Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

2Z - UdA0 - Gesù e i Vangeli

Giacomo Brogin

Created on October 13, 2025

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Hanukkah Presentation

Vintage Photo Album

Nature Presentation

Halloween Presentation

Tarot Presentation

Vaporwave presentation

Women's Presentation

Transcript

I VANGELI E LA FIGURA DI GESU'

Materiale didattico ad uso interno, curato dal Prof. Brogin. Testo non destinato alla pubblicazione, ma realizzato a scopo puramente illustrativo e integrativo per le lezioni di IRC

Parte 1

I VANGELI

Dal 63 a.C. la Palestina era diventata una delle varie regioni sottomesse dall'impero romano. Come negli altri territori sotto il dominio di Roma, erano rimasti dei signori locali, ma avevano pochissimi poteri. La città di Gerusalemme continuava ad essere il centro politico e, soprat-tutto, religioso della Palestina. In essa vivevano le autorità religiose ebraiche e il governatore romano. Sempre a Gerusalemme sorgeva il grande Tempio, fatto ricostruire da Erode il Grande.

LA PALESTINA DEL TEMPO

La maggior parte della gente viveva grazie all'agricoltura (ortaggi e legumi, oltre a viti, ulivi, melograni, fichi e mandorli), alla pesca e all'allevamento del bestiame (prevalentemente di pecore). Erano poi diffuse le attività artigianali indispensabili (conciatura delle pelli, tessitura, carpenteria,...), mentre era poco sviluppato il commercio. L'organizzazione sociale ebraica del I secolo d.C. era molto elementare:Quasi tutti erano contadini o artigiani.Coloro che possedevano denaro erano perlopiù mercanti, oppure uomini che prestavano soldi a usura.Mendicanti e malati erano lasciati ai margini della società e considerati, a causa della loro condizione, maledetti da Dio.
La società, come era tipico per l'epoca, aveva un impianto maschilista: le donne erano escluse dalla vita politica e lasciate ai margini di quella religiosa, svolgevano lavori domestici e si prendevano cura dei figli, rimanendo totalmente soggette a mariti, fratelli e figli. Le vedove, in particolare, cadevano in miseria e non avevano protezione da nessuno.

I GRUPPI DOMINANTI

A capo della società ebraica del I secolo d.C. c'erano alcuni gruppi di persone, variamente legate all'ambito religioso, che godevano di grande prestigio.

Appartenenti al ceto dei mercanti, essi osservavano strettamente tutti i precetti della Torah, e avevano il compito di spiegare e rendere attuale la Legge di Mosè

Appartenenti alla Tribù di Levi, avevano il compito di svolgere i sacrifici nel Tempio; altri leviti svolgevano altre funzioni di culto

Erano i custodi della Legge (Torah) e impegnati nella sua interpretazione. Fra di essi venivano scelti i rabbini, che insegnavano nelle sinagoghe

SCRIBI

FARISEI

SACERDOTI

Fra di essi era importante il sommo sacerdote, che era anche a capo del SINEDRIO, un collegio composto da 71 sacerdoti
Nello stesso tempo, però, i testi dei profeti annunciano anche un Messia con il compito di riportare il popolo alla fedeltà verso Dio. In questo senso, alcuni attendevano un Messia "spirituale": secondo Ezechiele, un pastore che si prende cura del suo popolo, secondo Zaccaria un re umile che apra un'era di serenità, secondo Isaia un servo di Dio che verrà rifiutato e perseguitato. Infine, secondo i testi dei profeti si riteneva che il Messia dovesse essere un discendente del re Davide. All'interno della storia di Israele, infatti, Davide era considerato il sovrano più importante e dalla sua discendenza si attendeva colui che avrebbe regnato "per sempre" su Israele.

L'ATTESA DEL MESSIA

Vari passi della Sacra Scrittura facevano riferimento ad un Messia (che significa "unto del Signore"), che Dio avrebbe mandato per liberare il suo popolo. Questa attesa assumeva un valore "politico" molto sentito a causa della dominazione romana. Molti presunti "Messia" avevano provato a guidare la ribellione contro i romani, ma tutti avevano fallito e le loro rivolte erano state represse con violenza.
In questo contesto si colloca la vicenda di Gesù di Nazaret.

La questione storica

Se consideriamo la vicenda di Gesù da un punto di vista puramente storico, le ricerche degli ultimi secoli permettono di affermare che un certo Gesù visse davvero in Palestina durante l'inizio del I secolo d.C., fecendo parlare di sè, anche per la morte cruenta che gli fu inflitta dai romani.

Did you know... In Genially you will find more than 1,000 ready-to-use templates, 100% customizable, that will help you in your classes?

DUE FILI: STORIA E FEDE

A livello storico i Vangeli contengono numerose informazioni esatte sulla Palestina dell'epoca: - Rispetto ai grandi eventi storici del periodo, la vicenda di Gesù si svolse in un luogo periferico, per cui molte testimonianze su di lui sono certamente andate perdute. - In merito ai luoghi santi, dove sarebbe vissuto Gesù, fin dai primi secoli la tradizione della fede li ha individuati, conservati e celebrati come luoghi di pellegrinaggio e di preghiera, ma ad oggi non abbiamo prove da confermarli in modo certo. - Abbiamo prove chiare dell'esistenza di alcuni personaggi citati nei Vangeli e che Gesù incontrò, come per esempio Erode e Pilato.

Resta però aperta la questione più importante: l'uomo Gesù era veramente figlio di Dio come affermava? Questa domanda, però, non riguarda la storia, ma rientra nella dimensione della fede, perchè riguarda ciò che il Cristiano (o qualunque uomo) sceglie di credere nei confronti di Gesù. Ecco: i Vangeli sono testi pensati e scritti proprio per raccontare la vita di Gesù e per accompagnare i lettori a domandarsi "chi è Gesù?" (e trovare risposta).

Se si leggono i Vangeli con onestà ci si accorge che, di fatto, in essi non è possibile separare il filo orizzontale della storia dal filo verticale della fede.

DUE CRITERI PER LA CREDIBILITA'

Nell'analisi dei testi dei Vangeli, gli studi attuali provano a individuare i dati storicamente credibili (cioè che è ragionevole considerare veri) a partire da due criteri:1. Discontinuità: sono credibili i dati del Vangelo che non possono derivare dal modo di pensare ebreo e giudaico o dalla Chiesa delle origini.Esempi: l'uso del vezzeggiativo "abbà" per parlare di Dio, la chiamata dei discepoli perché lo seguano, la libertà di Gesù nei confronti della Legge e dei riti ebraici, il racconto della sua morte attraverso il "supplizio degli schiavi", la provenienza da un paese sperduto e malfamato come Nazareth, la presentazione dei discepoli come ottusi, codardi e traditori.2. Continuità: sono credibili i dati del Vangelo che sono confermati dalle nostre conoscenze circa l'epoca di Gesù e che sono coerenti con il suo insegnamento.Esempi: le informazioni relative all'ambiente sociale, religioso, geografico e linguistico sono conformi con quanto sappiamo della Palestina del I secolo; lo stile di comunicazione attraverso parabole o parallelismi era tipico dei rabbini ebrei; le parabole e gli insegnamenti di Gesù appaiono coerenti fra loro.

I Vangeli che appartengono alla Bibbia sono quattro (Matteo, Marco, Luca e Giovanni) e vengono detti "canonici" o "ispirati" (da Dio), in quanto appartengono al "canone" della Sacra Scrittura: essi sono stati scritti da uomini, ma vengono riconosciuti come Parola di Dio. Accanto ad essi, nei primi secoli, sorse una grande quantità di scritti cristiani, che vennero indicati con il nome "apocrifi". Da essi hanno preso origine molti elementi della devozione popolare, della liturgia e perfino dell'arte sacra (esempio: il presepe). Essi, dunque, non sono parola di Dio, ma questo non significa che siano "sbagliati": possono aiutare la fede, ma nella consapevo-lezza che non sono ispirati da Dio, che furono scritti in un tempo successivo a quello dei Vangeli canonici e che pertanto risultano meno attendibili a livello storico.

VANGELI canonici e apocrifi

LA SCRITTURA DEI VANGELI

I Vangeli sono stati scritti nel corso del I secolo d.C. in lingua greca, che all'epoca era quella più conosciuta e utilizzata, per cui risultava il mezzo più efficace per trasmettere le informazioni. La scelta di questa lingua al posto della lingua aramaica, parlata da Gesù e dalla primissima comunità cristiana, mostra come fin da subito la Chiesa ebbe l'intenzione di far conoscere ovunque la storia di Gesù e di suscitare la fede in Lui. Ogni Vangelo fu il risultato di una raccolta di informazioni, che inizialmente erano state trasmesse oralmente e che vennero rielaborate in fasi successive, nelle quali varie persone hanno portato il contributo di interpretazione derivante dalla propria esperienza di fede, generando quell'intreccio di fede e storia che è stato tramandato nei secoli. Agli occhi dei discepoli e dei primi cristiani, inoltre, Gesù apparve come una persona unica: per questo motivo non si poteva raccontare la sua storia se non con un genere lettarario inedito e nuovo, quello appunto del Vangelo o "buona notizia".

I QUATTRO VANGELI

In sintesi, i Vangeli risultano fonti storiche attendibili e possono essere considerati libri storici. Nello stesso tempo, però, gli autori dei Vangeli non intendevano realizzare un resoconto storico accurato, perchè il loro obiettivo era partire dalla raccolta ordinata delle testimonianze su Gesù, da parte di coloro che lo avevano conosciuto, per arrivare a suscitare nei credenti la fede in Gesù come Figlio di Dio. I Vangeli, quindi, raccontano la storia di Gesù con lo scopo di permettere a tutti di conoscere Gesù e di arrivare a credere che Egli è Figlio di Dio.

SINOTTICI

MATTEO

GIOVANNI

LUCA

MARCO

Cfr.

I VANGELI

MARCO (Mc)

MATTEO (Mt)

GIOVANNI (Gv)

LUCA (Lc)

Parte 2

GESÙ di nazareth

L'INFANZIA di GESÙ

LA NASCITA DI GESU'

Il Vangelo di Luca è quello che parla maggiormente della nascita di Gesù, per cui è possibile partire da esso:

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto nell'alloggio. (Lc 2,1-7)

Il testo riferisce la collocazione della nascita di Gesù nel tempo (quello del censimento ordinato dall'impe-ratore) e nello spazio (Nazaret e Betlemme).

Giuseppe e Maria accolgono la nascita del proprio figlio durante un viaggio, ospiti nella semplicità di una stalla.

Da questa prima descrizione, nulla cambia dalla nascita di tanti altri bambini dell'epoca

LA NASCITA DI GESU'

Poi il racconto prosegue, facendo comprendere che non è un bambino come gli altri:

C'erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l'angelo disse loro: "Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia". E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva: "Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama". (Lc 2,8-14)

L'apparizione ai pastori ha un carattere grandioso: - in un'esplosione di luce, appare un angelo, che spaventa i pastori; - l'angelo annuncia qualcosa di straordinario (una gioia) e cioè che è nato il Messia; - viene indicato il luogo di questa nascita e proclamato il titolo di Salvatore.

Nel racconto alle informazioni storiche si somma il valore religioso

UN BAMBINO ANNUNCIATO DAGLI ANGELI

Gli angeli che si rivolgono ai pastori, all'interno dei Vangeli, non sono gli unici; ma, soprattutto, il Vangelo di Luca aveva già annunciato questa nascita attraverso un angelo. Apparendo a Maria, infatti, l'arcangelo Gabriele annuncia la nascita di un bambino, dando informazioni precise su di lui: sarà Figlio di Dio e Figlio dell'Altissimo; il suo concepimento avverrà in modo straordinario, perchè "nulla è impossibile a Dio". E Maria si fida e si mette a disposizione della volontà di Dio.

Ma anche il racconto della nascita di Gesù dell'evangelista Matteo, più sintetico e meno dettagliato, riporta l'intervento di un angelo: in questo caso per tranquillizzare Giuseppe che ha scoperto la gravidanza di Maria e si chiede come sia più giusto comportarsi. Un angelo gli parla in sogno e gli spiega che quel bambino viene da Dio e gli è affidato perchè se ne prenda cura come padre; e anche Giuseppe si fida del Signore e si mette a disposizione della volontà di Dio.

Timeline

Giulio Cesare imperatore di Roma

46-44 a.C.

Augusto (Ottaviano) diventa imperatore

27 a.C.

Nascita di Gesù

7/6 a.C.

Tiberio diventa imperatore

14 d.C.

26-36 d.C.

Ponzio Pilato governatore

L'EPIFANIA E I MAGI

Nel racconto della nascita di Gesù proposto dall'evangelista Matteo, si narra dell'arrivo di alcuni magi in Palestina: essi, seguendo la stella del re dei Giudei, giungono a Gerusalemme alla ricerca del bambino appena nato. Questo brano preannuncia ai lettori che Gesù è venuto come compimento delle promesse messianiche di Israele, ma la sua salvezza è per tutti i popoli: fin da subito uomini stranieri lo cercano e lo riconoscono. La parola "epifania" (manifestazione, rivelazione), legata a questo brano, vuole indicare proprio questo rivolgersi di Dio a tutti i popoli. Altri elementi significativi del testo: i doni dei magi (oro, incenso e mirra) hanno a loro volta un significato rivelativo; se i magi si sono messi in viaggio da lontano per trovare Gesù, Erode e gli altri scribi di Gerusalemme neanche si muovono; la stella, che i magi hanno saputo riconoscere in mezzo alle altre, è la luce che ha guidato il loro cammino.

LA CIRCONCISIONE E IL NOME

Come tutti i bambini ebrei, anche Gesù viene circonciso otto giorni dopo la nascita e gli viene imposto un nome, Gesù. Questo nome, che in ebraico significa "Dio salva", era in realtà abbastanza diffuso fra gli Israeliti dell'epoca, ma in questo caso assume un valore particolare: fin dal suo nome, il Vangelo annuncia che quel bambino è il Salvatore, il Messia.

Poi, dei successivi trent'anni della vita di Gesù non sappiamo quasi nulla. L'unico episodio è raccontato dall'evangelista Luca: giunto ai dodici anni, Gesù va con i genitori in pellegrinaggio a Gerusalemme, dove rimarrà nel Tempio, confrontandosi con gli scribi e i dottori della Legge, finchè non viene ritrovato dai genitori. Da quel momento, si dice solo che Gesù torna a Nazaret e resta sottomesso alla famiglia, mentre cresceva in sapienza, età e grazia.

IL BATTESIMO E LA VITA PUBBLICA

Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: "Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento". (Lc 3,21-22)

IL BATTESIMO

La vita pubblica di Gesù, dopo i trent'anni a Nazaret, inizia con l'episodio del battesimo nel fiume Giordano. Folle numerose si recano da Giovanni Battista per farsi battezzare e fra loro c'è anche Gesù. In questa occasione, una voce dal Cielo conferma che Gesù è il Messia e il Figlio di Dio. E da quel momento Gesù comincerà a predicare e ad annunciare la buona novella.

Allora Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: "Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?". Ma Gesù gli rispose: "Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia". Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: "Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento". (Mt 3,13-17)

LA BUONA NOVELLA

Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino". (Mt 4,17)

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: "Ma Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo". (Mc 1,14-15)

La buona novella, nelle parole di Gesù, si può riassumere con la richiesta di convertirsi, cioè cambiare vita, e con l'avviso che il Regno dei Cieli è ormai vicino. Il Signore annuncia pertanto che è giunto il tempo in cui il Signore interviene per salvare ogni uomo e che, per poter vivere questa relazione piena e felice con Dio è necessario convertirsi, cioè cambiare la direzione della propria vita per andare verso Dio.

LA VITA PUBBLICA

Dai trent'anni, dunque, Gesù vive sempre in viaggio lungo i territori della Palestina, come facevano anche altri maestri del tempo. La sua attività, però, riscuote molto successo.

Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. (Mt 4,23)

PAROLE

GESTI

La vita pubblica di Gesù è caratterizzata soprattutto dalle sue parole e dai suoi gesti: Cristo annuncia la buona novella, insegna, parla in parabola, ma pure guarisce malattie, compie gesti di liberazione dal male e miracoli. In tutto questo, e in Lui stesso, nella sua persona, c'è la presenza e la Rivelazione di Dio: in ogni parola e in ogni gesto di Gesù, Dio rivela qualcosa di sè.

Gesù allora esclamò: "Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. (Gv 12,44-45)

MIRACOLI E PARABOLE

I MIRACOLI

Fra i gesti di Gesù, i più significativi sono i miracoli, compiuti sia in favore del popolo ebraico che in aiuto a persone straniere. Tutti e quattro i Vangeli raccontano dei miracoli di Gesù, che intendono mostrare come la volontà di Dio sia quella di prendersi cura dei suoi figli: nei Vangeli i miracoli sono presentati come segni di salvezza, segni di liberazione dal male e segni dell'amore di Dio per l'uomo.

I miracoli di Gesù si possono distinguere in alcuni gruppi: - gli esorcismi Mt 14,13-21 - le guarigioni Lc 7,11-17 - le risposte a situazioni di necessità Mc 1,21-28 - il far ritornare in vita i morti Gv 9,1-7

LE PARABOLE

Fra le parole con cui Gesù annuncia la venuta del Regno di Dio, le parabole sono fra le più importanti. Si tratta di piccole storie, costruite con esempi ed immagini, facili da ricordare e memorizzare, che aiutano a far comprendere l'insegnamento che vogliono comunicare. Per questo motivo era usata comunemente dai rabbini e dai dottori della Legge. Normalmente, le parabole erano ispirate a fatti di vita quotidiana e presentavano situazioni in cui a tutti risultava facile identificarsi. Non sempre però il loro significato era semplice, anzi alcune volte Gesù le utilizza per esprimere questioni difficili.

Il seminatore I talenti Il buon samaritano Lazzaro e il ricco epulone Il buon pastore

Mt 25,14-30 Lc 10,29-37 Mc 4,1-9 Gv 10,1-16 Lc 16,19-31

GLI APOSTOLI

Gesù annuncia il vero volto di Dio: un Padre paziente, misericordioso, affettuoso, ricco di amore, tenerezza e misericordia, che si fa incontro a ciascuno e desidera accogliere tutti. Fra coloro che ascoltano le sue parole e assistono ai gesti che compie, Gesù si trova ad essere accolto con gioia da alcuni, ma rifiutato e guardato con sospetto da altri.

In generale, i Vangeli ci rendono un'immagine di Gesù come giovane uomo che ama la compagnia delle persone, costruisce amicizie profonde, per le quali gli accade anche di soffrire (Marta, Maria e Lazzaro). Si intrattiene con tutti, evitando la suddivisione in buoni e peccatori che era tipica del tempo, e non ha paura di avere fra i suoi discepoli anche alcune donne, cosa insolita per l'epoca.

Fra quelli che lo seguivano ed erano suoi discepoli, Gesù costituì un piccolo gruppo di persona fidate, i dodici apostoli. Gesù li chiama per due motivi: perchè vuole che essi vivano con Lui, condividendo la sua vita e i suoi insegnameti, e perchè possano da Lui essere inviati a predicare, rinnovando e continuando il Suo annuncio.

gli OPPOSITORI

Nella sua attività pubblica Gesù si mostra spesso critico verso i farisei, gli scribi, i sacerdoti e i capi del popolo, e questo contribuì a farlo sentire come un personaggio scomodo. Inoltre, il suo insegnamento presentava dei tratti nuovi, che trovavano l'opposizione degli esperti dell'epoca, sia per la sua interpretazione della Legge (torah), sia per la sua vicinanza agli ultimi, cioè ai malati, agli emarginati e ai peccatori (in opposiziome alle consuetudini del tempo). Soprattutto, però, Gesù iniziava ad essere visto dalle folle come il Messia e questo avrebbe potuto diminuire il prestigio dei potenti dell'epoca, come anche degenerare in una situazione che portasse alla repressione da parte dei Romani. Tutto ciò può far comprendere i motivi dell'opposizione a Gesù da parte di questi gruppi sociali e il destino cruento con cui si concluse la sua vita.

Il discorso A nazareth

Il segreto Messianico

Alcuni testi

Il discorso Della montagna

Il segreto Messianico

Il segreto messianico

Nella sua attività pubblica Gesù si mostra spesso critico verso i farisei, gli scribi, i sacerdoti e i capi del popolo, e questo contribuì a farlo sentire come un personagg

Il discorso della montagna

Nella sua attività pubblica Gesù si mostra spesso critico verso i farisei, gli scribi, i sacerdoti e i capi del popolo, e questo contribuì a farlo sentire come un personagg

Il discorso a nazareth

Nella sua attività pubblica Gesù si mostra spesso critico verso i farisei, gli scribi, i sacerdoti e i capi del popolo, e questo contribuì a farlo sentire come un personagg

Giovanni

Nella sua attività pubblica Gesù si mostra spesso critico verso i farisei, gli scribi, i sacerdoti e i capi del popolo, e questo contribuì a farlo sentire come un personagg

LA PASSIONE E LA MORTE

L'ULTIMA CENA

Gesù è consapevole che i sacerdoti e i capi del popolo hanno deciso di toglierlo di mezzo, ma soprattutto sa che attraverso il suo dono d'amore per l'uomo si compirà il disegno del Padre. Per questo, sceglie liberamente di vivere il destino che gli uomini hanno deciso per lui.

Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. (Gv 13,1)

Tuttavia, prima di morire desidera far capire agli apostoli che la sua morte non sarà altro che il compimento della sua missione per la salvezza del mondo: è quanto afferma e celebra durante l'ultima cena.

E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: "Prendete, questo è il mio corpo". Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: "Questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti. (Mc 14,22-24)

LA CROCIFISSIONE

Al termine della cena, Gesù si ritira in un giardino a pregare, dove poi verrà arrestato.

Gesù si consegna senza opporre resistenza e viene condotto a processo di fronte al Sinedrio, che lo accusa di essersi proclamato figlio di Dio e che lo condanna a morte. Non avendo però l'autorità di metterlo a morte, i sacerdoti lo inviano al procuratore romano. Pilato interroga Gesù e sembra convincersi che non sussistono i motivi per una condanna, ma preferisce non opporsi ai capi dei sacerdoti e lo consegna ai soldati.

I soldati lo insultano, lo flagellano, gli pongono sul capo una corona di spine e lo cari-cano della croce. Poi conducono Gesù fuori da Gerusalemme, al luogo dell'esecuzione, che è il Golgota (Calvario). Qui lo crocifiggono, mentre sono rimaste solo alcune donne, Maria e l'apostolo Giovanni, perchè gli altri discepoli sono fuggiti.

LE PAROLE DI GESU' IN CROCE

???

Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno

Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato

???

???

In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso

???

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito

Mc 15

Lc 23

???

Donna, ecco tuo figlio. Ecco tua madre

Gv 19

Mt 27

???

Ho sete

Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato

???

???

È compiuto

LA MORTE

Secondo i Vangeli, Gesù muore alle tre del pomeriggio e la sua morte è accompagnata da alcuni segni spaventosi: Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti (Mt 27,51-53). Fra essi, il velo del tempio si squarcia in due da cima a fondo. Si trattava del velo che divideva il Santo dei Santi dal resto del Tempio di Gerusalemme e la sua rottura indica simbolicamente che Dio, con la morte di Gesù, si è completamente rivelato. Proprio in occasione della morte, infatti, una persona pagana, il centurione romano che era presente durante la crocifissione, comprende chi era Gesù e formula la prima professione di fede: Avendolo visto spirare in quel modo, disse: "Davvero quest'uomo era Figlio di Dio" (Mc 15,39).

LA TOMBA VUOTA

All'epoca poteva succedere che i cadaveri dei condannati rimanessero esposti per giorni, ma nel caso di Gesù non è così, perchè un uomo - Giuseppe di Arimatea - si presenta da Pilato per chiedere di deporre e seppellire il corpo. Così avviene ma, dato che si è alla vigilia del giorno di sabato, le donne non possono trattare il cadavere con unguenti e aromi, per cui devono attendere la mattina successiva al sabato. Per quel che riguarda il proseguio del racconto, tutti e quattro i Vangeli sono concordi: le donne si recano alla tomba per ungere il corpo, ma trovano la tomba aperta e vuota, vedono alcuni angeli che proclamano la risurrezione di Gesù, per cui si recano dagli apostoli ad annunciare che il Signore è risorto.

LA RESURREZIONE

Di fronte alla tomba vuota nessuno capisce cosa sia accaduto. Le donne, che per prime la trovano così, pensano che il corpo sia stato trafugato. Anche gli apostoli non riescono a comprendere e rimangono sconvolti e pieni di dubbi. Di fronte all'annuncio della resurrezione, infatti, la loro prima reazione è quella di non crederci, di cercare un'altra spiegazione possibile. D'altro canto gli angeli sono stati chiari e alle donne hanno detto: "è risorto". La verità della resurrezione diventa evidente quando è Gesù Risorto ad apparire ai discepoli. Tutti i Vangeli provano a far capire questa cosa totalmente nuova: gli apostoli incontrano il Signore Risorto, che non è un fantasma, ma ha un corpo reale (tanto da vederlo mangiare con loro e da poter toccare i segni dei chiodi), ma nello stesso tempo è un corpo risorto (al punto che Maria Maddalena non lo riconosce).

Dopo il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L'angelo disse alle donne: "Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: "È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete". Ecco, io ve l'ho detto". Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: "Salute a voi!". Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: "Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno".
Il primo giorno della settimana, al mattino presto esse si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: "Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: 'Bisogna che il Figlio dell'uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno' ". Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovan-na e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccon-tavano queste cose agli apostoli. Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse.
Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: "Chi ci farà rotolare via la pietra dall'ingresso del sepolcro?". Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d'una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: "Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: 'Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto' ". Esse uscirono e fuggirono via dal sepolcro, perché erano piene di spavento e di stupore. E non dissero niente a nes-suno, perché erano impaurite.

I VANGELI DELLA RESURREZIONE

Mc 16,1-8

Mt 28,1-10

Lc 24,1-11

I VANGELI E LA FIGURA DI GESU'

1) All'epoca di Gesù, chi deteneva il potere politico? Quali erano i gruppi dominanti a livello religioso? 2) Cosa vuol dire che si attendeva un "Messia politico" o un "Messia spirituale"? 3) Cosa può dire la storia in merito a Gesù e cosa invece può dire la fede? 4) Quando sono stati scritti i Vangeli, in quale lingua e perché? 5) Come si chiamano gli evangelisti e cosa vuol dire che 3 Vangeli sono "sinottici"? 6) Quali sono i due Vangeli che narrano la nascita di Gesù? 7) Quale Vangelo racconta dei Magi e quale del ritrovamento nel tempio all'età di 12 anni? 8) Come si può riassumere la buona novella annunciata da Gesù? 9) Cosa sono i miracoli e cosa sono le parabole? 10) Chi sono coloro che si oppongono a Gesù e per quali motivi? 11) Qual è il significato dell'Ultima Cena? 12) Quali sono le sette parole di Gesù in croce? 13) Qual è la prima reazione dei discepoli di fronte all'annuncio della resurrezione? 14) Che cosa porta i discepoli a credere alla resurrezione di Gesù? 15) Qual è il valore delle apparizioni del Risorto ai discepoli per la nostra fede di oggi?

FINE

Matteo era Ebreo e uno dei primi dodici discepoli, per cui racconta gli eventi da testimone diretto. Scrisse il suo Vangelo intorno all'anno 80 d.C., forse per una comunità cristiana della Palestina o della Siria meridionale. Il suo scritto riprende il testo di Marco, al quale unisce un'altra fonte a noi non pervenuta, che gli studiosi chiamano "fonte Q".

Il Vangelo secondo Giovanni
Il Vangelo secondo Matteo è scritto in un greco scorrevole, ricco di vocaboli, pieno di citazioni bibliche, con significati ebraici attribuiti a parole greche, facendo comprendere che l'autore sia un Ebreo che scrive per una comunità di origine ebraica che conosceva le Scritture. Dopo un'introduzione circa l'infanzia del Signore, Matteo costruisce il suo racconto attorno a cinque grandi discorsi di Gesù. Il primo è il discorso della montagna e inizia con il brano delle beatitudini: come Mosè aveva ricevuto la Legge sul monte, così Gesù sulla montagna annuncia quello che è il compimento della Legge e qual è la carta d'identità dei suoi discepoli, cioè dei Cristiani. Il secondo discorso è quello missionario, mentre il terzo è quello delle parabole. Con il quarto discorso Gesù parla della Chiesa, delle relazioni che devono esserci nella comunità cristiana ed emerge il ruolo di Pietro come guida. Infine, il quinto discorso (escatologico) riguarda il fine della storia, che è la venuta finale del Signore, e il fatto che il criterio di giudizio sarà quello dell'amore. In conclusione, la sezione finale del Vangelo riguarda la passione, morte e risurrezione di Gesù.
Il Vangelo secondo Marco è stato considerato per secoli un Vangelo scritto dopo gli altri, come un riassunto dei Vangeli di Matteo e Luca, sia per il suo stile più povero, sia per i suoi 16 capitoli (contro i 24 di Luca e i 28 di Matteo). Poi, invece, si è compreso che fu il primo dei quattro ad essere scritto, e che i Vangeli di Luca e Matteo hanno preso spunto da esso per la loro narrazione. Marco non racconta l'infanzia del Signore, ma comincia direttamente con i testi del battesimo nel Giordano e le tentazioni nel deserto. Nella prima parte del Vangelo la figura di Gesù emerge, ma solo in parte, dato che il Signore proibisce sempre di rivelare la sua identità, secondo lo schema del "segreto messianico": solo dopo la Pasqua, cioè con il compi-mento della sua missione, si può capire davvero chi è Gesù, mentre prima si manifesta l'incapacità degli uomini, anche dei discepoli, di capire Gesù. Con la professione di fede di Pietro (cfr. Mc 8,27-30) si apre la seconda parte del Vangelo, dove emerge che la via di Gesù, sulla quale devono incamminarsi anche i suoi discepoli, è quella della croce. Negli ultimi tre capitoli si trova il racconto della passione, morte e resurrezione, anticipato dal discorso escatologico (cioè sul fine - e non "sulla fine" - della storia) e dal tema del nuovo tempio. Sul Golgota è un pagano, un centurione romano, a proclamare finalmente la vera identità di Gesù: "veramente quest'uomo era Figlio di Dio".

Matteo era Ebreo e fu uno dei primi dodici discepoli, per cui racconta gli eventi da testimone diretto. Scrive il suo Vangelo rivolgendosi ai Cristiani convertiti dall'ebraismo.

L'anno di nascita di Gesù non è esplicitamente riportato nei Vangeli. A partire dalle informazioni storiche che sono contenute in essi, però, vi è sostanziale accordo fra quasi tutti gli studiosi nel collocare la nascita di Gesù negli anni 7-6 a.C. Secondo i Vangeli, infatti, Gesù sarebbe nato subito dopo il censimento universale di Augusto (8 a.C.) e negli ultimi anni di regno di Erode il Grande, morto nel 4 a.C. La datazione tradizionale, con cui ancora oggi contiamo gli anni a partire dalla nascita di Gesù (considerata quindi come l'anno 0), deriva da un errore di calcolo di Dionigi il Piccolo nel IV secolo d.C.
Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù in mezzo. Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre!". E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé. (Gv 19,16-18.25-27)
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati". Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù. (Mt 1,18-25)
Tre Vangeli sono detti sinottici, nel senso che - se messi in sinossi (cioè con uno sguardo d'insieme, per esempio uno accanto all'altro su tre colonne) - ci si accorge che in più punti corrispondono e che in essi è possibile trovare la stessa struttura, per quanto ciascuno abbia parti originali e faccia emergere sfumature diverse in riferimento agli stessi episodi.
In ordine cronologico, il primo testo ad essere scritto fu il Vangelo di Marco. Successivamente, a partire da esso e da una seconda fonte a noi non pervenuta (che gli studiosi hanno chiamato "fonte Q"), Matteo e Luca hanno scritto i loro Vangeli.Il Vangelo di Giovanni è ulteriormente successivo e si differenzia dagli altri perchè non segue la stessa struttura cronologica, ma porta avanti una riflessione sulla vicenda di Gesù e mostra come egli abbia lavorato di più sul messaggio da trasmettere.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: "Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho". Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: "Avete qui qualche cosa da mangiare?". Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. (Lc 24,36-43) Maria invece stava all'esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti. Ed essi le dissero: "Donna, perché piangi?". Rispose loro: "Hanno portato via il mio Signore e non so dove l'hanno posto". Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: "Donna, perché piangi? Chi cerchi?". Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: "Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove l'hai posto e io andrò a prenderlo". Gesù le disse: "Maria!". Ella si voltò e gli disse in ebraico: "Rabbunì!" che significa: "Maestro!". (Gv 20,11-16)
Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: "Crocifiggilo! Crocifiggilo!". Ed egli, per la terza volta, disse loro: "Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà". Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere. (Lc 23,30-35)
Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: "Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te". A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine". Allora Maria disse all'angelo: "Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?". Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola". E l'angelo si allontanò da lei. (Lc 1,26-38)
Egli si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo depose dalla croce, lo avvolse con un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia, nel quale nessuno era stato ancora sepolto. Era il giorno della Parasceve e già splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono il sepolcro e come era stato posto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepa-rarono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo come era prescritto. (Lc 23,55-56)
Tutti i Vangeli raccontano della morte di Gesù e ciascuno sottolinea alcuni particolari, come nel caso delle parole pronunciate da Gesù sulla croce. I racconti dei vari evangelisti, quindi, vanno letti insieme per poter ricomporre il quadro completo di cosa accadde. In ogni caso, sappiamo che Gesù è crocifisso insieme a due malfattori, che i soldati si giocano ai dadi la sua veste, che appendono un cartello con l'indicazione del motivo della condanna ("Gesù Nazareno Re dei Giudei") e che gli offrono vino mescolato a fiele, forse per ridurre il dolore, ma Gesù lo rifiuta.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l'anno di grazia del Signore . Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: "Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato". (Lc 4,16-21)
In quei giorni egli se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore. (Lc 4,16-21)
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: "Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo". All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele". Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: "Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo". (Mt 2,1-8)

Giovanni era il più giovane degli apostoli e si racconta che sia stato l'unico a non morire per uccisione. Il suo Vangelo venne scritto dai membri della comunità cristiana di Efeso, dove lui aveva vissuto e insegnato

Gesù non compie miracoli per essere lodato e ammirato; anzi, in alcuni casi Gesù chiede esplicitamente di non raccontare il miracolo. Cristo non compie miracoli nemmeno per far nascere la fede: il Vangelo racconta che, dove questa è assente, lo stesso Figlio di Dio sperimenta l'impossibilità di compiere miracoli: E lì [a Nazaret] non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. (Mc 6,5-6) Per le persone che si sono aperte alle fede, al contrario, il miracolo può essere un'occasione per farla crescere e renderla più salda: Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: "Non temere, soltanto abbi fede!". (Mc 5,36)
Venuta ormai la sera, poiché era la Parasceve, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d'Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch'egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all'entrata del sepolcro. (Mc 15,42-43.46)

Luca era un uomo colto, forse medico, che non conobbe Gesù, ma seguì san Paolo nei suoi viaggi. Egli è considerato l'autore anche del testo degli Atti degli Apostoli: la continuità del racconto è evidente ed entrambi si rivolgono a "Teofilo", nome che indica ogni credente. Luca scrive il suo Vangelo testo intorno al e rivolgendosi a credenti convertiti dal paganesimo e provenienti dal mondo greco, probabilmente quelli della comunità di Antiochia.

Il Vangelo secondo Luca è il più lungo e il più raffinato. Luca riprende il testo di Marco, la fonte Q, e probabilmente anche altre testimonianze. L'autore incomincia il suo Vangelo dando spazio all'infanzia di Gesù e a vari personaggi legati ad essa: l'annuncio a Zaccaria e l'annuncio a Maria, la visita di Maria ad Elisabetta, la nascita di Giovanni Battista e la nascita di Gesù, la circoncisione e la presentazione al Tempio. Il resto del Vangelo è una sorta di viaggio da Nazarteh a Gerusalemme: allinizio si colloca il discorso nella sinagoga di Nazarteh, con cui Gesù annuncia che la salvezza di Dio è compiuta, ma senza trovare accoglienza da parte dei suoi conterranei. Da qui parte il suo viaggio, ricco di parole e di gesti, che appunto testimoniano la salvezza di Dio, ma che a volte vengono rifiutati. Il discepolo, al contrario, è invitato a diventare compagno di viaggio del Signore, imparando il suo stile e in particolare la sua misericordia. Con la parte finale del testo si trova l'insegnamento a Gerusalemme, in cui emerge il discorso escatologico, prima di passare ai brani dell'ultima cena e poi della passione, morte e risurrezione. Rispetto agli altri evangelisti, Luca riserva più spazio alle apparizioni di Gesù risorto, in particolare con il passo dei discepoli di Emmaus, ma pure con il racconto dell'ascensione al cielo di Gesù.
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese. (Mt 2,9-12)
Esse, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. Quelle parole parvero a loro come un vaneg-giamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l'accaduto. (Lc 24,10-12)
Nei Vangeli tutte le apparizioni di Gesù si concludono con una professione di fede: Maria Maddalena: "Ho visto il Signore!". Tommaso: "Mio Signore e mio Dio". I discepoli: "Davvero il Signore è risorto". I racconti di queste esperienze di incontro con Gesù Risorto sono gli unici fondamenti per credere nella resurrezione. Per gli uomini di oggi, senza differenza con quelli di duemila anni fa, la fede di chi crede si basa su questi annunci tramandati dagli apostoli.
E subito, mentre ancora egli parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Il traditore aveva dato loro un segno convenuto, dicendo: "Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta". Appena giunto, gli si avvicinò e disse: "Rabbì" e lo baciò. Quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono. Uno dei presenti estrasse la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio. Allora Gesù disse loro: "Come se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Si compiano dunque le Scritture!". Allora tutti lo abbandonarono e fuggirono. (Mc 14,43-50)

Marco non era un discepolo di Gesù e non lo conobbe di persona, ma fu probabilmente un discepolo di Pietro. Egli, quindi, scrive dopo aver ascoltato e raccolto la testimonianza di altri. Il suo Vangelo si rivolgeva alla comunità cristiana di origine pagana, ma che già conoscevano la Bibbia e la religione cristiana. L'ipotesi più accreditata è che abbia scritto per la comunità di Roma negli anni 65-70 d.C.