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IL MEDIOEVO

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Created on October 7, 2025

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IL MEDIOEVO

L'espansione dei commerci

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La ripresa dei commerci

Rispetto all'antichità e prima dell'anno Mille i commerci e gli scambi erano diminuiti moltissimo.
  • collegamenti lenti (strade strette e dissestate)
  • manutenzione stradale assente (buche, frane, vegetazione)
  • spostamenti difficili data l'assenza della bussola(riconosciuta nel XII)

Una nuova figura: il mercante

Con la ripresa dei commerci le strade tornano ad essere percorse da una figura nuova che cominciava ad affermarsi, il mercante.
  • vendeva le eccedeze dei campi ai mercati o alle grandi fiere che si svolgevano fuori le mura della città ( in occasione di feste religiose, fiera=giorno di festa)
  • lana, stoffa, pelli, borse, cinture.
  • fiera delle Fiandre, Champagne(francia) e della pianura Padana

fiera delle fiandre

La ripresa della circolazione monetaria

Grazie alla crescita dell'economia e allo sviluppo dei commerci le città ripresero a coniare monete di metalli preziosi che resero i pagamenti più facili.
  • acquistare merci di vario tipo, anche più costose
  • in una prima fase fuorono coniate monete d'argento (i grossi) e nel XIII anche monete d'oro.
  • oro proveniente dai commerci con Bisanzio e con il mondo islamico (miniere d'oro della Nubia,del Caucaso e del Caspio)
  • VIII l'impero Bizantino accresce le riserve auree grazie all'iconoclastia
  • aumentano le possibilità di vendere e comprare che determina un avanzamento della civiltà europea.

Le importazioni dall'Oriente

L'oro rappresentò uno strumento essenziale per la ripresa del commercio e la circolazione di merci preziose.

  • spezie(vino, farmaci) dall'India, Cina, Siria e Egitto
  • incenso nella penisola arabica e Africa orientale
  • avorio (ornamenti, statue e medicine dopo essere stato ridotto in polvere)
  • pietre preziose (smeraldi dall'Egitto, rubini dall'Asia, dal golfo persico diamanti, turchesi, giade e lapislazzuli)
  • tessuti (tappeti dall'Asia minore e Persia per adornare case e chiese)

Le esportazioni dall'Occidente

Per poter acquistare le merci orientali, l'Occidente doveva vendere prodotti altrettanto preziosi
  • schiavi slavi provenienti dalla Dalmazia e dall'Asia (tribù tartare, cioè etnia mongola e circasse, dalla Circassia regione del Caucaso) che venivano poi rivenduti in Spagna e in Africa dove venivano addestrati (esercito dei sultani) o impegnati nei lavori domestici per i ricchi occidentali
  • l'occidente non trafficava solo schiavi, ma anche il frumento venduto dagli amalfitanni e dai veneziani
  • al mondo islamico legname e armi
  • perle di vetro (veneziani esperti artigiani vetrai)
  • panni di lana (esportati dalle Fiandre)
  • stoffe di lino

Mercanti itineranti e sedentari

Nei primi secoli il mercante era viaggiatore e quindi dovava disporre di una cifra elevata di denaro per i viaggi più lunghi, conoscere le lingue 'volgari', anche se la lingua internazionele del commercio era il francese (Champagne) e poi l'italiano. Così nasce la figura del meracente sedentario che stabiliva una sede centrale dalla quale gestiva gli affari appoggiandosi a degli impiegati che lo sostituivano negli spostamenti.

La figura del mercante fa nascere la figura del notaio che aiutava il mercante per validare i contratti di compravendita. Con l'aumento degli affari si diffuse il registro a 'porta doppia', su cui il mercante annotava i cediti e i debiti e con semplici calcoli poteva tenere sotto controllo lo stato dei conti. Poi comciò ad usare le 'lettere di cambio' in cui il mercante depositava in banca il denaro e in cambio otteneva ricevute che valevano quanto al denaro depositato con le quali poteva saldare i debiti.

Dati i commerci intensi, i mercanti si riuniscono in società, corporazioni che offrivano maggiore sicurezza delle attività mercantili. Le corporazioni si dotarono di strumenti giuridici per finanziare e tutelare le imprese:

  • il commercio terrestre si organizzò in compagnie (continuità nel tempo degli scambi)
  • nel commercio marittimo si ricorse alla commenda, un finanziamento collettivo che al ritorno delle navi garantiva la restituzione del capitale anticipato con interessi.

mercanti e banchieri

I mercanti con i propri capitali depositati nei banchi investivano nelle imprese che reputavano più redditizie e soprattutto svolgevano attività bancaria. Si formano così compagnie di banchieri così ricche da poter permettersi di pretare denaro a papi e sovrani. Inoltre facevano anche i cambiavalute perchè con il commercio di cose di lusso era necessario avere a disposizione valute di oro e argento. Infine i banchieri assicuravano il carico delle navi rimborsando il valore della merce in caso di naufragio, se invece il viaggio fosse andato a buon fine avrebbero preso grosse somme di denaro.

mercante

banchiere

La Hansa

In Europa settentrionale le città lungo le rive del Mare del Nord e il Mar Baltico, collegate a zone costiere da intensi rapporti commerciali si unirono in una lega chiamata Hansa (schiera, associazione). L'Hansa controllava i traffici commerciali dall'oriente all'occidente. Questa lega non solo tutelava i commerci, ma anche la vita dei mercanti, infatti nei paesi stranieri i mercanti dell'Hansa potevano contare sui fondaci(edificio in terra straniera che serviva ai mercanti come deposito per le merci o come abitazione). Nel periodo di maggior prosperità la lega riunì 90 città e raggiunse una grande potenza economica che si tradusse in una vera e propria influenza politica, anche se le città rimasero sempre autonome. Il centro più prestigioso era Lubecca (oltre ad Amburgo, Stoccolma, Brema e Riga)dove c'era l'assemblea comune della lega. Il suo potere era tale che l'iperatore nel 1226 le concesse il titolo di città libera.

Grazie

Martina Picone