — bombardamenti indiscriminati, distruzione delle infrastrutture civili, restrizione dei soccorsi umanitari — configurano atti vietati dal diritto internazionale, e che l’intento non è solo sconfiggere Hamas ma marginalizzare, spostare e far vivere la popolazione in condizioni che minano la sua stessa esistenza. Questo tipo di “pace” ricorda ciò che facevano i Romani: dopo conquiste violente e massacri, dichiaravano la pax romana — la “pace” imposta dopo aver distrutto interi popoli. Il fatto che la violenza sia cessata non elimina il trauma, non rende giustizia, non restituisce le vite perdute: la pace serve più a legittimare il potere dell’aggressore che a riconciliare davvero.