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STO 3 - La società nella belle Epoque

Adalberto Giudici

Created on October 12, 2025

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Transcript

Un mondo in cambiamento

La società nella belle Epoque

Studiare da p. 11 a p. 18 Leggere e rispondere sul quaderno alle domande di p. 16, motivando adeguatamente le risposte.

INTERVENTO DELLA CHIESA

Svolta: enciclica Rerum novarum ("Delle cose nuove") di Leone XIII del 1891. Dedicata ai temi sociali:

  • invita capitalisti e lavoratori a collaborare
  • diritto dell'operaio ad un salario adeguato
  • intervento dello Stato per i ceti più poveri
Nacquero movimenti riformisti di ispirazione cattolica.

Classi sociali in evoluzione

Decadenza dell'aristocrazia: si dedicarono alla carriera diplomatica o nell'esercito. Ascesa della borghesia, classe molto stratificata:

  • ai vertici l'alta borghesia, composta dai grandi industriali
  • nel mezzo la media borghesia, in cui c'erano alti funzionari, dirigenti, professionisti e ricchi commercianti
  • in basso c'era la piccola borghesia: bottegai, artigiani, lavoratori dipendenti.

SOCIALISMO

I partiti socialisti europei formarono la Seconda Internazionale per coordinare la loro azione. Si afferma un orientamento riformista, i cui principi erano:

  • società basata sull'uguaglianza tra le classi
  • abolizione della proprietà privata
Consenso soprattutto tra i lavoratori salariati in fabbriche e campagna.

LE CONQUISTE FEMMINILI

Nella prima metà del'Ottocento il ruolo della donna era quello di moglie, madre o figlia sottomessa al marito, priva di diritti civili o giuridici, oltre che politici. Nella seconda metà del'Ottocento sorsero i primi movimenti di emancipazione femminile. Essi avevano come obiettivi:

  • concessione del diritto di voto
  • riconoscimento di uguaglianza giuridica
Le donne che lottavano vennero definite "suffragette".

MOVIMENTI NAZIONALISTI

Prima metà dell'Ottocento: erano movimenti patriottici che difendevano l'identità e l'appartenenza ad una nazione. Avevano dato il via ai vari Risorgimenti nazionali. Negli ultimi decenni dell'Ottocento ci fu un'evoluzione. I nazionalisti rivendicavano:

  • la superiorità della propria nazione
  • disprezzavano democrazia e regimi parlamentari
  • esaltavano la forza militare e lo Stato autoritario
  • atteggiamento aggressivo verso gli stranieri (xenofobia e razzismo)

METROPOLI E DISPARITA'

Molte città superarono il milione di abitanti, diventando delle metropoli. Nel centro si trovavano banche, uffici, negozi eleganti e case della borghesia. In periferia vi erano i quartieri popolari: sovraffollati, malsani, privi di servizi. La divisione non era solo sociale, ma anche etnica: gli emigrati dallo stesso Paese tendevano a riunirsi. Gli esempi più famosi negli USA sono Little Italy (nella foto) e Chinatown.

PROLETARIATO

Classe che cresce, ma ancora non aveva una coscienza collettiva: accanto a lavoratori specializzati c'erano gli operai, e spesso gli interessi non coincidevano. Lo scontro con la borghesia divenne il conflitto di classe per definizione, spesso anche con connotati violenti. I contadini sono ancora la maggioranza: lavorano come braccianti nei latifondi in condizioni pessime. Classe operaia e contadina si avvicinarono molto come condizione.

ESTENSIONE DEL DIRITTO DI VOTO

Inizio Novecento: si estende il suffragio fino a diventare universale per la popolazione maschile. Anche le classi lavoratrici possono scegliere i loro governanti. Nascono così i partiti di massa:

  • hanno migliaia di iscrizioni
  • sono dotati di un'ideologia e di un programma politico
  • hanno sedi e funzionari
  • possono svolgere propaganda sul territorio

EMIGRAZIONE

Notevole crescita demografica in Europa. In una società rurale, con poche prospettive, il fenomeno dell'emigrazione verso la sicurezza della fabbrica era importante. Si emigrò verso le aree o i Paesi più industrializzati. Paesi di emigrazione: 1. Stati Uniti (da 28 a 82 milioni di abitanti) 2. America Latina (da 38 a 74 milioni)