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EscapeRoom di scienze.

raslen chabir

Created on October 8, 2025

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Transcript

EscapeRoom di scienze.

start

Ci siamo appena svegliati, confusi e spaesati, all'interno della nostra scuola. Non ricordiamo come siamo arrivati lì, ma una cosa è chiara fin da subito: qualcosa non va. Dopo esserci guardati intorno e aver ripreso i sensi, decidiamo di cercare una via d’uscita. Tuttavia, ogni porta che proviamo ad aprire è bloccata, come se qualcuno – o qualcosa – volesse tenerci dentro. Torniamo allora nella nostra classe, sperando di trovare un indizio, una spiegazione, qualsiasi cosa. Ed è lì che lo notiamo: sulla LIM è comparso qualcosa. Non c’era prima. Un messaggio? Ci fissa come se aspettasse che lo leggessimo.

BENVENUTI

“Oggi non siete semplici studenti. Siete giovani giuristi chiamati a risolvere un misterioso caso che mette in pericolo la reputazione dell’Istituto. Un importante contratto è stato violato e le conseguenze legali minacciano di travolgere tutto. Chi è responsabile? Qual è il danno subito? E soprattutto, come si può ottenere giustizia?”

Trovate le prove chiave, calcolate il danno e scoprite il responsabile altrimenti...

Dopodiché una discussione si accende tra di noi, ancora sotto shock e pieni di domande. All’improvviso, un rumore sordo ci interrompe: proviene dalla classe affianco. È un suono secco, come se qualcosa fosse caduto o si fosse mosso improvvisamente. Ci scambiamo uno sguardo carico di tensione, poi, spinti dalla curiosità e dalla paura, decidiamo di andare a vedere. Ci avviciniamo lentamente alla porta accanto, la apriamo con cautela… e vediamo…

Prof Blengino

Ill contratto tra le due parti è stato nascosto per scoprire la verità. dovete aiutarmi, ho bisogno di una mano a risolvere un esercizio sul foglio 1

Prof Blengino

Prof Blengino

00:15

Prof Blengino

So di starvi rubando molto tempo ma prima di dirvi dov è il contratto dovete aiutarmi a completare il foglio 2

Prof Blengino

Prof Blengino

Il contratto che state cercando si trova in una paletra

Non appena abbiamo appreso l'informazione, ci siamo guardati negli occhi senza bisogno di parlare. Un cenno d’intesa, e subito abbiamo preso le nostre cose. Con passo deciso, ci siamo diretti in palestra. L’aria era carica di energia e aspettativa, come se sapessimo che qualcosa stava per iniziare davvero.

Ma non appena varcammo l'entrata qualcosa cambiò. Un urlo stridulo riecheggiò tra i corridoi, seguito da un silenzio innaturale. Ci siamo fermati di colpo. Il cuore accelerava, lo sguardo si faceva incerto. Poi, altri rumori—grida lontane, passi concitati. Presi dalla paura, ci siamo sparpagliati. Ognuno corse in una direzione diversa, aprendo porte a caso, cercando rifugio o forse una via d’uscita. I dopo un po' di tempo ho capito che Luca, Denny, Ivan, Samuele e Nicolò sono morti, e solo io sono rimasto in vita.

Appena ho varcato la soglia della palestra, il professor Gino mi ha guardato con un mezzo sorriso, le braccia conserte."Ti stavo aspettando," ha detto. "O corri... o risolvi."Mi sono fermato, incerto."Se non vuoi fare 4 ore di allenamento," dimostrami che sai usare la testa. C’è un problema da risolvere. E hai solo 20 secondi"

Prof Gino.

00:20

Ecco il concratto

Prof Gino

Avevo appena finito di leggere il contratto. Le parole mi ronzavano ancora in testa, fredde e precise come lame. Quel documento era all'origine di tutto. Lo richiusi lentamente, ma proprio in quel momento sentii un rumore alle mie spalle. Un passo? Un oggetto trascinato? Qualcuno c’era. Mi voltai di scatto, ma il corridoio era vuoto...

Prof Andrea Agrò

GOODMORNING!!!! Raslen.

Prof Andrea Agrò

Help me to reorder a case please

Mentre il mio cervello ancora assimilava le informazioni — guardai il prof con quel sorriso Siciliano stampato in faccia, quella voce fredda che mi sussurò "Scappa" —prima di pensare effettivamente a cosa fare le gambe avevano già iniziato a muoversi. Correvo, senza voltarmi, senza chiedermi perché. Solo fuggire. Il cuore martellava, la stanchezza mi strappava il fiato, ma non osavo fermarmi.Poi, il bar della scuola. Una speranza. Forse cibo, forse acqua. Un rifugio. Aprii la porta con un gesto incerto… ed è lì che la vidi. I miei occhi si illuminarono di salvezza

Ginotta

Ma poi, proprio mentre cercavo di capire se avessi abbastanza forza per restare in piedi, arrivò un ragazzo di nome Piero...

Pierro disse: se mi aiuti giuro che ti lascio andare...

Dopo averlo aiutato a calcolare tutto — danno emergente, lucro cessante, ogni cifra — lui sorrise. Ma non era un sorriso grato. Era qualcosa di storto, di studiato. Dietro di lui, la prof ricomparve all’improvviso, anche lei sorrideva. «Bravissimo,» dissero quasi in coro. «Hai fatto un ottimo lavoro.» Mi aspettavo di essere lasciato andare. E invece no. Le loro espressioni cambiarono: troppo calme, troppo lucide. «Ma vedi,» disse Piero, «adesso sai troppo.» «E chi sa troppo… non può semplicemente andarsene.» Mi si gelò il sangue. «A meno che tu non riesca a rispondere a un’ultima domanda. Solo una.» Piero si voltò verso di me. «Se rispondi, sei libera. Se sbagli…» sinceramente, non volevo sapere cosa sarebbe successo.

Il silenzio che seguì fu assordante. Piero mi fissò, impassibile. Poi, lentamente, accennò un sorriso. La prof annuì. «Hai risposto bene,» disse lui. «Troppo bene.» E prima che potessi reagire, un colpo secco alla testa. Buio. Quando riaprii gli occhi, avevo la testa che mi martellava. Mi toccai la fronte, sentendo un leggero gonfiore. Mi guardai intorno. Le pareti erano familiari. La scrivania, la sedia, il poster mezzo staccato. Ero… nella mia stanza. Mi alzai, barcollando. La luce del sole entrava dalla finestra. Ce l’avevo fatta.

Completed

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Rinizia?