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Galleria fonti scritte latine

Elisabetta Tatti

Created on October 1, 2025

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Transcript

Galleria fonti scritte latine

Giulia Samengo Elisabetta Tatti

Fibula Praenestina

MAIN HALL
wc

L'iscrizione sotto il Lapis niger

ROOM 2
ROOM 3

Vaso di Dueno

Le più antiche forme scritte

Cista Ficonori

La più antica iscrizione a uso politico:

Questa cippo, databile al VI secolo a.C., lo si può trovare nel foro romano, nell'area del Comizio dove i cittadini si riunivano per votare

QUI HUNC (LOCUM VIOLAVERIT) SACER ESTO… REGI CALATOREM… IUMENTA CAPIAT… IUSTO (CHI VIOLERÀ QUESTO LUOGO SIA MALEDETTO… AL RE L’ARALDO… PRENDA IL BESTIAME… GIUSTO).

Questa iscrizione, in parte integrata, è in latino arcaico con derivazione greco-etrusca, era di carattere religioso e probabilmente era un maledizione per chi fosse passato in quel luogo sacro

La più antica iscrizione:

Questa fibula d'oro è stata ritrovata a Prenestina, lunga 10.7 cm ora è conservata al museo Pigorini di Roma.

Quest'oggetto risale al VII secolo a.C. e sopra c'è inciso:"Manius me fecit Numerio". Dalla traduzione, "Manio mi fece per Numerio", si può capire che c'era un mittente e un destinatario.

Il vaso:

Un vaso di argilla raffinato con epigrafe datata al VI secolo a.C.

IOVE|SATDEIVOSQOIMEDMITATNEITEDENDOCOSMISVIRCOSIED / ASTEDNOISIOPETOITESIAIPACARIVOIS / DVENOSMEDFECEDENMANOMEINOMDVENOINEMEDMALOSTATOD

Questa iscrizione, è stata incisa per indicare il valore di chi ha realizzato questo vaso, infatti la traduzione è: "Chi mi invia prega gli dèi che nessuna vergine ti sia compagna. Se non vuoi essere soddisfatto per opera di Toteria. Un buono mi fece, e per causa mia nelle mani di quel buono non torni il male."

La cista:

Un contenitore per oggetti da toeletta e cosmetici realizzato fra il 350 e il 330 a. C. Deve il nome a Francesco Ficoroni, il primo possessore. Il materiale con cui è stata fatta è il bronzo ed è coperta da incisioni.

DINDIA MACOLNIA FILEAI DEDITNOVIOS PLAUTIOS MED ROMAI FECID

Questa iscrizione indica chi ha fatto quest'oggetto e per chi era. La traduzione e: "Dindia Macolnia (mi) donò alla figlia / Novio Plauzio mi fece a Roma"

Le leggi delle XII tavole

MAIN HALL
wc
XII tavole
ROOM 3
le più antiche forme scritte
Le XII tavole:

Queste leggi sono state scritte, secondo la tradizione, nel 451-450 a.C. dopo una rivolta delle plebe dai decemviri e successivamente esposte nel Foro. Queste iscrizioni su tavole di bronzo erano un fondamento dell'istruzione romana. Lo stile era coinciso, essenziale ed era lo specchio di una società agreste.

Le XII tavole:

"Si membrum rupsit, ni cum eo pacit, talio esto." ( tabula VIII) Se una persona mutila un'altra e non raggiunge un accordo con essa, sia applicata la legge del taglione.

"Conubia plebi cum patribus sanxerunt." (tabula XI)È vietato il matrimonio fra plebei e patrizi.

Gli Annales maximi

MAIN HALL
wc
gli Annales maximi
le XII tavole
le più antiche forme scritte
Gli Annales maximi

Gli Annales maximi erano una forma di storiografia annalistica che conservava parte della memoria pubblica della vita di Roma: ogni anno (fino al II secolo a.C.) veniva scritte queste tavole con i fatti più importanti dell'anno precedente, esposte e poi ritirate e conservate.Sucessivamente furono raccolte in 80 libri dal pontefice massimo Publio Scevola.Il loro compito era quello di informare il popolo ma anche di tramandare questi fatti alle generazioni future.

Gli elogi funebri "laudatio funebris"

laudatio funebris
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gli Annalesmaximi
le XII tavole

le più antiche forme scritte

Gli elogia:

Gli Scipionum elogia sono due iscrizioni funebri metriche, rinvenute nel sepolcro degli Scipioni sulla via Appia. Questi sono brevi ma ci aiutano a capire meglio il ruolo politico di questa famiglia. Il testo dell'elogium di Barbato, composto in 6 versi saturni, è il seguente: «CORNELIVS·LVCIVS SCIPIO·BARBATVS GNAIVOD·PATRE·PROGNATVS FORTIS·VIR·SAPIENSQVE QVOIVS·FORMA·VIRTVTEI PARISVMA·FVIT CONSOL CENSOR·AIDILIS QVEI·FVIT·APVD·VOS TAVRASIA·CISAVNA SAMNIO·CEPIT SVBIGIT·OMNE·LOVCANAM OPSIDESQVE·ABDOVCIT» .

Cornelio Lucio Scipione Barbato, generato da Gneo suo padre, uomo forte e saggio, la cui bellezza era in armonia con la sua virtù, che fu console, censore e edile presso di voi, prese Taurasia Cisauna, il/nel Sannio, soggiogò tutta la Loucana e ne tradusse ostaggi.»