Approfondimento
Machiavelli e Hobbes
italiano
Contesto culturale
Cosa succede durante il XVI e XVII secolo?
Tra il XVI e il XVII secolo, l’Europa attraversa un periodo di profonde
trasformazioni politiche e culturali: le guerre, la crisi delle monarchie, la Riforma e la
nascita degli Stati moderni mettono in discussione gli ideali dell’Umanesimo. In
questo contesto si affermano due pensatori che segneranno la nascita della filosofia
politica moderna: Niccolò Machiavelli e Thomas Hobbes. Entrambi, pur
appartenendo a epoche e contesti diversi, condividono una visione realista dell’uomo
e della politica, fondata sull’idea che il potere sia necessario per garantire stabilità e
sicurezza in una società dominata dagli egoismi individuali. Con loro la politica si
emancipa dalla morale e dalla religione, diventando un ambito autonomo regolato da
leggi proprie: con il Principe e il Leviatano, Machiavelli e Hobbes gettano così le basi
del pensiero politico moderno.
Contesto culturale
Cosa succede durante il XVI e XVII secolo?
1. Contesto comune
• Entrambi vivono in epoche di instabilità politica:
• Machiavelli (Italia, XVI secolo) guerre d’Italia, disgregazione politica,
necessità di uno Stato forte.
• Hobbes (Inghilterra, XVII secolo) guerra civile inglese, caos sociale e
crisi dell’autorità.
• In risposta a questo caos, entrambi cercano un ordine stabile e
razionale fondato non su principi religiosi, ma sull’analisi realistica
della natura umana.
Contesto culturale
Come intravedevano l'essere umano?
2.Visione realistica dell’uomo
• Machiavelli: l’uomo è egoista, ambizioso e mutevole; agisce per interesse
personale e desiderio di potere.
• Hobbes: l’uomo nello stato di natura è in una condizione di “guerra di tutti
contro tutti” (homo homini lupus).
Entrambi partono dall’idea che l’uomo non sia naturalmente buono, ma
mosso da passioni e paura.
Collegamento chiave: entrambi superano l’ottimismo umanista, l’uomo non è più al
centro dell’armonia cosmica, ma un essere fragile, dominato dai propri impulsi.
Contesto culturale
Quale era la loro concezione del potere?
3. Concezione del potere
3. Concezione del potere
• Machiavelli: il potere serve a garantire stabilità e sicurezza; il Principe deve
usare l’astuzia e la forza per mantenere lo Stato.
• Hobbes: il potere deve essere assoluto, perché solo un’autorità sovrana (il
Leviatano) può impedire il caos.
In entrambi, il potere è strumento necessario per mantenere l’ordine sociale.
Differenza:
• Machiavelli guarda alla politica come arte pratica (la virtù del Principe).
• Hobbes la fonda su un sistema filosofico e scientifico (il contratto sociale)
L'opera principale di Hobbes:
IL LEVIATANO
"I mali della guerra si evitano con un solo rimedio: un potere comune che tenga tutti in rispetto"
Il Leviatano
Descrizione generale
Thomas Hobbes scrive “Il Leviatano” nel 1651, durante la guerra civile inglese
(1642–1651), un periodo di forti scontri tra re, Parlamento e popolo.
In questo clima di violenza e instabilità, Hobbes si chiede: “Come si può garantire la
pace e la sicurezza tra gli uomini, se la loro natura li porta a combattersi?” Il libro
nasce quindi come tentativo di spiegare razionalmente l’origine dello Stato e di
giustificare l’esistenza di un potere forte e centrale.
Il libro è diviso in quattro parti:
Il Leviatano
Descrizione generale
-L'uomo: Hobbes espone i principi filosofici ed antropologici che portano alla sua
teoria politica.
Thomas Hobbes, influenzato dalla rivoluzione scientifica, vede l’uomo come un
essere materiale, mosso da passioni, desiderio di potere e paura della morte. Nello
stato di natura, questa condizione egoista porta alla conflittualità e all’insicurezza.
Per garantire ordine e protezione, gli uomini stipulano il contratto sociale, creando
un sovrano assoluto, il Leviatano, capace di mantenere la pace e stabilire leggi. La
filosofia di Hobbes unisce così materialismo, realismo antropologico e teoria
politica volta a garantire stabilità e sicurezza.
Il Leviatano
Descrizione generale
-Lo stato: Hobbes analizza i modi in cui uno Stato deve essere costituito.
Secondo Hobbes, uno Stato deve essere costituito tramite un contratto sociale in cui
gli individui rinunciano a parte della propria libertà per creare un sovrano unico e
assoluto, capace di garantire ordine, sicurezza e pace. Il sovrano ha potere
indivisibile di legiferare, giudicare e punire, e la sua autorità deve essere rispettata da
tutti, perché solo un potere centrale forte può prevenire il caos e proteggere la società
dalla conflittualità naturale degli uomini.
Il Leviatano
Descrizione generale
-Uno stato Cristiano: Hobbes descrive “la natura e i diritti di uno stato Cristiano,
che dipendono in larga parte dalle rivelazioni sovrannaturali della Volontà di Dio”.
Per Hobbes, anche in uno Stato cristiano la religione deve essere subordinata al
potere del sovrano. Il sovrano controlla culto, dottrina e interpretazione delle
scritture, perché la religione non diventi fonte di conflitti e serva solo a garantire
ordine e obbedienza nella società.
Il Leviatano
Descrizione generale
-Il regno delle tenebre: Hobbes descrive il regno delle tenebre come “una
confederazione di ingannatori, per ottenere il dominio sugli uomini nel tempo
presente, si sforzano, con dottrine oscure ed erronee, di distinguere la luce sia della
natura che del Vangelo e di renderli così impreparati per il regno di Dio a venire”. In
questa quarta parte l'obiettivo polemico di Hobbes sono la Chiesa Cattolica e le sette
puritane allora al potere in Inghilterra.
Il regno delle tenebre in Hobbes è la condizione in cui l’uomo vive senza Stato né
autorità, cioè nello stato di natura. In questa condizione regna la paura, la
violenza e la guerra di tutti contro tutti, perché ciascuno cerca di proteggere sé
stesso e soddisfare i propri interessi. La vita è quindi solitaria, povera, brutale e
breve, e solo un sovrano assoluto può porre fine a questo caos.
Machiavelli e Hobbes
marcoapples19
Created on October 10, 2025
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Approfondimento
Machiavelli e Hobbes
italiano
Contesto culturale
Cosa succede durante il XVI e XVII secolo?
Tra il XVI e il XVII secolo, l’Europa attraversa un periodo di profonde trasformazioni politiche e culturali: le guerre, la crisi delle monarchie, la Riforma e la nascita degli Stati moderni mettono in discussione gli ideali dell’Umanesimo. In questo contesto si affermano due pensatori che segneranno la nascita della filosofia politica moderna: Niccolò Machiavelli e Thomas Hobbes. Entrambi, pur appartenendo a epoche e contesti diversi, condividono una visione realista dell’uomo e della politica, fondata sull’idea che il potere sia necessario per garantire stabilità e sicurezza in una società dominata dagli egoismi individuali. Con loro la politica si emancipa dalla morale e dalla religione, diventando un ambito autonomo regolato da leggi proprie: con il Principe e il Leviatano, Machiavelli e Hobbes gettano così le basi del pensiero politico moderno.
Contesto culturale
Cosa succede durante il XVI e XVII secolo?
1. Contesto comune
• Entrambi vivono in epoche di instabilità politica: • Machiavelli (Italia, XVI secolo) guerre d’Italia, disgregazione politica, necessità di uno Stato forte. • Hobbes (Inghilterra, XVII secolo) guerra civile inglese, caos sociale e crisi dell’autorità. • In risposta a questo caos, entrambi cercano un ordine stabile e razionale fondato non su principi religiosi, ma sull’analisi realistica della natura umana.
Contesto culturale
Come intravedevano l'essere umano?
2.Visione realistica dell’uomo
• Machiavelli: l’uomo è egoista, ambizioso e mutevole; agisce per interesse personale e desiderio di potere. • Hobbes: l’uomo nello stato di natura è in una condizione di “guerra di tutti contro tutti” (homo homini lupus). Entrambi partono dall’idea che l’uomo non sia naturalmente buono, ma mosso da passioni e paura. Collegamento chiave: entrambi superano l’ottimismo umanista, l’uomo non è più al centro dell’armonia cosmica, ma un essere fragile, dominato dai propri impulsi.
Contesto culturale
Quale era la loro concezione del potere?
3. Concezione del potere
3. Concezione del potere • Machiavelli: il potere serve a garantire stabilità e sicurezza; il Principe deve usare l’astuzia e la forza per mantenere lo Stato. • Hobbes: il potere deve essere assoluto, perché solo un’autorità sovrana (il Leviatano) può impedire il caos. In entrambi, il potere è strumento necessario per mantenere l’ordine sociale. Differenza: • Machiavelli guarda alla politica come arte pratica (la virtù del Principe). • Hobbes la fonda su un sistema filosofico e scientifico (il contratto sociale)
L'opera principale di Hobbes:
IL LEVIATANO
"I mali della guerra si evitano con un solo rimedio: un potere comune che tenga tutti in rispetto"
Il Leviatano
Descrizione generale
Thomas Hobbes scrive “Il Leviatano” nel 1651, durante la guerra civile inglese (1642–1651), un periodo di forti scontri tra re, Parlamento e popolo. In questo clima di violenza e instabilità, Hobbes si chiede: “Come si può garantire la pace e la sicurezza tra gli uomini, se la loro natura li porta a combattersi?” Il libro nasce quindi come tentativo di spiegare razionalmente l’origine dello Stato e di giustificare l’esistenza di un potere forte e centrale.
Il libro è diviso in quattro parti:
Il Leviatano
Descrizione generale
-L'uomo: Hobbes espone i principi filosofici ed antropologici che portano alla sua teoria politica.
Thomas Hobbes, influenzato dalla rivoluzione scientifica, vede l’uomo come un essere materiale, mosso da passioni, desiderio di potere e paura della morte. Nello stato di natura, questa condizione egoista porta alla conflittualità e all’insicurezza. Per garantire ordine e protezione, gli uomini stipulano il contratto sociale, creando un sovrano assoluto, il Leviatano, capace di mantenere la pace e stabilire leggi. La filosofia di Hobbes unisce così materialismo, realismo antropologico e teoria politica volta a garantire stabilità e sicurezza.
Il Leviatano
Descrizione generale
-Lo stato: Hobbes analizza i modi in cui uno Stato deve essere costituito.
Secondo Hobbes, uno Stato deve essere costituito tramite un contratto sociale in cui gli individui rinunciano a parte della propria libertà per creare un sovrano unico e assoluto, capace di garantire ordine, sicurezza e pace. Il sovrano ha potere indivisibile di legiferare, giudicare e punire, e la sua autorità deve essere rispettata da tutti, perché solo un potere centrale forte può prevenire il caos e proteggere la società dalla conflittualità naturale degli uomini.
Il Leviatano
Descrizione generale
-Uno stato Cristiano: Hobbes descrive “la natura e i diritti di uno stato Cristiano, che dipendono in larga parte dalle rivelazioni sovrannaturali della Volontà di Dio”.
Per Hobbes, anche in uno Stato cristiano la religione deve essere subordinata al potere del sovrano. Il sovrano controlla culto, dottrina e interpretazione delle scritture, perché la religione non diventi fonte di conflitti e serva solo a garantire ordine e obbedienza nella società.
Il Leviatano
Descrizione generale
-Il regno delle tenebre: Hobbes descrive il regno delle tenebre come “una confederazione di ingannatori, per ottenere il dominio sugli uomini nel tempo presente, si sforzano, con dottrine oscure ed erronee, di distinguere la luce sia della natura che del Vangelo e di renderli così impreparati per il regno di Dio a venire”. In questa quarta parte l'obiettivo polemico di Hobbes sono la Chiesa Cattolica e le sette puritane allora al potere in Inghilterra.
Il regno delle tenebre in Hobbes è la condizione in cui l’uomo vive senza Stato né autorità, cioè nello stato di natura. In questa condizione regna la paura, la violenza e la guerra di tutti contro tutti, perché ciascuno cerca di proteggere sé stesso e soddisfare i propri interessi. La vita è quindi solitaria, povera, brutale e breve, e solo un sovrano assoluto può porre fine a questo caos.