COME NASCE?
STISCIA DI GAZA
La sua storia comincia nel XX secolo con il crollo dell'impero Ottomano, quando il territorio fu affidato al mandato britannico (è stato un territorio governato dalla Gran Bretagna tra il 1920 e 1948 con l'obiettivo di preprare la creazione di uno Stato ebraico). Dopo la guerra arabo-israeliana nel 1948, Gaza passò sotto il controllo dell'Egitto, fino alla guerra dei Sei giorni del 1967, combattuta dal 5 al 10 giugno, ha visto Israele affrontare Egitto, Siria e Giordania, portando a una netta vittoria israeliana.
Cartina
La Striscia di Gaza è un'entità territoriale del territorio palestinese confinante con Israele ed Egitto nei pressi della città di Gaza. Si tratta di una regione costiera di 360km di superficie popolata da più di due milioni di abitanti, dei quali 1.240.082 rifugiati palestinesi ed è il centro del conflitto israelo-palestinese.
MIRIAM AMOREFRANCESCO SQUITIERI GIUSY DI MARTINO
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CHI HA VOLUTO LA STRISCIA DI GAZA?
La Striscia di Gaza non è stata voluta come un'entità autonoma, infatti questo lo possiamo vedere durante i vari anni della sua storia.Dopo il 1948 l'Egitto ne ha assunto il controllo amministrativo, ma senza annetterla ufficialmente. La sua forma attuale è frutto degli accordi della guerra del 1948 e delle divisioni imposte dal conflitto. Con gli Accordi di Oslo (1993–1995), parte del territorio è stato formalmente affidato all’Autorità Nazionale Palestinese, anche se in pratica il controllo è stato esercitato da Israele fino al 2005, anno in cui si è ritirato unilateralmente, lasciando poi spazio al governo di Hamas, eletto nel 2006. Ciononostante, Israele ha sempre mantenuto un controllo sul territorio limitando la libertà della popolazione di Gaza anche prima dell’escalation di ottobre 2023.
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SCOPI
Scopi (chi voleva cosa)
• Israele: sostiene che le misure (controlli, blocco, operazioni militari) mirano a garantire sicurezza nazionale, impedire attacchi armati e il contrabbando di armi. • Hamas e gruppi armati: dicono di resistere all’occupazione e rivendicano la lotta per i diritti dei palestinesi; molti paesi e organizzazioni considerano Hamas un gruppo terrorista. • Comunità internazionale/ONG: gran parte degli attori umanitari chiede la fine del blocco, accesso umanitario pieno, protezione dei civili e una soluzione politica che affronti lo status dei territori e dei rifugiati.
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PRINCIPALI BATTAGLIE
- La Striscia di Gaza faceva parte dell’Impero Ottomano fino al 1917. - Durante la guerra, nella campagna del Sinai e della Palestina, le forze britanniche (e dell’Impero britannico) attaccarono la linea ottomana in Palestina, compresa la zona di Gaza. - Le battaglie principali che coinvolsero Gaza sono state:
- La Prima battaglia di Gaza (26 marzo 1917) – attacco britannico respinto. - La Seconda battaglia di Gaza (17‑19 aprile 1917) – nuovo attacco britannico con gravi perdite, ottomani resistono. - La Terza battaglia di Gaza (1‑2 novembre 1917) – vittoria alleata, rottura della linea ottomana e occupazione di Gaza. 🎯 Perché Gaza era importante
Gaza rappresentava un punto strategico: controllo delle vie costiere e del passaggio tra il Sinai e la Palestina. Dominarla significava poter avanzare verso la Palestina interna.
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CONSEGUENZE
Per l’Impero Ottomano, difendere Gaza era fondamentale per mantenere il proprio controllo su quella parte del Medio Oriente; per gli Alleati era una porta verso Gerusalemme e oltre. 💥 Conseguenze La resistenza ottomana dimostrò grande efficacia, particolarmente nelle prime due battaglie, nonostante fossero meno numerose come forze rispetto agli attaccanti britannici. - Con la terza battaglia gli Alleati, meglio preparati e riorganizzati, riuscirono a rompere la linea difensiva ottomana e occuparono Gaza, aprendo la via alla conquista della Palestina. - Dopo la vittoria, il controllo ottomano della zona terminò e la Striscia di Gaza entrò nell’orbita del mandato britannico in Palestina.
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COME SI E' EVOLUTA LA STRISCIA DI GAZA(FASI PRINCIPALI)
Come si è evoluta (fasi principali)
• Insediamenti e occupazione (1967–2005): Israele costruì insediamenti e mantenne controllo militare su molte funzioni. • Disimpegno israeliano (2005): Israele ritirò truppe e smantellò insediamenti nella Striscia, ma controllò frontiere, spazio aereo, mare e il movimento di beni e persone.
• Elezioni palestinesi e conflitto interno (2006–2007): dopo le elezioni del 2006 Hamas vinse nella Striscia; nel 2007 prese il controllo di fatto della Striscia dopo scontri con Fatah. Da allora Gaza è governata da Hamas e separata amministrativamente dalla Cisgiordania. • Blocco e ripetuti conflitti: dal 2007 Israele (e in parte l’Egitto) imposto un blocco; ci sono stati ripetuti conflitti su scala maggiore (2008–09, 2012, 2014, 2021 e accensioni successive) con pesanti danni materiali e perdite umane. Israele afferma che il blocco e le operazioni sono misure di sicurezza per proteggersi da attacchi; i critici parlano di assedio che ha effetti devastanti sulla popolazione civile.
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PROBLEMI PRINCIPALI
Problemi principali e perché sono nati
• Concentrazione di rifugiati e sovrappopolazione: Gaza è densamente popolata (oltre 2 milioni di persone) con alti tassi di disoccupazione e dipendenza dagli aiuti. • Blocco e limitazioni economiche: restrizioni su importazioni di materiali “a duplice uso”, limitazioni alla pesca e ai passaggi, che hanno impoverito l’economia e limitato ricostruzione e infrastrutture. • Infrastrutture fragili: scarsità cronica d’acqua potabile, elettricità intermittente, ospedali e scuole danneggiati dalle ostilità. • Violenza e sicurezza: razzi da Gaza verso Israele e operazioni militari israeliane hanno creato un ciclo di attacchi e rappresaglie che colpisce civili da entrambe le parti. • Divisione politica palestinese: il conflitto Fatah–Hamas ha indebolito la governance unitaria e complicato soluzioni politiche.
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CONFLITTO FATAH-HAMAS
Divisione politica Dopo la morte di Arafat (2004) e le elezioni legislative del 2006, vinte da Hamas, le tensioni tra i due movimenti sono esplose: Nel 2007, dopo violenti scontri, Hamas ha preso il controllo della Striscia di Gaza. Fatah ha mantenuto il potere in Cisgiordania, con l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) guidata da Mahmoud Abbas (Abu Mazen). Da allora, i palestinesi vivono di fatto sotto due governi rivali: Hamas a Gaza (governo de facto, con proprie forze di sicurezza e amministrazione). Fatah / ANP in Cisgiordania (riconosciuta dalla comunità internazionale).
Origine dei due movimenti Fatah: fondato nel 1959 da Yasser Arafat e altri, è il principale partito dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP). È nazionalista e laico, e ha accettato nel tempo la strategia del negoziato con Israele. Hamas: nato nel 1987 durante la Prima Intifada, come ramo palestinese dei Fratelli Musulmani. È islamista e considera la lotta armata la via principale per liberare la Palestina.
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4. Blocco e accesso limitato agli aiuti • Israele mantiene il controllo sui valichi e limita l’ingresso di beni e aiuti; l’Egitto mantiene restrizioni al confine di Rafah.
• Le ONG denunciano che l’accesso agli aiuti non è sufficiente per coprire i bisogni.
5. Conflitto armato in corso
• Le forze israeliane conducono offensive su Gaza City e nel nord.
• Hamas e altri gruppi continuano a lanciare razzi, anche se molto ridotti rispetto al 2023-24.
• Gli scontri causano vittime civili quotidiane.
6. Accuse di genocidio e tensione internazionale
• La Commissione ONU d’inchiesta (settembre 2025) ha affermato che esistono motivi per ritenere che siano stati commessi atti di genocidio.
• Israele respinge l’accusa e afferma di agire per autodifesa contro Hamas.
• La questione è ora sotto esame alla Corte internazionale di Giustizia (ICJ) e alla Corte penale internazionale (ICC).
SITUAZIONE A GAZA NEL 2025
🌍 Situazione a Gaza nel 2025 1. Crisi umanitaria estrema
• La fame è realtà: il sistema internazionale (IPC) ha dichiarato che nel nord di Gaza c’è carestia , con bambini che muoiono di malnutrizione.
• Oltre metà della popolazione (più di 1 milione di persone) è in emergenza alimentare, senza accesso regolare a cibo, acqua potabile ed elettricità.
2. Popolazione sfollata e senza riparo
• Decine di migliaia di persone si spostano continuamente da nord a sud per sfuggire ai bombardamenti.
• Molti vivono in tende o edifici danneggiati, in condizioni igieniche precarie, con epidemie e infezioni che si diffondono.
3. Crollo dei servizi essenziali
• Ospedali: la maggior parte non funziona o è parzialmente operativa, mancano carburante, medicinali e personale.
• Acqua ed elettricità: il blocco del carburante impedisce il funzionamento di impianti di desalinizzazione e generatori.
• Scuole e rifugi: sovraffollati o danneggiati dagli scontri.
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LE ACCUSE DI "GENOCIDIO"
Le accuse di “genocidio”
• Fonti recenti: nel settembre 2025 l’Independent International Commission of Inquiry delle Nazioni Unite ha pubblicato conclusioni in cui si afferma che le azioni dello Stato d’Israele nella Striscia di Gaza configurano reati gravi e include la valutazione che siano state commesse azioni che costituiscono genocidio. L’ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani ha rilasciato comunicati in merito. • Reazioni e contesto legale: queste valutazioni sono estremamente serie e hanno grande impatto politico e legale. Israele nega l’accusa e afferma di operare per legittima difesa contro atti terroristi e per liberare ostaggi; molti paesi, organismi e giuristi discutono e valutano i fatti alla luce del diritto internazionale (incluso il Genocide Convention, il diritto umanitario e le norme sui crimini di guerra). Ci sono anche procedimenti all’ICJ (Corte internazionale di Giustizia) e indagini dell’ICC (Procura penale internazionale) che cercano accertamenti legali.
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GRAZIE PER LA VISIONE
- MIRIAM AMORE
- GIUSY DI MARTINO
- FRANCESCO SQUITIERI
Tentativi di riconciliazione Ci sono stati diversi tentativi di accordo (al Cairo, a Doha, a Gaza stessa), ma mai realmente applicati. Le cause del fallimento includono: Divergenze politiche e ideologiche profonde. Controllo delle forze di sicurezza. Pressioni esterne (Israele, USA, Egitto, Iran, ecc.).
I rapporti restano tesi e frammentati: non esiste un governo palestinese unitario. Dopo la guerra tra Israele e Hamas del 2023–2024, Abbas e la leadership di Fatah hanno perso ulteriore consenso, mentre Hamas resta molto forte a Gaza (nonostante le perdite). La comunità internazionale discute di una possibile riunificazione politica palestinese come condizione per la ricostruzione e un futuro processo di pace, ma nessun passo concreto è stato fatto finora.
COME NASCE?
Miriam Petolicchio
Created on October 10, 2025
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COME NASCE?
STISCIA DI GAZA
La sua storia comincia nel XX secolo con il crollo dell'impero Ottomano, quando il territorio fu affidato al mandato britannico (è stato un territorio governato dalla Gran Bretagna tra il 1920 e 1948 con l'obiettivo di preprare la creazione di uno Stato ebraico). Dopo la guerra arabo-israeliana nel 1948, Gaza passò sotto il controllo dell'Egitto, fino alla guerra dei Sei giorni del 1967, combattuta dal 5 al 10 giugno, ha visto Israele affrontare Egitto, Siria e Giordania, portando a una netta vittoria israeliana.
Cartina
La Striscia di Gaza è un'entità territoriale del territorio palestinese confinante con Israele ed Egitto nei pressi della città di Gaza. Si tratta di una regione costiera di 360km di superficie popolata da più di due milioni di abitanti, dei quali 1.240.082 rifugiati palestinesi ed è il centro del conflitto israelo-palestinese.
MIRIAM AMOREFRANCESCO SQUITIERI GIUSY DI MARTINO
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CHI HA VOLUTO LA STRISCIA DI GAZA?
La Striscia di Gaza non è stata voluta come un'entità autonoma, infatti questo lo possiamo vedere durante i vari anni della sua storia.Dopo il 1948 l'Egitto ne ha assunto il controllo amministrativo, ma senza annetterla ufficialmente. La sua forma attuale è frutto degli accordi della guerra del 1948 e delle divisioni imposte dal conflitto. Con gli Accordi di Oslo (1993–1995), parte del territorio è stato formalmente affidato all’Autorità Nazionale Palestinese, anche se in pratica il controllo è stato esercitato da Israele fino al 2005, anno in cui si è ritirato unilateralmente, lasciando poi spazio al governo di Hamas, eletto nel 2006. Ciononostante, Israele ha sempre mantenuto un controllo sul territorio limitando la libertà della popolazione di Gaza anche prima dell’escalation di ottobre 2023.
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SCOPI
Scopi (chi voleva cosa) • Israele: sostiene che le misure (controlli, blocco, operazioni militari) mirano a garantire sicurezza nazionale, impedire attacchi armati e il contrabbando di armi. • Hamas e gruppi armati: dicono di resistere all’occupazione e rivendicano la lotta per i diritti dei palestinesi; molti paesi e organizzazioni considerano Hamas un gruppo terrorista. • Comunità internazionale/ONG: gran parte degli attori umanitari chiede la fine del blocco, accesso umanitario pieno, protezione dei civili e una soluzione politica che affronti lo status dei territori e dei rifugiati.
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PRINCIPALI BATTAGLIE
- La Striscia di Gaza faceva parte dell’Impero Ottomano fino al 1917. - Durante la guerra, nella campagna del Sinai e della Palestina, le forze britanniche (e dell’Impero britannico) attaccarono la linea ottomana in Palestina, compresa la zona di Gaza. - Le battaglie principali che coinvolsero Gaza sono state: - La Prima battaglia di Gaza (26 marzo 1917) – attacco britannico respinto. - La Seconda battaglia di Gaza (17‑19 aprile 1917) – nuovo attacco britannico con gravi perdite, ottomani resistono. - La Terza battaglia di Gaza (1‑2 novembre 1917) – vittoria alleata, rottura della linea ottomana e occupazione di Gaza. 🎯 Perché Gaza era importante Gaza rappresentava un punto strategico: controllo delle vie costiere e del passaggio tra il Sinai e la Palestina. Dominarla significava poter avanzare verso la Palestina interna.
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CONSEGUENZE
Per l’Impero Ottomano, difendere Gaza era fondamentale per mantenere il proprio controllo su quella parte del Medio Oriente; per gli Alleati era una porta verso Gerusalemme e oltre. 💥 Conseguenze La resistenza ottomana dimostrò grande efficacia, particolarmente nelle prime due battaglie, nonostante fossero meno numerose come forze rispetto agli attaccanti britannici. - Con la terza battaglia gli Alleati, meglio preparati e riorganizzati, riuscirono a rompere la linea difensiva ottomana e occuparono Gaza, aprendo la via alla conquista della Palestina. - Dopo la vittoria, il controllo ottomano della zona terminò e la Striscia di Gaza entrò nell’orbita del mandato britannico in Palestina.
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COME SI E' EVOLUTA LA STRISCIA DI GAZA(FASI PRINCIPALI)
Come si è evoluta (fasi principali) • Insediamenti e occupazione (1967–2005): Israele costruì insediamenti e mantenne controllo militare su molte funzioni. • Disimpegno israeliano (2005): Israele ritirò truppe e smantellò insediamenti nella Striscia, ma controllò frontiere, spazio aereo, mare e il movimento di beni e persone.
• Elezioni palestinesi e conflitto interno (2006–2007): dopo le elezioni del 2006 Hamas vinse nella Striscia; nel 2007 prese il controllo di fatto della Striscia dopo scontri con Fatah. Da allora Gaza è governata da Hamas e separata amministrativamente dalla Cisgiordania. • Blocco e ripetuti conflitti: dal 2007 Israele (e in parte l’Egitto) imposto un blocco; ci sono stati ripetuti conflitti su scala maggiore (2008–09, 2012, 2014, 2021 e accensioni successive) con pesanti danni materiali e perdite umane. Israele afferma che il blocco e le operazioni sono misure di sicurezza per proteggersi da attacchi; i critici parlano di assedio che ha effetti devastanti sulla popolazione civile.
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PROBLEMI PRINCIPALI
Problemi principali e perché sono nati • Concentrazione di rifugiati e sovrappopolazione: Gaza è densamente popolata (oltre 2 milioni di persone) con alti tassi di disoccupazione e dipendenza dagli aiuti. • Blocco e limitazioni economiche: restrizioni su importazioni di materiali “a duplice uso”, limitazioni alla pesca e ai passaggi, che hanno impoverito l’economia e limitato ricostruzione e infrastrutture. • Infrastrutture fragili: scarsità cronica d’acqua potabile, elettricità intermittente, ospedali e scuole danneggiati dalle ostilità. • Violenza e sicurezza: razzi da Gaza verso Israele e operazioni militari israeliane hanno creato un ciclo di attacchi e rappresaglie che colpisce civili da entrambe le parti. • Divisione politica palestinese: il conflitto Fatah–Hamas ha indebolito la governance unitaria e complicato soluzioni politiche.
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CONFLITTO FATAH-HAMAS
Divisione politica Dopo la morte di Arafat (2004) e le elezioni legislative del 2006, vinte da Hamas, le tensioni tra i due movimenti sono esplose: Nel 2007, dopo violenti scontri, Hamas ha preso il controllo della Striscia di Gaza. Fatah ha mantenuto il potere in Cisgiordania, con l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) guidata da Mahmoud Abbas (Abu Mazen). Da allora, i palestinesi vivono di fatto sotto due governi rivali: Hamas a Gaza (governo de facto, con proprie forze di sicurezza e amministrazione). Fatah / ANP in Cisgiordania (riconosciuta dalla comunità internazionale).
Origine dei due movimenti Fatah: fondato nel 1959 da Yasser Arafat e altri, è il principale partito dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP). È nazionalista e laico, e ha accettato nel tempo la strategia del negoziato con Israele. Hamas: nato nel 1987 durante la Prima Intifada, come ramo palestinese dei Fratelli Musulmani. È islamista e considera la lotta armata la via principale per liberare la Palestina.
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4. Blocco e accesso limitato agli aiuti • Israele mantiene il controllo sui valichi e limita l’ingresso di beni e aiuti; l’Egitto mantiene restrizioni al confine di Rafah. • Le ONG denunciano che l’accesso agli aiuti non è sufficiente per coprire i bisogni. 5. Conflitto armato in corso • Le forze israeliane conducono offensive su Gaza City e nel nord. • Hamas e altri gruppi continuano a lanciare razzi, anche se molto ridotti rispetto al 2023-24. • Gli scontri causano vittime civili quotidiane. 6. Accuse di genocidio e tensione internazionale • La Commissione ONU d’inchiesta (settembre 2025) ha affermato che esistono motivi per ritenere che siano stati commessi atti di genocidio. • Israele respinge l’accusa e afferma di agire per autodifesa contro Hamas. • La questione è ora sotto esame alla Corte internazionale di Giustizia (ICJ) e alla Corte penale internazionale (ICC).
SITUAZIONE A GAZA NEL 2025
🌍 Situazione a Gaza nel 2025 1. Crisi umanitaria estrema • La fame è realtà: il sistema internazionale (IPC) ha dichiarato che nel nord di Gaza c’è carestia , con bambini che muoiono di malnutrizione. • Oltre metà della popolazione (più di 1 milione di persone) è in emergenza alimentare, senza accesso regolare a cibo, acqua potabile ed elettricità. 2. Popolazione sfollata e senza riparo • Decine di migliaia di persone si spostano continuamente da nord a sud per sfuggire ai bombardamenti. • Molti vivono in tende o edifici danneggiati, in condizioni igieniche precarie, con epidemie e infezioni che si diffondono. 3. Crollo dei servizi essenziali • Ospedali: la maggior parte non funziona o è parzialmente operativa, mancano carburante, medicinali e personale. • Acqua ed elettricità: il blocco del carburante impedisce il funzionamento di impianti di desalinizzazione e generatori. • Scuole e rifugi: sovraffollati o danneggiati dagli scontri.
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LE ACCUSE DI "GENOCIDIO"
Le accuse di “genocidio” • Fonti recenti: nel settembre 2025 l’Independent International Commission of Inquiry delle Nazioni Unite ha pubblicato conclusioni in cui si afferma che le azioni dello Stato d’Israele nella Striscia di Gaza configurano reati gravi e include la valutazione che siano state commesse azioni che costituiscono genocidio. L’ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani ha rilasciato comunicati in merito. • Reazioni e contesto legale: queste valutazioni sono estremamente serie e hanno grande impatto politico e legale. Israele nega l’accusa e afferma di operare per legittima difesa contro atti terroristi e per liberare ostaggi; molti paesi, organismi e giuristi discutono e valutano i fatti alla luce del diritto internazionale (incluso il Genocide Convention, il diritto umanitario e le norme sui crimini di guerra). Ci sono anche procedimenti all’ICJ (Corte internazionale di Giustizia) e indagini dell’ICC (Procura penale internazionale) che cercano accertamenti legali.
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GRAZIE PER LA VISIONE
Tentativi di riconciliazione Ci sono stati diversi tentativi di accordo (al Cairo, a Doha, a Gaza stessa), ma mai realmente applicati. Le cause del fallimento includono: Divergenze politiche e ideologiche profonde. Controllo delle forze di sicurezza. Pressioni esterne (Israele, USA, Egitto, Iran, ecc.).
- Situazione attuale
I rapporti restano tesi e frammentati: non esiste un governo palestinese unitario. Dopo la guerra tra Israele e Hamas del 2023–2024, Abbas e la leadership di Fatah hanno perso ulteriore consenso, mentre Hamas resta molto forte a Gaza (nonostante le perdite). La comunità internazionale discute di una possibile riunificazione politica palestinese come condizione per la ricostruzione e un futuro processo di pace, ma nessun passo concreto è stato fatto finora.