WILLIAM BLAKE - Birmingham City Museum and Art Gallery
Il cerchio dei lussuriosi
(Paolo e Francesca)
Anno: 1824-1827 Tecnica: Inchiostro e acquarello su carta Dimensioni: 36,8x52,2cm
L’Inferno di Dante è la prima cantica della Divina Commedia, un viaggio allegorico attraverso il peccato, la giustizia e la redenzione, ambientato in un mondo sotterraneo diviso in cerchi e bolge. L’Inferno è composto da 34 canti, dove Dante, guidato da Virgilio, attraverso i luoghi della dannazione eterna. I peccatori sono ordinati secondo la gravità del peccato, può essere immaginato come una piramide rovesciata scavata sotto la superficie terrestre, con la punta che culmina nel centro della Terra, dove è conficcato Lucifero. Ogni pena è per contrappasso, cioè una punizione che rispecchia o ribalta il peccato commesso in vita. L’Inferno rappresenta il punto più basso della condizione umana, da cui Dante deve risalire per ritrovare la salvezza. L'infernale è situato sotto la città della redenzione, Gerusalemme, in un perfetto equilibrio tra dannazione e salvezza.
Paolo e Francesca
Paolo e Francesca incarnano l’amore travolgente e la condanna eterna, sono raffigurati sospesi in un vortice che è insieme tra passione e punizione, un intreccio che li unisce e li condanna. Non poggiano su alcun terreno, sono sospesi nel turbine infernale, come anime trascinate dal vento. Francesca ha il volto rivolto verso Paolo, la sua espressione è malinconica, come se fosse consapevole della condanna ma incapace di rinunciare all’amore. Paolo è più passivo, ha lo sguardo rivolto verso Francesca, anche lui è vittima del desiderio ed è travolto dalla passione e dalla bellezza. Blake non li separa mai visivamente.
Roberto Benigni recita il canto V dell'Inferno
Vita
William Blake nacque a Londra nel 1757 in una famiglia modesta, aperta all’arte e alla religione. Fin da bambino ebbe visioni mistiche (come angeli sugli alberi o Dio alla finestra), che segnarono profondamente la sua vita e la sua produzione artistica e poetica. I genitori, pur preoccupati, non lo ostacolarono, e a 10 anni fu iscritto a una scuola di disegno; divenne apprendista incisore e poi artista autonomo ma, nonostante il suo talento, non ottenne mai un vero successo commerciale, vivendo quasi sempre in povertà con la moglie. Blake credeva in una divinità interiore e personale, accessibile attraverso l’immaginazione che per lui era la vera via verso il divino. Fu un critico sociale radicale: denunciava l’ingiustizia, l’oppressione, lo sfruttamento dei bambini, la guerra, il materialismo e l’autoritarismo; le sue opere riflettono un profondo desiderio di liberazione spirituale e politica. Morì nel 1827.
La Figura di Virgilio
Funge da punto di riferimento e contrasto rispetto al vortice caotico; è ferma e, trovandosi sopra un punto rialzato, sembra comunicare distacco dalla scena che vediamo. Sembra inoltre osservarla. Virgilio è la guida di Dante e in questo canto dell'Inferno mantiene una calma emotiva che Dante, invece, non ha; Virgilio rappresenta dunque la ragione umana e la fiosofia che può condurre l'uomo fino ai limiti della conoscienza terrena. E' una figura razionale e statica.
"e ciò sa' l tuo dottore" Inferno canto V verso 123
La Figura di Dante Alighieri
Dante è raffigurato accanto a Virgilio. La sua figura è più piccola rispetto a quelle dei dannati, quasi schiacciata dalla potenza del turbine infernale, è svenuto per le numerose emozioni che prova in quel momento. Dante rappresenta l’uomo che osserva il peccato non con distacco, ma con partecipazione emotiva. La sua caduta è segno di una crisi interiore, di un confronto con le proprie passioni. Il suo volto ha un'espressione di turbamento profondo. Non c’è giudizio, ma compassione, empatia ed identificazione con i dannati.
“e caddi come corpo morto cade” Inferno, Canto V verso 142
Blake raffigura un vortice dinamico, una spirale di corpi nudi, che occupa la parte centrale e quella superiore del dipinto; i corpi rappresentano le anime dei lussuriosi, ovvero coloro che in vita si sono lasciati trascinare dalla passione.
" la bufera infernal, che mai non resta,mena li spiriti con la sua rapina; voltando e percotendo li molesta "
La bufera è rappresentata in modo drammatico: le figure umane vengono trasportate dal vento prive di alcun orientamento e appiglio; ha un flusso caotico e continuo. Il vortice ha un andamento spiraliforme e suggerisce instabilità, perdita del controllo e perpetuità del tormento.
ANALISI COMPOSITIVA: La composizione è caratterizzata da una potente struttura circolare o a vortice, che evoca la bufera infernale che tormenta le anime dei lussuriosi
ANALISI FORMALE: sebbene l'enfasi sia sul dinamismo delle forme, Blake riesce a creare una sensazione di profondità spaziale e di immensità con un orizzonte basso e le figure lontane che si perdono nel buio. Nell'angolo superiore è presente un globo luminoso o un astro radiante che emana luce; questo elemento può simboleggiare l'occhio di Dio, la giustizia divina o il Paradiso, in netto contrasto con l'oscurità del regno infernale. La luce è data dai colori più brillanti usati da Blake che mitigano l'atmosfera opprimente. Le figure dei dannati sono disegnate con linee contorte e allungate, spesso con proporzioni anatomiche deformate, queste linee accentuate e serpentine enfatizzano il loro tormento; il corpo svenuto di Dante e la figura di Virgilio sono invece l'unico elemento compositivo realizzato con linee più rette e interrompe il moto circolare e offre un punto focale di stabilità. I colori predominanti sono il bluastro, il grigio , il marrone terroso e il verdastro: questi colori conferiscono all'ambiente un senso di misticismo e irrealtà infernale, lontano da una rappresentazione naturalistica; i corpi dei dannati sono di un colore livido e terroso.
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Il cerchio dei lussuriosi
Andrea Giunchedi
Created on October 10, 2025
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WILLIAM BLAKE - Birmingham City Museum and Art Gallery
Il cerchio dei lussuriosi
(Paolo e Francesca)
Anno: 1824-1827 Tecnica: Inchiostro e acquarello su carta Dimensioni: 36,8x52,2cm
L’Inferno di Dante è la prima cantica della Divina Commedia, un viaggio allegorico attraverso il peccato, la giustizia e la redenzione, ambientato in un mondo sotterraneo diviso in cerchi e bolge. L’Inferno è composto da 34 canti, dove Dante, guidato da Virgilio, attraverso i luoghi della dannazione eterna. I peccatori sono ordinati secondo la gravità del peccato, può essere immaginato come una piramide rovesciata scavata sotto la superficie terrestre, con la punta che culmina nel centro della Terra, dove è conficcato Lucifero. Ogni pena è per contrappasso, cioè una punizione che rispecchia o ribalta il peccato commesso in vita. L’Inferno rappresenta il punto più basso della condizione umana, da cui Dante deve risalire per ritrovare la salvezza. L'infernale è situato sotto la città della redenzione, Gerusalemme, in un perfetto equilibrio tra dannazione e salvezza.
Paolo e Francesca
Paolo e Francesca incarnano l’amore travolgente e la condanna eterna, sono raffigurati sospesi in un vortice che è insieme tra passione e punizione, un intreccio che li unisce e li condanna. Non poggiano su alcun terreno, sono sospesi nel turbine infernale, come anime trascinate dal vento. Francesca ha il volto rivolto verso Paolo, la sua espressione è malinconica, come se fosse consapevole della condanna ma incapace di rinunciare all’amore. Paolo è più passivo, ha lo sguardo rivolto verso Francesca, anche lui è vittima del desiderio ed è travolto dalla passione e dalla bellezza. Blake non li separa mai visivamente.
Roberto Benigni recita il canto V dell'Inferno
Vita
William Blake nacque a Londra nel 1757 in una famiglia modesta, aperta all’arte e alla religione. Fin da bambino ebbe visioni mistiche (come angeli sugli alberi o Dio alla finestra), che segnarono profondamente la sua vita e la sua produzione artistica e poetica. I genitori, pur preoccupati, non lo ostacolarono, e a 10 anni fu iscritto a una scuola di disegno; divenne apprendista incisore e poi artista autonomo ma, nonostante il suo talento, non ottenne mai un vero successo commerciale, vivendo quasi sempre in povertà con la moglie. Blake credeva in una divinità interiore e personale, accessibile attraverso l’immaginazione che per lui era la vera via verso il divino. Fu un critico sociale radicale: denunciava l’ingiustizia, l’oppressione, lo sfruttamento dei bambini, la guerra, il materialismo e l’autoritarismo; le sue opere riflettono un profondo desiderio di liberazione spirituale e politica. Morì nel 1827.
La Figura di Virgilio
Funge da punto di riferimento e contrasto rispetto al vortice caotico; è ferma e, trovandosi sopra un punto rialzato, sembra comunicare distacco dalla scena che vediamo. Sembra inoltre osservarla. Virgilio è la guida di Dante e in questo canto dell'Inferno mantiene una calma emotiva che Dante, invece, non ha; Virgilio rappresenta dunque la ragione umana e la fiosofia che può condurre l'uomo fino ai limiti della conoscienza terrena. E' una figura razionale e statica.
"e ciò sa' l tuo dottore" Inferno canto V verso 123
La Figura di Dante Alighieri
Dante è raffigurato accanto a Virgilio. La sua figura è più piccola rispetto a quelle dei dannati, quasi schiacciata dalla potenza del turbine infernale, è svenuto per le numerose emozioni che prova in quel momento. Dante rappresenta l’uomo che osserva il peccato non con distacco, ma con partecipazione emotiva. La sua caduta è segno di una crisi interiore, di un confronto con le proprie passioni. Il suo volto ha un'espressione di turbamento profondo. Non c’è giudizio, ma compassione, empatia ed identificazione con i dannati.
“e caddi come corpo morto cade” Inferno, Canto V verso 142
Blake raffigura un vortice dinamico, una spirale di corpi nudi, che occupa la parte centrale e quella superiore del dipinto; i corpi rappresentano le anime dei lussuriosi, ovvero coloro che in vita si sono lasciati trascinare dalla passione.
" la bufera infernal, che mai non resta,mena li spiriti con la sua rapina; voltando e percotendo li molesta "
La bufera è rappresentata in modo drammatico: le figure umane vengono trasportate dal vento prive di alcun orientamento e appiglio; ha un flusso caotico e continuo. Il vortice ha un andamento spiraliforme e suggerisce instabilità, perdita del controllo e perpetuità del tormento.
ANALISI COMPOSITIVA: La composizione è caratterizzata da una potente struttura circolare o a vortice, che evoca la bufera infernale che tormenta le anime dei lussuriosi
ANALISI FORMALE: sebbene l'enfasi sia sul dinamismo delle forme, Blake riesce a creare una sensazione di profondità spaziale e di immensità con un orizzonte basso e le figure lontane che si perdono nel buio. Nell'angolo superiore è presente un globo luminoso o un astro radiante che emana luce; questo elemento può simboleggiare l'occhio di Dio, la giustizia divina o il Paradiso, in netto contrasto con l'oscurità del regno infernale. La luce è data dai colori più brillanti usati da Blake che mitigano l'atmosfera opprimente. Le figure dei dannati sono disegnate con linee contorte e allungate, spesso con proporzioni anatomiche deformate, queste linee accentuate e serpentine enfatizzano il loro tormento; il corpo svenuto di Dante e la figura di Virgilio sono invece l'unico elemento compositivo realizzato con linee più rette e interrompe il moto circolare e offre un punto focale di stabilità. I colori predominanti sono il bluastro, il grigio , il marrone terroso e il verdastro: questi colori conferiscono all'ambiente un senso di misticismo e irrealtà infernale, lontano da una rappresentazione naturalistica; i corpi dei dannati sono di un colore livido e terroso.
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