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L’importanza della scuola

Vito Malcangi

Created on October 3, 2025

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Transcript

SCUOLA

prof. Vito Malcangi

L’importanza della scuola

«L’importanza della scuola si può capire solo quando non c’è»
prof. Vito Malcangi

A scuola di civiltà

prof. Vito Malcangi

Il decalogo della classe

Nel gruppo nessuno può dare o portare quello che devi dare o portare tu.

Non devi mai aspettare che parlino gli altri al tuo posto.

Rifletti prima di parlare; è vietato pensare a voce alta.

Accorgiti, con la tua sensibilità, se c’è qualcuno che si trova male o non riesce a esprimere se stesso nel migliore dei modi... puoi aiutarlo.

prof. Vito Malcangi

Il decalogo della classe

Ogni essere umano non ha solo bisogno di amare, ma anche che lo si ami, che si creda in lui, nelle sue possibilità, che non lo si metta da parte, in solitudine... Non dire mai: «Con quello/a non c’è più nulla da fare! Ho tentato tutto...».

Poiché anche tu puoi sbagliare, non devi ridere o scherzare su quello che dicono gli altri.

Sappi ascoltare. Non etichettare i tuoi compagni in base ai loro successi o insuccessi. Tutti, ma proprio tutti, hanno qualcosa da insegnarti.

prof. Vito Malcangi

Il decalogo della classe

Nessuno è perfetto: ma devi volere che l’altro si perfezioni e, soprattutto, aiutarlo a farlo.

Non potrai far vincere la tua squadra se tieni il pallone per te. Così non potrai migliorare la tua classe se pensi solo a te stesso, anzi la renderai peggiore.

Ci vuole più di un giorno per conoscere un compagno di classe, e una buona amicizia non si costruisce in un momento. Va vissuta ogni giorno e dura solo se è vera.

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prof. Vito Malcangi

Una scuola senza amore della verità distrugge la persona. Studiano per il registro, per la pagella, per il diploma. E intanto si distraggono dalle cose belle che studiano. Tutto diventa voto e null’altro. Considerano il gioco e le vacanze come un diritto. La scuola come un sacrificio. Non hanno mai sentito dire che a scuola si va per imparare e che andare è un privilegio. Il maestro è per loro dall’altra parte della barricata e conviene ingannarlo.

Don LORENZO MILANIsacerdote ed educatore (1923-1967)

«Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui». (Luca 10, 30-34)

«Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui». (Luca 10, 30-34)

Sant’Agostino esplora l’apparente contraddizione tra un Dio buono e onnipotente e l’esistenza del male nel mondo. La sua soluzione è che il male non è una sostanza creata da Dio, ma un’assenza o corruzione del bene, derivante dalla libertà umana e dalla natura stessa dell’essere, che in una gerarchia ontologica implica un necessario scarto dal bene sommo.