COSTRUIRE
IL NEMICO
COME I SOFISTI SONO STATI RESINEMICI DELLA FILOSOFIA
Chi erano i sofisti?
Nella seconda metà del V secolo a.C., insieme all'affermazione della democrazia Atenese, nascono e si diffondono i primi sofisti, cioé dei maestri che insegnavano ai propri studenti l'arte del parlare e il modo in cui operare per avere successo in politica. Queste figure, in un'Atene dove la richiesta di maestri per istruire i giovani della città a difendersi e ad attaccare nelle assemblee pubbliche, ottennero grande successo. I sofisti, inoltre, trattavano anche tematiche filosofiche, esprimendo un loro modo di vedere il mondo e di pensare. Per citare alcuni esempi: Protagora affermava che l'uomo è la misura di tutto, quindi ogni misura dipende da lui e, di conseguenza, non esistono verità assolute. Crizia sosteneva che gli dei non fossero reali, ma una finzione politica. Antifonte riteneva che le leggi sono decisioni della città, ma la natura non dipende da nessuno.
Chi erano i sofisti
Chi e in che modo li rese i "Nemici"?
Filosofi estremamente influenti dell'epoca, come Aristotele e Platone, entrarono sin da subito in netto contrasto con i sofisti, in quanto affermavano dei pensieri che da loro venivano stimati falsi e che si allontanavano dalla loro corrente filosofica. Questi due filosofi, infatti, criticarono fortemente l'ideologia e anche la figura stessa del sofista, proponendo argomentazioni che nel corso del tempo hanno influito in maniera determinante per rendere il termine "Sofista" un dispregiativo. Infatti, fecero leva sul fatto che secondo loro i sofisti: - Utilizzavano la loro conoscienza come fonte di guadagno - Fossero dei manipolatori della verità, in quanto la nascondevano nei loro discorso avvalendosi della retorica - Creavano dei modelli immorali, in quanto per loro non esistevano valori reali, ma solo la volontà spregiudicata di far valere le proprie argomentazioni tramite un buon discorso.
Chi erano i sofisti
La visione dei sofisti e i loro lati nascosti
Platone e Aristotele hanno poi reso i sofisti a tutti gli effetti i "Nemici" della filosofia, prendendo totalmente le distanze dalle loro idee e identificandoli in maniera tutt'altro che positiva. In questo modo, i sofisti diventano, nell'immaginario comune, coloro che ingannano, che cercano fama e nascondono la verità giocando con le parole. Tuttavia, la figura dei sofisti ha portato delle importanti innovazioni al pensiero filosofico e, di sicuro, non può essere osservata soltanto nella maniera in cui ce la descrivono Platone e Aristotele, i quali estremizzano le loro caratteristiche e probabilmente non presentano un quadro veritiero su di loro. I sofisti, infatti, hanno spostato l'attenzione della ricerca filosofica dall'essere e dalla natura all'uomo e hanno modificato la concezione di virtù, passando da un modello in cui la virtù era determinata dalla classe della famiglia dove nascevi, ad un modello in cui la virtù individuale la si acquisisce con l'educazione.
Il nemico
Giovanni Maria Petrella
Created on October 13, 2025
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IL NEMICO
COME I SOFISTI SONO STATI RESINEMICI DELLA FILOSOFIA
Chi erano i sofisti?
Nella seconda metà del V secolo a.C., insieme all'affermazione della democrazia Atenese, nascono e si diffondono i primi sofisti, cioé dei maestri che insegnavano ai propri studenti l'arte del parlare e il modo in cui operare per avere successo in politica. Queste figure, in un'Atene dove la richiesta di maestri per istruire i giovani della città a difendersi e ad attaccare nelle assemblee pubbliche, ottennero grande successo. I sofisti, inoltre, trattavano anche tematiche filosofiche, esprimendo un loro modo di vedere il mondo e di pensare. Per citare alcuni esempi: Protagora affermava che l'uomo è la misura di tutto, quindi ogni misura dipende da lui e, di conseguenza, non esistono verità assolute. Crizia sosteneva che gli dei non fossero reali, ma una finzione politica. Antifonte riteneva che le leggi sono decisioni della città, ma la natura non dipende da nessuno.
Chi erano i sofisti
Chi e in che modo li rese i "Nemici"?
Filosofi estremamente influenti dell'epoca, come Aristotele e Platone, entrarono sin da subito in netto contrasto con i sofisti, in quanto affermavano dei pensieri che da loro venivano stimati falsi e che si allontanavano dalla loro corrente filosofica. Questi due filosofi, infatti, criticarono fortemente l'ideologia e anche la figura stessa del sofista, proponendo argomentazioni che nel corso del tempo hanno influito in maniera determinante per rendere il termine "Sofista" un dispregiativo. Infatti, fecero leva sul fatto che secondo loro i sofisti: - Utilizzavano la loro conoscienza come fonte di guadagno - Fossero dei manipolatori della verità, in quanto la nascondevano nei loro discorso avvalendosi della retorica - Creavano dei modelli immorali, in quanto per loro non esistevano valori reali, ma solo la volontà spregiudicata di far valere le proprie argomentazioni tramite un buon discorso.
Chi erano i sofisti
La visione dei sofisti e i loro lati nascosti
Platone e Aristotele hanno poi reso i sofisti a tutti gli effetti i "Nemici" della filosofia, prendendo totalmente le distanze dalle loro idee e identificandoli in maniera tutt'altro che positiva. In questo modo, i sofisti diventano, nell'immaginario comune, coloro che ingannano, che cercano fama e nascondono la verità giocando con le parole. Tuttavia, la figura dei sofisti ha portato delle importanti innovazioni al pensiero filosofico e, di sicuro, non può essere osservata soltanto nella maniera in cui ce la descrivono Platone e Aristotele, i quali estremizzano le loro caratteristiche e probabilmente non presentano un quadro veritiero su di loro. I sofisti, infatti, hanno spostato l'attenzione della ricerca filosofica dall'essere e dalla natura all'uomo e hanno modificato la concezione di virtù, passando da un modello in cui la virtù era determinata dalla classe della famiglia dove nascevi, ad un modello in cui la virtù individuale la si acquisisce con l'educazione.