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La Colonna Traiana

Michele Cherubini

Created on October 14, 2025

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LA STORIA

La Colonna Traiana, inaugurata il 12 maggio 113 d.C., celebra le campagne militari di Traiano in Dacia con un fregio a spirale che decora il fusto. Contiene una scala interna e accoglie le ceneri dell’imperatore. Fu anche un riferimento all’altezza del terreno originario prima della costruzione del Foro. Rimase sempre in piedi e protetta, anche nel Medioevo. Nel tempo vi furono aggiunte una chiesa e un oratorio, poi rimossi nel 1546. Nel 1587 fu posta in cima la statua di San Pietro, per volontà di papa Sisto V. Goethe la visitò nel 1787 e ne lodò il panorama. Durante l’occupazione francese, Napoleone tentò senza successo di portarla a Parigi, ispirandosi ad essa per la Colonna Vendôme. L’area fu ripulita e valorizzata a partire dal XIX secolo.

DESCRIZIONE

La colonna è del tipo "centenario", cioè alta 100 piedi romani(pari a 29,78 metri, 39,86 metri circa se si include l'alto piedistallo alla base e la statua alla sommità).L'ordine della colonna è quello tuscanico riadattato, come testimoniano alla sommità le scanalature sotto il fregio spiraliforme, il capitello decorato da un kyma a ovoli e con la base a forma di corona su plinto. La colonna è costituita da 18 colossali blocchi in marmo di Carrara, ciascuno dei quali pesa circa 40 tonnellate ed ha un diametro di 3,83 metri.[9] Essi vanno a comporre i 18 rocchi,la base, il capitello e l'abaco. In origine sulla sommità era collocata una statua bronzea di Traiano.

BASAMENTO E INTERNO

L'alto basamento è ornato su tre lati da cataste d'armi a bassissimo rilievo. Sul fronte verso la basilica Ulpia è presente un'epigrafe redatta in carattere lapidario romano e sorretta da vittorie,[10] che commemora l'offerta della colonna da parte del Senato e del popolo romano e testimonia inoltre come la colonna rappresentasse l'altezza della sella tra Campidoglio e Quirinale prima dei lavori di sbancamento operati da Traiano per la costruzione del Foro. Agli angoli del piedistallo sono disposte quattro aquile che sorreggono una ghirlanda di alloro. Al di sotto dell'epigrafe si trova la porta che conduce alla cella interna al basamento, dove vennero collocate le ceneri di Traiano e della consorte Plotina e dove comincia una scala a chiocciola di 185 scalini per raggiungere la sommità. La scala venne illuminata da 43 feritoie a intervalli regolari aperte sul fregio, ma non concepite all'epoca della costruzione.

FREGIO A SPIRALE

Il fregio della Colonna Traiana, lungo 200 metri e avvolto 24 volte intorno al fusto, raffigura circa 2500 figure in oltre 100 scene, narrando in ordine cronologico le due campagne daciche di Traiano. Originariamente colorato e decorato con armi in bronzo, imitava un telo dipinto della pittura trionfale. Le scene mostrano non solo battaglie, ma anche marce, costruzione di accampamenti, sacrifici, discorsi, ambascerie e momenti propagandistici, con ambientazioni dettagliate e riferimenti temporali. Traiano appare 59 volte, sempre in posizione centrale, simbolo della virtù militare romana. La narrazione, vivace e ricca di toni diversi, esalta l’eroismo dell’esercito romano e l’autorità dell’imperatore, con un forte impatto visivo ed emotivo.

COLONNA TRAIANA

La Colonna Traiana, eretta a Roma per celebrare la conquista della Dacia da parte dell’imperatore Traiano, è il primo esempio di colonna coclide. Decorata con rilievi che narrano le fasi principali della campagna militare, ospitava alla base l’urna con le ceneri dell’imperatore. Collocata nel Foro di Traiano, tra due presunte biblioteche e dietro la Basilica Ulpia, era progettata per essere facilmente visibile anche dalle terrazze circostanti. La narrazione scultorea poteva essere letta sia seguendo la spirale, sia verticalmente, grazie alla coerenza compositiva. Fu un'innovazione assoluta nell'arte antica, segnando l’apice del rilievo storico romano e rappresentando una forma d’arte originale, pur legata alla tradizione.

PROFILO ARTISTICO

La Colonna Traiana rappresenta la prima forma d’arte romana pienamente autonoma, pur collegandosi alle tradizioni precedenti. Con essa, l’arte romana si distacca definitivamente dall’influenza ellenistica, fondendo in modo organico la solennità imperiale romana con l’eredità classica, raggiungendo uno dei massimi livelli dell’arte antica.Il rilievo continuo di 200 metri, come osserva Bianchi Bandinelli, mantiene sempre alta qualità narrativa, senza ripetizioni o momenti di stanchezza. La sua eccellenza ha portato ad attribuirlo a un anonimo "Maestro delle Imprese di Traiano", forse autore anche del "Grande fregio di Traiano". La precisione e la vivacità della narrazione suggeriscono che l'artista avesse una conoscenza diretta degli eventi rappresentati.

STATUA DI SAN PIETRO

La statua è in bronzo, alta circa 4 metri, e fu collocata nel 1587 per volere di papa Sisto V, su progetto dell’architetto Domenico Fontana. Sostituì l’originale statua di Traiano, andata perduta nel tempo. San Pietro è rappresentato in posizione benedicente, con le chiavi del Paradiso in mano, simbolo del suo ruolo nella Chiesa. L’installazione della statua sancì la cristianizzazione di un monumento pagano, trasformandolo in simbolo della continuità tra impero romano e Roma cristiana.

REALIZZAZIONE

La realizzazione del monumento richiese una tecnica complessa e un'avanzata organizzazione e coordinamento tra le maestranze che lavoravano nel cantiere. Si trattava infatti di sovrapporre blocchi di marmo del peso di circa 40 tonnellate e di farli combaciare perfettamente, tenendo conto sia dei rilievi, probabilmente già sbozzati e successivamente rifiniti in opera, sia della scala a chiocciola interna, che doveva già essere stata scavata nei rocchi prima della collocazione. L'artista dovette molto probabilmente ricopiare un modello disegnato, infatti sono numerosi i motivi "pittorici" del rilievo. Qui di seguito alcune immagini della colonna vista da diverse angolazioni.